Pubblicato il: 16 Marzo 2026 alle 09:37

Futuro delle professioni sanitarie al centro degli Stati generali FNO TSRM e PSTRP

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Il confronto nazionale sulla riforma delle professioni sanitarie

Il 16 marzo 2026, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) ha convocato a Roma gli Stati generali. L’obiettivo principale era quello di promuovere un confronto aperto con Governo, Parlamento e Regioni riguardo alla Legge delega sul riordino delle professioni sanitarie. Un tema di profonda attualità, che coinvolge oltre 200.000 professionisti sanitari in tutta Italia.

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato nel suo messaggio istituzionale la necessità di un riordino complessivo nel settore. Ha evidenziato la carenza di personale, l’evoluzione delle competenze e l’importanza dell’aggiornamento dei percorsi formativi. Tutti punti fondamentali che si inseriscono nel quadro di rafforzamento della sanità territoriale, uno dei pilastri del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Durante la giornata di studio, è stato tracciato un quadro preciso delle principali criticità: difficoltà nel rendere attrattive le professioni sanitarie, l’invecchiamento della popolazione, oltre al basso riconoscimento economico e sociale destinato agli operatori del settore. La professione sanitaria richiede oggi più che mai valorizzazione e nuovi strumenti per assicurare servizi di qualità.

Fra i tanti temi emersi, è stato dato rilievo all’inserimento delle Commissioni di albo nazionali e degli Ordini TSRM e PSTRP in una nuova architettura organizzativa. Il tutto mirato a un processo di modernizzazione dell’intero SSN, finalizzato a una migliore risposta ai bisogni dei cittadini e alla crescita delle competenze professionali.

Investimenti, innovazione e modelli per il futuro del SSN

Secondo la Federazione nazionale, il cambiamento dovrà investire vari ambiti: occorrono più risorse sul personale e una rapida introduzione di nuovi modelli di presa in carico per accogliere i nuovi bisogni di salute della popolazione. Solo così sarà possibile stare al passo con la rapida evoluzione tecnologica e con la digitalizzazione dei processi sanitari.

Tra le priorità indicate dalla Federazione nazionale spicca la necessità di rendere le professioni sanitarie sempre più qualificate e pronte a gestire le sfide del futuro. In quest’ottica, emerge anche l’esigenza di avviare un dialogo a livello internazionale per uniformare le competenze degli operatori italiani agli standard europei. Attraverso modelli formativi avanzati, si può favorire l’autonomia e la responsabilità professionale, allineandosi alle richieste dei contesti multiprofessionali.

Un esempio concreto riguarda i percorsi formativi: la proposta di istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico accanto a quelle esistenti potrà contribuire a formare professionisti altamente specializzati. Questa strada è strategica anche per contrastare le lunghe liste d’attesa, assicurando al cittadino prestazioni tempestive e di qualità. Il valore dell’innovazione nelle professioni sanitarie non deve essere sottovalutato per il futuro del lavoro sanitario in Italia.

Nel contesto di queste trasformazioni, il tema dell’employability e occupabilità risulta centrale nella gestione della carriera in ambito sanitario. Maggiori competenze, formazione costante e networking sono elementi chiave per acquisire valore nel mercato del lavoro moderno. Per approfondire come migliorare la propria posizione professionale, ecco un’utile risorsa su employability e occupabilità.

Valorizzazione economica delle professioni e strumenti innovativi

Un nodo cruciale è rappresentato dal riconoscimento economico. Le professioni sanitarie rappresentate dalla FNO TSRM e PSTRP richiedono una maggiore valorizzazione sotto il profilo retributivo. Tra le proposte discusse, spicca l’estensione della flat tax al 5% sugli straordinari e il riconoscimento dell’indennità di specificità per i professionisti operativi nei pronto soccorso.

Altre proposte riguardano l’introduzione della figura del dirigente di area professionale e strumenti avanzati di crescita interna. Su questi temi, il Presidente di FNO TSRM e PSTRP Diego Catania ha sottolineato l’urgenza di puntare tutto sul capitale umano: valorizzando competenze e responsabilità, si tutela realmente la salute della popolazione.

Risulta poi fondamentale strutturare percorsi diagnostici terapeutici assistenziali multiprofessionali (PDTA) condivisi tra tutti i professionisti. Questo modello, moderno e inclusivo, consente di promuovere protocolli comuni, facilitando il lavoro di squadra e la sanità di prossimità. Grazie a una chiara ridefinizione dei ruoli, ciascuna professione contribuisce in maniera attiva e riconosciuta.

Oltre agli aspetti economici e di ruolo, emerge la necessità di aggiornare costantemente il proprio curriculum per concorrere in un mercato in continua evoluzione. Dettagli sulle strategie pratiche si trovano nella guida su come scrivere un curriculum efficace per il settore sanitario e non solo.

Il ruolo delle istituzioni e il futuro delle professioni sanitarie italiane

Il Consiglio Superiore di Sanità, rappresentato dal Presidente Alberto Siracusano, ha confermato grande attenzione e ascolto verso il mondo delle professioni sanitarie. Durante il confronto, è stato ribadito che il tema centrale è incrementare la professionalità e rispondere efficacemente ai nuovi bisogni di una società in evoluzione. Il dialogo tra le istituzioni e le professioni resta un elemento portante per garantire trasparenza e partecipazione.

Il riordino delle professioni sanitarie non deve essere visto come una mera questione corporativa. È una leva strategica di sostenibilità dell’intero Sistema Sanitario Nazionale. L’approccio di riforma non intende ridurre il numero delle professioni, ma potenziarne le competenze distintive e trasversali attraverso una attenta mappatura delle carriere e delle aree di sovrapposizione di ruoli.

È interessante notare come queste dinamiche abbiano un impatto su chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro sanitario. La conoscenza delle soft skills e delle capacità di networking efficace può fare la differenza non solo nella selezione ma anche nella crescita interna. Approfondisci cosa significa networking efficace nel contesto sanitario e professionale attuale.

Tra i relatori si sono distinti: Carlo Catalano (Direttore generale della sanità militare), Mariella Mainolfi (Direttore generale professioni sanitarie del Ministero della salute), Claudio Costa (Coordinatore gruppo tecnico interregionale Risorse umane) e vari deputati della Commissione Affari Sociali della Camera. Le diverse voci hanno contribuito a disegnare politiche organiche e di lunga prospettiva per il futuro del comparto.

Nel prossimo futuro, il compito della politica sarà quello di tradurre le indicazioni degli Stati generali in interventi concreti, attraverso una efficace attuazione della riforma delle professioni sanitarie e dei decreti attuativi. Una sfida decisiva verso un Servizio sanitario nazionale più solido e vicino ai cittadini.

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