Pubblicato il: 25 Marzo 2026 alle 09:49

Solo l’8% dei non pensionati pianifica la vita post-lavoro: l’analisi di Athora Italia

Longevità e ansie emergenti nella società italiana

Secondo i dati divulgati il 24 marzo 2026 da Athora Italia e Nomisma, la prospettiva della longevità genera una miscela di entusiasmo e timori nel tessuto sociale italiano. Mentre oltre la metà dei pensionati si proietta nel futuro con ottimismo (63%), la maggioranza dei non pensionati associa il vivere a lungo a sentimenti di ansia e preoccupazione (29%).

La paura della perdita di autonomia e delle modifiche radicali nelle abitudini risulta preponderante: 74% degli italiani teme una futura non autosufficienza, soprattutto per il potenziale peso sui familiari e l’incremento delle necessità economiche. Il dato riflette una contraddizione sociologica: le inquietudini fisiche prevalgono sulla volontà di pianificare un percorso previdenziale efficace.

Questa incertezza si manifesta, inoltre, in una visione poco lungimirante della propria anzianità. Solo un terzo dei lavoratori prevede di restare in pensione oltre 20 anni, mentre fra chi già non lavora il riconoscimento della reale portata della longevità sale al 57%.

Un simile gap di percezione dimostra come l’informazione previdenziale sia debole. Comprendere appieno i meccanismi pensionistici oggi è una sfida ampia, in cui il senso comune spesso soppianta le conoscenze tecniche. Uno scenario che rende decisivo imparare a valorizzare la propria employability e occupabilità anche nella pianificazione del futuro post-lavorativo.

Pianificazione economica: numeri, strategie e criticità

Solo il 8% dei non pensionati italiani approfondisce con cura la propria pianificazione post-lavoro, privileggiando un atteggiamento di breve respiro che limita l’adozione di azioni concrete sul medio-lungo periodo.

Il 47% degli italiani opta principalmente per la riduzione delle spese non necessarie, agendo come semplici accumulatori di risorse ma spesso senza un vero obiettivo previdenziale. L’accantonamento non finalizzato giunge al punto che il 53% ammette difficoltà oggettive a risparmiare quota sufficiente per la vecchiaia.

Accanto alla propensione al risparmio “primitivo”, emerge una sottovalutazione del rischio di svalutazione delle proprie competenze o di periodi di inattività. Questo porta spesso a lasciare le proprie finanze e opportunità di crescita professionale in una sorta di limbo, rinunciando a investire in soluzioni più sostenibili sul lungo termine. Comprendere le strategie per valorizzare le proprie soft skills nel CV può fare la differenza anche per la sicurezza futura.

Parallelamente, solo il 27% dei cittadini ha attivato un piano pensionistico integrativo, mentre il 36% prevede di farlo in futuro, dimostrando una forte tendenza alla procrastinazione che comporta conseguenze tangibili nel tempo.

Sfide informative e atteggiamenti verso il sistema previdenziale

Il 70% dei non pensionati teme che il sistema pubblico non riuscirà a garantire un assegno adeguato rispetto alle aspettative di vita o allo stile desiderato. In aggiunta, circa il 42% ritiene che i contributi attuali saranno destinati alle pensioni future, evidenziando incertezza sulla sostenibilità del sistema INPS.

Il livello di informazione sui prodotti previdenziali privati rimane basso. Solo il 21% degli italiani che non conosce questi strumenti esprime la volontà di approfondire la materia, mentre il 45% non manifesta interesse. Tale deficit informativo porta a delegare decisioni complesse ad amici o parenti, spesso ritenuti più autorevoli di figure esperte.

Questa attitude alimenta ulteriormente il rischio di scelte più inefficienti e poco consapevoli. La difficoltà nel districarsi tra offerte di fondi pensione, PIP e diverse tipologie di investimenti accentua la sfiducia e la scarsa partecipazione attiva.

Per chi cerca una guida nel districarsi nella giungla delle carriere e delle tutele, risulta essenziale anche imparare a affrontare il percorso post-lavoro con consapevolezza, proprio come si affronterebbe il primo giorno di lavoro, con preparazione e supporto adeguato.

Pentimento e soddisfazione: il costo della previdenza rimandata

Un aspetto chiave evidenziato da Jozef Bala, CEO di Athora Italia, riguarda il cosiddetto “costo del rimpianto”: la consapevolezza dell’importanza di una scelta previdenziale tempestiva cresce con l’aumentare dell’età. Circa il 50% degli over 50 dichiara di aver compreso tardi quanto fosse cruciale la previdenza complementare.

Tra i pensionati, il 20% afferma che avrebbe pianificato in modo più proattivo il pensionamento potendo tornare indietro. Tuttavia, il 91% di chi ha sottoscritto un piano pensionistico si definisce da soddisfatto a estremamente soddisfatto della decisione assunta.

L’aspetto comportamentale, la procrastinazione e la scarsa propensione a investire somme adeguate (il 75% non supererebbe i 200 euro al mese per un fondo pensione), restano criticità vive. Chi aspira a oltre 700 euro mensili di integrazione deve fare i conti con disponibilità inferiori alla soglia necessaria a garantire la serenità sognata.

Il paradosso centrale rimane una diffusa disinformazione finanziaria, che rende difficile scegliere in autonomia e accentua la dipendenza da banca, assicuratori o familiari nella presa di decisioni finanziarie strategiche.

La presentazione del rapporto testimonia che la previdenza deve essere affrontata quanto prima in modo razionale, magari anche confrontandosi con esperienze di volontariato nel curriculum e attività formative, capaci di stimolare responsabilità e pianificazione.

Il messaggio di Jozef Bala rimarca la necessità di educazione finanziaria strutturata, soprattutto fra i giovani, e del ruolo dei consulenti assicurativi come veri alleati per superare la tendenza al procrastinare, offrendo un linguaggio diretto, empatico e pratico.

Investire oggi nella propria previdenza è l’unico mezzo per mitigare il “costo del rimpianto” e assicurare la tranquillità nel lungo periodo, secondo gli insight condivisi dalla ricerca Nomisma per Athora Italia.

Per approfondire i trend e ricevere consigli utili per il lavoro e la previdenza, consulta tutte le nostre ultime notizie e articoli sul lavoro.

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