Pubblicato il: 27 Luglio 2026 alle 15:57

workshop orientamento e inserimento lavorativo

Da Università Cattolica a Ca’ Foscari, da Trieste a Cagliari, passando per Pegaso e San Raffaele: cosa hanno in comune i career service che scelgono di formare i propri studenti con Jobiri

Sono ormai 40 i workshop di orientamento e inserimento lavorativo organizzati da Jobiri per conto di career service universitari, scuole, enti di formazione e sportelli Informagiovani. Università Cattolica, Ca’ Foscari, Università di Trieste, Università di Cagliari, Università Pegaso, Università San Raffaele, e molte altre realtà hanno scelto di portare ai propri studenti percorsi formativi sulla scelta professionale e sulla ricerca del lavoro, in presenza o online. Non è un caso isolato, è diventata una consuetudine. E come ogni consuetudine che si ripete decine di volte, porta con sé alcune lezioni che vale la pena condividere, prima ancora di raccontare i contenuti dei singoli workshop.

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In questo articolo:

  • Il dubbio più comune: meglio in presenza o online?
  • Cosa fa davvero la differenza: il relatore, non il formato
  • I crediti formativi aiutano, ma non bastano
  • Un solo risultato concreto, non dieci
  • La domanda che apre ogni workshop
  • I temi che gli studenti chiedono di più
  • Dietro ogni workshop, un ambiente IA su misura per ogni studente
  • Cosa raccontano i career service

Il dubbio più comune: meglio in presenza o online?

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È la prima domanda che quasi ogni career service pone quando valuta di organizzare un workshop. La risposta, dopo decine di edizioni in contesti molto diversi tra loro, è meno scontata di quanto sembri: non esiste un formato migliore in assoluto. Un’aula magna gremita e un webinar seguito da centinaia di studenti da casa possono funzionare allo stesso modo, oppure fallire allo stesso modo. Quello che cambia il risultato non è dove si svolge il workshop, ma come viene costruito.

Un workshop online ben progettato risponde alle diverse esigenze di chi cerca lavoro proprio perché lo studente si sente davvero capito, riceve risposte concrete ai suoi problemi e informazioni chiare per orientarsi con consapevolezza, indipendentemente da dove si trovi. Un workshop in presenza mal progettato, con uno speaker che si limita a leggere slide per due ore, ottiene l’effetto opposto anche in un’aula piena. Il formato è una cornice, non il contenuto.

Cosa fa davvero la differenza: il relatore, non il formato

Se il formato non è la variabile decisiva, cosa lo è? L’esperienza raccolta in decine di workshop porta a una risposta chiara: la capacità del relatore di ingaggiare la classe. Non la quantità di informazioni trasmesse, non la qualità grafica delle slide, ma il modo in cui chi conduce il workshop riesce a tenere viva l’attenzione, a far sentire ogni partecipante coinvolto in prima persona, a trasformare un’ora e mezza di ascolto passivo in un’esperienza attiva.

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Le persone imparano quando fanno, non quando ascoltano soltanto. Per questo i workshop Jobiri sono costruiti sempre attorno ad attività pratiche, non a semplici presentazioni. Che si tratti di completare un curriculum in tempo reale, simulare un colloquio, o mettere alla prova una scelta professionale con un esercizio guidato, il principio resta lo stesso: il sapere che si costruisce facendo resta, quello che si ascolta soltanto evapora in fretta.

I crediti formativi aiutano, ma non bastano

Molti career service riconoscono crediti formativi a chi partecipa ai workshop, ed è una leva utile per incentivare l’iscrizione. Ma è importante essere onesti su cosa un credito formativo può fare e cosa no. Il credito porta lo studente in aula, o lo fa collegare al webinar. Non garantisce che ci resti con la testa. La partecipazione numerica e la partecipazione reale sono due cose diverse, e la seconda dipende esclusivamente dal livello di ingaggio che il relatore riesce a creare una volta che lo studente è già dentro la stanza, fisica o virtuale che sia.

Un solo risultato concreto, non dieci

Un errore frequente, quando si progetta un workshop, è voler dire troppo. Più contenuti si inseriscono, meno le persone ricordano. È una regola che vale per qualsiasi formazione, ma diventa ancora più vera quando il tempo a disposizione è di un’ora o due, e il pubblico è ampio ed eterogeneo. Per questo ogni workshop Jobiri viene costruito attorno a un solo risultato concreto che lo studente deve portare a casa, e ogni attività dell’incontro viene disegnata in funzione di quell’unico obiettivo. Non un elenco di consigli, ma una competenza precisa, allenata davvero, prima di uscire dall’aula.

La domanda che apre ogni workshop

Una delle pratiche più semplici, e allo stesso tempo più efficaci, con cui si aprono i workshop Jobiri è una domanda diretta ai partecipanti, prima ancora di iniziare: completa questa frase, “alla fine del workshop voglio essere capace di…”. Un esercizio che costringe ogni studente a chiarire a se stesso cosa si aspetta da quell’ora e mezza, e che permette al relatore di calibrare l’incontro sulle aspettative reali della classe, non su quelle presunte. Alla fine, la stessa domanda diventa il metro con cui misurare se il workshop ha davvero funzionato.

