Come rispondere quando un recruiter ti chiede “Che cosa puoi fare tu per noi che gli altri candidati non possono fare?”: si tratta di una domanda che solo apparentemente sembra semplice e scontata, ma che in realtà racchiude molti aspetti importanti da non sottovalutare.

Pertanto, la prima cosa da fare è prepararti! Secondo gli esperti, è preferibile fare molta attenzione alle cose da dire e da non dire quando rispondi a questa domanda.

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Dunque, per aiutarti a superare brillantemente il tuo prossimo colloquio, approfondiamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulle migliori risposte da dare al colloquio in merito a questa tematica.

Domande colloquio di lavoro: cosa fare per esprimere in maniera efficace in che cosa ti differenzi dagli altri candidati

La domanda “Che cosa puoi fare tu per noi che gli altri candidati non possono fare?” altro non è che un quesito con il quale i selezionatori vogliono sapere per quali competenze in più o diverse ti differenzi dagli altri candidati.

Detto in altre parole, i recruiters desiderano, attraverso la tua risposta, comprendere più a fondo il valore che sei in grado di portare in azienda e quanto sei disposto ad investire in termini di tempo ed impegno nel raggiungimento di determinati obiettivi che favoriscono la crescita dell’organizzazione.

Come detto sopra, è utile seguire alcune best practice per rispondere alla domanda: “che cosa puoi fare tu per noi che gli altri candidati non possono fare?”.

Cosa fare

1. Parlare delle vostre capacità uniche e delle vostre qualifiche specifiche

Assicurati di aver letto per bene la job description in quanto è proprio al suo interno che è contenuta parte della risposta che devi dare per fare una bella impressione. Metti in evidenza quali delle competenze elencate possiedi e quali di queste pensi possano distinguerti dagli altri.

2. Condividi le esperienze passate e collegale al lavoro per cui ti stai candidando

Parla delle tue esperienze passate e valorizzale collegandole alla posizione per cui ti stai candidando. Prova a focalizzarti su quegli elementi e su quelle competenze che possono soddisfare le esigenze del team nel quale vorresti lavorare. In questo modo, dimostrerai di comprendere anche le esigenze dell’azienda!

3. Metti in evidenza i risultati che hai raggiunto

Parla degli obiettivi che durante le precedenti esperienze ti sei posto e metti in evidenza quelli che hai raggiunto nella maniera più concreta possibile. Per esempio: qual è la percentuale più alta di persone che sei riuscita a raggiungere attraverso una campagna? di che percentuale sono aumentate le vendite grazie al tuo contributo? Quali capacità hai messo in campo per acquisire un cliente importante? E così via..

4. Parla del tuo contributo all’interno del team

Oltre a parlare di risultati e competenze tecniche, soffermati anche sul contributo che hai portato all’interno del/dei team di cui hai fatto parte. In questo caso, dunque, descrivi soprattutto le soft skills che hai acquisito o migliorato e come queste sono state utili per il tuo team.

5. Sii breve

Ricordati di fornire una risposta concisa, completa e nello stesso tempo breve. La capacità di sintesi è sicuramente un altro aspetto importante da tenere in considerazione per risultare preparati e pronti. Pertanto, allenati a rispondere a questa domanda in anticipo, non superando i 5 minuti.

Domande colloquio di lavoro: cosa evitare

1. Non criticare gli altri

E’ vero, questa domanda potrebbe indurti a parlare male di altri candidati per far emergere te stesso, ma.. non farlo! Criticare gli altri ti farà, infatti, ottenere l’effetto contrario di quello sperato, ossia metterti in cattiva luce con i selezionatori. Pertanto, il nostro consiglio è quello di mantenere un atteggiamento positivo e concentrarti solo su te stesso!

2. Non essere incoerente

Quando rispondi, non contraddirti con le parole, risultando incoerente: il recruiter potrebbe, così, facilmente pensare che sei poco attento e pronto per rispondere a questa domanda. Prova, dunque ad elencare i punti salienti che vuoi affrontare nella tua risposta e assicurati che siano tutti collegati da un filo logico chiaro e lineare. Vedrai che i recruiters se ne renderanno conto e apprezzeranno la coerenza delle tue informazioni.

