Pubblicato il: 13 Marzo 2026 alle 10:04

Il mercato del lavoro italiano nel IV trimestre 2025: dati, tendenze e prospettive

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Quadro generale sul mercato del lavoro nel IV trimestre 2025

Nel quarto trimestre 2025, il mercato del lavoro italiano si è caratterizzato per un’evidente stabilità dell’input di lavoro, calcolato in ore lavorate, rispetto al trimestre precedente, con una crescita dell’1,6% in confronto al quarto trimestre 2024. In questo stesso periodo, il PIL nazionale è cresciuto di 0,3% su base congiunturale e di 0,8% su base tendenziale, secondo i dati diffusi da Istat il 12 marzo 2026.

Il numero di occupati ha raggiunto ben 24 milioni 121 mila persone, segnando un incremento di 37 mila unità rispetto al terzo trimestre 2025 (+0,2%). Questo aumento si deve soprattutto alla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+21 mila, +0,4%), che hanno compensato il calo dei lavoratori a termine (-60 mila, -2,4%). Il dato sintetizza un momento di relativa forza dell’impiego nel paese.

Il tasso di occupazione è rimasto fermo al 62,5%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,6% (-0,3 punti), confermando un trend positivo per chi cerca lavoro. In parallelo, il tasso di inattività ha segnato una lieve crescita al 33,7% (+0,2 punti).

Questo contesto rappresenta una fase di rinnovata crescita dopo una lunga stabilizzazione. Per chi desidera migliorare la propria employability e occupabilità, comprendere queste tendenze può offrire vantaggi competitivi nella pianificazione di un percorso professionale.

Andamento della disoccupazione e degli inattivi

Nei tre mesi analizzati, si osserva una significativa diminuzione dei disoccupati, pari a 84 mila persone (-5,5% sul trimestre precedente). Questo calo è sintomo del buon andamento del mercato del lavoro e della capacità delle imprese italiane di assorbire nuova forza lavoro, nonostante le incertezze economiche internazionali degli ultimi anni.

Parallelamente, il numero degli inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni ha visto un incremento di 61 mila individui (+0,5%), suggerendo una quota crescente di popolazione che sceglie di non partecipare attivamente al mercato del lavoro. Questo fenomeno, comune anche in altri paesi dell’Unione Europea, merita analisi e strategie dedicate da parte di politiche attive del lavoro.

I dati provvisori di gennaio 2026 rafforzano questa visione: rispetto a dicembre 2025, sono cresciuti ancora sia il numero di occupati (+0,3%) che il relativo tasso (+0,2 punti), mentre il tasso di disoccupazione è sceso di 0,4 punti e quello di inattività è salito ancora di 0,1 punti.

Risulta sempre più importante conoscere le parole chiave nel curriculum e valorizzare la propria esperienza, per inserirsi o ricollocarsi con successo nel quadro attuale del mercato del lavoro.

Evoluzione annuale e dinamiche settoriali

Sul piano tendenziale (confronto con il quarto trimestre 2024), il numero degli occupati ha registrato una crescita di 89 mila unità (+0,4%), frutto soprattutto dell’incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e degli indipendenti (+3,0%), mentre è proseguito il calo degli occupati a termine (-8,6%).

Il numero di disoccupati si è ridotto in modo marcato nell’arco di un anno (-138 mila, -8,9%), mentre sono aumentati gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+49 mila, +0,4%), dopo tre trimestri consecutivi di riduzione. Questi movimenti hanno determinato un tasso di occupazione in leggera ascesa (62,4%, +0,1 punti), un tasso di disoccupazione in discesa (5,5%, -0,5 punti) ed una crescita del tasso di inattività (33,9%, +0,2 punti).

Dal punto di vista delle imprese, il periodo si distingue per un aumento delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3% congiunturale, +1,6% tendenziale), più marcato per il part-time (+0,5%) rispetto al tempo pieno (+0,3%). La quota delle posizioni a tempo parziale ha raggiunto il 28,9%.

Costi del lavoro, ore lavorate e indicatori strutturali

Le ore lavorate per dipendente sono diminuite leggermente (-0,5% rispetto al trimestre precedente) ma sono aumentate dello 0,5% su base annua. L’utilizzo della cassa integrazione si è ridotto di 1,7 ore rispetto al quarto trimestre 2024, scendendo a 7,8 ore ogni mille ore lavorate. Questi dati indicano una graduale normalizzazione post-pandemica per molte aziende.

Il tasso dei posti vacanti si è attestato sull’1,9%, registrando un leggero aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e una lieve diminuzione su base annua (-0,1%). Quanto al costo del lavoro per Ula, si segnala una crescita congiunturale del 0,3% (uguale per retribuzioni e contributi sociali) e un aumento annuo complessivo del 2,9%, più marcato sui contributi sociali (+4,2%) che sulle retribuzioni (+2,5%).

Nel complesso del 2025 si evidenzia un quadro di crescita strutturale: 185 mila nuovi occupati (+0,8% annuo), drastica riduzione dei disoccupati (-88 mila, -5,3%) ed una lieve contrazione degli inattivi (-58 mila, -0,5%), a testimonianza di una ripresa diffusa nei diversi settori economici.

Per chi entra nel mondo del lavoro, conoscere strategie per fare rete e trovare lavoro può essere determinante per cogliere le opportunità offerte da questa fase di espansione.

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