Essere licenziati può essere un’esperienza davvero dolorosa, soprattutto se si è colti impreparati e si viene lasciati a casa quasi di punto in bianco. A quel punto la domanda che ti starai facendo è: “cosa devo fare dopo un licenziamento?

Dopo un’esperienza di questo tipo, l’importante è concentrarsi sul futuro, rimanere positivi, valorizzare ciò che hai imparato durante quest’ultima esperienza lavorativa e capire ciò che vorresti fare ora.

Ecco qui tutto ciò che devi fare dopo un licenziamento per gestire bene la situazione e velocizzare il tuo reinserimento nel mondo del lavoro.

Differenza tra licenziamento e dimissioni

Spesso i candidati fanno confusione tra “licenziamento” e “dimissioni”: sono due situazioni molto diverse che hanno anche conseguenze diverse.

Per dimissioni si intende “l’atto volontario con cui il lavoratore dipendente recede dal rapporto di lavoro e gli effetti decorrono dal momento in cui il datore di lavoro ne ha conoscenza: non ne è quindi richiesta l’accettazione. Allo stesso modo, il dipendente non è tenuto a fornire cause o giustificazioni.”

Infatti, con licenziamento si fa riferimento al “recesso esercitato dal datore di lavoro. Esso è assoggettato a numerosi limiti ispirati ad esigenze di tutela della parte debole del rapporto, ovverosia il lavoratore, e a garantire, così, la stabilità del posto di lavoro.”

In questo articolo parleremo di cosa fare dopo un licenziamento, quindi dopo essere stato “lasciato a casa” dal tuo ex datore di lavoro.

Normativa assunzioni dopo il licenziamento

Nel momento in cui il datore di lavoro deve assumere nuovi dipendenti, deve rispettare il diritto di precedenza verso alcuni soggetti che hanno già svolto attività lavorativa presso l’azienda.

Infatti, i lavoratori assunti a tempo indeterminato e poi licenziati godono di un diritto di precedenza per le assunzioni. Se negli ultimi 6 mesi il licenziamento è avvenuto per giusta causa, cioè per un giustificato motivo oggettivo come una crisi aziendale, il diritto di precedenza opera automaticamente a favore dei dipendenti a tempo indeterminato, quindi senza la necessità di esplicitare la volontà di essere assunti.

Iscrizione al centro per l’impiego dopo il licenziamento

Se desideri tornare subito a lavorare ma non sai cosa fare dopo un licenziamento, non farti prendere dal panico. Sfrutta al meglio tutti gli strumenti a tua disposizione: la tua rete di contatti potrebbe rivelarsi molto utile per farti ottenere dei colloqui, così come il Centro per l’Impiego (l’ex ufficio di collocamento). L’iscrizione non è obbligatoria ma diventa necessaria nel momento in cui il lavoratore desideri ricevere l’indennità di disoccupazione Naspi.

Cos’è un Centro per l’Impiego?

Il Centro per l’Impiego è un ufficio della pubblica amministrazione che favorisce l’incontro domanda e offerta di lavoro, utile per chi non ha lavoro o è in stato di disoccupazione, che offre inoltre diverse opportunità di formazione e orientamento.

L’iscrizione è gratuita: è possibile compilare la domanda online sul sito dell’Inps indicando i dati anagrafici, esperienze lavorative precedenti e la disponibilità a lavorare.

Come inviare una candidatura spontanea dopo il licenziamento

Dopo un licenziamento, cercare un lavoro potrebbe sembrarti ancora più difficoltoso. Tuttavia, non lasciarti scoraggiare! Cerca offerte di lavoro nel tuo settore e manda anche delle candidature spontanee se le aziende che ti interessano al momento non hanno posizioni aperte.

Puoi parlare del tuo licenziamento nella mail introduttiva o nella lettera di presentazione, oppure direttamente nel messaggio di Linkedin se scegli questo metodo. L’importante è che tu metta subito in chiaro la tua storia e le motivazioni del tuo licenziamento prima che inizino a fare supposizioni e ricerche in autonomia.

Ecco un esempio di messaggio breve, diretto e chiaro da inviare con la tua candidatura spontanea.

Egregio/a Signor/Signora [cognome],

vorrei sottoporre alla Vostra cortese attenzione il mio interesse ad un’eventuale assunzione nella Vostra azienda. Ho un particolare interesse per [inserire l’area di interesse], nella quale ho già maturato [anni di esperienza].

