Il lavoro che svolgiamo ogni giorno non sempre è fonte di felicità e soddisfazione personali e professionali. C’è, infatti, un’altra faccia della medaglia: il lavoro come fonte di stress, che, in certi casi, può diventare una vera e propria patologia chiamata sindrome di burnout.

Che lo stress da lavoro esista è un fatto noto. Tuttavia, va fatta una distinzione tra due tipologie di stress: l’eustress, con il quale si intende una paura positiva che spinge all’azione e stimola e il distress che è invece la paura distruttiva, causa di immobilità e paura di non farcela. In quest’ultimo caso ci sono i presupposti per sviluppare la sindrome di burnout.

Burnout e lavoro rappresentano, dunque, un problema che oggi sempre più persone si trovano ad affrontare: parlarne e diffondere maggiore consapevolezza è sicuramente il primo passo per supportare chi ne soffre.

Pertanto, in questo articolo ci occuperemo di che cos’è il burnout, dei sintomi con cui si manifesta e quali le possibili soluzioni per uscirne.

Che cos’è il burnout?

Il termine burnout deriva dall’inglese “burn-out”, che letteralmente significa “bruciato”, “scoppiato”. Inizialmente utilizzato nel mondo dello sport per indicare l’incapacità di un atleta di ottenere ulteriori risultati o di mantenere quelli acquisiti, questo termine è stato poi utilizzato per indicare uno stato di esaurimento emozionale causato dal lavoro.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito il burnout nella lista delle malattie e delle sindromi, definendolo come “uno stato di esaurimento sul piano fisico e mentale causato dall’eccessivo lavoro.”

La sindrome di burnout rappresenta, dunque, una forma di sofferenza che rende le persone colpite incapaci di affrontare il proprio carico di lavoro finendo per generare in loro uno stato di esaurimento cronico.

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Le cause del burnout

Trattandosi di una sindrome multidimensionale, le cause che generano il burnout possono essere di varia natura, anche se tra loro strettamente collegate:

  • Cause interne alla persona
  • Cause esterne alla persona

Le cause interne includono tutti quei fattori che fanno parte della personalità e del carattere di una persona: eccessiva introversione, incapacità di lavorare in team, elevate pretese da se stessi, eccessive aspettative e perfezionismo sono alcune di quelle che possono contribuire al burnout.

Le cause esterne alla persona comprendono, invece, tutti quei fattori ambientali e socio-demografici non dipendenti dal nostro modo di essere. Tra queste ci sono il sovraccarico di lavoro, una scarsa remunerazione, la mancanza di stimolazione, lo scarso controllo sulle proprie attività, le difficili interazioni con i colleghi, le differenze di genere.

I sintomi del burnout

I principali sintomi con cui si manifesta la sindrome di burnout sono:

  • Stanchezza
  • Apatia
  • Nervosismo
  • Insonnia
  • Mancanza di concentrazione
  • Tensione
  • Senso di frustrazione
  • Senso di fallimento
  • Distacco emotivo
  • Esaurimento
  • Cinismo
  • Irritabilità
  • Tachicardia
  • Nausea

La diagnosi da burnout viene stabilita da un professionista competente in materia quando il soggetto avverte alcuni o la maggior parte dei sintomi elencati sopra.

Per comprendere l’entità della patologia e stabilire un adeguato piano di intervento, vengono intrapresi dei colloqui per raccogliere informazioni relative al livello di compromissione delle funzioni generali ed alle caratteristiche con cui si manifesta il burnout (da quanto tempo e con quale intensità).

Questa valutazione è, inoltre, utile per capire quali sono state le cause che hanno scatenato o hanno contribuito a scatenare il burnout da lavoro.

Burnout e lavoro: possibili rimedi e soluzioni

Quali potrebbero essere le soluzioni da adottare per combattere questa sindrome tanto complessa quanto diffusa?

Una volta comprese le cause più probabili che hanno portato all’insorgere del burnout, occorre reagire. Sono due le tipologie di soluzioni che è possibile attuare: a livello individuale e a livello organizzativo.

A livello individuale, è possibile intraprendere un percorso psicoterapeutico che contribuisce a migliorare nel paziente la conoscenza della patologia, favorendo un adeguato esame di realtà, ripristinando le funzioni principali della persona e riducendo le difficoltà sociali, cognitive e psicologiche.

A livello organizzativo, le soluzioni pratiche da attuare, anche in concomitanza con un percorso a livello individuale, sono sostanzialmente due:

  1. Attuare il job crafting
  2. Cambiare lavoro

1. Attuare il job crafting

Se soffri della sindrome di burnout e una delle cause del tuo malessere è sicuramente il lavoro, prova ad attuare il job crafting, a modellare cioè il tuo lavoro alle tue esigenze. In questo modo puoi avere più “margine di manovra”, dando più spazio a te e alle tue priorità.

2. Cambiare lavoro

Se adattare il lavoro alle tue esigenze non ti è, invece, possibile per il ruolo che svolgi, cambiare lavoro è una soluzione che, seppur drastica, può essere molto utile da attuare. Cambiare professione vuol dire, infatti, liberarti da tutti i problemi e le difficoltà che il tuo precedente lavoro ti arrecava, provando a sperimentare attività nuove in un contesto nuovo.

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