Pubblicato il: 4 Febbraio 2026 alle 15:51
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Lo psicologo Abraham Maslow nella seconda metà del secolo scorso ha introdotto una nota teoria sintetizzata nella cosiddetta piramide di Maslow. Secondo lo studioso l’uomo ha cinque bisogni fondamentali raffigurati nella piramide in ordine crescente come segue:
- Fisiologici
- Di sicurezza
- Di appartenenza
- Di riconoscimento e stima
- Autorealizzazione di sé
Secondo il modello di Maslow l’uomo ha una gerarchia di bisogni, in base alla quale la soddisfazione di quelli più elementari è condizione necessaria per fare emergere i bisogni di ordine superiore. I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre quelli sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere.
Oltre ad essere un modello motivazionale che spiega i bisogni umani, la piramide dei bisogni di Maslow può anche aiutarti nella ricerca del lavoro e a definire i tuoi obiettivi professionali. Come? Te lo spieghiamo in questo articolo!
La piramide dei bisogni di Maslow
La teoria dei bisogni di Maslow sostiene che le persone sono motivate a raggiungere i bisogni in modo progressivo. In altre parole, raggiunto il primo livello scaliamo progressivamente i livelli successivi. Vediamo nel dettaglio i cinque step della piramide dei bisogni di Maslow:
1) Bisogni fisiologici
I bisogni fisiologici sono quelli più vicini al nostro istinto di sopravvivenza e includono il bisogno di cibo, acqua, sonno, vestiti, equilibrio psicofisico e riparo. Se queste esigenze primarie non vengono soddisfatte, le funzioni fisiologiche saranno compromesse. Secondo Maslow, i bisogni fisiologici sono i più importanti.
Nel contesto lavorativo, i bisogni fisiologici si traducono nella necessità di avere uno stipendio sufficiente per garantire cibo, casa, abbigliamento e cure mediche di base. Senza la soddisfazione di questo livello, è impossibile concentrarsi su aspirazioni professionali più elevate.
2) Bisogni di sicurezza
Una volta soddisfatti i bisogni fisiologici, diventano importanti quelli di sicurezza, che riguardano principalmente la stabilità, sia essa finanziaria, personale, emotiva e legata alle proprie condizioni fisiche. Attraverso la soddisfazione dei bisogni di sicurezza diminuisce la paura individuale e collettiva delle persone, migliora la stabilità sociale, viene garantita la proprietà e aumenta il livello di salute e benessere.
In ambito professionale, i bisogni di sicurezza riguardano la stabilità del posto di lavoro, un contratto a tempo indeterminato, la previdenza sociale, l’assicurazione sanitaria e un ambiente di lavoro sicuro e protetto. Molti candidati nella ricerca di lavoro privilegiano aziende che offrono questi elementi di sicurezza.
3) Bisogni affettivi e di appartenenza
Il terzo livello è quello legato alla nostra dimensione sociale e riguarda la necessità di essere importanti per qualcuno, di dare e ricevere amore, di avere una famiglia e delle amicizie. Questo livello racchiude quindi il bisogno di appartenenza a gruppi sociali più o meno grandi. Il bisogno degli altri è, infatti, una caratteristica imprescindibile dell’essere umano.
Sul lavoro, questo bisogno si manifesta attraverso la necessità di sentirsi parte di un team, di costruire relazioni positive con colleghi e superiori, di lavorare in un ambiente collaborativo dove ci sia spirito di squadra e cultura aziendale inclusiva. Il senso di appartenenza all’organizzazione influenza significativamente la motivazione e la produttività.
4) Bisogni di riconoscimento e stima
Al quarto livello della piramide Maslow pone i bisogni di riconoscimento e stima che includono l’autostima, la realizzazione e il rispetto. In particolare, Maslow classifica i bisogni di stima in due categorie: la stima per se stessi (dignità, successo, indipendenza) e il desiderio di riconoscimento e rispetto da parte degli altri (status, prestigio). In altre parole, abbiamo bisogno di stima, degli altri e di noi stessi. Vogliamo apparire persone di successo che sono in grado di realizzare i propri obiettivi sfruttando tutte le nostre capacità.
A livello professionale, questo bisogno si concretizza attraverso promozioni, aumenti di stipendio, riconoscimenti formali (premi, bonus, incentivi), feedback positivi, responsabilità crescenti e visibilità all’interno dell’organizzazione. La mancanza di riconoscimento è una delle principali cause di demotivazione e turnover aziendale.
5) Bisogni di autorealizzazione
I bisogni di autorealizzazione rappresentano il livello più alto della gerarchia di Maslow. Essi si realizzano nello sviluppo del potenziale di una persona, con l’autorealizzazione, la crescita personale e gli aspetti evolutivi. Arrivato a questo livello, dunque, l’individuo mira a realizzare il massimo delle sue potenzialità sotto diversi aspetti: essere, per esempio, un genitore migliore, esprimere al meglio i propri talenti, raggiungere alti livelli professionali, sportivi etc.
