Pubblicato il: 25 Settembre 2026 alle 14:29

Indice dei contenuti
- Cosa rende davvero orientativa un’attività
- Una mappa delle attività proposte
- Attività per conoscere se stessi
- Attività per esplorare professioni e percorsi
- Attività laboratoriali e di simulazione
- Attività per decidere
- Orientare dentro le discipline
- Schede e test: come integrarli nelle attività
- Come adattare le attività ai diversi gradi
- Dal repertorio al percorso
- Domande frequenti sulle attività di orientamento
- Attività che lasciano il segno
Una mattinata di presentazioni degli istituti superiori, un incontro con un ex studente, un test compilato al computer: sono attività di orientamento? Formalmente sì. Nella sostanza dipende da cosa succede dopo. Se nessuno chiede agli studenti cosa hanno scoperto di sé, cosa li ha colpiti, cosa cambia nelle loro ipotesi, restano eventi informativi, utili ma incompleti.
Le attività di orientamento nella scuola secondaria producono risultati quando hanno un obiettivo chiaro, lasciano una traccia e prevedono un momento di rielaborazione. Le sezioni che seguono raccolgono un repertorio di idee già pronte, organizzate per funzione (conoscere se stessi, esplorare, sperimentare, decidere), con indicazioni su durata, classi più adatte e varianti per la scuola media, il biennio e il triennio delle superiori. A chiudere, alcuni esempi per orientare dentro le discipline e un modello di scheda per documentare ogni attività.

Cosa rende davvero orientativa un’attività
Prima delle idee, un criterio per sceglierle. Un’attività è orientativa quando soddisfa tre condizioni:
- ha un obiettivo orientativo esplicito, formulato in termini di ciò che lo studente scopre o impara a fare, non solo del tema trattato;
- lascia una traccia: una scheda, un testo, un prodotto che lo studente può riprendere, anche nel proprio E-Portfolio;
- prevede una rielaborazione, individuale o di gruppo, in cui l’esperienza viene collegata alle proprie ipotesi di scelta.
La terza condizione è quella che più spesso manca, perché richiede tempo. Eppure è lì che avviene l’orientamento: l’esperienza informa, la riflessione orienta. Anche dieci minuti finali con due domande scritte cambiano il valore di un’intera mattinata. Vuoi provare e saperne di più su come strutturare attività orientative efficaci?
Una mappa delle attività proposte
La tabella offre una visione d’insieme delle attività descritte, per individuare rapidamente quelle adatte alla propria classe.
| Attività | Funzione | Classi più adatte | Durata indicativa |
|---|---|---|---|
| Carta dei successi | Conoscere se stessi | Tutte | 2 ore |
| Linea del tempo delle scelte | Conoscere se stessi | Terza media, biennio | 1 ora |
| Specchio dei compagni | Conoscere se stessi | Seconda e terza media, biennio | 1 ora |
| Detective delle professioni | Esplorare | Scuola media | 2 ore |
| Annunci di lavoro sotto la lente | Esplorare | Triennio | 2 ore |
| Una busta paga in classe | Esplorare | Quarta e quinta | 1 ora |
| Progetto a ruoli | Sperimentare | Tutte | 4-6 ore |
| Simulazione di colloquio | Sperimentare | Quarta e quinta | 2-3 ore |
| Avvocato del diavolo | Decidere | Terza media, quinta | 1-2 ore |
| Lettera al sé futuro | Decidere | Tutte | 1 ora |

Attività per conoscere se stessi
Senza conoscenza di sé, ogni informazione sui percorsi resta astratta. Le attività di questo gruppo aiutano gli studenti a riconoscere interessi, capacità e modi di agire partendo da fatti, non da definizioni.
Carta dei successi
Ogni studente elenca cinque episodi, scolastici o no, in cui si è sentito capace o soddisfatto di ciò che ha fatto: una verifica andata bene dopo molto impegno, una partita, un problema risolto per un amico. Per ciascuno risponde a due domande: cosa ho fatto concretamente?
e quale capacità ho usato?
