Pubblicato il: 20 Febbraio 2026 alle 12:38

Occupazione under 35: dati aggiornati, precarietà e sfide per la qualità del lavoro

Lo stato dell’occupazione under 35 in Italia

Negli ultimi anni, il mercato del lavoro italiano ha assistito a una crescita significativa, raggiungendo un massimo storico nell’occupazione. Tuttavia, questo incremento non ha portato a un parallelo miglioramento della produttività e dei redditi. Tra i lavoratori under 35, il tema dominante resta la precarietà contrattuale.

Secondo l’Osservatorio Generationship 2025 di Changes Unipol (dati pubblicati il 19 febbraio 2026), il 34% degli under 35 che lavorano come dipendenti ha un contratto non standard, una proporzione ben superiore rispetto agli adulti (15%). Questo tasso sale a oltre il 40% tra le giovani donne e si attesta al 28% tra i coetanei maschi.

La fragilità contrattuale impatta direttamente sui redditi: il 44% dei giovani percepisce meno di 1.500 euro netti al mese, mentre solo il 27% supera i 2.000 euro. Nel complesso, un giovane su quattro non è autosufficiente dal punto di vista economico e continua a dipendere dal sostegno familiare.

La situazione descritta pone l’accento sulla necessità di potenziare le strategie di employability e occupabilità, valorizzando percorsi di formazione, sviluppo e accesso a contratti stabili.

Criticità per le giovani donne e insoddisfazione generale

Le giovani donne si trovano ad affrontare una condizione particolarmente complessa: il 56% guadagna meno di 1.500 euro netti al mese contro il 35% degli uomini della stessa età. Inoltre, circa un terzo non riesce a essere economicamente indipendente senza aiuti esterni.

Le lavoratrici under 35 sono spesso impiegate nelle piccole imprese (47% rispetto al 33% degli uomini), realtà dove le tutele sono più limitate, i percorsi di crescita meno definiti e le retribuzioni tendenzialmente inferiori. Questa condizione si riflette in una maggiore insoddisfazione lavorativa, con i giovani meno soddisfatti e sicuri rispetto agli adulti.

Un indicatore di questa insicurezza è rappresentato dalla quota di occupati under 35 che cerca attivamente un nuovo impiego: il 46% è alla ricerca di alternative (contro il 36% degli adulti), rendendo la ricerca di lavoro una condizione permanente e non una semplice fase iniziale.

Per migliorare questa condizione, la capacità di costruire una rete professionale efficace si rivela sempre più determinante per accedere a nuove opportunità e sviluppare competitività.

Dinamiche di ricerca del lavoro e differenze di genere

I giovani utilizzano sempre di più canali online nella ricerca di lavoro: il 52% consulta annunci online, il 33% si affida ai social network e il 21% alle app specializzate. Crescono anche il passaparola (32%) e i contatti con agenzie per il lavoro e recruiter (24%).

Nonostante l’anzianità lavorativa inferiore rispetto agli adulti, ben il 61% dei giovani ha già cambiato almeno una volta impiego — valore simile tra under 35 e adulti (62%). Questo riflette una maggiore flessibilità e, al tempo stesso, la necessità di muoversi per cercare condizioni migliori.

Nel passaggio tra lavori e nell’individuazione di nuove opportunità, le donne risultano meno soddisfatte e hanno una maggiore propensione al cambiamento, mentre i giovani uomini sono maggiormente orientati verso esperienze lavorative anche all’estero (47%). Tuttavia, la percentuale di under 35 disposti a trasferirsi è diminuita, passando dal 58% nel 2023 al 41% nel 2025.

In questa fase, è fondamentale saper valorizzare le soft skills nel CV e sviluppare strategie di auto-promozione per aumentare la possibilità di ottenere posizioni coerenti con le proprie aspettative.

Principali problemi e aspettative nel mondo del lavoro

Il 60% dei giovani indica le basse retribuzioni come il problema maggiore nel mercato del lavoro attuale. Seguono precarietà e incertezza (46%), carenza di meritocrazia (41%), cultura manageriale arretrata (23%) e difficoltà nei rapporti con colleghi adulti (16%).

Interessante è il dato sulla fiducia: soltanto il 45% dei giovani dichiara una fiducia medio-alta nel mercato del lavoro. Questi dati mostrano una generazione preparata ma consapevole delle criticità strutturali.

I giovani si percepiscono come più attrezzati tecnologicamente (61%), più innovativi (58%) e più adattabili (50%), riconoscendo agli adulti però maggiore solidità (35%), esperienza (32%) e resilienza (41%). Questo equilibrio di forze può favorire collaborazioni intergenerazionali produttive.

L’equilibrio tra vita e lavoro emerge tra le priorità, superando anche la ricerca della carriera tradizionale. Per oltre l’80% dei giovani, flessibilità, tempo libero e benessere sono componenti essenziali nella scelta del lavoro.

Soddisfazione, desideri e condizioni di permanenza

Anche se la maggioranza dei giovani esprime una posizione di soddisfazione moderata circa il proprio impiego attuale, persistono criticità importanti su retribuzione, sviluppo di competenze e possibilità di crescita professionale. Circa il 66% valuta positivamente sicurezza e ambiente di lavoro, mentre il 63% apprezza l’equilibrio vita-lavoro.

Quando si valuta un nuovo impiego, la priorità è data a retribuzione (54%), work-life balance (40%), opportunità di crescita (33%) e qualità dell’ambiente (32%). Le stesse motivazioni guidano anche le ragioni per restare in azienda: il riconoscimento economico resta il fattore decisivo, soprattutto per le giovani donne.

La retribuzione netta giudicata adeguata si fissa intorno ai 2.000 euro mensili per la maggior parte degli under 35, dato coerente con le aspettative espresse e con le offerte del mercato attuale.

Come sottolinea Vittorio Verdone, Chief Human Resources & Internal Communication Officer di Gruppo Unipol, questa generazione è molto esigente e ambisce a condizioni eque, sicurezza, sviluppo e rispetto del tempo personale, rendendo obbligatoria una riflessione per tutte le aziende che vogliano trattenere i talenti più giovani.

Per approfondire altre novità e strategie per il mondo del lavoro, leggi tutti gli articoli nella sezione news lavoro di Jobiri.

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