Pubblicato il: 19 Marzo 2026 alle 10:55
La richiesta di riforma per il settore edilizio
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (Cni) ha espresso il proprio sostegno al nuovo Codice delle costruzioni, sottolineando come il Testo Unico dell’edilizia, dopo oltre 25 anni, richieda ormai una profonda revisione. Angelo Domenico Perrini, Presidente del Cni, ha ribadito che sono ormai inadeguate le semplici modifiche puntuali che hanno costellato la vita della normativa attuale: secondo lui, serve un quadro completamente nuovo e chiaramente di natura legislativa.
Secondo Perrini, un nuovo Codice delle costruzioni fornirà al Paese strumenti migliori per affrontare sfide cruciali come la rigenerazione urbana, la sostenibilità ambientale, la riduzione del consumo di suolo e la sicurezza del patrimonio costruito, in linea con gli obiettivi europei e l’Agenda 2030. Il cambiamento auspicato dagli ingegneri riguarda quindi non solo l’aggiornamento delle norme, ma una vera e propria ristrutturazione quanto mai necessaria.
La legge delega oggi al vaglio del Parlamento è vista come strumento efficace, anche grazie al contributo fornito dal gruppo di lavoro del Cni insieme ai consulenti degli architetti e dei geometri, che avevano partecipato già all’inizio dell’iter di riforma. Il coinvolgimento delle professioni tecniche viene ritenuto fondamentale per garantire una normativa più adeguata alle esigenze di un comparto strategico.
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Obiettivi della riforma: tra inclusione e digitalizzazione
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha elaborato il contributo sulle priorità della riforma puntando su tre elementi: la responsabilità professionale (non solidale, circoscritta alle funzioni effettivamente svolte e a tempo limitato), la creazione di un fascicolo digitale del fabbricato e l’adozione di un’anagrafe delle costruzioni, e infine l’aggiornamento e chiarezza sulle norme tecniche per le costruzioni.
Tutti e tre questi punti, sottolinea Perrini, sono stati recepiti nella legge delega attualmente in discussione, dimostrando che un dialogo istituzionale autentico è foriero di risultati. L’aspetto della digitalizzazione burocratica – come il fascicolo digitale per ogni edificio – permetterebbe una gestione documentale molto più efficiente, favorendo trasparenza e controllo sugli interventi di ristrutturazione urbana.
La riforma, nelle intenzioni del Cni, deve superare la stratificazione normativa attuale e puntare invece alla semplificazione. L’inclusione di tutte le categorie professionali tecniche nella fase di redazione e implementazione delle nuove regole sarà infatti determinante per il successo della nuova normativa.
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Le criticità evidenziate dal Cni
Pur confermando la bontà dell’impostazione generale della riforma, Angelo Domenico Perrini ha messo in luce alcune criticità che secondo il Cni occorre ancora correggere. Una delle principali riguarda la questione dello stato legittimo degli immobili e la responsabilità penale in capo ai tecnici. In base al testo attuale, la verifica della correttezza dei titoli edilizi pregressi sarebbe totalmente a carico del professionista, mentre – sostiene il Cni – la conoscenza della storia edilizia di un immobile dovrebbe essere in primis responsabilità del proprietario.
Una seconda criticità è legata al criterio della doppia conformità per interventi in zona sismica. Per queste aree, persiste la necessità che la costruzione sia conforme sia alle norme tecniche vigenti al momento della realizzazione sia a quelle in vigore al rilascio della sanatoria. Tale vincolo, secondo il Cni, rischia di rendere di fatto incapaci molte soluzioni pratiche di semplificazione edilizia e potrebbe limitare sensibilmente la regolarizzazione degli immobili esistenti, ostacolando la vera messa in sicurezza del patrimonio edilizio.
La terza area di preoccupazione sollevata dagli ingegneri riguarda il rapporto tra nuova disciplina edilizia e pianificazione urbanistica. La legge delega sembra prevedere la possibilità di interventi in assenza di strumenti attuativi e anche cambi di destinazione d’uso in deroga: uno scenario che, senza una visione organica, rischia di produrre una gestione territoriale frammentata e disomogenea.
Anche la capacità di valorizzare il networking professionale tra le categorie tecniche emerge come una competenza strategica per affrontare le trasformazioni richieste da riforme così complesse e da una pianificazione sempre più integrata.
Prospettive e proposte per il futuro del settore
Secondo Angelo Domenico Perrini, la legge delega rappresenta solo un inizio: la vera efficacia dipenderà dalla qualità dei decreti legislativi e dalle modalità di redazione del nuovo Codice. Da qui la richiesta di garantire alle professioni tecniche un ruolo strutturato e permanente nei tavoli di lavoro, in modo da assicurare un confronto continuo e un miglioramento costante alla normativa finale.
L’obiettivo è quello di promuovere una riforma urbanistica nazionale che non abbia più al centro l’espansione, ma la rigenerazione urbana, la prossimità ai servizi, la sostenibilità ambientale e soprattutto l’inclusione sociale. L’appello degli ingegneri è di non perdere l’occasione di progettare, attraverso la riforma, città innovative e più sicure, in linea con le grandi direttrici internazionali.
Il Cni e gli altri Consigli Nazionali delle professioni tecniche si dicono totalmente disponibili a costituire un tavolo di lavoro permanente per la stesura del testo del nuovo Codice. La collaborazione tra tutte le parti coinvolte viene vista come chiave per la riuscita della riforma e per la creazione di strumenti normativi solidi, autorevoli e adatti alla realtà italiana.
Per chi si affaccia al settore, comprendere le sfide normative e investire sulla propria formazione tecnica resta la via migliore per affrontare i cambiamenti professionali nel campo delle costruzioni e dell’urbanistica.
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Career strategist e head hunter con una laurea in economia presso l’Università Bocconi. Marta ha una vasta esperienza nello sviluppo di carriera e consulenze professionali, aiutando i clienti a raggiungere i loro obiettivi di carriera, individuando e valorizzando il loro talento.