Come potrete vedere dal mio Curriculum in allegato, [descrivi brevemente il tuo percorso di studi e il tuo percorso professionale].

Ciò che ammiro di più di [nome dell’azienda] è [cosa che ammirate] e vorrei avere l’opportunità di diventare parte del Vostro team. Sono particolarmente motivato/a, desideroso/a di mettermi alla prova e di collaborare con un’azienda di questo calibro.

Sono stato/a recentemente licenziato/a dalla mia azienda precedente e sono pronto/a a rimettermi in gioco e offrire tutte le competenze che ho accumulato in [numero di anni] di carriera nel settore.

Sarei davvero lieto/a di avere la possibilità di approfondire questi temi nel corso di un colloquio personale.

Vi ringrazio per l’attenzione riservatami e porgo distinti saluti.

[firma]

Come inserire il licenziamento nel CV

Molti candidati si chiedono come inserire e giustificare il licenziamento nel curriculum: alcuni HR suggeriscono di spiegarlo nel curriculum, altri nella lettera di presentazione, altri ancora direttamente a colloquio. In ogni caso, molto probabilmente ti verranno fatte domande sui motivi del tuo licenziamento ed è bene essere preparati.

Per inserire il licenziamento nel Curriculum, ecco alcuni accorgimenti da seguire:

  • Concentrati sui tuoi successi: non concentrarti sul perché sei stato licenziato, concentrati su tutto ciò che hai fatto mentre lavoravi per la tua azienda.
  • Non perderti nelle spiegazioni: non è necessario spiegare in maniera esaustiva il motivo del tuo licenziamento direttamente nel curriculum. Se è presente un gap abbastanza lungo spiegalo nella tua lettera di presentazione o direttamente al colloquio.
  • Non inserire i mesi: se nel tuo percorso lavorativo è presente un periodo in cui non hai lavorato, cerca di minimizzarlo il più possibile. Invece di scrivere anche i mesi di inattività, inserisci solo l’anno: in questo modo, se sei stato inattivo solo qualche mese, la pausa salterà meno all’occhio.
  • Non mentire: se scegli di parlare del tuo licenziamento nel curriculum o nella lettera di presentazione, non mentire. Se sei stato licenziato solamente tu, non dire che hanno eliminato tutto il dipartimento, o non dire che hai dato le dimissioni se non è stato così.
  • Mantieni un approccio positivo e professionale: descrivi la situazione in maniera obiettiva, non parlare male del tuo ex datore di lavoro e dell’azienda. Concentrati sul futuro, non rimanere legato al passato.
  • Dimostra di aver usato questo tempo in maniera costruttiva: descrivi ciò che hai fatto in quel periodo, come attività di volontariato, corsi di formazione, collaborazioni etc. In questo modo dimostrerai di essere intraprendente e di non lasciarti scoraggiare dalle difficoltà.

Come giustificare un licenziamento durante il colloquio

Se sei disoccupato e stai cercando lavoro, è inevitabile che durante un colloquio prima o poi ti chiedano “Cosa è successo? Come mai sei disoccupato? Ti hanno licenziato? ”. Questo genere di domande possono farci sentire in imbarazzo o a disagio, per questo è importante preparare in anticipo una risposta che sia allo stesso tempo professionale e onesta. Ecco cosa dire a un colloquio sul licenziamento e cosa fare dopo un licenziamento al tuo primo colloquio, con spiegazioni ed esempi pratici.

Come comportarsi ad un colloquio dopo un licenziamento: consigli generali

Quando arriva il momento del colloquio, devi sapere perfettamente cosa dire al selezionatore e risultare convincente. Considera che è sempre importante:

  • Restare coerenti: quanto affermi deve essere coerente con quello che il tuo ex datore di lavoro potrebbe dichiarare (non è inusuale che il selezionatore lo contatti o si informi per sapere se la tua versione coincide con quanto accaduto)
  • Essere positivi: non esprimere opinioni negative sul tuo precedente datore di lavoro, azienda o colleghi. Sappiamo che non è semplice, ma devi sforzarti di restare quanto meno neutrale e non lasciarti trasportare dalla negatività o ancora peggio dal rancore. Anche se hai tutte le ragioni per essere arrabbiato o deluso, non lasciare che l’emotività prenda il sopravvento perché rischieresti di dare un’immagine poco professionale di te.
  • Attenersi ai fatti: come per il punto precedente, parla di quello che è successo senza arricchire il discorso con tue opinioni sull’accaduto.
  • Essere concisi: non rendere la tua spiegazione troppo articolata, ma arriva dritto al punto senza fare troppi giri di parole

Se la tua risposta rispetta i punti precedenti è meno probabile che il selezionatore ti chieda di approfondire le ragioni del tuo licenziamento.

