Una delle tematiche legate al mondo del lavoro più attuali e ampiamente discusse dall’opinione pubblica è sicuramente quella riguardante il congedo di paternità.

Questa possibilità di cui possono usufruire i padri, oltre ad avere ripercussioni positive sul loro rapporto con il bambino, consente alle coppie di potere equilibrare maggiormente il proprio ruolo nella gestione dei figli, suddividendo più equamente tra i componenti della famiglia le responsabilità, che prima ricadevano prevalentemente sulla madre (in quanto l’unica a poter avere l’opportunità di assentarsi dal lavoro dopo la gravidanza); un vantaggio concreto anche per le donne quindi, che in questo modo hanno la possibilità di dedicarsi con maggiore tranquillità alla propria carriera, potendo conciliare la propria vita lavorativa con quella familiare in maniera più equilibrata.  

Poiché si tratta di un diritto oggetto di numerosi dibattiti e cambiamenti nel corso degli ultimi anni, affrontiamo nel dettaglio in questo articolo le seguenti tematiche:

  • cos’è il congedo di paternità
  • come funziona il congedo di paternità 
  • quanto dura il congedo di paternità

Congedo di paternità: cos’è? Tutto quello che c’è da sapere

Partiamo dal primo punto, ovvero capire cos’è il congedo di paternità: quest’ultimo non è altro che un diritto di cui possono godere tutti i padri lavoratori dipendenti nel momento in cui diventano genitori. Nello specifico il padre può astenersi dal lavoro per un determinato periodo nell’arco temporale dei 5 mesi dalla nascita di un figlio, ma anche in casi come l’adozione e l’affidamento.

Secondo quanto stabilito dalla legge del 28 giugno 2012 n. 92, esistono due tipologie di congedo: il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo. Entrambe le tipologie di congedo sono alternative al congedo di maternità della madre e spettano al padre lavoratore dipendente, anche nel caso in cui quest’ultimo sia adottivo e/o affidatario.

A partire dal 2021 e poi con la legge di Bilancio per il 2022, entrambi i tipi di congedo sono stati resi strutturali e riconosciuti ufficialmente ai padri lavoratori dipendenti, i quali possono usufruire di tale diritto, come già anticipato, in caso di nascita, adozione, affidamento o collocamento temporaneo di minori, ma anche in caso di morte perinatale del figlio.

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Congedo di paternità come funziona e quanto dura

Alcune delle domande più frequenti relative al congedo di paternità riguardano, oltre alla natura di questo diritto, anche questioni come come funziona il congedo di paternità?, quanto dura il congedo di paternità?” o congedo di paternità: quanti giorni spettano?”.

Rispondiamo, dunque, a questi quesiti, facendo una distinzione tra il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo.

Per quanto riguarda il congedo obbligatorio, quest’ultimo può essere utilizzato dal padre entro il quinto mese di vita del bambino. Si tratta, dunque, di un diritto di cui il padre può godere contemporaneamente a quello che spetta alla madre o anche successivamente, purché entro il limite temporale sopra citato. Il congedo obbligatorio rappresenta quindi un diritto autonomo che spetta al padre indipendentemente da quello di cui può usufruire la madre.

La durata del congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni (anche non continuativi).

Per quanto riguarda, invece, il congedo facoltativo, quest’ultimo dipende dalla scelta della madre di fruire o meno di un giorno di congedo di maternità. Il padre può utilizzare l’unico giorno di congedo facoltativo anche contemporaneamente all’astensione della madre, purché lo faccia entro i 5 mesi dalla nascita del figlio. 

Inoltre, entrambi i congedi possono essere fruiti dal padre anche nel caso di morte perinatale del bambino.

Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione.

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