Il contratto di lavoro è uno strumento fondamentale per regolare le attività lavorative. In Italia esistono diversi tipi di contratto di lavoro, che stabiliscono differenti obblighi e condizioni di impiego dei dipendenti.

Conoscere i vari tipi di contratto di lavoro esistenti nel nostro Paese risulta dunque molto utile per muoversi con maggiore consapevolezza tra le varie offerte lavorative ed operare con più tranquillità nel mondo del lavoro.

Pertanto, in questo articolo offriamo una panoramica delle tipologie contrattuali che è possibile stipulare tra dipendenti e datori di lavoro, fornendo i dettagli per ognuna di queste.

Il contratto di lavoro: quali informazioni deve contenere?

Prima di approfondire quanti tipi di contratto di lavoro esistono e le tipologie di contratti di lavoro più utilizzate nel nostro Paese, vediamo innanzitutto che cos’è un contratto di lavoro e quali informazioni necessarie deve contenere.

Un contratto di lavoro è un documento ufficiale che sancisce un accordo giuridicamente vincolante tra datore di lavoro e lavoratore. Il contratto stabilisce dunque la tipologia di rapporto di lavoro che inizierà tra dipendente e azienda in questione.

I contratti di lavoro devono contenere alcune informazioni necessarie:

  • tipo di mansione: i contratti di lavoro devono contenere una descrizione della mansione e quindi del ruolo che il dipendente andrà a svolgere all’interno dell’azienda, accompagnati dall’inquadramento e il livello previsti dal quadro nazionale di riferimento;
  • orario di lavoro: il documento deve contenere il numero di ore lavorative giornaliere e/o settimanali e quindi complessive che il lavoratore è tenuto a svolgere;
  • la retribuzione: altro elemento immancabile è il riferimento allo stipendio che è stato concordato tra le due parti. È importante che sia specificato anche il numero di mensilità;
  • la tipologia contrattuale: all’interno del contratto deve essere specificato il tipo di contratto che le parti interessate stanno sottoscrivendo (se a tempo determinato, indeterminato, etc);
  • i benefit: nel contratto di lavoro devono essere presenti anche i benefit che eventualmente l’azienda offre al neoassunto;
  • i dati identificativi: non bisogna dimenticare che all’interno del contratto devono essere presenti anche i dati anagrafici e identificativi del dipendente (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale e così via);
  • la sede del lavoro: nel contratto è inoltre presente la sede fisica nella quale il lavoratore dovrà recarsi (se si tratta di un contratto ibrido o completamente in smart working, dovrà essere ovviamente specificato)
  • i termini di preavviso in caso di recesso;
  • il numero di giorni di ferie previsti

Tipi di contratto di lavoro in Italia

Il contratto di lavoro, come detto prima, è un accordo che viene sottoscritto tra dipendente e datore di lavoro. I tipi di contratto di lavoro applicabili in Italia sono molti e prevedono durate e obblighi differenti a seconda dell’accordo.

Data l’importanza di ciascuna tipologia contrattuale, abbiamo pensato di soffermarci sui vari tipi di contratti e le loro principali caratteristiche. Quanti tipi di contratti esistono e cosa prevedono, quindi? 

Ecco le principali tipologie contrattuali presenti in Italia:

  • Il contratto a tempo indeterminato
  • Il contratto a tempo determinato
  • Il contratto di apprendistato
  • Il contratto part- time
  • Il contratto di lavoro intermittente
  • Il contratto di somministrazione
  • Il contratto di stage

Il contratto a tempo indeterminato

Tra i vari contratti di lavoro, un posto di rilievo lo occupa il contratto a tempo indeterminato. Quest’ultimo è il contratto con cui il lavoratore si impegna, a fronte del pagamento di una retribuzione, a prestare la propria attività lavorativa a favore del datore di lavoro a tempo indeterminato, cioè senza vincolo di durata.

Si tratta di una forma di contratto privilegiata in quanto offre più garanzie, tutele e stabilità ai lavoratori, sia per la continuità del lavoro, sia perché il datore non può licenziare il dipendente senza giusta causa.

Il contratto a tempo indeterminato rientra, dunque, nella tipologia dei contratti in cui l’assunzione è definitiva,  non è prevista cioè una data finale in cui il contratto si conclude; inoltre, tale accordo concede di norma anche altri benefici,  come la maturazione di un periodo di riposo e giorni di ferie, la tredicesima, la liquidazione al termine del rapporto di lavoro e periodi di permesso in caso di malattia, maternità, infortunio, etc.

Il contratto a tempo determinato

Tra i principali tipi di contratto lavorativo, il contratto a tempo determinato, come si deduce dal nome stesso, differisce da quello a tempo indeterminato per la sua durata. Questa tipologia di contratto, obbligatoriamente redatta per iscritto, deve contenere al suo interno la data di fine del rapporto di lavoro.

La durata minima del contratto a tempo determinato è di 12 giorni, mentre quella massima di 24 mesi. Inoltre, il contratto a tempo determinato rientra tra tipi di contratto di lavoro che possono essere prorogati o rinnovati fino a 4 volte, senza però superare il limite massimo di 36 mesi, oltre il quale il contratto diventa automaticamente a tempo indeterminato.