Esempi di spiegazioni da dare durante un colloquio

Ecco alcune brevi ma professionali spiegazioni che potresti dare se al colloquio di lavoro ti chiedono perché ti sei licenziato o sei stato licenziato:

  • L’azienda in cui lavoravo è stata delocalizzata.
  • L’azienda ha dovuto tagliare dei costi, e alcuni dipartimenti sono stati chiusi tra cui il mio.
  • Ultimamente c’erano continue divergenze di opinioni tra me i miei collaboratori, e di comune accordo abbiamo deciso di separarci.

Tuttavia, prima o poi capiterà sicuramente che qualcuno ti chieda maggiori dettagli circa il tuo licenziamento. In questo caso dovrai approfondire la tua risposta rispettando sempre le indicazioni di cui sopra: essere coerenti, positivi e attenersi ai fatti. Vediamo alcuni esempi:

Esempio 1: l’azienda ha delocalizzato

A causa di una recente fusione, l’azienda in cui lavoravo ha delocalizzato diversi uffici tra cui quello in cui lavoravo io. Mi è stato proposto di considerare una riassegnazione, tuttavia ho deciso che era arrivato il momento di esplorare nuove opportunità e di mettere a frutto la mia esperienza pluriennale in nuovi ambiti.

Esempio 2: l’azienda ha licenziato del personale

Ho lavorato come operaia per 10 anni, non ci sono mai stati particolari problemi né con i mie superiori né con i miei colleghi. Purtroppo dopo che l’azienda è stata acquisita da [gruppo Alfa], ci sono stati diversi tagli del personale soprattutto nei dipartimenti che come il nostro si occupavano della logistica e smistamento merci. Io e diversi miei colleghi siamo stati messi in cassa integrazione e successivamente licenziati. Vi ho contattato perché credo che un’azienda in crescita come la vostra potrebbe avere bisogno di persone con esperienza nell’ambito della logistica, e penso di rientrare tra i profili che state cercando.

Esempio 3: rescissione consensuale dal contratto

Ho iniziato a lavorare per l’azienda Alfa Srl 4 anni fa come commerciale ed ero responsabile della rete di vendita in Lombardia, Piemonte e Liguria. I primi 3 anni sono andati molto bene, il lavoro mi piaceva e sono riuscito a chiudere diversi contratti importanti che hanno portato un aumento del fatturato del 17% nel nostro dipartimento. Siamo sempre riusciti a raggiungere gli obiettivi annuali e anche con i colleghi c’era un bel clima.

Nell’ultimo anno, a causa di una riorganizzazione aziendale ho cambiato diversi collaboratori con cui non condividevo appieno alcune linee strategiche. Ne abbiamo parlato a fondo e alla fine abbiamo deciso di comune accordo che era meglio per me cercare nuove opportunità, in cui potermi sentire libero di portare avanti il mio lavoro nelle modalità che più si avvicinano al mio modo di essere. Per questo ho deciso di contattarvi, perché credo che qui avrei più spazio per esprimere il mio potenziale.

Perché questi esempi funzionano? Perché è una descrizione puntuale dei fatti accaduti, che non lascia trasparire interpretazioni troppo personali di quanto accaduto. Inoltre, tutti i lavoratori degli esempi sottolineano all’inizio come si erano ben integrati nell’ambiente lavorativo (“Il lavoro mi piaceva”, “Ho raggiunto tutti gli obiettivi annuali”, “Non ci sono mai stati problemi con i miei colleghi e superiori”) e dimostrano interesse per l’azienda presso la quale si sta svolgendo il colloquio e la voglia di rimettersi in gioco (“Qui avrei più spazio per esprimere il mio potenziale”, “Penso di rientrare tra i profili che state cercando”, “Ho deciso che era il momento di esplorare nuove opportunità”).

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