Pubblicato il: 12 Marzo 2024 alle 15:25

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Ti sei mai fermato un momento chiedendoti se lo stress che ti opprime quotidianamente potrebbe, in realtà, essere l’alleato sconosciuto che stavi cercando? Questa domanda può sembrare a prima vista provocatoria, forse persino controintuitiva, ma è proprio da qui che inizia il nostro viaggio di riscoperta e trasformazione.
Nell’ambiente lavorativo odierno, in particolare per i manager, lo stress è spesso considerato il grande male da combattere: una forza oscura che sottrae energia, mina la salute mentale e fisica e intacca la produttività e la creatività. Ma se ci fermassimo un attimo a considerare lo stress da una prospettiva diversa?
Affrontare la norma non è mai semplice, soprattutto quando questa norma è radicata in convinzioni profonde che vedono lo stress manager come un nemico implacabile. Ma, fermati un momento e considera anche il fatto che ogni medaglia ha due facce. E se lo stress manager, invece di essere il “mostro sotto il letto”, fosse, in realtà, un segnale o un invito a fermarsi, riflettere e, forse, cambiare rotta?
Non stiamo certo suggerendo che lo stress sia uno stato d’animo da ricercare o che non abbia effetti negativi, in quanto questi sono ben documentati e reali. Tuttavia, quello che vogliamo proporre nei prossimi paragrafi è un esercizio di pensiero: riconoscere lo stress manager e, in generale, lo stress come parte integrante della nostra esperienza umana, soprattutto nella leadership, potrebbe aprirci a nuove modalità di gestione e, incredibilmente, di crescita. La gestione dello stress diventa così non solo una questione di eliminazione o riduzione, ma di comprensione, ascolto e trasformazione. Attraverso questa lente, il manager stress non è più soltanto un ostacolo da superare, ma diventa motivo di auto esplorazione e innovazione.
In questo articolo, ci immergeremo, dunque, in una nuova narrazione sullo stress manager, esplorando come questa inevitabile componente del lavoro possa essere riconfigurata da nemico a maestro. Attraverso un approccio che sfida la norma, condivideremo tecniche e strategie innovative per gestire lo stress dei manager, trasformandolo in un veicolo per il cambiamento positivo sia a livello personale che professionale.
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Stress manager: tutta la verità che devi conoscere
Il termine “stress manager” riecheggia nelle sale riunioni e negli uffici con una frequenza molto spesso allarmante allarmante. Ma cosa significa veramente stress manager o manager stress? Al di là del semplice essere sotto pressione, lo stress che colpisce frequentemente i manager incapsula l’insieme delle sfide emotive, fisiche e mentali che i leader affrontano nel gestire team, progetti e aspettative, spesso in un ambiente di costante cambiamento e incertezza.
Lo “stress manager” può essere, quindi, definito come la tensione psicofisica sperimentata dai manager a seguito di pressioni lavorative che superano la loro capacità di gestirle efficacemente. Questo tipo di stress non si limita solo alla quantità di lavoro, ma si estende anche alla qualità delle interazioni interpersonali, alla gestione dei conflitti, alla pressione per il raggiungimento degli obiettivi e alla continua necessità di adattamento e innovazione.
Comprendere a fondo la natura dello stress manager rappresenta il primo passo fondamentale per imparare a gestire lo stress lavorativo in modo efficace. Il “manager stress” non è semplicemente una reazione momentanea a situazioni difficili, ma piuttosto un fenomeno complesso che si manifesta attraverso un intreccio di fattori organizzativi, relazionali e personali. Quando parliamo di stress manager, ci riferiamo pertanto a quella condizione particolare che deriva dall’assumere responsabilità di leadership, dalla necessità di prendere decisioni che hanno impatto su molte persone e dall’esigenza di mantenere prestazioni elevate in contesti caratterizzati da risorse limitate e aspettative crescenti.
Caratteristiche distintive dello stress manageriale
Lo stress manager presenta caratteristiche specifiche che lo differenziano dallo stress generale dei dipendenti:
- Responsabilità decisionale amplificata: i manager devono prendere decisioni che impattano non solo sulla loro carriera, ma anche su quella del loro team e sull’intero business
- Pressione per i risultati: la responsabilità dei risultati non è solo personale, ma si estende alle performance dell’intero gruppo di lavoro
- Gestione delle relazioni complesse: navigare tra le esigenze dei superiori, le aspettative del team e le dinamiche interpersonali richiede una costante gestione emotiva
- Adattamento al cambiamento continuo: in un mercato in rapida evoluzione, i manager devono costantemente adattare strategie e approcci
- Isolamento decisionale: spesso i manager si trovano in posizioni dove devono prendere decisioni difficili in solitudine, senza poter condividere completamente le proprie preoccupazioni.
