Pubblicato il: 25 Febbraio 2026 alle 14:54

Ricongiunzione contributi tra Gestione Separata, casse professionali e partita IVA: tutte le regole 2026

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Nuove disposizioni sulla ricongiunzione per partita IVA e lavoro autonomo

Dal 18 febbraio 2026, una significativa revisione delle norme sulla ricongiunzione dei contributi interessa tutti i lavoratori autonomi che hanno operato con partita IVA e successivamente sono diventati dipendenti, così come coloro che hanno percorso la strada inversa. La recente circolare INPS 9 febbraio 2026, n. 15 aggiorna le regole per il trasferimento dei contributi previdenziali tra la Gestione Separata INPS e le casse professionali private disciplinate dal decreto legislativo 509/1994 e dal decreto legislativo 103/1996.

Questa possibilità rappresenta una svolta per chi, nel corso della carriera, ha effettuato versamenti previdenziali in enti diversi, creando spesso delle lacune contributive che compromettono la pensione. La ricongiunzione appare dunque uno strumento fondamentale per unificare la propria posizione in vista di un futuro previdenziale più solido.

Fino a oggi, la peculiarità della Gestione Separata – basata su un regime interamente contributivo – aveva spesso escluso questa dall’ambito delle procedure di ricongiunzione. Ora, grazie all’interpretazione data dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 26039/2019 e al successivo aggiornamento normativo, si aprono nuove prospettive.

Il nuovo scenario interessa sia chi desidera accentrarsi in Gestione Separata, sia chi intende trasferire quanto maturato verso una cassa professionale, secondo modalità e condizioni chiare. Il riferimento normativo cardine resta la legge 45/1990, ma le declinazioni operative sono adattate alle specificità della Gestione Separata.

Chi può richiedere la ricongiunzione: limiti e casi esclusi

Secondo la circolare INPS del 9 febbraio 2026, la ricongiunzione verso la Gestione Separata può essere richiesta solo in determinati casi e a precise condizioni. Vengono esclusi dalla procedura tutti i soggetti che hanno già utilizzato i periodi da trasferire per ottenere una prestazione pensionistica, nonché coloro che possiedono anche una minima frazione di contributi presso una cassa privata relativi a periodi antecedenti il 1° aprile 1996.

Inoltre, la richiesta deve essere totale: non è possibile selezionare solo alcuni periodi, ma occorre ricongiungere tutti i contributi ancora non utilizzati. Questo vincolo si applica sia ai professionisti che intendono unificare la loro posizione presso la Gestione Separata INPS, sia a coloro che desiderano portare la totalità dei contributi dalla Gestione Separata a una cassa professionale.

Per affrontare il percorso in modo consapevole diventa fondamentale conoscere tutti i dettagli e i costi dell’operazione. Sul piano pratico, la procedura offre maggior trasparenza sui movimenti contributivi e permette di comporre una posizione assicurativa unica. Per costruire una carriera efficace nel tempo e valorizzarne ogni tappa è utile investire anche su competenze personal branding e cos’è il networking.

Le nuove disposizioni si applicano immediatamente sia alle domande già presentate sia ai ricorsi pendenti, assicurando nel contempo equità di trattamento.

Il calcolo dei costi: criteri, aliquote e minimali

Una delle domande più ricorrenti riguarda il costo della ricongiunzione. Il nuovo regolamento stabilisce che per quantificare l’onere occorre fare riferimento all’aliquota IVS della Gestione Separata, che sarà del 33% al 2025. Tale % va applicata all’ultima retribuzione – o reddito – utile degli ultimi 12 mesi maturati nella gestione di provenienza.

Il risultato di questa moltiplicazione viene rapportato al periodo oggetto di ricongiunzione; da questa cifra si sottraggono i contributi già versati presso la cassa o gestione originaria. Il saldo costituisce la somma dovuta dall’interessato all’INPS per il completamento della procedura.

Nel calcolo finale incidono anche il minimale e il massimale contributivo annuo previsti, elementi che possono influenzare sensibilmente l’onere complessivo. Ad esempio, per chi ha redditi contenuti, il minimale rischia di alzare la cifra da versare, mentre il massimale pone un limite ai versamenti annuali.

La ricongiunzione comporta quindi una valutazione attenta dell’impatto economico sulle prospettive di pensione. Come in ogni strategia lavorativa a lungo termine, anche la costruzione di una posizione previdenziale solida si basa su pianificazione e capacità di creare un network professionale per orientarsi tra norme fiscali, opportunità di accrescimento e confronto con altri professionisti.

Ricongiunzione dalla Gestione Separata verso casse professionali

Quando il trasferimento dei contributi avviene dalla Gestione Separata INPS verso una cassa professionale, che in questo caso assume il ruolo di gestione accentrante, la normativa chiarisce alcuni principi fondamentali. Tali periodi trasferiti dovranno essere sempre valutati in base alle regole del sistema contributivo.

Non è consentito derogare alle modalità previste dalla Gestione Separata, mantenendo l’integrità e l’uniformità del principio contributivo maturato in questa particolare gestione previdenziale. Vengono inoltre ribaditi i principi di parità di trattamento e di unificazione della posizione assicurativa tra tutte le casse ed enti coinvolti.

Questa attenzione alle garanzie di equità permette a avvocati, architetti, commercialisti, geometri e altri professionisti italiani di rendere più sicuro il proprio percorso previdenziale. Una strategia di pianificazione lungimirante riduce il rischio di gap economici in fase di pensionamento e valorizza la mobilità professionale.

Saper trovare lavoro senza esperienza, restare informati sulle regole di versamento contributivo e confrontarsi con le più recenti sentenze, sono tutti aspetti che concorrono a una carriera flessibile, moderna e pronta ad affrontare il cambiamento.

Applicazione immediata e istruzioni operative

Le disposizioni entrate in vigore con la circolare INPS di febbraio 2026 sono subito operative. La norma riguarda sia le nuove domande che quelle già presentate e i ricorsi non ancora definiti, semplificando la gestione degli arretrati e favorendo una più efficace collaborazione con le casse professionali coinvolte.

Nei prossimi mesi, INPS fornirà ulteriori istruzioni applicative dettagliate sui canali ufficiali, consentendo a professionisti e lavoratori autonomi di conoscere con precisione passaggi, documentazione richiesta e procedure di pagamento. Questo aggiornamento agevola anche le attività di consulenza previdenziale, fondamentale per chi deve scegliere tra opzioni diverse e impostare una soluzione su misura.

L’adeguamento alle ultime normative dimostra la capacità del sistema previdenziale italiano di adattarsi ai nuovi trend del mondo del lavoro, garantendo tutela e flessibilità. L’ottimizzazione dei diritti acquisiti e delle competenze maturate durante diverse fasi di carriera rappresenta un vantaggio competitivo per il futuro, in un contesto segnato da frequenti passaggi tra lavoro subordinato, partita IVA e libera professione.

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