. A coppie, i compagni aiutano a dare un nome alle capacità individuate. Alla fine lo studente cerca le capacità che ricorrono in più episodi: sono i suoi punti di forza più solidi. Per gli studenti più grandi, il lavoro si collega bene alla riflessione su interessi e competenze, un passaggio che può essere approfondito anche attraverso strumenti di assessment e soft skills potenziati dall’IA.
Linea del tempo delle scelte
Lo studente disegna una linea del tempo con le scelte fatte finora: uno sport iniziato o abbandonato, uno strumento musicale, un gruppo di amici, un’attività estiva. Per ciascuna indica come ha scelto: da solo, su consiglio di qualcuno, per imitazione, per caso. L’attività fa emergere il proprio stile decisionale e prepara a una domanda cruciale: come voglio scegliere questa volta?
Specchio dei compagni
Ogni studente riceve da tre compagni un bigliettino con una qualità osservata durante l’anno, accompagnata da un episodio concreto. Il docente stabilisce regole chiare, solo qualità positive e sempre motivate, e forma i gruppi con attenzione alle dinamiche della classe. Lo sguardo degli altri rivela spesso capacità che lo studente non si riconosce, ed è un antidoto efficace alla tendenza, frequente in adolescenza, a sottovalutarsi.
Attività per esplorare professioni e percorsi
Il secondo gruppo di attività allarga l’orizzonte. Per la scuola media l’obiettivo è scoprire quante professioni esistono; per il triennio delle superiori è capire cosa chiede concretamente il mondo del lavoro. Un esempio di percorso rivolto ai giovani è il progetto WonderWhat dedicato all’orientamento.
Detective delle professioni
Si parte da un oggetto quotidiano, uno smartphone, una pizza, un paio di scarpe da ginnastica, e si chiede ai gruppi di ricostruire tutte le professioni necessarie perché arrivi nelle mani dello studente: chi lo progetta, chi produce le materie prime, chi lo trasporta, chi lo vende, chi ne cura la comunicazione. I gruppi più attivi arrivano a elencare decine di mestieri, molti dei quali sconosciuti. Nella seconda parte ciascuno sceglie una professione scoperta e indica quale percorso di studi porta a esercitarla.
Annunci di lavoro sotto la lente
Per il triennio, un’attività molto concreta consiste nell’analizzare annunci di lavoro reali, scelti in settori diversi. Gli studenti individuano titolo di studio richiesto, competenze tecniche, competenze trasversali, tipo di contratto. Il confronto tra annunci fa emergere un dato che sorprende molti ragazzi: le competenze trasversali compaiono quasi ovunque, qualunque sia il settore. Per la variante in lingua straniera, gli stessi annunci si analizzano in inglese durante le ore della disciplina.
Una busta paga in classe
Poche attività catturano l’attenzione di una quinta quanto una busta paga. Leggere insieme voci come retribuzione lorda, contributi e trattenute collega l’orientamento a una dimensione economica che gli studenti incontrano presto e di cui sanno poco. L’attività si presta a una collaborazione con le discipline economiche e giuridiche.
Attività laboratoriali e di simulazione
Il terzo gruppo mette gli studenti nella condizione di sperimentare, in piccolo, situazioni reali. È il tipo di attività che rende più visibili interessi e capacità, perché le osserva in azione.
Progetto a ruoli
La classe organizza un evento reale o verosimile, una mostra, una raccolta fondi, una giornata di presentazione della scuola, distribuendo i ruoli come in un piccolo gruppo di lavoro: coordinamento, comunicazione, gestione del budget, logistica, progettazione grafica. A metà e alla fine del progetto ogni studente risponde a tre domande: cosa mi è piaciuto del mio ruolo?
, cosa mi è risultato difficile?
, quale altro ruolo mi incuriosisce?
. Il docente, intanto, raccoglie osservazioni utili anche per il consiglio orientativo o per il colloquio con lo studente.
Simulazione di colloquio
Per quarta e quinta, la simulazione di un colloquio di selezione è un’esperienza orientativa a tutti gli effetti: costringe a raccontare le proprie esperienze, a collegarle a un ruolo, a riconoscere cosa si sa fare. Il lavoro in coppia, con un intervistatore e un candidato che si scambiano i ruoli, funziona meglio se si prepara prima una traccia di domande basate su episodi concreti. Per costruire la simulazione possono essere utili anche le guide Jobiri dedicate ai colloqui e all’orientamento.