Stress manager: gli effetti più comuni
Gli effetti dello stress manager su questi professionisti possono ovviamente variare ampiamente, influenzando non solo la loro performance lavorativa ma anche la loro salute fisica e mentale. Tra gli effetti più comuni troviamo i seguenti.
Effetti emotivi del management stress
Gli effetti emotivi rappresentano spesso i primi campanelli d’allarme dello stress manageriale:
- Ansia persistente: preoccupazione costante per decisioni future e risultati da raggiungere
- Irritabilità crescente: reazioni sproporzionate a situazioni che normalmente non causerebbero frustrazione
- Depressione: sentimenti di tristezza, perdita di interesse e demotivazione professionale
- Sensazione di sopraffazione: percezione di non riuscire a gestire tutte le responsabilità
- Burnout emotivo: esaurimento delle risorse emotive necessarie per affrontare le sfide quotidiane
- Perdita di fiducia: dubbi sulle proprie capacità di leadership e decisionali
Effetti fisici dello stress lavorativo
Il corpo reagisce allo stress manageriale con una serie di sintomi che non vanno sottovalutati:
- Mal di testa frequenti: tensione che si manifesta attraverso cefalee ricorrenti
- Problemi digestivi: gastrite, reflusso, sindrome del colon irritabile
- Aumento della pressione sanguigna: ipertensione causata da stress cronico
- Insonnia e disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni frequenti
- Tensione muscolare: dolori a collo, spalle e schiena dovuti alla contrazione continua
- Alterazioni dell’appetito: perdita o aumento eccessivo dell’appetito
- Affaticamento cronico: sensazione di stanchezza persistente nonostante il riposo
Effetti mentali e cognitivi
Lo stress impatta significativamente sulle funzioni cognitive essenziali per la leadership:
- Difficoltà di concentrazione: incapacità di mantenere il focus su compiti complessi
- Indecisione: procrastinazione e difficoltà nel prendere decisioni anche semplici
- Calo della creatività: riduzione della capacità di trovare soluzioni innovative
- Problemi di memoria: dimenticanze frequenti e difficoltà nel ricordare informazioni importanti
- Pensiero catastrofico: tendenza a immaginare sempre gli scenari peggiori
- Riduzione della capacità di problem solving: difficoltà nell’analizzare e risolvere problemi complessi
Effetti comportamentali
I cambiamenti comportamentali sono spesso i più visibili agli altri:
- Isolamento sociale: tendenza ad evitare colleghi e occasioni di networking
- Aggressività: reazioni eccessive durante riunioni o confronti
- Procrastinazione: rimandare decisioni importanti o compiti critici
- Abuso di sostanze: ricorso eccessivo ad alcool, caffeina o altre sostanze
- Workhaolism: tendenza a lavorare oltre ogni limite sano
- Deterioramento delle relazioni: conflitti aumentati con colleghi, superiori e subordinati
Stress manager: alcuni dati e statistiche
Diverse ricerche e studi hanno cercato di mappare l’incidenza dello stress manager in vari settori, offrendo una panoramica preoccupante ma, al tempo stesso, illuminante.
Un’indagine condotta da una nota associazione di psicologia ha rivelato che oltre il 60% dei manager intervistati riferisce di subire livelli di stress significativamente elevati, collegati a un aumento del rischio di burnout.
In termini di settori, il settore tecnologico, sanitario e finanziario sono tra i più colpiti, con tassi di stress che superano la media nazionale. Questo è attribuito all’alta velocità di innovazione, alle aspettative di crescita e alla complessità dei compiti gestionali
Sorprendentemente, anche il settore educativo mostra livelli elevati di stress tra i suoi dirigenti, sottolineando l’ampio spettro di sfide che i leader devono affrontare, indipendentemente dal campo di attività.
