La leadership è una delle fondamentali skills per tutte le figure che ricoprono ruoli apicali e di responsabilità all’interno di un’organizzazione e consiste nella capacità di “saper guidare, dirigere e motivare un gruppo di persone verso il raggiungimento di obiettivi prefissati”.

La leadership, inoltre, è un’abilità che può essere in parte innata – ossia già elemento costitutivo della personalità e del carattere dell’individuo – in parte sviluppabile, allenabile e potenziabile attraverso l’esperienza.

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La leadership rientra, poi, tra quelle che vengono definite soft skills, ossia quelle abilità chiamate “trasversali” in quanto utili in tutti i ruoli e contesti nei quali un professionista si trova a lavorare.

Diversi sono i tipi e i modelli di leadership esistenti e nei prossimi paragrafi ci soffermeremo, in particolare, su due di questi: la leadership formale e informale. Nello specifico, analizzeremo la differenza tra leadership formale e informale e i vantaggi e gli svantaggi di ognuna di esse.

Quali sono le qualità di un buon leader?

Quali sono le qualità fondamentali che un buon leader deve possedere per avere successo? Tra le principali, ce ne sono quattro che occupano un ruolo di rilievo:

  1. innovazione
  2. empatia
  3. problem solving
  4. capacità di ascolto

1. Innovazione

Una delle skill più importanti che un leader di successo deve possedere è la capacità di innovare, che consiste nel saper intravedere e anticipare il cambiamento introducendo all’interno della propria organizzazione nuove modalità di esecuzione e/o progettazione. In questo modo, un buon leader riesce a creare un cambiamento positivo accogliendo nuovi trend che, in assenza di tale capacità, rimarrebbero completamente inesplorati. Innovare può portare dunque all’introduzione di nuovi prodotti, all’utilizzo di una nuova tecnologia, alla messa in pratica di nuove strategie di comunicazione e così via.

2. Empatia

Un’altra delle soft skills che un buon leader deve possedere è l’empatia, ossia la capacità di comprendere lo stato d’animo dei suoi interlocutori e calibrare le proprie azioni in base ad esso. In altre parole, un leader empatico è colui che riesce a mettersi nei panni dei suoi collaboratori, provando a capire le motivazioni più profonde di determinati comportamenti e azioni e agire di conseguenza. Attraverso l’empatia, dunque, un leader riesce anche più facilmente ad instaurare relazioni durature e basate su stima e fiducia reciproche con i dipendenti.

3. Problem solving

Anche la capacità di problem solving rientra tra le abilità che fanno di un leader un buon leader. Questa skill consente di individuare strumenti e soluzioni da adottare per risolvere problemi e difficoltà che il team si trova ad affrontare. Un leader che possiede una buona capacità di problem solving è, dunque, colui che riesce sempre, in maniera puntuale e tempestiva, a mettere in pratica la strategia giusta per eliminare o ridurre l’entità dell’ostacolo che in quel momento sta generando preoccupazione.

4. Capacità di ascolto

Per instaurare relazioni valide con i collaboratori, un buon leader deve anche possedere un’ottima capacità di ascolto, che consiste, appunto, nel saper ascoltare i collaboratori. Questo vuol dire che un leader di successo è anche – e soprattutto – colui che dà spazio al confronto e tiene sempre in considerazioni le opinioni, le idee e i feedback dei collaboratori.

Qual è la differenza tra leadership formale e informale?

Una volta approfondite quelle che sono le principali skills che generalmente un leader deve possedere, capiamo, come anticipato, che cosa si intende per leadership formale e informale e qual è la differenza tra queste.

Partiamo innanzitutto dicendo che, oltre alle varie tipologie che lo caratterizzano, il concetto di leadership vede ulteriori distinzioni, tra cui quella tra leadership formale e informale. Qual è la differenza tra leadership formale e informale, quindi?

La leadership formale, come si evince dal termine stesso, è quella leadership riconosciuta ufficialmente da tutti i membri di un’organizzazione. Detto in altre parole, un leader formale è quella figura a cui è stato assegnato tale ruolo di leadership e che è, quindi, formalmente riconosciuto come il responsabile delle persone che lavorano per lui. Un leader formale è, dunque, colui che ha il compito di guidare e motivare il team nello svolgimento delle attività e, quindi, nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Al contrario, un leader informale è quella figura a cui, pur non spettando formalmente il compito di guidare e dirigere il team, viene riconosciuto tale ruolo dai colleghi per via delle sue capacità. Detto altrimenti, il leader informale è quel professionista che per le sue spiccate doti di leadership viene considerato dagli altri un leader nato, anche se dal punto di vista formale non lo è. Un leader informale è, quindi, una persona naturalmente riconosciuta dagli altri come esempio e guida.

La fondamentale differenza tra leadership formale e informale riguarda pertanto l’autorità: mentre nel primo caso il leader può esercitare la propria autorità nei confronti dei collaboratori, nel secondo caso egli non ne è in possesso, essendogli riconosciuta solo in via “ufficiosa”.

Vantaggi e svantaggi della leadership formale

Ognuna di queste tipologie di leadership presenta vantaggi e svantaggi che è utile tener presente.

Partiamo dalla leadership formale: quali sono i suoi principali vantaggi?

  • il potere è riconosciuto in maniera ufficiale: nel caso della leadership formale, il potere del leader è ufficialmente riconosciuto in quanto si tratta di un ruolo assegnato esternamente da terze parti;
  • maggiore praticità e controllo: un leader formale è colui che, in quanto responsabile del suo team e del raggiungimento di obiettivi prefissati, è più attento, pratico e a tratti rigido affinché siano raggiunti tali risultati.

Gli svantaggi di una leadership formale possono essere, invece, i seguenti:

  • maggiore demotivazione nei collaboratori: può capitare che un leader formale a volte sia eccessivamente inflessibile nei confronti dei propri sottoposti, cosa che può provocare in questi ultimi un alto livello di demotivazione (soprattutto quando avvertono un obbligo o si sentono costretti a svolgere una determinata attività o altro);
  • possibile ostilità da parte del team: in presenza di un leader formale molto rigoroso, è molto probabile che si crei un clima di ostilità nei suoi confronti da parte dei collaboratori. Questo aspetto solitamente comporta come conseguenze: difficoltà di comunicazione, incomprensioni e tante altre problematiche deleterie per il successo dell’intero team.

Vantaggi e svantaggi della leadership informale

Tra i vantaggi della leadership informale ci sono:

  • una riconoscenza “naturale” da parte dei colleghi: essendo il leader informale “scelto” naturalmente dai collaboratori e non imposto, questo si traduce solitamente in una maggiore riconoscenza del team nei confronti di questa figura. Detto altrimenti, il leader informale è tale proprio perché ha quella marcia in più che gli altri gli riconoscono e gli attribuiscono. Ciò può senz’altro stimolare una maggiore partecipazione e un più elevato coinvolgimento da parte dei collaboratori;
  • una maggiore attenzione ai singoli da parte del leader: può capitare che il leader informale, proprio in virtù delle relazioni che ha instaurato con i membri del team, sia maggiormente presente anche per i singoli membri del gruppo e dia molta importanza alla componente relazionale in generale (aspetto meno frequente nel caso di un leader formale che è più orientato al raggiungimento dei risultati).

Tra gli svantaggi della leadership informale troviamo, invece:

  • minore controllo e possibile diminuzione dell’efficienza: come accennato prima, è possibile che un leader informale, proprio perché non investito di tale ruolo in maniera ufficiale, sia meno attento agli obiettivi da raggiungere. Ciò può comportare una diminuzione dell’efficienza del team e quindi una minore produttività.

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