La ricerca del lavoro può essere suddivisa in tre importanti tappe: la prima è rappresentata, metaforicamente, dall’andare a caccia. E’ la fase in cui “si spara” in più direzioni: invio CV, passaparola, risposta annunci, inserimento CV in banche dati, agenzie interinali, lavora con noi, candidature focalizzate. L’obiettivo di queste azioni è quello di ottenere un colloquio, dal quale potrebbe dipendere la tua assunzione.

Dedicare del tempo a prepararsi per il colloquio comportamentale o tecnico è ormai un’osservazione scontata, visto quanto se ne parla sui social e sui siti dedicati all’argomento. Sicuramente sarai consapevole del fatto che l’80% delle possibilità di avere successo al colloquio dipende dalle risposte che darai in quel momento.

In alcuni casi, però, la tua missione si complica ulteriormente. Succede quando, oltre al colloquio, sono previsti dei test. A volte, addirittura, non ne sai nulla fino al momento in cui ti siedi sulla sedia dei candidati. In questo articolo ti spiegheremo i test attitudinali cosa sono e ti daremo qualche dritta per affrontare al meglio le prove attitudinali sul lavoro!

Le tipologie di prove attitudinali

Prima di tutto occorre orientarsi nel mare magnum delle prove attitudinali. A seconda della tipologia di colloquio, potresti essere sottoposto a:

  • Un test attitudinale: le domande alle quali dovrai rispondere hanno la funzione di valutare l’area verbale/non verbale, quella numerica e del ragionamento, l’area di verifica di errori o dati, quella spaziale, delle conoscenze tecniche e del ragionamento astratto. Questi test presentano delle domande a ripetizione e la loro finalità è misurare la tua performance nel caso di specifici task. I test attitudinali vengono soprattutto utilizzati per concorsi pubblici e per le forze dell’ordine, per l’ammissione universitaria e per colloqui con istituti bancari.
  • Un test psicoattitudinale: in questo caso le domande vanno a sondare la sfera psicologica e le qualità più soft dei candidati. In altre parole, i test psicoattitudinali hanno lo scopo di valutare la tua attitudine nel ricoprire un certo ruolo, al di là delle competenze di base specifiche.
  • Un test motivazionale: si tratta di un test costituito da domande che hanno la funzione di capire quale sia la tua motivazione rispetto all’ambito lavorativo per il quale ti stai candidando, l’investimento in termini di tempo ed energia che ti senti di dedicare al lavoro e l’ambizione che hai.
  • Una prova di gruppo: si tratta di una prova la cui funzione è quella di rilevare la tua pro-attività e capacità di lavorare in team. Questa tipologia di prova potrebbe essere costituita da un role play (situazioni in cui ti viene chiesto di rivestire un particolare ruolo o vivere una determinata situazione), un case study (un esempio di problema aziendale da affrontare) o un business game (un’attività che valuta la tua capacità di programmare, intuire, raggiungere un obiettivo). L’importante è mostrarti per come sei, partecipando attivamente e mettendoti in gioco.

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Come affrontare il colloquio attitudinale

E’ quasi una regola che le prime tre tipologie di test presentino delle domande a scelta multipla, le cui risposte vanno date in un tempo definito. Insomma, non ti lasceranno troppo tempo per pensarci! Proprio per questo diventa importante allenarti. Il nostro cervello, infatti, più è abituato ad affrontare una prova, meglio gestisce lo stress a cui è sottoposto.

La preparazione ci consente quindi di evitare il cosiddetto “effetto freezing” di fronte ai quiz attitudinali. Hai presente quando a scuola il professore ti chiamava per un’interrogazione ma tu non avevi studiato? Ecco, la reazione, in alcuni casi, era quella di bloccarti. L’emozione del pericolo che si vive, in queste e altre simili situazioni, è talmente intensa che l’unico modo che il nostro organismo ha per proteggersi è stoppare qualsiasi attività cognitiva.

Per evitare di cadere nel panico durante il colloquio attitudinale, dunque, la prima regola che puoi seguire è fare un buon training. Allo stesso modo di un vigile del fuoco che si prepara ad affrontare le fiamme aprendo delle porte dietro alle quali divampa un incendio simulato, così tu ti abituerai alle sequenze, ai simboli, alle possibilità.

E’ inoltre importante ricordarti che:

  • C’è una risposta giusta per ogni domanda;
  • Non bisogna rispondere istintivamente;
  • Fra le risposte ce n’è sempre una neutra;
  • Bisogna rispondere sempre a tutte le domande.

Per prepararti al meglio al colloquio attitudinale, puoi chiedere le aree del test all’HR dell’azienda per la quale ti stai proponendo. In alternativa, puoi scegliere di recuperare il libro di grammatica di scuola ed esercitarti a fare qualche problema di matematica di base (a volte ci si dimentica anche delle nozioni più semplici), e in generale esercitarti con tipologie di test differenti, dedicando più tempo agli argomenti in cui sei più debole. Il web pullula di esempi e opportunità per allenarti!

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Il test psicoattitudinale più diffuso in Italia

In Italia, uno dei test psicoattitudinali più diffuso è il ITAPI-G Test. Le soft skills che vuole valutare sono introversione, empatia, difensività , dinamicità, immaginazione, coscienziosità e vulnerabilità. Per prepararti a questa tipologia di test puoi completare una versione online e ricevere il risultato via mail.

Al di là di quello che sarà l’esito della selezione, il segreto per viverla serenamente è tenere ben stretto questo mantra: “sto sperimentando la mia capacità di affrontare una situazione che mi metterà alla prova. Tutto questo mi potenzierà e avrò maggiore consapevolezza dei miei punti di forza e delle mie aree di miglioramento. Non è una questione di giusto o sbagliato, ma di trovare il modo per raggiungere il mio obiettivo.”

Tieni a mente, inoltre, che ogni esperienza rappresenta un’opportunità per scoprire se l’azienda per la quale ti stai candidando è quella giusta per te, quella cioè che ti permetterà di esprimere, in futuro, la tua vocazione e le tue competenze!

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coach_massimo Autore: Massimo Ravasi
Career Coach Jobiri

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