discriminazioni sul lavoro basate sulla razza

Nell’attuale mondo professionale le discriminazioni sul lavoro rappresentano un fenomeno ancora molto diffuso che mina i principi su cui si basano parità ed equità. Questo fenomeno si manifesta attraverso diverse forme e tipologie e può colpire dipendenti di ogni settore, età, genere ed etnia.

Pertanto, affrontare il problema delle discriminazioni sul posto di lavoro è di fondamentale importanza per preservare l’integrità dell’ambiente lavorativo e garantire la possibilità per ogni individuo di contribuire in modo significativo senza essere ostacolato da pregiudizi ingiustificati.

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Nei paragrafi che seguono ci occuperemo, dunque, di questa tematica, focalizzandoci su che cosa sono nel dettaglio le discriminazioni sul lavoro, quante e quali sono le principali tipologie di discriminazioni sul posto di lavoro e le principali soluzioni e strategie da adottare per prevenire tale fenomeno e creare un ambiente di lavoro più inclusivo e rispettoso della diversità.

Discriminazioni sul lavoro: cosa sono

Le discriminazioni sul lavoro rappresentano un fenomeno che consiste in un qualsiasi trattamento ingiusto o svantaggioso basato su caratteristiche personali, spesso estranee alle competenze professionali. Le discriminazioni sul posto di lavoro sono, dunque, un fenomeno complesso e dannoso che si radica nelle dinamiche sociali e culturali, infiltrandosi nei contesti professionali con conseguenze che possono essere deleterie.

Tali discriminazioni sul lavoro si manifestano attraverso varie forme e in differenti tipologie, tutte caratterizzate dalla negazione delle opportunità, trattamenti ingiusti e limitazioni basate su caratteristiche personali al di fuori del controllo individuale.

Discriminazioni sul lavoro: tipologie

Esistono differenti tipologie di discriminazioni sul posto di lavoro. Le principali sono le seguenti:

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1) Discriminazioni di genere

Le discriminazioni di genere sul posto di lavoro si manifestano attraverso disparità salariali, mancanza di opportunità di avanzamento di carriera e stereotipi basati appunto sulle differenze di genere.

Le donne, in particolare, sono spesso soggette a discriminazioni sul posto di lavoro, indipendentemente da un elevato livello di competenza e formazione. Secondo i dati del World Economic Forum, il Global Gender Gap Report 2022 ha stimato che ci vorranno circa 132 anni per colmare il divario di genere a livello globale.

Le donne spesso ricevono stipendi inferiori rispetto ai colleghi maschi con competenze e responsabilità simili. Inoltre, sono più propense ad essere oggetto di stereotipi che limitano le loro possibilità di avanzamento di carriera. Affrontare la discriminazione di genere richiede politiche aziendali e culturali che siano in grado di promuovere la parità reale, la trasparenza salariale e la creazione di un ambiente in cui le donne possano prosperare professionalmente senza pregiudizio alcuno.

2) Discriminazioni etniche e razziali

Le discriminazioni sul posto di lavoro possono assumere anche la forma di discriminazioni etniche e razziali, una tipologia di discriminazioni sul lavoro che si manifesta quando i dipendenti vengono trattati in modalità differenti sulla base della loro origine etnica o del colore della pelle.

Uno studio pubblicato dalla rivista “Socio-Economic Review” ha messo in luce come un rilevante ostacolo all’assunzione per i cittadini europei provenienti da quattro macroregioni, ovvero Europa-Stati Uniti, Maghreb-Medio Oriente, America Latina-Caraibi e Asia fosse proprio il colore della loro pelle.

Si tratta del primo esperimento condotto su larga in Europa esaminando circa 13.000 aziende in cerca di risorse da assumere. Alla base dell’esperimento c’è stato l’invio di curricula sia da parte dei professionisti con fenotipo bianco (ossia caratteristiche esteriori legate alla razza), sia di professionisti (con competenze, esperienze e abilità molto simili) di colore. Ecco, lo studio ha evidenziato proprio quanto riportato sopra, ossia che il colore della pelle ha inciso sulla scelta da parte delle aziende delle risorse da assumere, prediligendo i professionisti dalla pelle bianca e mettendo quelli di colore nella condizione di dover presentare circa il 50% in più di candidature per essere richiamati dai datori di lavoro rispetto a candidati bianchi con CV identici.

