“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” è un famoso modo dire che tutti conosciamo. Sebbene lo si possa interpretare in diversi modi, il suo senso è all’incirca questo: “se vuoi trasformare in realtà ciò che desideri,  hai bisogno di essere efficace.”

Per essere efficace e avere obiettivi professionali ben definiti, devi, innanzitutto, considerare che alla base del tuo successo personale e professionale entrano in gioco molti fattori tra cui la determinazione, l’intenzionalità, la motivazione e le strategie che metti in atto e che puoi scegliere di conseguire il tuo obiettivo  in maniera autonoma o grazie al supporto di coach professionista, se sai che cos’è il coaching professionale.

Ti interessa sapere come definire un piano d’azione per raggiungere gli obiettivi prefissati? In questo articolo ti spiegheremo come fare!

Un modello in 3 fasi di piano d’azione per conseguire un obiettivo professionale

Sviluppare un piano d’azione per conseguire un obiettivo richiede innanzitutto la comprensione della fase di progettazione in cui ti trovi. Poiché non è sempre semplice capirlo, descriveremo di seguito un modello a tre fasi grazie a cui potrai più facilmente rispondere alla domanda: “a che punto mi trovo del mio piano d’azione?”:

1. Fase pre-meditativa

Si tratta di quel momento in cui inizi a fantasticare su un’idea. E’ la fase “nuvola”. Le espressioni tipiche di questo momento sono “potrei..”, “mi piacerebbe..”, “non sarebbe male se..”. Ora rallenta un secondo e chiediti: “ho dei pensieri simili in questo periodo della mia vita? Da un po’ di tempo mi sta frullando in testa un’idea? Se sì, hai due possibilità, ossia quella di ascoltare questi pensieri o ignorarli. Se decidi di dare spazio a uno o più di questi pensieri, a cui sono intrecciate tante emozioni diverse, allora quel pensiero diventerà un punto di attenzione.

Metaforicamente, è come se decidessi di accendere un led nel tuo cervello. Quella cosa che frulla si trasforma e comincia un processo di connessione con altre sinapsi. Cosa fare? Recupera materiale che può essere utile al suo sviluppo e che si collega a ricordi, percezioni, dati immagazzinati nella tua memoria a lungo termine e immetti tutto nella memoria di lavoro. Complimenti, in questo modo starai già transitando verso la fase meditativa.

2. Fase meditativa

Dalla “nuvola” si passa a “un tavolo e a una sedia.” Sviluppare un piano d’azione per conseguire un obiettivo comporta l’investimento di tempo per la sua progettazione. Più un obiettivo è complesso, più viene richiesta attenzione nei minimi dettagli. Restare concentrati a lungo non è cosa da poco, dato che il nostro cervello spesso ci boicotta a favore del piacere immediato.

Proprio per questo può essere utile far ricorso a uno strumento strategico che si chiama S.M.A.R.T. Questo acronimo ti permetterà di far evolvere la tua idea in un obiettivo SPECIFICO, MISURABILE, ATTUALE, REALIZZABILE, TEMPIFICATO. Ma.. Rallenta un attimo: ti senti pronto per sederti e affrontare questo nuovo step? Se sì,  prova a rispondere alle domande seguenti:

S: Chi è coinvolto? Cosa voglio realizzare? Dove voglio realizzare il mio obiettivo?
M: Quali indicatori mi diranno che sto raggiungendo il mio obiettivo?
A: Nel contesto in cui sono, il mio obiettivo è attuale?
R: Ho le competenze per raggiungere il mio obiettivo? Ho le risorse economiche? Ho i contatti per arrivare al mio obiettivo?
T: In che tempi voglio raggiungere il mio obiettivo? Quali sono gli step richiesti?

Se hai risposto a tutte le domande, allora sei già sulla linea di partenza. Come un atleta pronto a scattare guarda di fronte a te: ci sei solo tu e quei 100 m che ti separano dalla vittoria. Ricorda che la vera sfida è sempre nei confronti di te stesso. Se vuoi passare alla fase dell’azione, hai bisogno di benzina arricchita. Se sei in fibrillazione e i tuoi muscoli stanno scalpitando, allora sei già nell’ultima fase!

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3. Fase della messa in pratica

Un obiettivo non è mai un salto nel buio: immaginalo come uno spicchio di un’arancia e dividilo in tanti triangoli quanti riesci a individuarne. Numera ogni triangolino. Per andare da A a B hai bisogno di cominciare dal primo spicchio. Solo allora transiterai nel secondo, terzo e quarto fino ad arrivare all’ultimo.

Per semplificare: se il tuo obiettivo è svolgere una data professione, il primo spicchio potrebbe essere scrivere un CV adeguato, poi individuare a chi inviarlo, definire una rete di contatti, potenziare il tuo brand personale e così via. Ma, attenzione: posiziona l’asticella sempre all’altezza giusta!

E’ infatti fondamentale provare a raggiungere dei piccoli successi fin da subito, poichè questo alimenterà la tua motivazione. Spesso succede, invece, che quando iniziamo un’attività, che sia in una realtà aziendale o in proprio, siamo presi da un ottimismo eccessivo, quasi ingiustificato, che si trasforma però velocemente in pessimismo se non otteniamo qualche risultato.

Per questo è importante procedere per piccoli passi, altrimenti ci sarà il rischio di abbandonare la sfida che hai iniziato. Noi esseri umani siamo bravissimi a costruirci degli alibi per giustificare il fatto di non essere stati in grado di raggiungere ciò che vogliamo. Questa è la cosiddetta “Valle della Morte” della progettazione personale. Se ti capiterà di addentrarti in questo territorio, puoi fare ricorso ad alcune domande che ti aiuteranno a ritrovare la motivazione e a cui potrai rispondere autonomamente o grazie al supporto di un coach esperto:

  • Perché è importante per me questo obiettivo?
  • Come mi sentirò una volta che l’avrò raggiunto?
  • A ben pensarci, ho vissuto situazioni simili o più difficili nella vita. Come mi sono comportato in quelle occasioni?
  • C’è qualcuno a cui posso ispirarmi?
  • Quali fra le mie risorse posso utilizzare per superare questo ostacolo?
  • Quali sono le mie priorità nella vita?
  • Che cosa vale di più oggi dal mio punto di vista?
  • Ho già vissuto in passato una situazione simile?
  • Se un mio caro amico mi raccontasse tutto questo per avere un mio consiglio, cosa gli direi?
  • Che cosa mi impedisce di fare ciò a cui ambisco?

Ultimo accorgimento: dai importanza ai tuoi obiettivi! Come, infatti, diceva Steve Jobs: “… dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”

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coach_massimo Autore: Massimo Ravasi
Career Coach Jobiri

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