Pubblicato il: 21 Gennaio 2026 alle 09:52
La nascita di TT2 e la sua missione nel panorama traveltech
Il 20 gennaio 2026 segna una svolta per l’ecosistema delle startup italiane ed europee nel settore traveltech. In questa data è stato ufficializzato il lancio di TT2 – Travel Tech 2, un nuovo fondo d’investimento internazionale orientato a sostenere soluzioni tecnologiche concrete per la filiera turistica. Il fondo è guidato da Leonardo Saroni, nel ruolo di General Partner, e si configura come un attore chiave tra Spagna, Olanda e Italia.
Con la presenza in tre paesi europei, TT2 mira a intercettare realtà imprenditoriali B2B capaci di generare valore, competenze e soprattutto controllo strategico in Europa. La scelta di focalizzare l’attività su soluzioni SaaS (Software as a Service) e tecnologie orientate alla business automation consente di accelerare i processi di innovazione e aumentare la competitività continentale.
L’obiettivo centrale è contrastare il crescente fenomeno di dipendenza tecnologica da piattaforme asiatiche e statunitensi, favorendo la crescita di una filiera europea autonoma. In un contesto dove una parte significativa della spesa turistica viene assorbita da commissioni, fee di distribuzione e costi digitali, la presenza di un fondo specializzato si fa sempre più necessaria.
La visione strategica di TT2 promette di rilanciare il ruolo degli operatori turistici europei, che oggi vedono sfuggire margini e dati proprietari a causa dell’intermediazione estera. Così, realtà innovative potranno accedere non solo a capitale, ma anche a un ecosistema di contatti e relazioni in grado di favorire la crescita sostenibile.
Le sfide del settore turistico italiano e i dati sul mercato
Il mercato italiano del turismo rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’intera economia nazionale, ma vive una situazione di margini ridotti e perdita di autonomia tecnologica. Secondo le ultime analisi, circa il 70% delle prenotazioni turistiche in Italia viene intermediato, con una quota del 42% garantita da Booking e il restante 28% suddiviso tra le altre Ota (Online Travel Agencies). Solo il 30% delle prenotazioni può essere considerato diretto, con pesanti ricadute su margini, controllo dei dati e capacità di differenziarsi.
Questa situazione renderà sempre più centrale il ruolo di soluzioni tecnologiche proprietarie capaci di restituire valore agli operatori del settore. Leonardo Saroni sottolinea come al momento l’Italia si limiti a essere fornitore di asset fisici – destinazioni, esperienze, strutture – mentre la vera crescita economica può avvenire solo riportando anche il controllo digitale nel paese.
Il fenomeno riflette una tendenza europea più ampia, dove i benefici dell’incremento dei flussi turistici non si traducono sempre in una reale crescita strutturale. L’esternalizzazione delle piattaforme e delle infrastrutture digitali porta a una perdita di margini e dati strategici.
Per gli operatori turistici e le startup del settore, diventa cruciale esplorare strumenti che valorizzino la propria identità digitale, puntando sulla differenziazione e sulla capacità di innovazione. A questo proposito, comprendere employability e occupabilità nel settore e investire sulla crescita delle competenze digitali rappresenta una chiave di successo per il futuro.
Scelte di investimento e modello selettivo di TT2
Il fondo TT2 adotta una strategia di investimento selettiva e industriale, concentrandosi in modo esclusivo su startup B2B e evitando di puntare su modelli B2C ad alta intensità di marketing. L’obiettivo è individuare soluzioni tecnologiche che abbiano reale impatto sui nodi chiave della filiera turistica, a partire dall’impiego di intelligenza artificiale Ai per automazione dei processi, gestione dei dati e aumento dell’efficienza operativa.
Secondo Leonardo Saroni, solo il capitale non basta per supportare davvero la crescita delle startup. Per competere nei mercati globali serve anche un accesso privilegiato al mercato, validazione industriale e relazioni di alto livello. In quest’ottica, TT2 mette a disposizione un ecosistema di partner composto da 85 investitori industriali provenienti da 15 paesi diversi, tra cui catene alberghiere, compagnie aeree e aziende tecnologiche.
Questa rete consente di favorire concretamente lo scale-up di soluzioni innovative attraverso sinergie industriali e l’integrazione con le esigenze reali degli operatori. Il modello di TT2 mira così a gettare le basi per una autentica sovranità tecnologica nel settore turistico.
Anche il networking professionale tra startup, corporate e investitori si rivela fondamentale: per coglierne tutti i benefici vale la pena approfondire come un networking efficace può favorire concrete opportunità di business e di sviluppo sul medio-lungo termine.
Il quadro normativo, le prospettive di crescita e l’impatto sull’occupazione
Dal punto di vista legislativo, la recente legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento italiano e sostenuta dal Ministero del Turismo, rappresenta un passaggio fondamentale lungo la direttrice della digitalizzazione nazionale nel mondo del turismo. Questo provvedimento pone basi solide per rafforzare l’infrastruttura digitale nazionale e prevede investimenti mirati su gestione dati, servizi integrati e relazioni digitali.
Il quadro normativo crea i presupposti affinché i futuri investimenti in traveltech non siano solo una scelta finanziaria, ma anche una scelta industriale strategica. In questa prospettiva, TT2 si inserisce come leva essenziale per la competitività del turismo italiano, promuovendo margini più ampi e difesa dei dati tecnologici proprietari.
La crescita del turismo rappresenterà una delle tendenze chiave dei prossimi anni: secondo dati UNWTO, il comparto continuerà la sua forte espansione, ma la vera sfida per Italia ed Europa sarà quella di trattenere valore, innovazione e know-how all’interno del continente.
Non va sottovalutato l’impatto occupazionale: supportare nuove realtà traveltech significa anche incentivare l’accesso a profili specializzati e promuovere la qualificazione professionale nel settore. L’importanza di puntare sulle competenze trasversali e sulle soft skills nel CV può infatti fare la differenza per accelerare innovazione e occupabilità, come sottolineato anche in questa guida sulle soft skills.
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Consulente di formazione e sviluppo organizzativo con un background in ingegneria gestionale. Alessandro ha oltre 10 anni di esperienza nella progettazione e implementazione di programmi di formazione aziendale. Le sue competenze includono l’analisi dei bisogni formativi e l’implementazione di strategie di apprendimento innovative, volte a migliorare le performance aziendali.