Si tratta, dunque, di una delle tipologie di discriminazioni sul posto di lavoro che, come le altre, si traduce in opportunità di carriera limitate, mancanza di accesso a formazione e sviluppo professionale, nonché alla presenza di un ambiente lavorativo ostile. Per combattere la discriminazione etnica e razziale, le aziende devono promuovere la diversità attraverso politiche di assunzione inclusive, formazione anti-bias e la creazione di un ambiente che sia in grado di valorizzare le differenze culturali.

3) Discriminazioni sulla base dell’età

Le discriminazioni sul lavoro legate all’età consistono in un ingiusto trattamento riservato ai dipendenti sulla base della loro età. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la discriminazione basata sull’età è un problema diffuso con lavoratori più anziani spesso oggetto di pregiudizi nel processo di assunzione o di decisioni negative legate alla promozione.

Questo tipo di discriminazione può palesemente limitare le opportunità di carriera per i lavoratori più anziani, nonostante il loro bagaglio di esperienze, abilità e competenze. Per prevenire il fenomeno, le aziende devono promuovere una cultura che valorizzi l’esperienza e creare politiche che combattono pregiudizi legati all’età.

Discriminazioni sul lavoro: soluzioni e strategie per prevenire il fenomeno

Affrontare e prevenire le discriminazioni sul lavoro richiede un grande impegno a livello aziendale, impegno che consiste nella messa in atto di politiche concrete, formazione continua e una cultura organizzativa orientata all’inclusione. Alcune delle principali strategie da mettere in atto per prevenire e limitare le discriminazioni sul lavoro sono le seguenti:

1) Politiche anti-discriminatorie

Implementare politiche aziendali chiare e forti che vietino esplicitamente e categoricamente ogni forma di discriminazione. Queste politiche devono essere comunicate a tutti i dipendenti e sottolineare una totale mancanza di tolleranza verso coloro che mettono in atto comportamenti discriminatori. E’ fondamentale, inoltre, includere procedure di segnalazione e indagini tempestive per affrontare prontamente le violazioni.

2) Formazione e sensibilizzazione

Condurre programmi di formazione regolari per sensibilizzare i dipendenti sulle questioni legate alle discriminazioni, promuovendo la consapevolezza e il rispetto reciproco. La formazione dovrebbe affrontare stereotipi, pregiudizi impliciti e favorire la comprensione delle diverse prospettive e del valore che esse sono in grado di portare all’interno dell’organizzazione.

3) Diversità e inclusione

Favorire diversità e inclusione attraverso politiche di assunzione che mirano a rappresentare una gamma ampia di prospettive è di fondamentale importanza, così come creare un ambiente di lavoro che celebri la diversità e promuova la collaborazione tra individui di diverse origini, età e background.

4) Revisione delle politiche di assunzione e promozione

Un’altra importante strategia da adottare riguarda la valutazione e l’eventuale modifica delle politiche di assunzione e promozione per garantire che siano basate esclusivamente sulle competenze e il merito, evitando qualsiasi discriminazione di genere, età o origine etnica.

5) Implementare canali di denuncia e protezione dei denuncianti

Implementare canali di denuncia efficaci che consentono ai dipendenti di segnalare discriminazioni in modo sicuro e confidenziale. Garantire protezioni robuste per coloro che segnalano violazioni, creando un clima in cui la giustizia prevale sul timore di ritorsioni.

6) Monitoraggio e reporting

Monitorare regolarmente le pratiche aziendali, raccogliere dati sulla parità delle opportunità e pubblicare rapporti trasparenti sull’andamento dell’azienda in termini di diversità e inclusione è un altro step fondamentale da intraprendere. Questo processo di monitoraggio aiuta a individuare eventuali aree di criticità e ad identificare opportunità per migliorare ulteriormente.

7) Leadership e impegno top-down

Promuovere un impegno chiaro da parte della leadership aziendale nei confronti della diversità e dell’inclusione: i leader devono essere i primi a mettere in atto comportamenti inclusivi, sostenendo attivamente iniziative che favoriscano una cultura aziendale rispettosa e aperta.

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