Viviamo in una società che, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più complessa ed esigente. Il mercato del lavoro, dinamico, innovativo e in continua evoluzione ci vuole sempre più “sul pezzo”, competitivi, preparati e flessibili.

E’ facile, dunque, perdere la motivazione di fronte a questo scenario, soprattutto se non ti fanno sentire più giovane e pieno di energie. La situazione dei lavoratori maturi, infatti, a volte può essere più complessa di quella dei giovani: essere obbligati o voler cambiare lavoro dopo i 40 anni rappresenta una vera e propria sfida in un Paese come l’Italia.

Pertanto, questo articolo si focalizza sui lavoratori maturi, sul problema della disoccupazione adulta e sul percorso di riqualificazione professionale indispensabile per rientrare nel mondo del lavoro e riconsiderarsi professionisti.

L’emergenza della disoccupazione adulta

I cosiddetti lavoratori maturi sono quei professionisti che rientrano in una fascia di età compresa dai 40 ai 55 anni. Si tratta, quindi, di lavoratori adulti che hanno maturato una certa esperienza nel settore/ambito nel quale lavorano.

Tuttavia, l’avvento delle nuove generazioni digitali ha messo “in crisi” alcune categorie di lavoratori maturi, le cui competenze, se non sottoposte ad aggiornamento e formazione, risultano obsolete in molti degli ambiti professionali esistenti. In virtù di ciò, molte aziende negli ultimi tempi preferiscono assumere (nella maggior parte dei casi con contratti di apprendistato) figure giovani con competenze, per lo più digitali ed informatiche, ormai indispensabili per competere in qualsiasi settore.

E’ questa la principale ragione che ci spinge a parlare di “emergenza della disoccupazione adulta”: chi è il disoccupato adulto? La disoccupazione adulta riguarda i soggetti senza lavoro over 40 e over 50. Trattandosi di un problema piuttosto diffuso nel nostro Paese è molto importante parlarne, proponendo soluzioni valide e utili soprattutto per chi sta vivendo questo disagio.

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Formazione e lavoro per la riqualificazione professionale

La soluzione principale al problema della disoccupazione adulta è sicuramente la riqualificazione della persona e delle sue competenze attraverso l’inizio di un percorso di riqualificazione professionale. Se vogliamo parlare di “riqualificazione professionale”, partiamo dalle basi e chiediamoci, innanzitutto, che cos’è una qualifica.

La qualifica è un “attestato” che si ottiene dopo un periodo più o meno lungo di studi e/o lavoro, che deve essere rilasciato da enti pubblici o privati: solo in questo caso la qualifica ha una validità nel mercato del lavoro. In certi settori lavorativi non è possibile operare senza aver conseguito una o più qualifiche ed essere, perciò, abilitati. Pensiamo a tutto il reparto medico e scientifico, ad esempio medici, infermieri, veterinari, ma anche al settore dell’istruzione, personale docente, formatori in ambito professionale, sanità alimentare, così come alle professioni come avvocato, consulente del lavoro, commercialista ed ingegnere.

Una volta compreso cos’è una qualifica si può quindi arrivare al nostro focus, ossia al tema della riqualificazione professionale. La riqualificazione professionale comprende quelle attività specialistiche e/o corsi di formazione professionali, che permettono ai lavoratori maturi di aggiornarsi e stare al passo con i tempi. Costoro possono decidere di “ inseguire” la loro riqualificazione professionale attraverso due strade: il reskilling, con il quale si intende il potenziamento e l’aggiornamento delle competenze tipiche del settore in cui già lavorano; l’upskilling, che consiste invece nell’apprendimento di capacità e skills differenti da quelle del settore in cui il professionista ha sempre lavorato.

In caso di disoccupazione, dunque, un percorso di riqualificazione professionale over 40 o di riqualificazione professionale over 50 ti permette di trovare facilmente un altro lavoro, nello stesso ambito del precedente o in uno nuovo a seconda delle competenze che hai deciso di acquisire.

Le competenze da acquisire in un percorso di riqualificazione professionale

Tenere sempre d’occhio il proprio mercato di riferimento, informarsi, leggere, ricercare le ultime novità, trend e necessità emergenti è, soprattutto oggi, fondamentale. Quali sono, dunque, le competenze più richieste dall’attuale mercato del lavoro?

Se hai intenzione di avviare un percorso di riqualificazione professionale, non puoi sicuramente non tenere in considerazione le competenze digitali ed informatiche. A queste vanno, poi, affiancate le cosiddette soft skills, ossia quelle competenze trasversali che sono sempre più indispensabili: la capacità di comunicare, il problem solving, l’empatia, la capacità di team working sono soltanto alcune tra le soft skills più richieste.

Abbiamo un consiglio per te che sei un lavoratore maturo: anche se ti sembra che l’azienda in cui lavori sia stabile e possa darti continuità, trova sempre, ogni tanto, un po’ di tempo per approfondire qualche argomento! Migliora, per esempio, il tuo inglese, fai un corso di Excel avanzato, vai ad una conferenza di settore per conoscere nuovi colleghi, fai network con le persone che fanno il tuo stesso lavoro. Attenzione, dunque, a non perdere nessuna opportunità di crescita e di aggiornamento, che tu sia occupato o disoccupato (ancora per poco!).

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Coach_Donatella Autore: Donatella Derchi
Career Coach Jobiri

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