legge di parkinson

La gestione efficace del tempo oggi non è solo una competenza desiderabile, ma una necessità in ogni contesto aziendale. In virtù di ciò, la legge di Parkinson emerge come un principio fondamentale che può offrire una prospettiva diversa su come il tempo viene spesso utilizzato, o sprecato, nelle organizzazioni.

Formulata per la prima volta da Cyril Northcote Parkinson nel 1955 attraverso un articolo per “The Economist”, la legge di Parkinson afferma che “il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento.” Originariamente osservata mentre Parkinson lavorava nell’amministrazione britannica, questa legge ha rivelato come il volume del lavoro amministrativo aumentasse indipendentemente dalla quantità di lavoro necessario.

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Parkinson notò che i funzionari incrementavano il numero dei subordinati non in base al lavoro effettivamente necessario, ma in base a quanto personale potessero avere sotto di loro. Questo comportamento non solo gonfiava la burocrazia ma portava anche alla creazione di lavoro non essenziale, solo per riempire il tempo disponibile.

La Legge di Parkinson è incredibilmente rilevante oggi, in un’era in cui l’efficienza e la produttività sono sotto i riflettori più che mai. In molte aziende, grandi e piccole, è facile osservare come i progetti possano dilatarsi inutilmente a causa di scadenze poco realistiche o di una pianificazione inefficace.

Esploriamo in maniera approfondita i risvolti e le implicazioni della legge di Parkinson in azienda, focalizzandoci sui vantaggi e svantaggi di questa legge, su legge di Parkinson gestione del tempo e sulle principali strategie per applicarla efficacemente in azienda.

Legge di Parkinson: che cos’è

La Legge di Parkinson, come detto sopra, prende il nome dallo storico e autore britannico Cyril Northcote Parkinson che la introdusseattraverso un articolo satirico intitolato “Parkinson’s Law.” Successivamente, Parkinson ha esteso il concetto nel suo libro “Parkinson’s Law: The Pursuit of Progress” (1957), nel quale ha esaminato i comportamenti organizzativi osservati durante il suo tempo nella British Civil Service.

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Parkinson osservò che i funzionari aumentavano il numero dei loro subordinati non in risposta all’effettivo bisogno, ma piuttosto per aumentare il proprio potere e status. Notò inoltre che il lavoro, specialmente di natura burocratica, tendeva a espandersi fino a occupare tutto il tempo disponibile per il suo completamento, indipendentemente dall’importanza o dalla complessità del compito stesso. Questo fenomeno era spesso esacerbato dalla tendenza dei lavoratori a complicare semplici compiti per riempire il loro orario lavorativo.

Il principio espresso dalla legge di Parkinson secondo cui “il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile per il suo completamento” suggerisce che il tempo allocato per un’attività determina la complessità percepita della stessa: più tempo si ha a disposizione, più complesso sembra il compito, portando spesso a inefficienze e procrastinazione.

La legge può essere vista come una critica alla gestione inefficiente e all’espansione della burocrazia, oltre che come un monito sulla tendenza umana a utilizzare inefficientemente il tempo. Nelle aziende moderne, questo può tradursi in una serie di comportamenti come riunioni prolungate, scadenze prolungate senza necessità e la creazione di complessità artificiale.

Legge di Parkinson e la gestione del tempo

Approfondiamo ora legge di Parkinson e gestione del tempo. La legge di Parkinson offre spunti significativi sulla gestione del tempo, evidenziando come le percezioni e le strutture organizzative possano influenzare direttamente l’efficienza lavorativa.

La legge di Parkinson rivela una verità fondamentale: il tempo allocato per un’attività non è semplicemente un limite entro cui operare, ma può effettivamente definire la percezione e l’approccio al lavoro stesso. Questo impatto si manifesta in due modi principali:

1) Percezione della complessità

Se a un compito è assegnato un lungo intervallo di tempo, il compito stesso può essere percepito come più complesso o difficile, indipendentemente dalla sua effettiva complessità. Questo può portare a procrastinazione o a un approccio meno efficiente, in cui il tempo extra disponibile viene riempito con lavoro non essenziale o con l’allungamento di processi che altrimenti sarebbero stati più snelli.

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2) Efficienza del lavoro

Inversamente, quando il tempo è limitato, le persone tendono a focalizzarsi sugli aspetti essenziali del lavoro, migliorando l’efficienza e riducendo il rischio di perdere tempo in dettagli non cruciali o in attività di scarso valore aggiunto.

Legge di Parkinson: alcuni esempi pratici in azienda

Per illustrare come la legge di Parkinson operi nel contesto lavorativo, consideriamo alcuni esempi pratici comuni nelle aziende di oggi:

  • Riunioni: è frequente che le riunioni programmate per un’ora durino esattamente quell’ora, anche se gli argomenti all’ordine del giorno potrebbero essere esauriti in molto meno tempo. Questo fenomeno è un chiaro esempio di come il lavoro si “espanda” per riempire il tempo disponibile
  • Progetti con scadenze elastiche: quando un progetto non ha una scadenza stringente, i team possono tendere a gestire il lavoro con meno urgenza e a fare in modo che la portata del progetto si espanda con nuove idee o revisioni continue che, alla fine, potrebbero non aggiungere valore significativo al risultato finale
  • Compiti quotidiani: anche le attività quotidiane possono essere influenzate dalla legge di Parkinson. Ad esempio, un compito che normalmente si potrebbe completare in mezz’ora potrebbe estendersi a un’intera mattinata se non ci sono altri compiti urgenti in agenda per quella giornata.

