A causa della costante dinamicità del mercato del lavoro, caratterizzato da cambiamenti a volte “estremi” sempre più persone faticano a trovare un lavoro soddisfacente, pur essendosi laureate con il massimo dei voti. Una delle domande più frequenti che molti candidati si pongono è la seguente: “Ho concluso il mio percorso di studi con 110 e lode in un’ottima università e non riesco a trovare lavoro: perché mi succede questo?

La risposta a questo dubbio, è in realtà già nella domanda: la laurea, soprattutto in questo difficile momento di pandemia, può non essere più sufficiente. Accanto ad essa sono diventate infatti indispensabili competenze e skills che vanno oltre ciò che si studia all’università.

E’ arrivato quindi il momento di adottare nuove strategie di carriera che permettano a tutti di raggiungere una maggiore completezza di competenze. Di seguito, ti spiegheremo come poter raggiungere questi obiettivi, introducendo e approfondendo due importanti concetti: upskilling e reskilling.

Il futuro del lavoro dopo il Covid- 19

Secondo la ricerca “Il futuro del lavoro dopo il Covid- 19”  la crescita occupazionale si concentrerà sulle fasce di alto profilo, con un declino nelle occupazioni a bassa retribuzione. Ciò vuol dire che circa la metà di coloro che dovranno cambiare lavoro avrà bisogno di competenze più avanzate per avere la possibilità di passare ad occupazioni con fasce salariali superiori.

In particolare, diminuiranno i lavori che richiedono competenze di livello medio-basso, mentre aumenterà la richiesta di abilità sociali ed emotive insieme a quelle tecnologiche di alto livello. Questo scenario rende dunque indispensabili azioni di training, formazione e aggiornamento professionale basate su reskilling e upskilling.

Cos’è il Reskilling?

Considerato il protagonista di questa quarta rivoluzione industriale, il reskilling consiste nello sviluppo di nuove abilità e competenze da parte dei lavoratori. 

Nato proprio in risposta alle nuove esigenze imposte dal mercato del lavoro, il reskilling prevede quindi l’acquisizione di nuove skills, diverse da quelle che il lavoratore già possiede, con l’obiettivo di ricoprire ruoli e funzioni diversi ed eventualmente di maggiore livello. 

Avviare un progetto di reskilling significa pertanto iniziare un percorso di riqualificazione della persona e delle sue competenze.

Upskilling e avanzamento professionale

Le azioni di upskilling, a differenza di quelle di reskilling, sono invece volte allo sviluppo di nuove competenze nello stesso settore di lavoro. 

Un progetto di upskilling permette al lavoratore di ampliare, migliorare e approfondire ciò che già è grado di fare, permettendogli di svolgere le sue performance in modo efficiente ed efficace.

Attraverso l’upskilling potrai, in altre parole, affinare e aggiornare il tuo know how a tal punto da avere la possibilità di fare un salto di carriera e diventare un leader del domani!

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Reskilling e Upskilling  per l’azienda e per l’individuo

La pandemia ha spinto aziende e consumatori ad adottare rapidamente nuovi comportamenti che persisteranno anche in futuro, portando ad una accentuata diversità tra mercato del lavoro pre e post Covid. Nell’attuale momento di cambiamento, pertanto, le aziende stanno attraversando fasi di importante trasformazione in cui è richiesto un adeguamento di ruoli e funzioni interne. Da ciò deriva la necessità di formare figure professionali con maggiori capacità di adattamento alle situazioni nuove.

Il nuovo scenario spinge quindi ogni persona che è in cerca di lavoro o vuole cambiarlo a riallineare i suoi obiettivi personali e professionali con le diverse e nuove esigenze del mercato del lavoro.

Per fare un esempio, sono diventate particolarmente importanti le competenze trasversali (quelle che fanno riferimento alle qualità della persona) poichè valorizzano e rafforzano le specifiche competenze tecniche. Ecco perciò che alcune delle tue nuove priorità di carriera possono essere: 

  • Determinare gli obiettivi bilanciandoli accuratamente fra quelli professionali e personali;   
  • Sviluppare competenze relazionali incrementando le reti personali e utilizzando le soft skills;
  • Coltivare stabilità emotiva e persistenza come caratteristiche personali necessarie ad adattarsi a scenari meno stabili in cui è importante non lasciarsi scoraggiare da situazioni nuove e sconosciute.

Che posto occupano le soft skills nel reskilling e upskilling?

E’ ormai noto che le competenze trasversali o soft skills rientrano tra le competenze più richieste nel mondo del lavoro, soprattutto dopo lo scoppio della pandemia. La peculiarità di questa tipologia di skills consiste nel fatto che non si acquisiscono quasi mai o non del tutto durante il percorso di studi universitario tradizionale in quanto sono l’espressione di esperienze, interessi e talenti personali.

Esse sono infatti competenze che possiamo sviluppare, applicare e trasferire in molti e diversi ambiti: la capacità di comunicazione, di organizzazione, di gestione di reti di relazioni complesse, l’attitudine al problem solving, la capacità decisionale di leadership, la resilienza sul posto di lavoro sono alcune delle principali soft skills. Naturalmente, nessuno riunisce in sè così tante abilità, ma è importante sviluppare alcune di queste nel modo più efficace possibile. 

Ad esempio, se hai una laurea o un master nel campo del business management, potresti intraprendere parallelamente un percorso formativo sulla gestione delle dinamiche di gruppo e leadership per poter utilizzare al meglio tutte le potenzialità del lavoro di team. O ancora, se hai una laurea in area informatica e intelligenza artificiale, può essere molto indicato un training esperienziale in relazioni interpersonali al fine di sviluppare una certa sensibilità messa forse in secondo piano da un lavoro focalizzato sui monitor e sui sistemi informatici. 

In ogni caso, qualunque sia il titolo di studio che hai o il lavoro che svolgi, è molto utile, prima di intraprendere un percorso di reskilling o upskilling, chiederti: “Quali saranno i ruoli, le funzioni e le competenze più richiesti che possono essere adatti a me?”, “Come mi posso formare per non farmi trovare impreparato?”. Sebbene non ci siano risposte giuste o sbagliate a queste domande, esse rappresentano sicuramente un ottimo punto di partenza per scegliere l’opzione migliore per te.

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Autore: Pier Luigi Rizzini
Career Coach Jobiri

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