
In qualsiasi contesto collettivo, che sia professionale o privato, è sempre presente un individuo che ha capacità di coordinamento, organizzazione e motivazione nei confronti degli altri membri di quel gruppo. La persona in questione assume solitamente il ruolo di leader, termine inglese che deriva dal verbo “to lead”, che vuol dire letteralmente “dirigere, guidare”.
Nello specifico nel contesto lavorativo – che è quello su cui ci focalizzeremo in questo articolo – avere capacità di leadership significa saper motivare, coinvolgere e guidare tutte le persone appartenenti al team di cui si fa parte.
Essere leader non è semplice. La capacità di leadership è, infatti, in parte innata e in parte acquisibile con l’esperienza e varia in base alla tipologia di obiettivi che si desidera raggiungere.
Nei prossimi paragrafi ci occuperemo quindi di approfondire le varie tipologie di leader esistenti e le peculiarità che le caratterizzano.
Leader: chi è e quali sono le sue principali abilità?
Il leader è identificato solitamente come colui che è “capo” del gruppo. E, in effetti, il leader è quella persona che è in grado di guidare un team, un’organizzazione o qualunque altro insieme di persone verso il raggiungimento di determinati obiettivi.
In virtù della responsabilità che il ruolo di leader implica, le sue principali abilità sono le seguenti:
- l’abilità di motivare;
- un’ottima capacità di comunicazione e persuasione;
- empatia;
- intelligenza emotiva;
- capacità di problem solving;
- innovazione;
- creatività;
Le sei tipologie di leader
Dal termine “leader” deriva anche il concetto di “leadership”, con il quale si intende appunto “la guida” esercitata da colui che dirige il gruppo e che occupa una posizione di autorità rispetto agli altri membri del team.
Come detto prima, la leadership può essere esercitata in maniera differente a seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Facendo riferimento alla teoria di Daniel Goleman, psicologo e studioso statunitense, esistono sei tipologie di leader:
- il leader visionario;
- il leader democratico;
- il leader coach;
- il leader esigente;
- il leader affiliativo;
- il leader autoritario.
1. Il leader visionario
Il leader visionario, la prima tra le varie tipologie di leader, è colui che è in grado di guidare il team verso un’unica direzione attraverso una spiccata capacità di comunicazione. Il leader visionario è colui che sa motivare e coinvolgere la squadra verso il raggiungimento di obiettivi che vengono percepiti come una sorta di “sogno condiviso” a cui tendere. Il leader visionario è, dunque, quel professionista che riesce ad “unificare gli sguardi” del team di cui è a capo, riuscendo a creare un forte spirito di gruppo e un clima sereno.
Il leader visionario è colui che risulta adatto alla gestione di situazioni di cambiamento, sia per le ottime capacità di direzionare il team verso nuovi obiettivi sia per il suo forte carisma.
2. Il leader democratico
Tra le tipologie di leader, c’è anche il leader democratico, ossia quella figura che – opposta alla tipologia del leader autoritario – mira a coinvolgere maggiormente i singoli, affidando loro maggiori responsabilità. Il leader democratico è, pertanto, colui che ha un’ottima capacità di ascolto e che ama confrontarsi costantemente con ciascun membro del team che dirige. Lo stile della leadership democratica è promotore, quindi, di una “cultura partecipativa” che ambisce a dare valore a ciascun individuo e a sviluppare collaborazione tra le persone.
Il leader democratico ha anche molta empatia nei confronti del suo team, con il quale instaura un rapporto di “scambio” di suggerimenti ed idee, tipico di questo stile di leadership.
3. Il leader coach
Il leader coach è una delle tipologie di leader che per certi versi somiglia a quello democratico: come quest’ultimo, anche il leader coach crede in una forte valorizzazione di ogni individuo del team, ma in questo caso l’esaltazione del singolo consiste principalmente nel saper tirar fuori dalle persone tutte le loro potenzialità.
Detto in altre parole, il leader coach, proprio come un allenatore, ha una grande capacità di supportare e motivare le persone non soltanto verso il raggiungimento di obiettivi condivisi, ma anche verso quelli individuali.
4. Il leader esigente
Come si evince dal nome stesso, il leader esigente è colui che pretende molto dai suoi dipendenti, rischiando spesso di creare alti livelli di competizione tra loro. Tra le tipologie di leader, quello esigente è dunque quel professionista che non perde mai di vista il raggiungimento degli obiettivi e vuole che i membri del suo team facciano altrettanto. Ciò implica che uno stile di leadership come questo possa, in alcuni casi, causare un clima aziendale poco sereno e possa contribuire a creare stati di stress ed ansia nei sottoposti, se non bilanciato con la giusta motivazione.
5. Il leader affiliativo
Il leader affiliativo, invece, punta molto sulla creazione di relazioni positive e collaborative tra i membri del team. Tra le tipologie di leader, dunque, quello affiliativo dà molta importanza agli stati d’animo e alle emozioni che, se armoniche e positive, porteranno anche più facilmente al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il leader affiliativo è, dunque, quel professionista che contribuisce a creare un legame tra i membri del suo team e ne sa trarre vantaggi e benefici.
