Come è noto, il curriculum vitae è il biglietto da visita di ogni professionista, la carta da giocare per fare colpo sui recruiters e farsi così richiamare per un colloquio. Pertanto le esperienze, le competenze, i titoli conseguiti, le lingue conosciute, se ben valorizzati nel curriculum, rappresentano elementi di fondamentale importanza che distinguono ogni professionista dagli altri candidati e gli danno quella chance in più di ottenere il lavoro dei propri sogni. È proprio questa la ragione per cui spesso i candidati di qualunque età hanno la tentazione di scrivere falsità sul curriculum vitae aggiungendo o calcando la mano su alcuni degli elementi del CV elencati sopra.

Ma si può mentire sul curriculum? Se è vero che l’attuale mercato del lavoro è sempre più competitivo e la ricerca di un lavoro sempre più complessa, è altrettanto vero che scrivere un curriculum vitae falso, inserire false esperienze sul cv e, in generale, mentire nel curriculum non è mai una buona soluzione per ovviare a queste difficoltà.

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In questo articolo approfondiamo, dunque, perché non è assolutamente una buona idea mentire sul curriculum, così come quali sono le bugie più frequenti presenti in un cv non aderente alla realtà e i principali rischi a cui un candidato va incontro redigendo un curriculum vitae falso.

Perché mentire sul curriculum non è una buona idea

La motivazione principale per cui molti candidati hanno la tentazione di mentire sul curriculum è sostanzialmente la seguente: attirare l’attenzione dei selezionatori attraverso l’inserimento, per esempio, di una competenza in più, di una lingua in più conosciuta e così via. Molti candidati, quindi, credono erroneamente che dichiarare esperienze di rilievo o skills molto ambite (anche se non aderenti al vero o non realmente possedute) sul curriculum possa farli emergere differenziandosi dagli altri candidati.

In realtà, si tratta di una scelta del tutto sbagliata in quanto:

  • i recruiters hanno numerosi strumenti a disposizione (social, referenze, etc) per scoprire la verità che, prima o poi, verrà sempre a galla;
  • nel momento in cui viene alla luce la verità, la tua reputazione verrà (più o meno gravemente) compromessa e potrebbe generare un passaparola negativo riguardo alla tua professionalità;
  • nel momento in cui i recruiters ti chiamano per un colloquio, è molto probabile che tu non sappia “dare prova” della bugia che hai inventato.

Come è facilmente intuibile, mentire sul curriculum non rappresenta mai una buona idea in quanto la verità tenderà a venire sempre fuori, che sia sul momento o dopo tempo. La domanda da porti, dunque, prima di cedere alla tentazione di scrivere e inviare un curriculum vitae contenente dichiarazioni e competenze non reali è questa: vale davvero la pena consegnare un curriculum vitae falso con il rischio di minare la mia reputazione, la mia professionalità e non solo?

Mentire sul curriculum: le principali bugie inventate dai candidati

Ci sono alcune aree del CV che si prestano particolarmente ad essere distorte per la creazione di un curriculum falso. Vediamo, quindi, quali sono le principali bugie inventate dai candidati:

  1. La conoscenza della lingua
  2. Un titolo conseguito
  3. Le conoscenze informatiche
  4. Gli hobby e gli interessi

1. La conoscenza della lingua

Una delle prime aree che si presta maggiormente alla dichiarazione di false competenze è quella relativa alla conoscenza della lingua. È ben noto, infatti, che una buona padronanza delle lingue è un requisito sempre più richiesto dall’attuale mercato del lavoro: quante più lingue conosci, tanto più incarni quel candidato ideale per le aziende, soprattutto in determinati settori. Pertanto, la tentazione di mentire sul curriculum aggiungendo la conoscenza di un idioma in più o accrescendo il livello di padronanza di una lingua che in realtà si conosce poco può essere forte.

2. Un titolo conseguito

Molti candidati, inoltre, mentono sul cv in merito a titoli o qualifiche in realtà non posseduti. Ebbene sì, mentire sul curriculum può riguardare anche l’inserimento di titoli come la laurea, un master, o di una qualifica, per esempio un certificato che attesta il possesso di una skill. Tuttavia, bisogna tener presente che il conseguimento di titoli ufficiali, soprattutto oggi, è facilmente verificabile.

3. Le conoscenze informatiche

Quelle informatiche sono senza dubbio competenze molto richieste nella maggior parte dei settori e per lo svolgimento di numerosissimi ruoli. Non sorprende, pertanto, che i candidati inseriscano false dichiarazioni per dimostrare un elevato livello di conoscenza di tali skills, che però in molti casi non sono aderenti alla realtà. Attenzione: scrivere, ad esempio, di saper usare Excel a livello avanzato quando si conoscono solo le funzioni base non è una buona idea. Prova, pertanto, a riflettere sulle tue competenze reali e a menzionare solo ciò che realmente sai fare; in questo modo, saprai anche come muoverti al colloquio, qualora ti venissero poste domande su questo ambito.

4. Gli hobby e gli interessi

Un falso curriculum è anche quello in cui sono inseriti hobby ed interessi che non corrispondono alla realtà. Molto spesso, infatti, i candidati pensano che la sezione relativa alle passioni e agli interessi – forse perché relegata solitamente alla fine del CV – sia quella meno letta e, quindi, quella in cui poter inserire bugie di ogni tipo. Attenzione: si tratta di una falsa convinzione, in quanto hobby ed interessi vengono presi in considerazione dai recruiters e sono, peraltro, oggetto anche di domande in fase di colloquio. Inventare, dunque, che hai fatto esperienze di volontariato o che ami la lettura o che hai qualsiasi altro genere di interesse non ti porterà lontano: prova, piuttosto, a capire cosa davvero ti piace fare e cosa ti appassiona ed inserisci solo questa tipologia di informazioni all’interno del tuo curriculum.

Mentire sul curriculum: i principali rischi

Oltre a minacciare la tua reputazione, a generare un passaparola negativo e a ridurre le probabilità di ottenere un nuovo lavoro, mentire sul curriculum può comportare reati perseguibili penalmente. Nello specifico, bugie importanti come l’inserimento di diplomi falsi oppure di certificazioni non reali in curricula inviati per ricoprire posizioni presso la pubblica amministrazione costituiscono un vero e proprio reato. In particolare, viene considerato un reato di falsità ideologica l’invio di un curriculum vitae falso per posizioni di pubblico rilievo.

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