Lavorare come freelance rappresenta oggi un obiettivo molto ambito, sia dai giovani sia dai professionisti più adulti.

Data la diffusione sempre più ampia di questa tipologia di impiego come libero professionista, approfondiamo in questo articolo come diventare freelance e quali sono i principali vantaggi e svantaggi di questa scelta.

Chi è il freelance?

Prima di capire, appunto, come diventare freelance, soffermiamoci innanzitutto sulla definizione che identifica questa tipologia di professionista: il freelance è un lavoratore indipendente che offre le sue prestazioni a società, organizzazioni o privati. Negli ultimi anni questa figura ha iniziato ad essere molto richiesta nel mercato del lavoro: molti privati ed aziende, infatti, preferiscono la maggior parte delle volte affidarsi ad un esperto libero professionista con una certa competenza, piuttosto che a grandi società.

Il freelance è, dunque, colui che svolge la propria attività senza vincoli di subordinazione e che ha competenze da offrire in uno specifico ambito.

Come diventare freelance: gli step burocratici

Lavorare come freelance significa instaurare un tipo di collaborazione piuttosto semplice con un’azienda o un privato: tu metti a disposizione le tue competenze per svolgere un progetto o un compito specifico in cambio di una retribuzione da parte del cliente.

Ovviamente, ci sono dei settori in cui è più facile svolgere questa professione da libero professionista. Per esempio, il mondo della comunicazione online e quello dell’informatica sono ambiti che offrono ampio spazio a ruoli che possono essere svolti come freelance (il copywriter, il social media manager, il video maker, etc).

A questo punto, vediamo nella pratica come fare per diventare freelance.

Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in Italia, nella maggior parte dei casi per lavorare come freelance bisogna aprire la partita IVA.

Nel caso si voglia svolgere la propria professione come lavoratore autonomo senza la partita IVA, devono essere presenti le seguenti condizioni:

  • offri una prestazione occasionale, il che vuol dire che puoi lavorare per lo stesso committente per un massimo di 30 giorni l’anno e che l’attività non dev’essere organizzata per sede e orari di ufficio
  • hai un guadagno non superiore ai 5.000€ annui
  • al termine della prestazione, emetti una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta al 20% e nessuna ricevuta o fattura fiscale.

Nel momento in cui superi i 5000 euro l’anno e la prestazione non è più, quindi, occasionale e non professionale, è obbligatorio aprire la partita IVA.

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Diventare freelance: gli step pratici

Per quanto riguarda gli step pratici, i principali passi da muovere per diventare freelance sono i seguenti:

  1. Stabilisci obiettivi chiari e misurabili
  2. Migliora la tua reputazione online
  3. Trova i tuoi potenziali clienti

1. Stabilisci obiettivi chiari e misurabili

La prima cosa da fare quando si vuole lavorare come libero professionista è stabilire gli obiettivi che vuoi raggiungere. Se, infatti, non hai degli scopi precisi, sarà difficile intraprendere una direzione con successo. Ricorda che gli obiettivi da porti devono essere SMART, ossia specifici, misurabili, realizzabili, rilevanti e tempificati.

Nella definizione dei tuoi obiettivi, poniti anche domande del tipo: “perché voglio diventare freelance?”, “Cosa mi aspetto da questo lavoro?”, “Voglio che il freelancing sia la mia attività principale o desidero conciliarlo con un altro lavoro?”. Questi ed altri quesiti ti aiuteranno a capire cosa vuoi e dove vuoi andare.

2. Migliora la tua reputazione online

Per avere successo come freelance, è molto importante anche migliorare la tua reputazione online. Per reputazione online si intende tutto ciò che è presente sul web e che riguarda te e il tuo personal branding, nonché la considerazione che il pubblico e i tuoi potenziali clienti hanno di te e del tuo brand.

Pertanto, avere una buona reputazione online significa essere percepiti come esperti e validi professionisti nel settore di appartenenza. 

Ricordati, quindi, di pubblicare con frequenza contenuti di valore sulle tue pagine social, di curare il tuo blog e di prestare attenzione alle recensioni che gli utenti lasciano sui tuoi servizi o sulle tue competenze.

3. Trova i tuoi potenziali clienti

Con una buona reputazione sul web, sarà più facile non solo trovare, ma anche farti trovare dai tuoi potenziali clienti.

Altro step fondamentale è quello di trovare clienti interessati ai tuoi servizi. Intercettare il target giusto non è sempre semplice, ma risulta vitale per avere successo.

Puoi, ad esempio, sfruttare il potere dei social per farti conoscere come professionista e mostrare le tue competenze o aprire un sito web o un blog: insomma, puoi “giocare” con il vasto mondo online per riuscire a capire chi sono i principali utenti che interagiscono con i tuoi contenuti e che sono quindi interessati a ciò che stai offrendo.

I vantaggi e svantaggi del lavoro autonomo

Lavorare come freelance presenta sicuramente numerosi vantaggi. Tra questi ci sono:

  • La flessibilità di orari e luoghi in cui lavorare
  • La possibilità di guadagnare di più

La flessibilità di orari e luoghi in cui lavorare

Il principale e indiscusso vantaggio dell’essere freelance è sicuramente quello di godere di una completa flessibilità di orari e luoghi in cui puoi svolgere il tuo lavoro.

Lavorare come libero professionista dà, infatti, la possibilità di scegliere di lavorare da casa o in qualsiasi altro posto comodo per te e agli orari che più preferisci. Ciò vuol dire che sei tu a decidere in autonomia come organizzare il tuo tempo e i tuoi spazi per fare in modo di ottimizzare quanto più possibile la tua produttività e riservarti anche del tempo libero.

La possibilità di guadagnare di più

Un altro vantaggio del lavoro come freelance è la possibilità di guadagnare molto di più rispetto al “normale” stipendio di un dipendente.

Ovviamente, in linea teorica ci sono queste possibilità, che nella pratica si concretizzano anche e soprattutto grazie alla tua bravura e alla strategia che hai saputo mettere in atto.

La ragione che muove molti a diventare freelance è, appunto, anche il fattore economico: non avrebbe senso, infatti, decidere di diventare freelance e guadagnare meno di un dipendente aziendale (senza godere peraltro di tutti i benefit di un lavoratore assunto).

Accanto ai vantaggi dell’essere freelance, ci sono indubbiamente anche degli svantaggi:

  • l’instabilità lavorativa
  • la mancanza di un confine tra vita privata e vita professionale

L’instabilità lavorativa

Uno degli svantaggi del freelancing è la poca stabilità lavorativa: è probabile che ci siano dei periodi densi di lavoro e dei periodi completamente scarichi.

Tieni conto, però, che ciò capita soprattutto quando sei all’inizio e non hai ancora una base solida di clienti su cui contare.

La mancanza di un confine tra vita privata e vita professionale

Altro svantaggio è anche la difficoltà di stabilire un confine netto tra vita privata e vita professionale. Non è raro, infatti, che ci siano clienti che ti contattano a qualsiasi ora, così come avere delle scadenze serrate che ti costringono a lavorare anche nei weekend o proseguire con le attività fino a sera tardi.

Insomma, se non hai una buona capacità di organizzazione e gestione del tempo, rischi di confondere e mischiare la vita professionale con quella privata, il che può essere deleterio a lungo andare.

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