Recenti studi sul manager stress hanno inoltre evidenziato che il 45% dei leader aziendali sperimenta sintomi di burnout almeno una volta nel corso della propria carriera, mentre il 30% riporta di sentirsi cronicamente sopraffatto dalle responsabilità lavorative. Questi numeri sottolineano l’urgenza di sviluppare strategie efficaci per gestire lo stress lavorativo prima che questo raggiunga livelli critici e comprometta irreversibilmente la salute e la performance professionale.
Questi dati evidenziano, pertanto, una realtà inconfutabile: lo stress manager è un fenomeno diffuso che attraversa tutti i settori e le geografie, ponendo sfide significative non solo agli individui ma anche alle organizzazioni che devono affrontare l’impatto sulla produttività, sulla soddisfazione del lavoro e sull’attrito dei dipendenti.
Stress manager: la psicologia dello stress nei ruoli di leadership
La leadership, con le sue sfide e responsabilità, porta con sé un carico di stress significativo. Tuttavia, la chiave per gestire efficacemente questo stress risiede non solo nelle strategie pratiche, ma anche nella comprensione della psicologia dello stress manager e di come la nostra percezione influisce profondamente sulla sua gestione. Esploriamo , dunque, l’importanza della percezione dello stress e il ruolo cruciale dell’intelligenza emotiva nell’affrontarlo.
La percezione dello stress e la sua gestione
La percezione dello stress, ossia il modo in cui viene interpretato e il modo in cui si reagisce alle pressioni esterne, può trasformare radicalmente l’effetto che questo stato d’animo ha su di noi.
La teoria psicologica del “valutazione e coping” suggerisce che le persone valutano costantemente le situazioni stressanti in termini di minaccia potenziale (valutazione primaria) e delle loro risorse per affrontarle (valutazione secondaria). Se percepiamo di avere le risorse necessarie per gestire una situazione, lo stress che ne deriva sarà significativamente minore e più gestibile.
Questa dinamica è particolarmente pertinente per ruoli di leadership, ruoli in cui le decisioni e le strategie di coping adottate possono avere ampie ed importanti ripercussioni. Un leader che vede lo stress come una sfida invece che come una minaccia è più propenso ad adottare approcci proattivi, cercando soluzioni creative e innovando piuttosto che arrendersi alla pressione.
Fattori che influenzano la percezione dello stress
La gestione dello stress lavorativo dipende significativamente da come interpretiamo gli eventi stressanti:
- Locus of control: manager con un locus of control interno tendono a gestire meglio lo stress, sentendosi più in controllo delle situazioni
- Esperienza precedente: manager che hanno già affrontato situazioni simili sviluppano maggiore resilienza e fiducia nelle proprie capacità
- Sistema di credenze: convinzioni positive sulle proprie capacità e sul significato del lavoro fungono da protezione contro lo stress eccessivo
- Supporto sociale: la presenza di una rete di supporto professionale e personale influenza significativamente la percezione dello stress
- Modello di attribuzione: come interpretiamo le cause degli eventi (interne vs esterne, stabili vs instabili) impatta sulla nostra risposta allo stress.
Stress manager come gestirlo: il ruolo dell’intelligenza emotiva
L’intelligenza emotiva, ossia la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, è un fattore cruciale nella gestione dello stress manager. Questa soft skill permette infatti ai manager di:
- Avere autoconsapevolezza: comprendere le proprie emozioni, riconoscere i segnali di stress e identificare le proprie reazioni abituali può aiutare a sviluppare strategie più efficaci per affrontarlo
- Avere autoregolazione: la capacità di controllare o reindirizzare impulsi e stati d’animo distruttivi e la flessibilità nel rispondere ai cambiamenti sono essenziali per gestire lo stress in modo produttivo
- Avere maggiore empatia: comprendere le emozioni degli altri può aiutare a navigare meglio nelle interazioni complesse e nei conflitti, riducendo le fonti di stress interpersonale
- Acquisire abilità sociali: le competenze nell’instaurare buone relazioni, nella comunicazione efficace e nella costruzione di reti di supporto fungono da ammortizzatori contro gli effetti deleteri dello stress.
Le cause principali dello stress manager nel contesto aziendale moderno
Per gestire lo stress lavorativo in modo efficace, è fondamentale comprendere le radici profonde del manager stress nel contesto aziendale contemporaneo. Le fonti di pressione che i leader devono affrontare oggi sono molteplici e spesso interconnesse, creando un ambiente in cui lo stress manager può accumularsi rapidamente se non viene riconosciuto e gestito tempestivamente.
