Lo psicologo Abraham Maslow nella seconda metà del secolo scorso ha introdotto una nota teoria sintetizzata nella cosiddetta piramide di Maslow. Secondo lo studioso l’uomo ha cinque bisogni fondamentali raffigurati nella piramide in ordine crescente come segue:

  1. Fisiologici.
  2. Di sicurezza.
  3. Di appartenenza.
  4. Di riconoscimento e stima.
  5. Autorealizzazione di sé.

Secondo il modello di Maslow l’uomo ha una gerarchia di bisogni, in base alla quale la soddisfazione di quelli più elementari è condizione necessaria per fare emergere i bisogni di ordine superiore. I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre quelli sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere.

Oltre ad essere un modello motivazionale che spiega i bisogni umani, la piramide dei bisogni di Maslow può anche aiutarti nella ricerca del lavoro e a definire i tuoi obiettivi professionali. Come? Te lo spieghiamo in questo articolo!

La piramide dei bisogni di Maslow

La teoria dei bisogni di Maslow sostiene che le persone sono motivate a raggiungere i bisogni in modo progressivo. In altre parole, raggiunto il primo livello scaliamo progressivamente i livelli successivi. Vediamo nel dettaglio i cinque step della piramide dei bisogni di Maslow:

1. Bisogni fisiologici

I bisogni fisiologici sono quelli più vicini al nostro istinto di sopravvivenza e includono il bisogno di cibo, acqua, sonno, vestiti, equilibrio psicofisico e riparo. Se queste esigenze primarie non vengono soddisfatte, le funzioni fisiologiche saranno compromesse. Secondo Maslow, i bisogni fisiologici sono i più importanti.

2. Bisogni di sicurezza

Una volta soddisfatti i bisogni fisiologici, diventano importanti quelli di sicurezza, che riguardano principalmente la stabilità, sia essa finanziaria, personale, emotiva e legata alle proprie condizioni fisiche.
Attraverso la soddisfazione dei bisogni di sicurezza diminuisce la paura individuale e collettiva delle persone, migliora la stabilità sociale, viene garantita la proprietà e aumenta il livello di salute e benessere.

3. Bisogni affettivi e di appartenenza

Il terzo livello è quello legato alla nostra dimensione sociale e riguarda la necessità di essere importanti per qualcuno, di dare e ricevere amore, di avere una famiglia e delle amicizie. Questo livello racchiude quindi il bisogno di appartenenza a gruppi sociali più o meno grandi. Il bisogno degli altri è, infatti, una caratteristica imprescindibile dell’essere umano.

4. Bisogni di riconoscimento e stima

Al quarto livello della piramide Maslow pone i bisogni di riconoscimento e stima che includono l’autostima, la realizzazione e il rispetto. In particolare, Maslow classifica i bisogni di stima in due categorie: la stima per se stessi (dignità, successo, indipendenza) e il desiderio di riconoscimento e rispetto da parte degli altri (status, prestigio).
In altre parole, abbiamo bisogno di stima, degli altri e di noi stessi. Vogliamo apparire persone di successo che sono in grado di realizzare i propri obiettivi sfruttando tutte le nostre capacità.

5. Bisogni di autorealizzazione

I bisogni di autorealizzazione rappresentano il livello più alto della gerarchia di Maslow. Essi si realizzano nello sviluppo del potenziale di una persona, con l’autorealizzazione, la crescita personale e gli aspetti evolutivi. Arrivato a questo livello, dunque, l’individuo mira a realizzare il massimo delle sue potenzialità sotto diversi aspetti: essere, per esempio, un genitore migliore, esprimere al meglio i propri talenti, raggiungere alti livelli professionali, sportivi etc.

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Come applicare la piramide di Maslow al lavoro?

Una volta compresa cos’è la piramide di Maslow e quali sono i bisogni che la compongono, possiamo focalizzarci sul nostro topic. Come applicare la piramide di Maslow al lavoro?

Maslow parte dal principio che un bisogno che non viene soddisfatto crea disagio e tensione. Deve essere quindi appagato e soddisfatto. È a quel punto che uno nuovo, posto nel livello immediatamente successivo, inizia a pulsare per essere soddisfatto e appagato e così via fino ad arrivare alla punta della piramide.

