Una tematica dibattuta e oggetto di numerose modifiche, soprattutto negli ultimi anni, è quella relativa alle dimissioni della lavoratrice madre.

Abbiamo deciso di approfondire questo argomento in quanto una lavoratrice che presenta le dimissioni durante il periodo di maternità gode di maggiori tutele e, per legge, deve seguire delle procedure che si differenziano rispetto alla “normale” richiesta di dimissioni avanzata dai lavoratori non appartenenti a questa categoria.

Pertanto, nei prossimi paragrafi ci focalizzeremo sulle seguenti tematiche:

  • come funzionano le procedure di dimissioni volontarie della lavoratrice madre
  • com’è regolato il preavviso di dimissioni della lavoratrice madre
  • come scrivere la lettera di dimissioni della lavoratrice madre.

Dimissioni lavoratrice madre: che cos’è il periodo “protetto”

Partiamo innanzitutto col dire che le dimissioni della lavoratrice madre seguono delle regole diverse, in quanto rientrano in quello che viene chiamato “periodo protetto”, di cui fanno parte:

La circostanza a cui stiamo facendo riferimento in questo specifico caso è la prima, ossia la maternità. Vediamo, quindi, quale procedura devono seguire le madri lavoratrici per presentare le proprie dimissioni.

Dimissioni volontarie madre lavoratrice: come funziona la procedura

Come accennato prima, la richiesta di dimissioni da parte della madre lavoratrice segue una procedura ad hoc

Questo perché? La risposta è semplice: in Italia la legge prevede che una donna non possa essere licenziata a partire dall’inizio della gravidanza fino al primo anno di età del bambino. Ciò può portare i datori di lavoro che vedono la maternità come un ostacolo alla produttività ad indurre le lavoratrici a dimettersi, dato il divieto di licenziamento vigente. Per evitare che questo succeda, la legge ha imposto una procedura di dimissioni differente, proprio per garantire che le dimissioni della madre lavoratrice siano davvero volontarie e non indotte dal datore di lavoro.

Dunque, come funziona la procedura di dimissioni della lavoratrice madre? Possiamo racchiuderla per facilità in tre step:

  1. La madre lavoratrice consegna la lettera di dimissioni al datore di lavoro.
  2. La madre lavoratrice ha poi l’obbligo di far convalidare le proprie dimissioni presso la sede dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente: qui dovrà recarsi fisicamente (con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 è stata introdotta anche una modalità online), presentando i seguenti documenti: carta di identità, ultima busta paga, tessera sanitaria e copia del contratto di lavoro. Durante questo step, la lavoratrice spiegherà le ragioni che la stanno spingendo a chiedere le dimissioni. Questa fase serve sostanzialmente per assicurarsi del fatto che sia la madre lavoratrice a voler presentare le dimissioni e che queste non siano indotte o forzate dal datore di lavoro.
  3. Una volta ricevuta la convalida delle dimissioni, la madre lavoratrice consegnerà quest’ultima al datore di lavoro.

Dimissioni lavoratrice madre: preavviso

Norme differenti vigono anche per quanto riguarda il preavviso di dimissioni della lavoratrice madre. Quest’ultima infatti non è tenuta a dare nessun preavviso nel caso di dimissioni durante il periodo protetto. La madre lavoratrice può pertanto dimettersi con effetto immediato, senza dover rispettare gli obblighi di preavviso previsti dal suo contratto.

Inoltre, un’altra importante novità per la madre lavoratrice è costituita dalla possibilità di far domanda per l’indennità di disoccupazione, richiesta che normalmente non può essere effettuata nel caso di dimissioni volontarie.

Lettera di dimissioni lavoratrice madre 

Vediamo adesso come scrivere in maniera efficace una lettera di dimissioni volontarie della lavoratrice madre. La lettera di dimissioni ha essenzialmente lo scopo di comunicare al proprio datore di lavoro la suddetta decisione che è, senza dubbio, portatrice di un importante cambiamento nella vita della madre lavoratrice.

Per poterti agevolare nella stesura di una lettera di dimissioni valida ed efficace, abbiamo individuato questi tre utili consigli da seguire:

  1. Prova a spiegare all’interno della tua lettera di dimissioni le motivazioni che ti hanno spinto a prendere questa decisione: è possibile che alla base della tua scelta ci siano delle spiegazioni ben precise che ti hanno portato in questa direzione. Pertanto, se senti di farlo, rendi partecipe il tuo datore di lavoro di queste ragioni, che possono spaziare dal trasferimento in un’altra città, alla necessità di una maggiore flessibilità, al desiderio di cambiare posizione, fino alla volontà di metterti in gioco in una nuova avventura e molto altro.
  2. Se ti senti di farlo, riserva qualche riga di ringraziamento per l’azienda e/o per il tuo titolare: dare le dimissioni non vuol dire chiudere per sempre i ponti con quell’impresa o con quel datore di lavoro. È possibile che tu abbia imparato tanto in quel contesto o da quella persona, perché, dunque, non riservare un grazie per le possibilità avute durante questa collaborazione
  3. Prova a mantenere un tono neutrale: anche se le motivazioni che ti hanno spinto a chiedere le dimissioni sono legate a rapporti difficili con il capo o con i colleghi o simili, non scordarti di utilizzare un tono quanto più neutrale possibile all’interno della tua lettera di dimissioni. Ciò ti farà mantenere quella professionalità e serietà che un valido professionista non deve mai perdere.

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