Tra le cause principali dello stress manager figura innanzitutto la sovrapposizione di responsabilità multiple. I manager moderni non si occupano più esclusivamente di coordinare il lavoro del proprio team, ma devono bilanciare contemporaneamente aspettative provenienti da direzioni diverse: i superiori che richiedono risultati sempre più ambiziosi, i collaboratori che necessitano di guida e supporto, i clienti che pretendono standard di qualità elevati e gli stakeholder che monitorano costantemente le performance. Questa molteplicità di ruoli e aspettative crea una condizione in cui gestire lo stress lavorativo diventa una competenza essenziale per la sopravvivenza professionale.
Un’altra fonte significativa di stress manager è rappresentata dalla velocità del cambiamento organizzativo e tecnologico. Le aziende si trovano oggi ad operare in mercati caratterizzati da discontinuità continue, dove le competenze che erano rilevanti ieri potrebbero diventare obsolete domani. I manager devono quindi non solo adattarsi personalmente a questi cambiamenti, ma anche guidare i propri team attraverso transizioni che generano incertezza e resistenza. Il manager stress derivante da questa necessità di reinventarsi continuamente mentre si mantiene operativa l’organizzazione rappresenta una delle sfide più complesse della leadership contemporanea.
La pressione legata alla performance e ai risultati quantificabili costituisce un ulteriore elemento critico dello stress manager. In un’epoca dominata dai dati e dalle metriche, ogni aspetto della performance manageriale viene misurato, monitorato e confrontato con benchmark sempre più stringenti. Questa cultura della misurazione costante, sebbene possa portare miglioramenti nell’efficienza, genera anche un livello di stress manager che può diventare insostenibile quando i target sono irrealistici o quando non viene riconosciuto il valore di aspetti qualitativi più difficili da quantificare. Gestire lo stress lavorativo in questo contesto richiede la capacità di mantenere una prospettiva equilibrata, riconoscendo l’importanza dei risultati senza perdere di vista il benessere personale e del team.
La gestione dei conflitti interpersonali e delle dinamiche di team rappresenta un’altra dimensione cruciale del manager stress. I leader si trovano quotidianamente ad affrontare tensioni tra membri del team, negoziare risorse limitate, mediare tra interessi divergenti e prendere decisioni difficili che inevitabilmente scontenteranno qualcuno. Questa continua esposizione a situazioni conflittuali, anche quando vengono risolte positivamente, accumula un carico emotivo che contribuisce significativamente allo stress manager complessivo.
Stress manager come gestirlo: strumenti e tecniche avanzate
Nel percorso verso la trasformazione dello stress manager da nemico a alleato, è essenziale dotarsi di strumenti e tecniche efficaci che possano essere integrati nella routine quotidiana. Esploriamo, dunque, una serie di strategie e innovazioni recenti nell’ambito della gestione dello stress manager. Tra queste rientrano:
1) Mindfulness e meditazione
Pratiche di mindfulness e meditazione possono aiutare a concentrare la mente, ridurre l’ansia e migliorare la concentrazione. Dedicare anche solo 10-15 minuti al giorno a queste pratiche può fare una grande differenza nel controllo dello stress manager.
2) Tecniche di respirazione
Tecniche specifiche di respirazione, come la respirazione diaframmatica possono aiutare a calmare la mente e ridurre la tensione fisica.
3) Gestione del tempo
Migliorare la gestione del tempo attraverso la pianificazione e la priorizzazione delle attività può ridurre significativamente i livelli di stress per un manager. L’uso di strumenti come liste di compiti e applicazioni di gestione del tempo può aiutare a mantenere ben saldo il proprio focus e a ridurre la sensazione di sopraffazione.
4) Tecniche di rilassamento muscolare progressivo
Questa tecnica implica la tensione e il successivo rilassamento deliberato di gruppi muscolari specifici nel corpo. Questa tecnica può aiutare a ridurre lo stress fisico e a promuovere il rilassamento.
Tra le innovazioni recenti nella gestione dello stress manager rientrano anche:
1) App di benessere e mindfulness
L’ascesa delle tecnologie digitali ha portato allo sviluppo di numerose applicazioni mobili che offrono guide alla meditazione, esercizi di respirazione e tracce audio per il rilassamento. Questi strumenti rendono più accessibili le tecniche di gestione dello stress.