I temi che gli studenti chiedono di più

Nelle decine di edizioni realizzate, alcuni temi tornano con più frequenza, perché intercettano le domande più urgenti di chi si affaccia al mondo del lavoro oggi.

Cercare lavoro con Jobiri nel 2026: sfide e opportunità derivanti dall’impatto dell’IA. L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato del lavoro, e i cambiamenti rapidi generano incertezza, stress e ansia in molte persone. Il workshop aiuta a leggere i macro trend della ricerca lavoro nel contesto attuale e a conoscere gli strumenti più efficaci per accelerare un inserimento o un reinserimento in azienda.

Come scegliere una professione o un’azienda consapevolmente. Scegliere cosa fare dopo l’università non è mai scontato. Il workshop offre le chiavi di lettura per far dialogare interessi personali e obiettivi professionali, e le tattiche concrete per arrivare a una scelta razionale, invece che subita.

CV e video CV con Jobiri: strategie per farsi desiderare dalle aziende. Un curriculum efficace non è un elenco di esperienze, è uno strumento di posizionamento. Il workshop mostra le diverse tipologie di CV e video CV, alcune verità che le aziende raramente dichiarano apertamente quando valutano una candidatura, e gli errori più comuni da evitare.

Come presentarsi al video colloquio e gestire i social per farsi assumere. Il video colloquio genera spesso più ansia di un colloquio in presenza, e una web reputation non curata può bloccare candidature altrimenti solide. Il workshop lavora su entrambi i fronti, con tattiche pratiche per affrontare colloqui in diretta e in differita e per gestire la propria immagine online.

Come usare i canali di ricerca attiva del lavoro per avere successo. I canali di ricerca sono le porte di accesso al mercato del lavoro, ma non tutti funzionano allo stesso modo per tutti i profili. Il workshop aiuta a riconoscere i canali più efficaci per il proprio caso specifico e le tecniche per superare gli ostacoli che spesso separano un buon candidato da un’offerta di lavoro.

Dietro ogni workshop, un ambiente IA su misura per ogni studente

C’è un elemento che accomuna tutti e cinque i temi appena descritti, ed è il momento in cui la teoria lascia spazio alla pratica. In ogni workshop, dopo aver affrontato il problema, i partecipanti vedono in diretta come quello stesso problema si affronta concretamente con l’ecosistema IA di Jobiri. Non una demo statica, ma un ambiente reale in cui lo studente può portare la propria situazione specifica, dal proprio CV alla propria indecisione professionale, e ricevere una risposta costruita su di sé, non un consiglio generico buono per chiunque.

È un passaggio che nasce da un’osservazione semplice, ma spesso trascurata: non esiste uno studente uguale a un altro. Chi sta scegliendo tra due lauree magistrali ha bisogno di risposte diverse da chi sta preparando un colloquio, e chi ha già ricevuto tre rifiuti consecutivi porta con sé domande diverse da chi sta scrivendo il primo CV della propria vita. Un’aula, per quanto ben condotta, può portare lo studente fino a un certo punto. Da lì in avanti serve uno spazio in cui possa continuare da solo, in sicurezza, con la stessa qualità di ascolto avuta durante il workshop.

È qui che entra l’ecosistema IA di Jobiri, pensato apposta per non lasciare lo studente da solo con un motore di ricerca generico una volta finito l’incontro. Un ambiente sicuro, costruito attorno alla persona che lo sta usando, capace di rispondere in modo personalizzato perché addestrato per farlo, non per restituire la stessa risposta a tutti. È la parte del workshop che più spesso resta impressa ai partecipanti, perché è il momento in cui capiscono che quanto appena imparato in aula non finisce con l’applauso finale, ma continua ad accompagnarli nella fase più delicata, quella in cui la scelta o la candidatura diventano reali.

Cosa raccontano i career service

Dietro ai numeri e ai contenuti, restano le voci di chi ha organizzato questi workshop nel proprio ateneo o nel proprio ente.

⭐⭐⭐⭐⭐
 Arianna Cattarin – Career Service Università Cà Foscari

L’evento è stato molto chiaro e ricco di contenuti utili e interessanti. Ho capito meglio come funziona chatGPT e le potenzialità che può offrire se applicata per esempio alle nostre azioni di orientamento al lavoro. Mi è piaciuto poi molto l’attenzione riservata alla dimensione UMANA dell’utilizzo dell’AI
Alla fine del webinar mi sono sentita più informata, con le idee finalmente più chiare rispetto al funzionamento di chatGPT, serena e consapevole della sua utilità ma anche dei vantaggi che potrà portare nel lavoro che faccio

⭐⭐⭐⭐
 Alessia Clementi – Career Service Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Durante la sessione live ho appreso nozioni e strumenti di cui non ero a conoscenza e che sicuramente inizierò ad utilizzare nel lavoro. E’ sempre poi utile avere dei momenti di confronto con i colleghi delle altre Università. Il relatore chiaro e competente, bravissimo. Complimenti a tutt*!

