La legislazione italiana prevede diritti e tutele per tutte quelle donne che lavorano come dipendenti e che si trovano in attesa di un figlio o che hanno appena partorito, così da garantire loro la possibilità di conciliare la vita lavorativa con quella personale, sentendosi tutelate.

Il principale di questi diritti di cui possono godere le lavoratrici è il congedo di maternità: di cosa si tratta nello specifico? E come funziona la maternità a lavoro? 

Da definizione, il congedo di maternità è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che spetta alla madre lavoratrice dipendente sia prima che dopo il parto. Si tratta di un diritto di cui possono godere le madri per permettere loro di prendersi cura del bambino appena nato, garantendo a quest’ultimo tutto il necessario in questa delicata fase.

Per capire meglio in cosa consiste questo diritto per le madri lavoratrici e quanto dura la maternità sul lavoro, ci occuperemo di approfondire questa tematica nei prossimi paragrafi.

Maternità a lavoro: come funziona 

Sapere come funziona la maternità sul lavoro è un argomento che interessa moltissime donne che desiderano dedicarsi alla propria carriera, ma che al contempo vogliono iniziare il progetto di una famiglia: per questo si tratta di una questione che merita di essere affrontata nel dettaglio per capire a fondo le dinamiche e i meccanismi esistenti in Italia.

Come già anticipato, per congedo di maternità si intende quel periodo di astensione dal lavoro che spetta a:

  • madri lavoratrici dipendenti presso la Pubblica Amministrazione
  • madri lavoratrici dipendenti presso enti privati
  • lavoratrici parasubordinate o con contratto di apprendistato
  • socie lavoratrici di società cooperative

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Quanto dura la maternità sul lavoro

Altro elemento importante da prendere in considerazione per capire nel dettaglio come funziona la maternità a lavoro riguarda la durata dell’astensione.

La durata complessiva del congedo di maternità è di 5 mesi e può essere usufruito organizzando il periodo di astensione in diverse modalità; l’interessata, infatti, potrà assentarsi dal lavoro:

  • 2 mesi precedenti la presunta data di nascita del bambino e i 3 mesi successivi al parto;
  • 1 mese prima della presunta data del parto e 4 mesi successivi: è bene sottolineare, però, in questo caso che, se la madre vuole lavorare durante tutto l’ottavo mese di gestazione, c’è bisogno di un’attestazione da parte del medico che dichiari la presenza di tutte le condizioni favorevoli per farlo.

C’è un caso in cui il congedo di maternità può durare più di 5 mesi, ossia quando il parto è fortemente prematuro e avviene prima dei due mesi precedenti la data presunta di nascita. In questo caso, la lavoratrice avrà diritto al congedo di maternità, oltre che per i 5 mesi obbligatori, anche per tutti i giorni intercorrenti tra la data effettiva del parto e la data di inizio del congedo.

Esiste, inoltre, per la madre la possibilità di richiedere la maternità anticipata o congedo anticipato in presenza di alcune circostanze particolari come le seguenti:

  • nel caso in cui ci siano complicanze nel corso della gravidanza, come gestosi e diabete gravidico;
  • nel caso in cui le mansioni lavorative comportino sforzi fisici che potrebbero mettere a repentaglio la salute della donna e/o del bambino;

Mentre nel primo caso spetta all’ASL verificare che ci siano complicanze, nel secondo caso si tratta di un aspetto che compete la Direzione Provinciale del Lavoro.

Maternità a lavoro: come funziona in caso di adozioni e affidamenti

Il congedo di maternità della durata di 5 mesi è previsto anche per le lavoratrici che hanno adottato un minore. In particolare, in questi casi, è utile tenere in considerazione che:

  • in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale di minore, la madre può assentarsi dal lavoro nei 5 mesi successivi all’ingresso del bambino nella famiglia;
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale, il congedo può essere invece fruito anche nel periodo precedente all’ingresso del minore in Italia. Rimane, però, invariata la durata complessiva di 5 mesi del congedo, di cui è possibile usufruire entro i 5 mesi successivi all’arrivo in Italia del minore. Inoltre, se la lavoratrice decidesse di trascorrere periodi di permanenza all’estero, questi ultimi rientreranno nel congedo di maternità solo se seguiti da un provvedimento di adozione o affidamento validi in Italia;
  • in caso di affidamento non preadottivo di minore, il congedo può essere fruito entro cinque mesi dall’affidamento, per un periodo massimo di tre mesi

Come funziona la maternità sul lavoro: il trattamento economico

Un altro aspetto da considerare per capire come funziona la maternità a lavoro è la retribuzione.

Il trattamento economico che spetta alle madri lavoratrici è pari all80% della retribuzione media giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente il mese di inizio del congedo. Fatta eccezione per alcuni settori, come quello pubblico, in cui questa indennità è pari al 100% della retribuzione.

Inoltre, il congedo di maternità viene considerato come periodo lavorativo ai fini della progressione di carriera.

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