2) Wearable per il monitoraggio dello stress
Dispositivi indossabili che monitorano indicatori fisiologici come il battito cardiaco e la variabilità della frequenza cardiaca possono aiutare a identificare i livelli di stress in tempo reale, permettendo agli utenti di intervenire prima che lo stress diventi eccessivo.
3) Programmi di coaching virtuale
Il coaching virtuale per la gestione dello stress manager e il benessere personale sta diventando sempre più popolare, offrendo supporto personalizzato attraverso piattaforme online e app.
4) Tecniche di realizzazione di Sé
Sviluppare obiettivi personali e professionali chiari può aiutare a dirigere l’energia in modo produttivo, riducendo lo stress legato all’incertezza e alla mancanza di direzione.
5) L’importanza della routine quotidiana, dell’esercizio fisico e della dieta
Stabilire una routine quotidiana può aiutare a ridurre lo stress manager fornendo alla giornata una struttura prevedibile. Questo include orari regolari per il lavoro, il riposo e le attività ricreative.
Esercizio fisico: l’attività fisica regolare è uno dei modi più efficaci per ridurre il manager stress. Non solo migliora la salute fisica, ma rilascia anche endorfine, sostanze chimiche nel cervello che agiscono come antidolorifici naturali e migliorano l’umore.
Dieta: una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali, può influire positivamente sull’umore e sulla capacità di gestire lo stress. Evitare l’eccesso di caffeina e zucchero può anche aiutare a mantenere i livelli di stress sotto controllo.
Strategie cognitive per trasformare il manager stress in risorsa
Oltre alle tecniche pratiche e agli strumenti operativi, gestire lo stress lavorativo richiede anche un lavoro profondo sulle strutture cognitive e sui pattern di pensiero che influenzano il modo in cui interpretiamo e rispondiamo alle situazioni stressanti. Le strategie cognitive rappresentano un approccio potente per trasformare il manager stress da minaccia percepita in opportunità di crescita e sviluppo personale.
Il reframing cognitivo costituisce una delle tecniche più efficaci per modificare la percezione dello stress manager. Questa strategia consiste nel riformulare consapevolmente il significato che attribuiamo agli eventi stressanti, passando da un’interpretazione di minaccia a una di sfida gestibile. Quando un manager si trova di fronte a una scadenza pressante, invece di pensare “non ce la farò mai, è troppo”, può riformulare il pensiero in “questa è un’opportunità per dimostrare le mie capacità di gestione delle priorità”. Questo semplice cambio di prospettiva non elimina le pressioni oggettive, ma modifica radicalmente la risposta emotiva e comportamentale, rendendo il manager stress un elemento motivante piuttosto che paralizzante.
La tecnica del dialogo interno positivo rappresenta un altro strumento potente per gestire lo stress lavorativo attraverso l’approccio cognitivo. Molti manager sviluppano nel tempo un dialogo interno altamente critico e perfezionista che amplifica lo stress manager invece di attenuarlo. Frasi come “devo essere perfetto”, “non posso permettermi errori” o “se fallisco dimostrerò di non valere” creano una pressione psicologica insostenibile che trasforma ogni piccola difficoltà in una minaccia esistenziale.
Sostituire questi pattern di pensiero con affermazioni più realistiche e compassionevoli verso se stessi, come “posso fare del mio meglio con le risorse disponibili”, “gli errori sono opportunità di apprendimento” o “il mio valore non dipende da un singolo risultato”, permette di ridurre significativamente il manager stress e di affrontare le sfide con maggiore equilibrio emotivo.
La visualizzazione positiva e la preparazione mentale sono tecniche cognitive particolarmente utili per gestire lo stress lavorativo in situazioni ad alta pressione. Prima di affrontare una presentazione importante, una negoziazione difficile o un confronto delicato, dedicare alcuni minuti a visualizzare se stessi mentre si gestisce la situazione con successo, mantenendo la calma e reagendo in modo appropriato anche di fronte a sviluppi imprevisti, prepara la mente a rispondere in modo più efficace. Questa tecnica, utilizzata anche da atleti professionisti, aiuta a ridurre l’ansia anticipatoria e a rafforzare la fiducia nelle proprie capacità, trasformando il manager stress da fonte di paralisi in energia produttiva.
