Pubblicato il: 19 Marzo 2026 alle 11:01

Ripristino del libero ammortamento: quali effetti per gli investimenti delle imprese fino al 2028

La Legge di Bilancio 2026 e il ripristino del libero ammortamento

La Legge di Bilancio approvata nel 2026 si configura come un intervento di grande rilievo nel contesto della fiscalità d’impresa in Italia. In un quadro segnato da una significativa incertezza geopolitica e da un’evidente contrazione economica, il ritorno al libero ammortamento segna una svolta rispetto agli anni precedenti, dove aveva prevalso il meccanismo del credito d’imposta.

Secondo Giacomo Albano, Partner Tax di EY Italia, questa riforma consente alle imprese di godere di una maggiore flessibilità nelle politiche di investimento. L’importanza della misura risiede nella capacità di agevolare gli investimenti fino al 2028, offrendo orizzonti temporali più ampi e quindi maggiore prevedibilità e sicurezza per quanti operano nel settore produttivo.

L’evento EY Tax Talk 2026 a Roma ha visto la partecipazione di numerosi esperti e professionisti, quale occasione primaria per approfondire le novità, ma anche per confrontarsi sulle implicazioni pratiche che le aziende dovranno affrontare nel prossimo quinquennio. Alla base della riforma, dunque, c’è la volontà di stimolare la ripresa economica sfruttando leve fiscali innovative e puntando sul rilancio degli investimenti produttivi.

Il ripristino del libero ammortamento rappresenta anche un segnale di ritorno alle strategie fiscali tradizionali, superando le limitazioni imposte in passato. Non meno importante è l’allineamento di questa misura alle esigenze manifestate dalle imprese italiane, che chiedevano maggiore libertà nella pianificazione finanziaria.

Investimenti agevolati e contesto internazionale

La nuova normativa garantisce alle imprese la possibilità di effettuare investimenti agevolati fino al 2028. Il quadro è reso particolarmente favorevole in considerazione del contesto europeo e internazionale, dove numerosi Paesi stanno adottando strumenti simili per incentivare la crescita.

Durante il convegno, sono stati esaminati i principali trend relativi ai controlli fiscali e gli effetti delle politiche commerciali sulla supply chain. Un tema centrale riguarda il ruolo dei dazi e la gestione dei rischi connessi ai rapporti di subappalto. Alla luce delle ultime pronunce della CEDU, le aziende devono attrezzarsi per una maggiore compliance fiscale e trasparenza nei processi.

L’armonizzazione tra la legislazione italiana e le direttive comunitarie è un elemento cruciale. Secondo Eurostat e i dati ufficiali, l’Italia si posiziona nell’ultimo triennio tra i Paesi europei con i maggiori incentivi legati all’ammortamento accelerato degli investimenti in macchinari e tecnologie. Questo rafforza la competitività, ma impone alle imprese un aggiornamento costante.

Non va dimenticato che misure simili, già varate in altri Stati membri, hanno favorito la modernizzazione industriale e la digitalizzazione, due aree strategiche per il sistema produttivo italiano. In quest’ottica, conoscere a fondo temi come vale la pena assumerti può diventare un vantaggio sia per i giovani laureati sia per i manager impegnati nell’innovazione.

Le principali novità fiscali sui dividendi e le plusvalenze

Tra i provvedimenti più significativi introdotti con la Legge di Bilancio 2026 emerge la trasformazione del regime di dividendi e plusvalenze su partecipazioni societarie. Fino al 2025, l’Italia vantava uno dei sistemi più estesi per l’applicazione della Pex (Participation Exemption), garantendo benefici fiscali estesi in ambito societario.

Dal 2026, però, vengono introdotte nuove soglie: al di sotto di determinati livelli, il regime Pex non sarà più applicabile. Si tratta di un cambiamento rilevante, che impone particolare attenzione agli investitori e agli specialisti di fiscalità internazionale. L’obiettivo del legislatore è duplice: da un lato, evitare abusi, dall’altro, stimolare investimenti sostanziali e stabili nel tempo.

Il tema è stato oggetto di approfondimento da parte di Giacomo Albano durante l’EY Tax Talk 2026, sottolineando come il nuovo sistema porterà le azienda italiane ad una pianificazione fiscale più accorta. In tale contesto, diventa fondamentale puntare anche sullo sviluppo delle soft skills nel CV, che possono fare la differenza nel mercato del lavoro di oggi.

Questo scenario richiama alla necessità di adeguarsi rapidamente e di formare figure professionali capaci di navigare tra le nuove normative, sia a livello italiano che internazionale. Banca Mondiale e FMI sottolineano infatti quanto la formazione continua sia strategica nell’allocazione ottimale delle risorse aziendali.

Implicazioni per imprese, professionisti e supply chain

Le modifiche normative avranno ricadute concrete anche sull’organizzazione della supply chain e sulle strategie di gestione del rischio nei rapporti di subappalto. I professionisti fiscali e i responsabili amministrativi sono chiamati a un ruolo sempre più proattivo nell’anticipare gli effetti delle riforme e nell’elaborare strumenti di valutazione puntuali.

Durante la mattinata dei lavori presso Roma, sono state analizzate best practice legate ai controlli fiscali e giurisprudenziali, con particolare attenzione all’applicazione della normativa CEDU nei casi di verifica. L’approccio multidisciplinare coinvolge anche avvocati, commercialisti e consulenti per la gestione delle casistiche più complesse.

All’interno di un ecosistema in rapida evoluzione, la capacità di interpretare correttamente la normativa nazionale e internazionale si traduce in vantaggio competitivo. Per molti, investire su una buona strategia di personal branding digitale rappresenta una risorsa dallo straordinario potenziale per emergere in settori caratterizzati da forte concorrenza.

Infine, la crescente complessità della supply chain globale costringerà sempre più le aziende italiane a monitorare attentamente i rischi legati a dazi, vincoli commerciali e nuove procedure di controllo, rendendo la compliance un pilastro della governance aziendale.

Per chi cerca di orientarsi nel nuovo scenario, approfondire le strategie di networking efficace può aiutare a creare partnership solide e cogliere a pieno i vantaggi offerti dalle nuove opportunità normative.

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