Pubblicato il: 20 Febbraio 2026 alle 12:49

Partita IVA e lavoro autonomo: ricongiunzione dei contributi tra casse e Gestione Separata

Introduzione alle nuove regole INPS sulla ricongiunzione

Il 18 febbraio 2026, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) ha illustrato importanti novità relative alla ricongiunzione dei contributi previdenziali tra la Gestione Separata e le casse professionali. La recente circolare INPS n. 15 del 9 febbraio 2026 rappresenta un cambiamento significativo per i liberi professionisti e coloro che hanno svolto periodi di lavoro sia in partita IVA sia come lavoratori dipendenti.

Nel passato, trasferire i contributi previdenziali tra differenti gestioni era una procedura complessa e, soprattutto, per la Gestione Separata i vincoli risultavano ancor più restrittivi a causa del suo calcolo totalmente contributivo. Tuttavia, la recente giurisprudenza, in particolare la sentenza della Corte di Cassazione 26039/2019, ha sancito nuovi diritti per molti lavoratori autonomi.

Questa evoluzione normativa interessa migliaia di avvocati, architetti, commercialisti e professionisti iscritti tanto alle casse private regolamentate dal D.lgs. 509/1994 e dal D.lgs. 103/1996 quanto alla Gestione Separata INPS. Si tratta di uno snodo fondamentale per il sistema previdenziale italiano.

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Le tipologie di ricongiunzione: verso e dalla Gestione Separata

Con la circolare INPS n. 15/2026, si conferma la possibilità di unificare la posizione assicurativa tra la Gestione Separata e le principali casse professionali regolamentate per legge. Le modalità applicative seguono la legge 45/1990, adattandosi però alle peculiarità del metodo contributivo puro della Gestione Separata.

La ricongiunzione prevede due principali direzioni: la ricongiunzione in ingresso, cioè il trasferimento dei contributi maturati nelle casse professionali verso la Gestione Separata, e la ricongiunzione in uscita, dove invece i periodi accumulati nella Gestione Separata vengono trasferiti verso una cassa professionale di appartenenza.

Sono escluse le domande per chi ha già utilizzato i periodi per ottenere una pensione o ha contributi anteriori al 1° aprile 1996 in casse professionali. Inoltre, le domande di ricongiunzione verso la Gestione Separata devono essere totali, includendo tutti i periodi disponibili.

Per capire come differenziare la propria carriera tra lavoro autonomo e subordinato, può essere determinante partire da un curriculum efficace, valorizzando ogni esperienza.

Costi, criteri e limiti della ricongiunzione contributiva

Il costo della ricongiunzione viene determinato applicando l’aliquota IVS della Gestione Separata (33% per il 2025) alla retribuzione degli ultimi 12 mesi utili. Tale importo viene rapportato ai periodi da trasferire e, infine, si sottraggono i contributi già versati alla gestione di provenienza. Il risultato costituisce l’onere effettivo a carico del richiedente.

Giocano un ruolo cruciale anche il minimale e il massimale contributivo della Gestione Separata: questi valori possono aumentare o diminuire il costo finale in base al reddito dichiarato negli annuali fiscali di riferimento.

Qualora la ricongiunzione avvenga dalla Gestione Separata in direzione di una cassa professionale di previdenza obbligatoria, vigono tre regole fondamentali: i contributi sono valorizzati con il metodo contributivo, non è possibile derogare alle regole della Gestione Separata e si deve mantenere la parità di trattamento, garantendo un’unica posizione assicurativa finale.

Se desideri capire come queste procedure possono influenzare la tua capacità di negoziare un contratto lavorativo in autonomia, ti suggeriamo di consultare alcuni approfondimenti su come negoziare un contratto professionale.

Implicazioni pratiche e scadenze: cosa devono attendersi i professionisti

Le nuove regole valgono per tutte le domande di ricongiunzione presentate dal 18 febbraio 2026 e per tutte le istanze pendenti e ricorsi in corso alla data di pubblicazione della circolare. Questo permette una gestione unificata dei tempi e delle richieste, evitando disparità nel trattamento degli assicurati.

Le istruzioni operative dettagliate saranno fornite a breve dall’INPS, consentendo agli interessati di procedere con maggiore chiarezza in merito a calcoli e modalità di presentazione. La tempestività nell’aggiornamento delle posizioni è garantita dalla pubblicazione su inps.it e dai canali ufficiali, così come previsto dalla normativa vigente.

L’obiettivo dichiarato dell’INPS e delle casse professionali è quello di favorire una maggiore mobilità tra professioni e settori, permettendo ai lavoratori di sommare i periodi di lavoro autonomo e dipendente senza penalizzazioni rilevanti né perdite economiche proporzionali ai contributi già versati.

Per chi è prossimo alla pensione o valuta la possibilità di nuovi percorsi dopo la carriera in proprio, si consiglia di utilizzare i servizi informativi e le simulazioni presenti sul portale ufficiale dell’INPS.

Il senso delle riforme e prospettive future per il sistema previdenziale

Il processo avviato dalla circolare INPS n. 15/2026 riconosce alla Gestione Separata una funzione centrale nei percorsi lavorativi discontinui tipici del mercato del lavoro attuale. Il principio di unificazione assicurativa rafforza la tutela previdenziale e permette, anche grazie all’adeguamento alla giurisprudenza più recente, di rispondere alle esigenze di crescente flessibilità.

Si tratta di un progresso legislativo in linea con le tendenze europee e le necessità di una forza lavoro più dinamica, che richiede strumenti di riconoscimento pieno della contribuzione eterogenea. Le casse professionali e l’INPS sono ora maggiormente integrate, superando in parte la storica frammentazione del sistema italiano.

In questa direzione, sapere come fare rete tra colleghi, consulenti e professionisti può risultare fondamentale, ad esempio attraverso le logiche di fare rete e trovare lavoro anche nell’ottica della crescita professionale.

Le prospettive future puntano a ulteriori semplificazioni procedurali e a un allineamento dei trattamenti previdenziali al principio di proporzionalità rispetto ai contributi effettivamente versati durante tutto l’arco della vita lavorativa.

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