Pubblicato il: 23 Febbraio 2026 alle 11:26
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Cosa significa ricongiunzione dei contributi e chi riguarda
Dal 9 febbraio 2026, dopo la pubblicazione della Circolare INPS n. 15, cambiano le regole sulla ricongiunzione dei contributi tra la Gestione Separata INPS e le casse professionali private disciplinate dal D.Lgs. 509/1994 e dal D.Lgs. 103/1996. Sono coinvolti, in particolare, i liberi professionisti che abbiano versato contributi sia come lavoratori autonomi con partita IVA sia come dipendenti o in rapporti di lavoro subordinato.
Prima di questa riforma, la particolarità del sistema contributivo integrale della Gestione Separata impediva di sfruttare pienamente la ricongiunzione. Ora, grazie anche alle indicazioni arrivate dalla Corte di Cassazione con sentenza 26039/2019, la possibilità di ricongiungere è estesa, includendo chi intende trasferire i periodi assicurativi dalla o verso la Gestione Separata.
L’obiettivo è semplificare le carriere ibride, tipiche di avvocati, architetti, commercialisti, geometri, e professionisti che alternano fasi di libera professione e lavoro dipendente. La ricongiunzione permette di costruire un’unica posizione assicurativa, favorendo una gestione più chiara rispetto a carriere disomogenee nel sistema previdenziale italiano.
Questa svolta impatta una platea di decine di migliaia di contribuenti, dato che secondo l’INPS oltre 1,6 milioni di lavoratori risultano iscritti alla Gestione Separata con periodi di contribuzione presso altre casse o fondi.
Le novità principali della circolare INPS n. 15 del 2026
La nuova regolamentazione ribadisce il principio che la ricongiunzione è possibile tra Gestione Separata INPS e enti previdenziali privati, superando vincoli precedenti. La base resta la Legge n. 45/1990, ma applicata con criteri innovativi, tenendo conto della natura interamente contributiva della Gestione Separata.
Dal 2026 in poi, il contributo trasferito nella Gestione Separata viene valutato esclusivamente con il metodo contributivo, in linea con le prassi di questa gestione. Il calcolo dell’onere considera l’aliquota IVS del 33% applicata alla retribuzione degli ultimi 12 mesi, sottraendo quanto già versato in altre casse, e rapportando il risultato ai periodi trasferiti.
La circolare specifica i requisiti di accesso e le esclusioni: non potranno ricongiungere chi ha già utilizzato gli stessi periodi per una prestazione pensionistica o chi vanta contribuzione ante 1° aprile 1996 nelle casse private. Così si evitano sovrapposizioni e indebite duplicazioni di prestazione.
Il tema dell’unicità della domanda è centrale: per la ricongiunzione in ingresso verso la Gestione Separata è necessario trasferire tutti i periodi disponibili. Non sono possibili ricongiunzioni parziali, a garanzia di omogeneità e chiarezza procedurale.
Implicazioni pratiche per lavoratori autonomi e professionisti
Queste regole hanno impatto concreto sia per chi desidera accentrare la carriera nella Gestione Separata sia per chi punta a trasferire la contribuzione verso una cassa privata. L’INPS agisce come gestione accentrante in entrata, mentre la singola cassa lo diventa in uscita.
Chi aderisce alla Gestione Separata dovrà prestare attenzione a minimali e massimali contributivi, sempre aggiornati (ad esempio, per il 2025 il minimale è fissato a 18.415 euro e il massimale a 119.650 euro). Questi valori incidono sul calcolo dell’onere e della quota trasferibile.
I riferimenti normativi sono rigorosi: ogni trasferimento dovrà rispettare i criteri di parità di trattamento, garantendo l’uniformità dell’accredito previdenziale. Questo rappresenta un cambio di paradigma nel sistema di sicurezza sociale italiano.
Per meglio orientarsi nella complessità delle procedure, è consigliabile sviluppare una strategia previdenziale personalizzata in relazione alla propria carriera. Approfondire temi come employability e occupabilità può aiutare a pianificare passaggi tra libera professione e lavoro subordinato con consapevolezza.
Tempistiche, applicazione e suggerimenti operativi
Le disposizioni della circolare INPS n. 15/2026 sono immediatamente operative: valgono per tutte le domande future, per quelle già presentate ma non ancora definite e per i ricorsi pendenti alla data di pubblicazione, ossia il 18 febbraio 2026. L’INPS annuncia inoltre la pubblicazione a breve di modalità operative dettagliate a favore degli utenti.
È importante sottolineare che le regole per la ricongiunzione in uscita verso casse professionali prevedono la valutazione dei periodi solo con il sistema contributivo, senza possibilità di derogare ai criteri della Gestione Separata. Si tratta di garanzie pensate per mantenere l’equilibrio finanziario tra le gestioni e ampliare l’unificazione tra percorsi assicurativi diversi.
Anticipare la verifica dei requisiti, tenere traccia di tutte le certificazioni di servizio e delle posizioni assicurative sono azioni consigliate per evitare errori o ritardi. Un orientamento efficace, basato anche su strumenti di apertura di una partita IVA e gestione del network professionale, può fare la differenza.
Restare aggiornati sulle news ufficiali e consultare siti specializzati permette di cogliere in tempo reale tutte le opportunità connesse alla ricongiunzione, evitando di perdere benefici acquisiti negli anni.
Considerazioni per il futuro previdenziale dei lavoratori italiani
L’evoluzione normativa su ricongiunzioni e riscatti mira a uniformare le tutele previdenziali tra lavoratori autonomi e dipendenti. Il modello italiano, con oltre 20 gestioni e casse differenti, risponde solo parzialmente a carriere sempre più ibride e flessibili.
La proposta INPS rappresenta un passo avanti verso la semplificazione e la trasparenza delle posizioni contributive, riducendo il rischio di lacune previdenziali per chi transita tra settori e regimi diversi. Secondo rapporti Eurostat, oltre il 24% dei professionisti europei ha attraversato almeno due regimi previdenziali nel corso della carriera.
Valorizzare la tracciabilità delle posizioni assicurative consente anche di migliorare la propria presentazione professionale. Per chi desidera emergere in mercati competitivi, rafforzare il profilo attraverso un profilo LinkedIn perfetto diventa parte integrante di una gestione mirata e moderna della carriera.
Analizzare con attenzione queste novità e adottare un approccio proattivo significa costruire non solo il proprio futuro pensionistico, ma anche una migliore reputazione professionale per affrontare le continue trasformazioni del mondo del lavoro in Italia.
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Career strategist e head hunter con una laurea in economia presso l’Università Bocconi. Marta ha una vasta esperienza nello sviluppo di carriera e consulenze professionali, aiutando i clienti a raggiungere i loro obiettivi di carriera, individuando e valorizzando il loro talento.