La parola competenza ha un ruolo centrale nella ricerca del lavoro. Nonostante questo, in molte occasioni, se ne sottovaluta l’importanza: ci sono candidati, ad esempio, che non inseriscono nel curriculum le competenze. La conseguenza è di presentarsi in modo poco efficace e di abbassare le probabilità di essere selezionati per un colloquio.

Per ovviare a queste mancanze, è fondamentale dedicare del tempo all’approfondimento del concetto di competenza, così da incrementarne il significato e coglierne il vero valore. Proprio per questo, di seguito, ti proponiamo alcuni spunti per rendere più forti e chiare le tue competenze nel CV.

Origine della parola “competenza”

La parola competenza deriva dal latino “cum petere”, che significa “andare insieme, mirare ad un obiettivo comune”. Queste traduzioni rivelano fin da subito come la parola competenza abbia un’energia molto potente. Una persona competente è un individuo in grado di svolgere certe mansioni, ruoli o compiti richiesti dal proprio settore o ambito lavorativo. Alcune delle domande che ti saranno venute in merito alle competenze sono:  

  1.  Quali sono le competenze che occorre possedere nella professione che svolgo?
  2.  Quali competenze ho già interiorizzato?
  3.  Se dovessi auto-valutare le competenze che possiedo, utilizzando una scala da 1 a 5, che voto mi darei?

Le eventuali risposte danno avvio a un processo di auto-coaching o di propedeutica ad un bilancio delle competenze. Rispondendo alle domande, infatti, inizierai ad essere più consapevole della tua identità professionale.

Metterti in gioco sulle tue competenze apre a questo punto scenari inaspettati. La Competenza rivela un’anima che oltre che tecnica è anche identitaria e motivazionale. Per questo può essere importante assumere fra le diverse pratiche di potenziamento professionale anche quella di curare con attenzione il giardino delle tue competenze. Il career coaching può esserti molto utile per raggiungere questo obiettivo. Nel frattempo vale la pena comunque scendere più a fondo nella conoscenza di cosa sia realmente una competenza.

La struttura molecolare della competenza

Prima di declinare le diverse skills che il mercato del lavoro richiede, è importante osservare che cosa genera una competenza. Se fingi di utilizzare una speciale lente di ingrandimento puoi immaginare che il Dna di una competenza è il risultato di tre elementi che Guy Le Boterf, uno dei massimi esperti in materia di competenze, identifica nell’unione di: 

  1. Conoscenze che riguardano il sapere di un determinato ambito o di una pratica 
  2. Capacità o abilità, metodi lavorativi, procedure e tecniche necessarie a gestire un determinato processo
  3. Atteggiamenti, comportamenti, modalità detto “Saper essere”

Tuttavia, le competenze non corrispondono a una semplice sommatoria di conoscenze, capacità o atteggiamenti, ma all’integrazione complessa di queste componenti che permette alla persona o all’individuo di svolgere compiti, affrontare situazioni problematiche, prendere decisioni e valutare il proprio agire (autovalutazione). Devi infatti sapere che la possibilità di agire in modo competente è subordinata a fattori quali la memoria, l’attenzione, la situazione. Inoltre, le competenze sono variabili nel tempo e cambiano da individuo a individuo: infatti persone diverse non utilizzano necessariamente le stesse risorse o combinazione di esse per affrontare con successo la stessa situazione problematica. 

In che modo queste conoscenze danno valore aggiunto alla ricerca del lavoro o allo sviluppo di un piano di crescita professionale? Prova a dare un’occhiata al servizio Career Coaching di Jobiri. Non devi farti sorprendere dal fatto che altre 70.000 persone sono riuscite a fare un salto di qualità alla loro carriera lavorando sulle loro competenze grazie al supporto di esperti qualificati Jobiri.

Le competenze richieste nel mercato del lavoro

Mai come prima il mercato del lavoro è affamato di competenze. La società odierna, oltre che tecnologica, è ormai anche fortemente digitalizzata e informatizzata. Tutto questo sta avendo un impatto fortissimo sulle competenze. Da una parte la digitalizzazione e l’informatica hanno stravolto qualsiasi tipo di competenza, anche le più manuali. Dall’altra, l’accelerazione insita in questi saperi richiede un continuo rinnovamento e apprendimento continuo. C’è un ulteriore elemento da prendere in considerazione: il mondo è sempre più connesso e piccolo, particolare che in alcuni casi porta alla diffusione immediata di nuove competenze nate in qualche altra parte del mondo.

Esistono diverse tipologie di competenze: 

  1. Competenze di base
  2. Competenze tecniche o hard skills
  3. Competenze trasversali o soft skills
  4. Competenze digitali 

Le competenze di base

Le competenze di base consistono nel parlare e leggere la lingua locale, saper fare semplici calcoli, avere qualche nozione di ICT (le cosiddette competenze informatiche). Seppure solitamente acquisite grazie a un percorso scolastico di base, possono tuttavia fare la differenza nella selezione di un profilo di basso livello. In questi casi vale la pena inserire questo tipo di competenze nel tuo CV.

Le competenze tecniche o hard skills

Le competenze tecniche o hard skills rappresentano la spina dorsale di qualsiasi profilo professionale. Per ogni profilo è semplice rintracciare le competenze tecniche: basta, ad esempio, digitare sulla barra di Google “profilo meccanico” e subito potrai recuperare le competenze richieste da questo tipo di professione. In alternativa, puoi rivolgerti a siti specializzati come l’Atlante del Lavoro oppure chiedere aiuto ai nostri career coach. E’ importante, comunque, tenere presente che queste competenze hanno bisogno di un aggiornamento continuo.

Le competenze trasversali o soft skills

Le competenze trasversali o soft skills, a differenza di quelle hard, non invecchiano velocemente. Sono le stesse da centinaia di anni, ma tuttavia per mantenersi, hanno bisogno di continuo allenamento. Alcune delle soft skills più richieste sono: la collaborazione, la capacità di comunicazione, la gestione dei problemi all’interno del team, l’empatia, la capacità di ascolto, la creatività, il problem solving. Queste competenze, soprattutto negli ultimi anni, sono considerate molto importanti, dato il nuovo e più delicato contesto in cui ci muoviamo. Questa è la ragione per cui è importante inserirle correttamente nel curriculum: molti candidati commettono ancora l’errore di inserire nel CV una lunga lista di soft skills, senza pensare al fatto che ogni professione ne richiede alcune ad hoc. Un semplice esercizio che puoi provare a fare è dunque quello di metterti nei panni del datore del lavoro e chiederti: se fossi il responsabile HR in quella azienda a cui sto inviando il mio cv, quali competenze trasversali mi piacerebbe leggere? Dai sempre un occhio alla professione per la quale ti stai proponendo così da individuarne i dettagli!

Le competenze digitali

Le competenze digitali sono il risultato di un giusto mix tra conoscenze tecnologiche e “soft skills”. Secondo un documento redatto dal Parlamento europeo esse consistono “nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”. Mai come in questi ultimi due anni è apparsa la necessità di far proprie queste competenze in molti ambiti lavorativi. Il vero salto di livello però consiste non solo nel maneggiarle ma nel trasformarle in una sorta di lingua, così da contribuire ai processi di comunicazione che molte aziende necessitano per navigare in un mercato molto competitivo. Essendo queste competenze ormai cruciali, è importante che tu le metta in risalto nel modo più adeguato e le utilizzi con la giusta cognizione. 

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coach_massimoAutore: Massimo Ravasi
Career Coach Jobiri

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