Nel mondo del lavoro, l’autorealizzazione si raggiunge quando riusciamo a trovare un’attività professionale che sia in linea con i nostri valori, le nostre passioni e i nostri talenti. Si tratta di quel momento in cui il lavoro non è più solo un mezzo per guadagnare, ma diventa parte integrante della nostra identità e del nostro percorso di crescita personale.
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Come applicare la piramide di Maslow al lavoro?
Una volta compresa cos’è la piramide di Maslow e quali sono i bisogni che la compongono, possiamo focalizzarci sul nostro topic. Come applicare la piramide di Maslow al lavoro?
Maslow parte dal principio che un bisogno che non viene soddisfatto crea disagio e tensione. Deve essere quindi appagato e soddisfatto. È a quel punto che uno nuovo, posto nel livello immediatamente successivo, inizia a pulsare per essere soddisfatto e appagato e così via fino ad arrivare alla punta della piramide.
Ma mentre nei primi quattro livelli una volta che un bisogno viene appagato e soddisfatto cessa di creare tensione e quindi permette al bisogno successivo di iniziare a pulsare, quelli posti alla punta della piramide necessitano che ci sia una tensione continua, che è appunto quella verso l’autorealizzazione. Nonostante siano stati individuati alcuni limiti a tale teoria, essa può comunque rappresentare un ottimo spunto per ragionare in termini di bisogni in un contesto legato al mondo del lavoro.
La piramide di Maslow è, infatti, connessa alla crescita personale e professionale. Facciamo un esempio: se non abbiamo un lavoro, ci troviamo in difficoltà economica e rischiamo di cadere in depressione. In quel momento siamo disponibili ad accettare qualsiasi lavoro per soddisfare i nostri bisogni di sopravvivenza. Dopo aver accettato un lavoro qualunque che ci permette di guadagnare un salario minimo per soddisfare i bisogni primari, ci rendiamo conto che possiamo aspirare a qualcosa di meglio e cerchiamo perciò un lavoro migliore: nasce così la nostra “scala dei bisogni lavorativi”.
Che cosa significa quest’esempio? Anche nel mondo lavorativo si innesca un percorso di autoriflessione e scoperta dei nostri valori, punti di forza e passioni che ci guidano in un processo di crescita che richiede metodi e strumenti da applicare in modo continuo e progressivo. E’ una curva di crescita più veloce ai livelli più bassi e più difficile e lenta ai livelli più alti, dove solitamente può essere utile l’aiuto di un consulente di carriera.
La progressione della carriera secondo la teoria di Maslow
Sviluppando la teoria di Maslow possiamo perciò ridisegnare una mappa di crescita professionale associata alla piramide dei bisogni e alla progressione della carriera professionale. Ecco i nuovi punti di riferimento della mappa:
Salario minimo per i bisogni fisiologici
Appartengono a questa categoria i bisogni relativi, per esempio, al ricevere un salario minimo che permette di soddisfare a sua volta i bisogni primari. Questo livello rappresenta dunque la fase in cui lavoriamo e guadagniamo il minimo necessario per sopravvivere.
In questa fase iniziale della carriera, l’obiettivo principale è trovare qualsiasi occupazione che garantisca un reddito base. Possono rientrare in questa categoria lavori part-time, stage retribuiti, contratti a chiamata o posizioni entry-level con stipendi minimi. L’importante è costruire una base economica di partenza.
Maggiore remunerazione per i bisogni di sicurezza
In questa fase cominciamo a perseguire obiettivi di stabilità e a cercare lavori più remunerati per avere la possibilità di pensare ad un progetto di vita nel medio e lungo termine.
Si inizia a valutare con attenzione la tipologia contrattuale (contratto a tempo determinato vs indeterminato), i benefit aziendali (assicurazione sanitaria, buoni pasto, welfare), le prospettive di continuità dell’azienda e la possibilità di accedere a mutui o finanziamenti grazie a uno stipendio stabile.
Rete di contatti per il bisogno di appartenenza
Il miglioramento della qualità del lavoro ci consente di iniziare a costruire la nostra rete di contatti, attraverso la quale iniziamo a farci conoscere e ad essere riconosciuti.
In questa fase diventa fondamentale il networking professionale: partecipazione a eventi di settore, costruzione di un profilo LinkedIn efficace, iscrizione a gruppi professionali, collaborazione con colleghi influenti. La rete professionale diventa un asset strategico per future opportunità di carriera.
Traguardi professionali per i bisogni di stima e di rispetto
Avendo l’obiettivo di raggiungere un certo status e riconoscimento, aspiriamo a ruoli di alto livello. Ci impegniamo mettendoci costantemente alla prova con lo scopo di ottenere il rispetto dei nostri pari e il riconoscimento di coloro che sono sopra di noi.
Questa è la fase in cui si punta a posizioni manageriali o specialistiche di alto livello, si cercano certificazioni professionali, si partecipa a progetti strategici, si ambisce a premi e riconoscimenti. Il personal branding diventa cruciale: pubblicazioni, interventi a conferenze, visibilità mediatica contribuiscono a consolidare la propria reputazione professionale.