Capire come la Legge di Parkinson influenza la gestione del tempo permette di adottare strategie mirate per controbilanciare gli effetti potenzialmente negativi:

  • Impostare scadenze realistiche ma sfidanti: definire scadenze che spingano i team a concentrarsi sugli aspetti più importanti del lavoro senza lasciare spazio a dilatazioni temporali inutili
  • Rivedere le agende delle riunioni: limitare la durata delle riunioni al tempo strettamente necessario per discutere gli argomenti essenziali
  • Valutazioni periodiche dei progetti: introdurre revisioni regolari dei progetti per valutare progressi, eliminare attività superflue e riallineare gli obiettivi con le scadenze.

Vantaggi della legge di Parkinson

La legge di Parkinson, nonostante possa sembrare una critica alla natura umana di complicare il lavoro, offre in realtà strumenti preziosi per migliorare l’efficienza e ottimizzare le prestazioni lavorative. Vediamo come.

  • Ottimizzazione delle scadenze: imparare dalla legge di Parkinson significa riconoscere l’importanza di stabilire scadenze realistiche. Questo può prevenire la tendenza a procrastinare o a complicare inutilmente i compiti. Definire scadenze più strette spinge i team a concentrarsi sugli aspetti più critici del lavoro, riducendo il tempo sprecato in attività marginale o in eccessiva rifinitura di dettagli minori
  • Prioritizzazione e delega efficaci: con una comprensione chiara di come il lavoro possa espandersi per riempire il tempo disponibile, i manager possono diventare più abili nel dare priorità ai compiti e delegarli efficacemente. Questo assicura che le risorse siano allocate in modo ottimale e che i progetti cruciali ricevano l’attenzione che meritano senza ritardi superflui
  • Riduzione dei meeting superflui: applicando la legge di Parkinson alla pianificazione delle riunioni, le organizzazioni possono limitare significativamente la durata e la frequenza degli incontri, assicurando che si tengano solo quando strettamente necessario e che rimangano focalizzate e produttive.

Svantaggi della legge di Parkinson

Sebbene la legge di Parkinson possa offrire spunti utili per migliorare l’efficienza e la gestione del tempo, esistono anche potenziali trappole che possono influire negativamente sulla produttività se non gestite adeguatamente.

  • Procrastinazione indotta: uno degli svantaggi più significativi della legge di Parkinson è la tendenza a procrastinare. Quando i dipendenti sanno che hanno molto tempo per completare un compito, possono ritardarne l’inizio, credendo di poterlo completare più vicino alla scadenza. Questo può portare a lavoro affrettato, stress e potenzialmente a risultati di qualità inferiore
  • Complicazione inutile del lavoro: La legge suggerisce che i dipendenti tendono a rendere un compito più complesso di quanto necessario per riempire il tempo a disposizione. Questo comportamento non solo rallenta il processo ma può anche deviare risorse da altre attività più produttive
  • Crescita inefficace della burocrazia: in contesti organizzativi più grandi, la legge di Parkinson può portare a una burocrazia eccessiva. Con più tempo a disposizione, i dipartimenti possono crescere inutilmente, aggiungendo strati di approvazione e procedure che complicano piuttosto che semplificare le operazioni.

Legge di Parkinson: strategie per applicarla efficacemente in azienda

La legge di Parkinson può essere un’arma a doppio taglio. Se mal compresa o applicata in modo inappropriato, può portare a inefficienze e procrastinazione. Tuttavia, con le giuste strategie, può trasformarsi in uno strumento potentissimo per massimizzare la produttività e l’efficienza. Esploriamo alcune tra le strategie più efficaci per impostare scadenze e suggerimenti per limitare l’espansione del tempo dedicato alle attività.

  • Scadenze basate sui risultati: invece di basare le scadenze su stime arbitrarie, legatele direttamente ai risultati desiderati. Questo aiuta a mantenere il focus sulle priorità e assicura che il lavoro non si dilati oltre il necessario
  • Mini scadenze: suddividere i progetti più grandi in compiti più piccoli con mini-scadenze. Questo approccio mantiene l’inerzia e impedisce che i progetti si ingigantiscano inutilmente. Le mini-scadenze incentivano il progresso costante e rendono il lavoro più gestibile
  • Revisione delle stime: periodicamente, rivisitate le stime di tempo per i compiti, basandovi sulle prestazioni passate. Se un compito si è sempre completato in meno tempo del previsto, riducete la scadenza per riflettere questa realtà, evitando così la tendenza a riempire il tempo disponibile
  • Scadenze visibili: utilizzare strumenti che rendano le scadenze visibili a tutti i membri del team può aumentare la consapevolezza e la responsabilità, spingendo tutti a lavorare verso gli obiettivi comuni in modo più efficiente.

Suggerimenti per limitare la dilatazione del tempo dedicato alle attività

  • Priorità chiare: assicuratevi che ogni membro del team conosca le priorità dei vari compiti. Quando le priorità sono chiare, è più facile concentrarsi sulle attività che realmente spostano l’ago, piuttosto che perdere tempo in compiti di minore importanza
  • Limitare l’accesso alle distrazioni: In un’era di costante connettività, le distrazioni sono onnipresenti. Limitare l’accesso a email, social media e altre fonti di distrazione durante periodi critici di lavoro può aiutare a ridurre la dilatazione del tempo
  • Incontri brevi e focalizzati: invece di lunghe riunioni settimanali, optate per brevi incontri quotidiani o bisettimanali per aggiornamenti. Questo mantiene tutti allineati senza sottrarre troppo tempo al lavoro effettivo
  • Feedback regolare: fornire feedback regolari non solo aiuta a mantenere tutti allineati con gli obiettivi aziendali, ma permette anche di correggere rapidamente eventuali deviazioni dal percorso ottimale.

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