Attività per decidere
L’ultimo gruppo accompagna il momento della scelta, in terza media come in quinta superiore. L’obiettivo è rendere la decisione argomentata e più solida.
Avvocato del diavolo
Lo studente presenta in cinque minuti la scelta che sta considerando e le sue ragioni. Un compagno, nel ruolo di avvocato del diavolo, pone obiezioni: e se le materie di indirizzo non ti piacciono?
, hai considerato i tempi di viaggio?
, cosa ti fa escludere l’altra opzione?
. Il gruppo aiuta poi a distinguere le obiezioni fondate da quelle superabili. L’attività allena a sostenere una decisione con argomenti e mette in luce i punti ancora da verificare.
Lettera al sé futuro
Dopo la scelta, ogni studente scrive una lettera indirizzata a se stesso tra un anno: perché ha scelto quel percorso, cosa si aspetta, cosa teme, cosa si ripromette di fare nei primi mesi. Le lettere vengono conservate e restituite, quando possibile, nel primo anno del nuovo percorso. Rileggere le proprie motivazioni aiuta a distinguere le difficoltà normali di adattamento da una scelta davvero non coerente.
Orientare dentro le discipline
Non tutte le attività di orientamento richiedono ore dedicate. La didattica orientativa trasforma la lezione ordinaria in un’occasione di scoperta, con piccole modifiche alla consegna. Il tema del collegamento tra scuola, formazione e lavoro viene approfondito anche nell’articolo dedicato a come orientare gli studenti tra formazione e lavoro con l’IA. Alcuni esempi:
- in matematica, analizzare dati reali sui fabbisogni professionali del proprio territorio, come quelli diffusi dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, esercitando statistica e lettura di grafici;
- in storia, ricostruire come sono cambiati alcuni mestieri nel corso del tempo e quali sono scomparsi o nati con le innovazioni tecnologiche;
- in scienze, leggere la biografia di una ricercatrice o di un tecnico di laboratorio e individuare le scelte formative che hanno fatto;
- in italiano, scrivere un’intervista immaginaria a un professionista, dopo averne studiato il lavoro su fonti affidabili;
- in lingua straniera, lavorare su profili professionali e annunci nella lingua studiata.
In ciascun caso l’obiettivo disciplinare resta intatto; ciò che cambia è la domanda finale rivolta allo studente, che collega il contenuto a sé e alle proprie ipotesi. Vuoi saperne di più su come trasformare una lezione in un’attività orientativa?
Schede e test: come integrarli nelle attività
Per documentare le attività servono schede semplici e ricorrenti, che gli studenti imparano a compilare rapidamente. Tra le schede per l’orientamento alle scuole superiori e al post diploma, un modello unico funziona per quasi tutte le attività descritte.

Cosa ho fatto
Una descrizione breve e concreta dell’attività svolta.
Cosa ho scoperto di me
Un interesse, una capacità, un modo di lavorare emerso durante l’attività.
Cosa mi ha sorpreso
Un’informazione nuova sul lavoro, sui percorsi o su se stessi.
Cosa cambia nelle mie ipotesi
Se e come l’attività conferma, arricchisce o mette in dubbio le idee sul proprio futuro.
Quanto ai test, un test di orientamento scolastico si integra bene all’inizio di un percorso, come stimolo per le attività di autoconoscenza, e può essere ripreso a distanza di mesi per verificare quali tendenze sono stabili. Anche un test di orientamento per le superiori o per il post diploma dà il meglio quando i suoi risultati diventano materia di discussione, non un punto di arrivo. Vuoi provare e saperne di più su come integrare test e attività in un percorso strutturato?