6. Il leader autoritario
Infine, il leader autoritario, come si evince dal nome stesso, è colui che tende ad imporre la sua autorità sui dipendenti, impartendo loro regole ferree. Il leader autoritario è un professionista che non lascia spazio alle opinioni ed idee altrui e che cerca di affermare a tutti i costi la propria visione: è tra le tipologie di leader particolarmente indicate in situazioni di determinate crisi o difficoltà. Tuttavia, un comportamento come quello del leader autoritario può generare all’interno del team un clima di insoddisfazione, timore e paura del fallimento.
Leadership situazionale: adattare lo stile al contesto
Oltre agli stili di leadership definiti da Goleman, esiste un approccio fondamentale noto come leadership situazionale, sviluppato da Paul Hersey e Kenneth Blanchard. Questo modello di leadership sostiene che non esiste un unico stile di leadership efficace per tutte le situazioni, ma che il leader deve adattare il proprio comportamento in base al livello di competenza e motivazione dei collaboratori.
I quattro stili della leadership situazionale
La teoria della leadership situazionale identifica quattro principali stili leadership che possono essere applicati in base alle caratteristiche specifiche del team:
1) Stile direttivo (Telling)
Questo stile di leadership è caratterizzato da un alto orientamento al compito e un basso orientamento alla relazione. Il leader fornisce istruzioni specifiche e supervisiona da vicino l’esecuzione delle attività. È particolarmente efficace con collaboratori nuovi o poco esperti che necessitano di guidance chiara.
2) Stile persuasivo (Selling)
In questo approccio, il leader mantiene un alto orientamento al compito ma aumenta anche l’attenzione alle relazioni. Spiega le decisioni e offre opportunità di chiarimento, cercando di “vendere” la propria visione al team. È adatto quando i collaboratori hanno qualche competenza ma necessitano ancora di motivazione.
3) Stile partecipativo (Participating)
Caratterizzato da un alto orientamento alla relazione e un basso orientamento al compito. Il leader facilita e supporta gli sforzi del team nel prendere decisioni. È efficace con collaboratori competenti ma che potrebbero mancare di fiducia o motivazione.
4) Stile delegante (Delegating)
Questo stile presenta sia un basso orientamento al compito che alla relazione. Il leader delega responsabilità e autorità decisionale ai collaboratori. È appropriato per team altamente competenti e motivati che possono lavorare autonomamente.
Leadership trasformazionale e transazionale
Un’altra importante distinzione nel panorama dei tipi di leadership riguarda la differenza tra leadership trasformazionale e transazionale, due modelli di leadership che rappresentano approcci complementari alla gestione dei team.
Leadership trasformazionale
La leadership trasformazionale è uno stile di leadership che si concentra sull’ispirare e motivare i collaboratori a superare i propri limiti e a raggiungere obiettivi che vanno oltre le aspettative iniziali. Questo modello di leadership si basa su quattro pilastri fondamentali, noti come le “quattro I”:
- Influenza idealizzata: il leader diventa un modello di ruolo per i collaboratori
- Motivazione ispirazionale: comunica una visione chiara e coinvolgente del futuro
- Stimolazione intellettuale: incoraggia l’innovazione e il pensiero creativo
- Considerazione individualizzata: si prende cura dello sviluppo personale di ogni collaboratore
Esempi di leadership trasformazionale si possono trovare in figure come Nelson Mandela, che riuscì a trasformare un’intera nazione attraverso la sua visione di riconciliazione e unità.
Leadership transazionale
La leadership transazionale, al contrario, si basa su un sistema di scambi, premi e penalità. Questo stile di leadership è più focalizzato sulla gestione delle performance attraverso obiettivi chiari e sistemi di ricompensa ben definiti. È particolarmente efficace per garantire l’esecuzione di compiti routine e il raggiungimento di obiettivi a breve termine.
Leadership carismatica: il potere del magnetismo personale
La leadership carismatica rappresenta uno degli stili leadership più affascinanti e studiati nel panorama manageriale. Questo tipo di leadership si basa sulla personalità magnetica del leader e sulla sua capacità di ispirare e influenzare gli altri attraverso il carisma personale.
Caratteristiche del leader carismatico
Il leader carismatico si distingue per diverse qualità specifiche:
- Presenza magnetica e capacità di attirare l’attenzione
- Eccellenti doti comunicative e persuasive
- Visione convincente del futuro
- Capacità di ispirare fiducia e devozione
- Forte sicurezza in se stesso e nelle proprie decisioni
Esempi di leadership carismatica nella storia includono figure come Martin Luther King Jr., che attraverso il suo carisma e la sua eloquenza riuscì a mobilitare milioni di persone per i diritti civili, e Steve Jobs, che con la sua visione rivoluzionaria trasformò l’industria tecnologica.
Vantaggi e rischi della leadership carismatica
Mentre la leadership carismatica può essere estremamente efficace nel motivare e ispirare, presenta anche alcuni rischi potenziali:
Vantaggi:
- Forte motivazione e engagement dei collaboratori
- Capacità di guidare il cambiamento in modo efficace
- Creazione di una cultura aziendale forte e condivisa
Rischi:
- Eccessiva dipendenza dalla figura del leader
- Possibile sviluppo di dinamiche autoritarie
- Difficoltà nella successione e continuità aziendale
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CEO e co-fondatore di Jobiri, impresa innovativa che utilizza l’AI per facilitare l’inserimento lavorativo. Con oltre 15 anni di esperienza in management e leadership, Claudio è un esperto nella gestione aziendale e nelle tematiche di sviluppo organizzativo. La sua visione strategica e il suo impegno sociale fanno di lui un punto di riferimento nel settore.