Crescita personale e autorealizzazione
Lavoro ben remunerato, network professionale, riconoscimento delle competenze, ruoli dirigenziali, maggiore integrazione con il capitale umano, ruoli sociali rilevanti: sono tutti fattori che rappresentano il trampolino di lancio per l’autorealizzazione, la quale, a sua volta, migliora e incrementa un processo evolutivo e virtuoso che si autoalimenta.
A questo livello, il lavoro diventa espressione della propria missione personale. Si cerca l’allineamento perfetto tra valori personali e professionali, si può decidere di avviare un’attività imprenditoriale, di dedicarsi al mentoring di giovani professionisti, di contribuire al cambiamento sociale attraverso il proprio lavoro. L’obiettivo non è più solo il successo, ma l’impatto significativo e duraturo che possiamo generare.
Come si può capire dall’analisi della piramide di Maslow applicata al lavoro, dunque, nel momento in cui saliamo dal primo gradino al secondo iniziamo il nostro processo di crescita sia personale che professionale: si tratta di un percorso non facile che ad ogni passaggio necessita di un’attenta valutazione.
Ad ogni step di questo percorso ci sono dei bisogni che “pulsano” e che mirano ad essere soddisfatti: riconoscerne l’importanza è il primo passo da fare per raggiungere pian piano la nostra soddisfazione. E’ importante, inoltre, che tali bisogni vengano riconosciuti e che siano parte integrante di ogni politica aziendale/del personale che tenga in considerazione il fatto che dipendenti motivati e appagati rappresentano un importante alleato per la crescita e lo sviluppo dell’azienda.
Piramide di Maslow e scelta del lavoro: consigli pratici
Comprendere a quale livello della piramide ti trovi attualmente è fondamentale per fare scelte di carriera consapevoli. Ecco alcuni consigli pratici:
1) Identifica il tuo livello attuale: fai un’autovalutazione sincera per capire quali bisogni sono già soddisfatti e quali richiedono ancora attenzione. Se stai lottando per arrivare a fine mese, probabilmente ti trovi al primo livello e devi prioritizzare la sicurezza economica.
2) Non saltare i gradini: è importante procedere con ordine. Accettare un lavoro prestigioso ma instabile quando hai bisogno di sicurezza finanziaria potrebbe creare più stress che soddisfazione.
3) Valuta le offerte di lavoro secondo la piramide: quando ricevi proposte lavorative, analizzale considerando tutti i livelli: lo stipendio copre i bisogni base? L’azienda offre stabilità? L’ambiente di lavoro favorisce le relazioni? Ci sono opportunità di crescita e riconoscimento?
4) Comunica i tuoi bisogni: durante i colloqui di lavoro e le valutazioni di performance, non aver paura di comunicare quali aspetti sono più importanti per te in questa fase della tua carriera.
5) Rivedi periodicamente le tue priorità: i tuoi bisogni cambiano nel tempo. Quello che era prioritario cinque anni fa potrebbe non esserlo più oggi. Fare il punto della situazione regolarmente ti aiuta a mantenere la direzione giusta.
Limiti della teoria di Maslow nel contesto lavorativo moderno
Sebbene la piramide di Maslow sia uno strumento utile, è importante riconoscere alcuni suoi limiti nel mondo del lavoro contemporaneo:
- Non sempre i bisogni seguono un ordine rigido: alcune persone possono cercare autorealizzazione anche in condizioni di instabilità economica (artisti, startupper, freelance)
- I bisogni possono sovrapporsi: è possibile lavorare simultaneamente su più livelli della piramide, non necessariamente in sequenza
- Le differenze culturali: la gerarchia dei bisogni può variare significativamente tra culture diverse. In alcune culture collettivistiche, l’appartenenza può essere più importante dell’autorealizzazione individuale.
- Il work-life balance: la teoria originale non considera adeguatamente l’importanza dell’equilibrio tra vita privata e professionale, oggi sempre più centrale nelle scelte di carriera.
Come le aziende possono applicare la piramide di Maslow
Per le organizzazioni, comprendere la piramide di Maslow significa poter creare strategie di gestione del personale più efficaci:
- Livello 1-2: retribuzione competitiva, contratti stabili, ambiente di lavoro sicuro, assicurazioni sanitarie
- Livello 3: team building, eventi aziendali, cultura inclusiva, mentoring
- Livello 4: sistemi di valutazione trasparenti, percorsi di carriera chiari, programmi di riconoscimento
- Livello 5: Autonomia decisionale, progetti sfidanti, formazione continua, opportunità di innovazione
Le aziende che riescono a soddisfare i bisogni dei propri dipendenti a tutti i livelli della piramide registrano tassi di retention più alti, maggiore produttività e un migliore employer branding.
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Psicologa del lavoro con una laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Simona è specializzata in coaching e sviluppo delle risorse umane, con una forte attenzione alla crescita personale e professionale dei dipendenti. Le sue competenze in valutazione e formazione del personale sono fondamentali per creare ambienti di lavoro produttivi e positivi.