Infine, nel caso in cui il contratto venisse rinnovato o prorogato, il datore di lavoro è tenuto obbligatoriamente a mettere per iscritto le motivazioni della proroga.

Il contratto di apprendistato

La caratteristica fondamentale del contratto di apprendistato è il suo contenuto formativo: questa tipologia contrattuale ha infatti lo scopo di formare i giovani. Al datore di lavoro spetta non solo garantire la retribuzione ai dipendenti, ma anche la giusta formazione e acquisizione delle competenze necessarie per la mansione che stanno svolgendo.

Esistono 3 tipologie di contratto di apprendistato:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale: tra i tipi di contratto di lavoro di apprendistato è quello che permette ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni di età di conseguire una qualifica professionale o un diploma professionale alternando lavoro e studio.
  2. Apprendistato professionalizzante: è una tipologia contrattuale volta al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali attraverso una formazione trasversale e professionalizzante. Normalmente la durata del contratto non può essere superiore a tre anni o cinque per l’artigianato. Possono essere assunti con questa tipologia di apprendistato giovani tra i 18 e i 29 anni, in tutti i settori di attività privati o pubblici.
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca: si tratta di un contratto di lavoro per i giovani dai 18 ai 29 anni che consente di conseguire diversi livelli di titoli di studio, come diplomi di scuola secondaria superiore, diplomi professionali di tecnico superiore, diplomi di laurea, master e dottorato di ricerca. Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca ha, inoltre, una durata variabile da stabilire cioè tramite accordo tra regioni, parti sociali e università/istituzioni scolastiche.

Il contratto di lavoro part- time

Tra le diverse tipologie di contratti di lavoro troviamo anche il contratto part-time. Questa tipologia contrattuale è caratterizzata da un orario lavorativo ridotto rispetto a quello normale a tempo pieno. Con il contratto part-time, infatti, azienda e lavoratore possono concordare un numero di ore (dalle 15 alle 30 ore) di lavoro inferiore rispetto al tempo pieno. Inoltre, questo tipo di contratto può essere a tempo determinato o indeterminato.

A seconda della distribuzione oraria, esistono diversi tipi di contratto di lavoro part time:

  1. Il part-time orizzontale: i dipendenti lavorano lo stesso numero di ore ogni giorno, solitamente 4 o 5.
  2. Il part- time verticale: i dipendenti lavorano solo in alcuni giorni della settimana in full-time.
  3. Il part-time misto: questa tipologia contrattuale è una combinazione tra le due precedenti, ossia prevede che i dipendenti lavorino in alcuni giorni full time e in altri in orario ridotto.

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Il contratto di lavoro intermittente

Un’altra tipologia è quella del contratto di lavoro intermittente, ossia un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione in modo discontinuo o intermittente, come si deduce dal nome stesso.

I dipendenti, dunque, con questa tipologia contrattuale hanno la possibilità di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.

Il contratto di somministrazione

Tra i vari tipi di contratto di lavoro è presente anche il contratto di somministrazione, che può essere a tempo determinato o indeterminato e prevede il coinvolgimento di tre soggetti, ossia il datore di lavoro, il lavoratore e l’agenzia per il lavoro.

I dipendenti sono assunti e retribuiti dall’agenzia autorizzata, che versa loro i contributi e che verrà a sua volta rimborsata dal datore di lavoro con l’aggiunta di una percentuale.

Infine, i lavoratori assunti con questa tipologia contrattuale hanno diritti e doveri uguali a quelli dei dipendenti assunti direttamente dall’azienda.

Il contratto di stage

Tra i contratti di lavoro rientra anche il contratto di stage, che viene stipulato tra azienda e giovani tirocinanti che si affacciano al mondo del lavoro per la prima volta. Questa tipologia contrattuale ha quindi per lo più un valore formativo.

Il contratto di stage è formato da due parti:

  1. La convenzione
  2. Il progetto formativo

La convenzione viene attivata tra l’azienda che ospita lo stage e l’ente promotore (solitamente scuola o università) e contiene tutti i dati legali relativi ai due soggetti, inclusi i riferimenti dei tutor designati per la supervisione del tirocinante e gli aspetti normativi che regolano il contratto stesso.

Il progetto formativo contiene invece tutti i dettagli relativi al percorso di formazione dello stagista, come la data di inizio dello stage, la durata dello stage, la sede di svolgimento, l’indennità economica prevista, i compiti e le attività e gli obiettivi formativi.

I contratti di lavoro: per concludere

Dopo aver visto nel dettaglio i vari tipi di contratto che possono essere stipulati nel nostro Paese, vogliamo concludere questa panoramica sottolineando l’importanza di un accorgimento che può sembrare banale ma che in realtà non lo è affatto.

Ciò che ti consigliamo di fare prima di firmare qualsiasi tipo di contratto di lavoro è di leggere bene e attentamente il documento che viene sottoposto: molto spesso, infatti, i contratti possono presentare un linguaggio piuttosto complesso che richiede una lettura minuziosa e una particolare attenzione alle clausole e alle restrizioni che l’accordo potrebbe presentare.

Per esempio, è importante che il contratto non contenga restrizioni alla richiesta di giorni di ferie, permessi, congedi e che, in generale, non sia in alcun modo di ostacolo per il benessere e l’equilibrio sia fisico che mentale del lavoratore.

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