Ma mentre nei primi quattro livelli una volta che un bisogno viene appagato e soddisfatto cessa di creare tensione e quindi permette al bisogno successivo di iniziare a pulsare, quelli posti alla punta della piramide necessitano che ci sia una tensione continua, che è appunto quella verso l’autorealizzazione. Nonostante siano stati individuati alcuni limiti a tale teoria, essa può comunque rappresentare un ottimo spunto per ragionare in termini di bisogni in un contesto legato al mondo del lavoro.

La piramide di Maslow è, infatti, connessa alla crescita personale e professionale. Facciamo un esempio: se non abbiamo un lavoro, ci troviamo in difficoltà economica e rischiamo di cadere in depressione. In quel momento siamo disponibili ad accettare qualsiasi lavoro per soddisfare i nostri bisogni di sopravvivenza. Dopo aver accettato un lavoro qualunque che ci permette di guadagnare un salario minimo per soddisfare i bisogni primari, ci rendiamo conto che possiamo aspirare a qualcosa di meglio e cerchiamo perciò un lavoro migliore: nasce così la nostra “scala dei bisogni lavorativi”.

Che cosa significa quest’esempio? Anche nel mondo lavorativo si innesca un percorso di autoriflessione e scoperta dei nostri valori, punti di forza e passioni che ci guidano in un processo di crescita che richiede metodi e strumenti da applicare in modo continuo e progressivo. E’ una curva di crescita più veloce ai livelli più bassi e più difficile e lenta ai livelli più alti, dove solitamente può essere utile l’aiuto di un consulente di carriera.

La progressione della carriera secondo la teoria di Maslow

Sviluppando la teoria di Maslow possiamo perciò ridisegnare una mappa di crescita professionale associata alla piramide dei bisogni e alla progressione della carriera professionale. Ecco i nuovi punti di riferimento della mappa:

Salario minimo per i bisogni fisiologici

Appartengono a questa categoria i bisogni relativi, per esempio, al ricevere un salario minimo che permette di soddisfare a sua volta i bisogni primari. Questo livello rappresenta dunque la fase in cui lavoriamo e guadagniamo il minimo necessario per sopravvivere.

Maggiore remunerazione per i bisogni di sicurezza

In questa fase cominciamo a perseguire obiettivi di stabilità e a cercare lavori più remunerati per avere la possibilità di pensare ad un progetto di vita nel medio e lungo termine.

Rete di contatti per il bisogno di appartenenza

Il miglioramento della qualità del lavoro ci consente di iniziare a costruire la nostra rete di contatti, attraverso la quale iniziamo a farci conoscere e ad essere riconosciuti.

Traguardi professionali per i bisogni di stima e di rispetto

Avendo l’obiettivo di raggiungere un certo status e riconoscimento, aspiriamo a ruoli di alto livello. Ci impegniamo mettendoci costantemente alla prova con lo scopo di ottenere il rispetto dei nostri pari e il riconoscimento di coloro che sono sopra di noi.

Crescita personale e autorealizzazione

Lavoro ben remunerato, network professionale, riconoscimento delle competenze, ruoli dirigenziali, maggiore integrazione con il capitale umano, ruoli sociali rilevanti: sono tutti fattori che rappresentano il trampolino di lancio per l’autorealizzazione, la quale, a sua volta, migliora e incrementa un processo evolutivo e virtuoso che si autoalimenta.

Come si può capire dall’analisi della piramide di Maslow applicata al lavoro, dunque, nel momento in cui saliamo dal primo gradino al secondo iniziamo il nostro processo di crescita sia personale che professionale: si tratta di un percorso non facile che ad ogni passaggio necessita di un’attenta valutazione.

Ad ogni step di questo percorso ci sono dei bisogni che “pulsano” e che mirano ad essere soddisfatti: riconoscerne l’importanza è il primo passo da fare per raggiungere pian piano la nostra soddisfazione. E’ importante, inoltre, che tali bisogni vengano riconosciuti e che siano parte integrante di ogni politica aziendale/del personale che tenga in considerazione il fatto che dipendenti motivati e appagati rappresentano un importante alleato per la crescita e lo sviluppo dell’azienda.

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Autore: Pier Luigi Rizzini
Career Coach Jobiri

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