Come adattare le attività ai diversi gradi
Le stesse idee cambiano profondità a seconda dell’età. Nell’orientamento della scuola secondaria di primo grado prevalgono attività brevi, concrete e molto guidate, con forte componente di gioco e di lavoro di gruppo: la carta dei successi, per esempio, si svolge con modelli e domande precise. Nel biennio delle superiori le stesse attività servono anche a verificare la scelta appena fatta e a intercettare per tempo chi è in difficoltà. Nel triennio l’orientamento scolastico alle superiori si sposta verso il post diploma: le attività diventano più autonome e più legate al mondo del lavoro e della formazione terziaria, con simulazioni, analisi di dati e confronto con professionisti.
Un criterio pratico per adattare qualunque attività: più gli studenti sono giovani, più la consegna deve essere concreta; più sono grandi, più spazio va lasciato alla rielaborazione autonoma.
Dal repertorio al percorso
Un elenco di buone idee non basta. Il rischio più comune è quello della vetrina: tante attività diverse, ciascuna interessante, ma scollegate tra loro e prive di un filo che le colleghi alla scelta. Le attività funzionano quando si inseriscono in un percorso con una progressione chiara, dalla conoscenza di sé all’esplorazione, fino alla decisione, e quando i materiali prodotti vengono conservati e ripresi.
Organizzare questo lavoro per più classi richiede tempo, soprattutto nella preparazione dei materiali e nella raccolta delle tracce prodotte dagli studenti. Gli strumenti digitali per l’orientamento, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale, aiutano a generare varianti delle attività per classi diverse, a proporre agli studenti percorsi di autoesplorazione e a conservare in modo ordinato ciò che emerge. Esperienze come quella dell’Istituto Carlo Bo, che ha investito nell’IA per supportare i propri studenti, mostrano come questi strumenti possano entrare concretamente nei servizi dedicati all’orientamento. Jobiri affianca le scuole in questa direzione con servizi digitali dedicati all’orientamento. Vuoi vedere come applicare questo approccio nella tua scuola e saperne di più?
Domande frequenti sulle attività di orientamento
Quante attività servono per un modulo di trenta ore?
Non esiste un numero fisso. In genere funziona meglio un numero contenuto di attività ben collegate tra loro, ciascuna con il proprio momento di rielaborazione, piuttosto che molte attività brevi e isolate.
Le attività di orientamento possono essere svolte durante le ore di lezione?
Sì. Nella scuola media e nel biennio le ore possono essere anche extracurricolari, mentre nel triennio i moduli sono curricolari. In tutti i casi molte attività si integrano nelle discipline senza sottrarre tempo ai contenuti.
Come valutare un’attività di orientamento?
Più che il gradimento, conviene osservare cosa produce: la qualità delle riflessioni scritte, la capacità degli studenti di collegare l’esperienza a sé, eventuali cambiamenti nelle loro ipotesi di scelta.
Quali attività sono adatte a una classe poco motivata?
Quelle più concrete e legate al quotidiano, come il detective delle professioni o la busta paga, e quelle di simulazione, che coinvolgono attivamente prima di chiedere di riflettere.
Dove conservare i materiali prodotti dagli studenti?
Il luogo naturale è l’E-Portfolio sulla piattaforma Unica, in particolare per i prodotti che lo studente considera più rappresentativi. Le schede di lavoro possono essere raccolte anche in un fascicolo di classe da consultare nei colloqui.

Attività che lasciano il segno
Le migliori attività di orientamento non sono le più spettacolari, ma quelle che gli studenti ricordano quando devono scegliere: perché hanno fatto scoprire loro qualcosa di sé, perché hanno reso concreto un mondo prima astratto, perché li hanno costretti a motivare una decisione. Costruirle richiede cura, ma il risultato si vede nella qualità delle scelte.
Per le scuole che vogliono proporre attività di questo tipo con continuità, senza moltiplicare il lavoro di preparazione, i servizi di Jobiri per l’orientamento nelle scuole offrono un supporto digitale a docenti e studenti, dalla scuola media fino alle scelte dopo il diploma.

CEO e co-fondatore di Jobiri, impresa innovativa che utilizza l’AI per facilitare l’inserimento lavorativo. Con oltre 15 anni di esperienza in management e leadership, Claudio è un esperto nella gestione aziendale e nelle tematiche di sviluppo organizzativo. La sua visione strategica e il suo impegno sociale fanno di lui un punto di riferimento nel settore.