3. Non apparire eccessivamente arrogante

Quando parli dei risultati che hai raggiunto e dei successi che hai ottenuto, potresti essere tentato ad “esagerare”, ostentando una bravura eccessiva che potrebbe farti risultare arrogante. Fai molta attenzione, quindi, a non farlo, in quanto questo può molto probabilmente avere una cattiva influenza sui recruiters. Resta quanto più umile possibile e vedrai che percorrerai la direzione giusta!

4. Non mostrare eccessiva insicurezza

Questa è l’occasione per parlare delle tue competenze e dei risultati che hai raggiunto: se mostrare arroganza non ti farà avere successo, allo stesso modo anche mostrare eccessiva insicurezza non ti farà andare lontano. Assicurati di trovare un equilibrio tra i due atteggiamenti contrapposti.

5. Non mostrare sorpresa

“Che cosa puoi fare tu per noi che gli altri candidati non possono fare?” è una domanda che i recruiters sono soliti porre anche in altre forme: “quali sono i tuoi punti di forza?” oppure “In cosa ti differenzi dagli altri candidati?” sono soltanto alcune delle varianti che i recruiters possono usare per esprimere lo stesso concetto. Non ti meravigliare, dunque, se la domanda ti viene posta in un modo diverso da come lo avevi immaginato. Se mostri confusione o sorpresa, i selezionatori penseranno che sei poco attento e preparato a questo tipo di domanda.

Esempi di risposte efficaci

Vediamo adesso alcuni esempi di risposte efficaci da cui per prendere spunto per i tuoi prossimi colloqui.

Quando vuoi descrivere e raccontare i risultati positivi che hai raggiunto precedentemente, potresti dire:

“Credo di essere particolarmente brava in [nome/nomi di una o più competenze elencate nella job description e ricercata dai selezionatori]. Infatti, quando ho ricoperto la posizione di [nome], il maggior risultato raggiunto è stato quello di accrescere o aumentare per esempio le vendite di [numero/percentuale]. Ciò è stato possibile grazie ad un attento studio sia teorico che pratico che mi ha portato anche ad ottenere feedback positivi dal mio capo.”

Quando vuoi valorizzare un’esperienza passata:

“Sono un/una [nome professione] con [numero anni] di esperienza lavorativa. Ho gestito un team di dodici persone e le ho aiutate a migliorare non solo professionalmente ma anche a livello personale. Credo, infatti, di aver sviluppato nel corso degli anni un’empatia tale da permettermi di guadagnarmi fiducia, stima e rispetto da parte del team. Questa empatia accompagnata da una capacità di comunicazione attenta e spiccata, ha permesso a me e al mio team di raggiungere risultati brillanti.”

Quando vuoi parlare degli altri candidati in maniera rispettosa e al tempo stesso efficace:

“Non so quanto siano qualificati gli altri candidati, ma sono in grado di svolgere bene molte delle principali responsabilità richieste da questa posizione. Credo di avere molti punti di forza: tra questi ci sono una spiccata capacità di problem solving che ho messo in pratica quando un cliente importante si è mostrato insoddisfatto di come io e il mio team avevamo gestito la parte finale di un progetto. A quel punto, mi sono impegnato ed esposto in prima linea, cercando dapprima di comprendere a fondo cosa non fosse stato svolto da noi secondo le esigenze del cliente, poi messo all’opera con il mio team per sistemare le problematiche e restituire un lavoro quanto più completo ed impeccabile possibile.”

oppure

“Quando ho letto la job description per questa posizione, ho pensato che fosse perfettamente compatibile con il mio profilo. Non so cosa siano in grado di fare gli altri candidati che state considerando, ma posso esporvi brevemente come posso aiutarvi io, attraverso le mie competenze. La mia competenza e la mia esperienza manageriale sono esattamente ciò che state cercando. Sono convinto che le mie capacità e la mia esperienza mi permetteranno di avere successo nella posizione di project manager.

Ho guidato un team per oltre cinque anni: abbiamo anche ricevuto alcuni premi per due anni consecutivi. Le mie capacità di networking, che mi hanno aiutato a creare solide relazioni con clienti, sviluppatori e fornitori, accompagnano la mia esperienza nel dirigere con successo progetti con varie tipologie di clienti. La mia esperienza professionale, unita alle mie forti capacità di comunicazione, alla mia etica del lavoro e al mio atteggiamento mite e al tempo stesso autorevole, mi qualifica per questa posizione. Sono certo di poter contribuire da subito al vostro team. Sono davvero entusiasta all’idea di unirmi alla vostra azienda”.

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