Tra le principali tipologie contrattuali che è possibile stipulare tra dipendenti e datori di lavoro in Italia c’è il contratto a tempo determinato.

Come si evince dal nome stesso, il contratto a tempo determinato è un contratto a termine che prevede cioè una fine prestabilita della durata del rapporto tra azienda e subordinato.

Trattandosi di una tipologia contrattuale molto diffusa, in questo articolo ci occuperemo di comprendere a fondo come funziona il contratto a tempo determinato e quali sono i principali vantaggi e svantaggi che da esso derivano.

Il contratto a tempo determinato: tutto quello che c’è da sapere

Il contratto a tempo determinato è un contratto di lavoro che può essere prescritto per qualsiasi mansione e che, come già anticipato, ha una durata prestabilita.

Partiamo da quest’ultima per capire innanzitutto aspetti come quante volte si può rinnovare un contratto a tempo determinato e la sua durata massima. 

Come funziona il contratto a tempo determinato: la durata massima

Secondo quanto stabilito dalle modifiche apportate dal Decreto Legge del 12 luglio 2018, il contratto a tempo determinato ha una durata massima di 12 mesi. C’è, tuttavia, una possibilità di estensione fino a 24 mesi, ma solo se si verificano le seguenti condizioni:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

Dunque, il contratto a tempo determinato non può avere una durata superiore a 24 mesi, comprensiva di proroghe o per successione di più contratti.

Nel momento in cui – in assenza delle condizioni che legittimano l’estensione a 24 mesi – viene superato il termine di durata dei 12 mesi, oppure quando viene oltrepassato il limite massimo dei 24 mesi, il contratto si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato a partire dalla data di superamento del termine.

Contratto a tempo determinato: il periodo di prova

Per quanto riguarda la questione “contratto a tempo determinato: periodo di prova”, invece, è possibile che il datore di lavoro inserisca tra le clausole del contratto un periodo di prova la cui durata varia da 15 giorni a 6 mesi (la durata di questo periodo deve essere ovviamente inferiore a quella del contratto stesso).

Questo periodo di prova serve sostanzialmente ad entrambe le parti per capire la convenienza di quel rapporto di lavoro che sta per iniziare: se in questa fase, infatti, il datore di lavoro o il dipendente si rendono conto che qualcosa non va, possono recedere in tronco e cessare quel rapporto di lavoro senza motivazioni.

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Quali sono i vantaggi del contratto a tempo determinato?

Capire come funziona il contratto a tempo determinato significa anche approfondire i vantaggi di questa tipologia contrattuale.

Sebbene la maggior parte dei lavoratori, in Italia, preferisca e desideri il tanto agognato contratto a tempo indeterminato, in realtà anche quello a termine presenta i suoi vantaggi.

I principali vantaggi contratto a tempo determinato sono:

  1. la partecipazione continua al mercato del lavoro
  2. la formazione
  3. la possibilità di lavorare in una varietà di settori.

1) La partecipazione continua al mercato del lavoro

Forse non ci hai mai pensato, ma un contratto a tempo determinato, proprio in virtù della sua scadenza stabilita, può darti l’opportunità di partecipare attivamente al mercato del lavoro. Detto in altre parole, questa tipologia di contratto ti invoglia maggiormente a cambiare più lavori e fare più esperienze, essendo una valida alternativa al posto fisso.

Soprattutto se sei giovane e hai poca esperienza alle spalle, conoscere e lavorare in più contesti ti regala sicuramente più competenze, anche trasversali.

2) La formazione

Strettamente connessa a quanto appena detto, la formazione è sicuramente uno dei principali vantaggi del contratto a tempo determinato. Sapendo quando scadrà il tuo contratto, puoi decidere, per esempio, di dedicare un periodo allo studio o all’aggiornamento delle tue competenze attraverso master o altri corsi. In questo modo, puoi pertanto pianificare più facilmente i tuoi momenti di crescita e formazione, che saranno poi spendibili in modo strategico sul mercato del lavoro.

3) La possibilità di lavorare in una varietà di settori

Altro vantaggio del contratto a tempo determinato è la possibilità di lavorare in una più ampia varietà di ambiti. Essendo infatti stipulabile in tutti i settori, il contratto a tempo determinato ti dà la possibilità di godere dei suoi vantaggi anche se ti trovi a lavorare in ambiti completamente diversi tra loro.

Gli svantaggi del contratto a tempo determinato

Oltre agli innegabili vantaggi sopra elencati, il contratto a tempo determinato presenta anche alcuni svantaggi che vanno presi in considerazione. 

I principali svantaggi del contratto a tempo determinato:

  1. il tempo
  2. il periodo di prova

1) Il tempo

Se per alcuni la durata prestabilita può rappresentare senza dubbio un vantaggio, per altri la stessa può essere un enorme svantaggio. Soprattutto per figure più senior, infatti, essere inquadrati con un contratto a termine significa sapere che quel lavoro prima o poi terminerà, se il contratto non viene prorogato.

E molto spesso, il timore e l’incertezza di non trovare subito un altro lavoro compatibile con il proprio background e le proprie aspirazioni è uno dei principali svantaggi che rende questa tipologia di contratto mal voluta, soprattutto dai lavoratori.

2) Il periodo di prova

Un altro svantaggio che il contratto a determinato può presentare è il periodo di prova. Come detto prima, infatti, questa tipologia contrattuale dà la possibilità di stipulare un periodo di prova prima dell’effettivo inquadramento del dipendente.

Ora, l’aspetto più problematico di questo periodo di prova è che il datore di lavoro può decidere in qualunque momento e senza motivazione di troncare il rapporto con il dipendente. È vero che anche quest’ultimo può a sua volta fare lo stesso, ma subire questo trattamento da dipendente rappresenta comunque uno svantaggio significativo.

Il contratto a tempo determinato: altre utili informazioni

Per capire come funziona il contratto a tempo determinato occorre infine rispondere a due quesiti molto richiesti, ossia:

  1. “con un contratto a tempo determinato mi possono licenziare?”
  2. “con contratto a tempo determinato si ha diritto alla tredicesima?”

Cominciamo rispondendo alla prima domanda:

1) Il tempo determinato non prevede il recesso anticipato. Il rapporto di lavoro può essere chiuso prima della sua naturale scadenza solo in due circostanze:

  • per accordo di entrambe le parti;
  • per giusta causa (cioè per un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro).

Non è possibile, invece, il licenziamento. Un eventuale licenziamento non riconducibile alla giusta causa implica, infatti, un risarcimento del danno da parte del datore di lavoro.

Rispondiamo anche alla seconda questione relativa al diritto alla tredicesima:

2) Sì, con il contratto a tempo determinato si ha diritto alla tredicesima. Sia ai lavoratori con un contratto a tempo determinato, sia a quelli con un contratto a tempo indeterminato spetta infatti la tredicesima mensilità. Quest’ultima viene erogata nella busta paga di dicembre, se il rapporto è in corso, oppure durante l’anno alla conclusione del rapporto di lavoro.

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