L’accettazione radicale rappresenta una strategia cognitiva avanzata che può sembrare controintuitiva ma che si rivela estremamente efficace nel gestire lo stress lavorativo. Invece di resistere o negare l’esistenza dello stress manager, questa tecnica invita a riconoscerlo pienamente e ad accettarlo come parte naturale del proprio ruolo di leadership. Questa accettazione non significa rassegnazione passiva, ma piuttosto il riconoscimento che un certo livello di stress manager è inevitabile quando si assumono responsabilità significative. Paradossalmente, accettare lo stress invece di combatterlo costantemente riduce l’energia spesa in resistenza improduttiva e libera risorse mentali per affrontare concretamente le sfide. Un manager che accetta che sentirsi sotto pressione fa parte del proprio lavoro vive questa condizione con meno angoscia rispetto a chi si aspetta di dover eliminare completamente ogni forma di tensione.
Stress manager: come promuovere un ambiente di lavoro meno stressante
Creare un ambiente di lavoro che promuove il benessere e riduce lo stress non è solo una responsabilità etica per i manager, ma piuttosto una strategia aziendale intelligente. Un team meno stressato è più felice, più produttivo e, in definitiva, più innovativo. Ecco alcuni consigli pratici e strategie per i manager su come ridurre lo stress sia per sé stessi che per il loro team, promuovendo al contempo un ambiente di lavoro salubre.
Consigli per i manager su come ridurre lo stress
Comunicare in maniera aperta e trasparente: mantenere linee di comunicazione aperte, incoraggiando i membri del team a condividere idee, preoccupazioni e feedback. Questo non solo riduce le incomprensioni ma promuove anche un senso di appartenenza e valore.
Riconoscere e apprezzare: riconoscere regolarmente i contributi individuali e del team. L’apprezzamento può venire in molte forme, da un semplice “grazie” a ricompense più tangibili. Sentirsi valorizzati riduce lo stress e aumenta la motivazione
Promuovere la flessibilità lavorativa: offrire flessibilità, come orari di lavoro flessibili o la possibilità di lavorare da casa, può ridurre significativamente lo stress legato al bilanciamento tra vita lavorativa e personale.
Promuovere il benessere: implementare programmi di benessere che possono includere accesso a consulenza psicologica, sconti per palestre, workshop su gestione dello stress e benessere. Promuovere la salute fisica e mentale dimostra un impegno per il benessere complessivo dei dipendenti.
Strategie per promuovere il benessere nel contesto lavorativo
Creare di spazi di lavoro confortevoli: investire in un ambiente di lavoro ergonomico e piacevole, che può includere illuminazione adeguata, spazi verdi e aree di relax
Limitare le ore straordinarie di lavoro: promuovere una cultura lavorativa che rispetta l’equilibrio tra vita professionale e personale, scoraggiando ore di lavoro eccessive e non retribuite
Sviluppare competenze di gestione dello stress: offrire formazione su tecniche di gestione dello stress e resilienza, inclusi corsi di mindfulness, gestione del tempo e tecniche di rilassamento.
Incoraggiare pause regolari: incoraggiare i dipendenti a prendere regolarmente brevi pause durante la giornata lavorativa e a utilizzare pienamente i propri giorni di ferie annuali per recuperare, rilassarsi e trascorrere del tempo con i propri cari.
L’importanza di vedere le cose da una nuova prospettiva
Cambiare la cultura di un’organizzazione per renderla meno stressante richiede più di semplici cambiamenti superficiali. Cambiare la cultura aziendale richiede uno switch di mentalità a tutti i livelli. I manager dovrebbero essere i primi ad adottare pratiche che promuovono il benessere, in modo da star bene in primis loro stessi e per essere in grado di diffondere in questo modo questa stessa serenità all’organizzazione tutta.
La trasformazione dello stress da nemico a alleato richiede, dunque, un impegno attivo verso l’autoconsapevolezza e la crescita personale. Richiede il coraggio di affrontare le proprie vulnerabilità e la determinazione di esplorare nuovi modi di pensare e agire.
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Consulente di formazione e sviluppo organizzativo con un background in ingegneria gestionale. Alessandro ha oltre 10 anni di esperienza nella progettazione e implementazione di programmi di formazione aziendale. Le sue competenze includono l’analisi dei bisogni formativi e l’implementazione di strategie di apprendimento innovative, volte a migliorare le performance aziendali.