⭐⭐⭐⭐⭐
 Federica Danesi – Career Service Università degli Studi di Ferrara

Il corso mi è piaciuto molto ed è stato estremamente utile e interessante. In particolare, mi ha fornito nuove idee di applicazione per strumenti che già utilizzavo, aprendo prospettive che non avevo considerato prima.
Prima del workshop, una delle principali criticità che affrontavo era individuare modi innovativi per personalizzare l’approccio con diversi utenti in maniera efficiente.
Ciò che ho imparato durante l’evento e che ho trovato particolarmente prezioso è stata la concretezza delle applicazioni di ChatGPT nel nostro settore. Sono stati forniti spunti pratici e immediatamente implementabili per migliorare la qualità e l’efficacia dei nostri servizi.

⭐⭐⭐⭐⭐
 Laura Poddi – Career Service Università degli Studi di Ferrara

Il workshop su ChatGPT è stato davvero illuminante! Mi ha fatto riflettere su quanto l’IA stia diventando indispensabile per il nostro lavoro. La possibilità di automatizzare compiti ripetitivi e di ottenere supporto nella stesura di testi è un enorme vantaggio.
Ho apprezzato molto la vostra chiarezza nell’esporre le potenzialità di ChatGPT per l’orientamento e l’accompagnamento. La consapevolezza che si possa risparmiare tempo prezioso e concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto è stata la conferma che cercavo.
Assolutamente d’accordo sull’importanza di saper scegliere tra le diverse IA. La capacità di valutare quale strumento sia più adatto al contesto è una competenza chiave. Grazie al team per l’ottimo lavoro!

⭐⭐⭐⭐⭐
 Ugo Attisani – Career Service Università degli Studi Roma Tre

Abbiamo deciso di seguire il workshop per “curiosità professionale” e per ampliare i nostri orizzonti in una materia che al momento non avevamo ancora trattato.
L’ho trovato estremamente interessante proprio per quanto detto sopra: si tratta di una materia sulla quale avevo poche conoscenze anche in ambiti esterni a quello professionale.
Ne è valsa sicuramente la pena perché abbiamo appreso la possibilità di utilizzare lo strumento dell’AI nel nostro lavoro.

⭐⭐⭐⭐⭐
 Chiara Savorani – Career Service Università degli Studi di Bologna

Prima del workshop non avevo mai utlizzato chat gpt. Ho trovato tutto utile e interessante, essendo ai primi approcci e iniziando a capirne l’utilizzo e la grandi potenzialità. Quello che mi ha fatto dire “ne è proprio valsa la pena” è stato il taglio pratico che avete dato alla sessione. Complimenti!

⭐⭐⭐⭐⭐
 Valentina Tinacci – Career Service Università degli Studi di Siena

Ho trovato l’incontro molto interessante e concreto (finalmente!), non stavo affrontando particolari criticità ma ero in una fase diciamo “esplorativa”, dove cercavo di capire il miglior modo di scrivere i prompt e isolare le tipologie di attività che possono effettivamente essere delegate all’IA in modo rapido ed efficace nel mio ambito di lavoro. Mi è piaciuto molto il taglio che ha dato il relatore.

⭐⭐⭐⭐⭐
 Roberta Borgotti – Career Service Università degli Studi di Siena

Ritengo che il corso sia stato molto utile: ho particolarmente apprezzato l’approccio pratico dato da Claudio Sponchioni.
Sicuramente se proporrete altri corsi simili, sarà un piacere parteciparvi.

⭐⭐⭐⭐⭐
 Cristina Spinella – Career Service Università degli Studi di Verona

“Premetto che non ho mai utilizzato finora l’AI nel mio lavoro, pur essendo a conoscenza del tema, di cui si parla molto nel mio ateneo. Ho trovato il workshop molto utile nella parte in cui il dott. Sponchioni ha mostrato sia i vantaggi della AI che consente di recuperare in tempi rapidissimi le informazioni pertinenti al tema di interesse (cosa che permette all’operatore di orientamento di concentrare l’attività nella comprensione e nell’approfondimento dei singoli punti) sia i difetti della AI, evidenziando alcune “allucinazioni” prodotte.
L’esempio era quello di un colloquio di orientamento, in cui illustrare i possibili sbocchi professionali in cui lo studente potrebbe impiegare conoscenze e competenze apprese con gli studi.
A nessun operatore verrebbero in mente tutte le opportunità, così rapidamente. Gli studenti, da soli, potrebbero incorrere nella mancata rilevazione delle allucinazioni.
Molto utile l’attenzione posta sul prompting come base per avere risposte precise e l’esempio di inserire cv del candidato e annuncio dell’azienda come base per far rivestire alla AI il ruolo di un selezionatore, per una simulazione di colloquio!

Se lavori in un career service, in un ufficio orientamento o in uno sportello Informagiovani e vuoi capire come è strutturato un workshop Jobiri, quali temi si adattano meglio al tuo pubblico o come funziona il riconoscimento dei crediti formativi, scrivici a info@jobiri.com. Nessuna presentazione commerciale, solo una chiacchierata per capire se può essere utile anche per i tuoi studenti.

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