Pubblicato il: 25 Marzo 2026 alle 17:56

Questo articolo è il sesto di una serie di dieci contenuti dedicati all’orientamento dei giovani NEET, pensata per operatori del terzo settore, orientatori dei Centri per l’Impiego e counselor scolastici e universitari. Dopo aver visto come costruire una diagnosi di profilo accurata, questo capitolo entra nel lavoro motivazionale: come riattivare la spinta interna in chi ha smesso di credere che le cose possano cambiare.
Come funziona la motivazione nei NEET
La Self-Determination Theory (Deci e Ryan) insegna che la motivazione sostenibile emerge quando tre bisogni psicologici fondamentali sono soddisfatti: il senso di competenza (so farcela), il senso di autonomia (lo scelgo io) e il senso di appartenenza (non sono solo).
Nei NEET, almeno uno di questi tre bisogni è tipicamente compromesso, spesso tutti e tre. Il lavoro motivazionale consiste nel ricostruire progressivamente ciascuno di questi pilastri, nell’ordine giusto. Capire come motivare i NEET significa prima di tutto capire quale pilastro manca e quale va ricostruito per primo. Per approfondire il tema degli obiettivi come leva motivazionale, è utile considerare come avere obiettivi professionali chiari incida sulla crescita e sulla capacità di agire anche in condizioni di partenza difficili.
L’ordine giusto per lavorare sulla motivazione
Errore comune: lavorare sulla competenza (CV, orientamento professionale) prima di aver costruito relazione e autonomia. Il risultato è un CV fatto e un giovane che non si presenta mai al colloquio. |
Tecniche di motivazione step-by-step
Tecnica 1: la domanda dei valori (esercizio dei bigliettini)
Obiettivo: far emergere i valori personali che possono fungere da bussola nelle scelte.
- Prepara 20-30 bigliettini con valori scritti (libertà, sicurezza, creatività, riconoscimento, famiglia, avventura, utilità agli altri, indipendenza economica…)
- Chiedi al giovane di scegliere i 5 più importanti per lui/lei
- Poi di ridurli a 3
- Esplora: “Perché hai scelto questi tre? Come si collegano a ciò che vorresti fare?”
Questo esercizio bypassa la domanda diretta “cosa vuoi fare nella vita?” che blocca molti NEET, e accede ai valori profondi attraverso un’attività concreta.
Tecnica 2: la linea della vita
Obiettivo: far emergere momenti di successo e competenza dalla storia personale.
- Disegna una linea del tempo su un foglio grande
- Chiedi al giovane di segnare gli eventi significativi della sua vita, positivi e negativi
- Per ogni evento positivo, esplora: “Cosa hai fatto tu per ottenere quel risultato?”
- Aiuta a nominare le competenze dimostrate (resilienza, creatività, cura degli altri, problem-solving…)
I NEET tendono a minimizzare i propri successi. Questo esercizio rende visibili competenze che altrimenti restano invisibili, anche a loro stessi.
Tecnica 3: il colloquio motivazionale, le 4 domande OARS
Il Colloquio Motivazionale utilizza quattro tecniche comunicative fondamentali:
- O: open questions (domande aperte). “Cosa ti piacerebbe che fosse diverso?” invece di “Vuoi trovare lavoro?”
- A: affirm (affermazioni). Riconoscere forze e sforzi. “Noto che nonostante tutto sei qui. Ci vuole coraggio.”
- R: reflect (riflessione). Rispecchiare ciò che si sente. “Sento che vorresti cambiare, ma sei incerto su come iniziare.”
- S: summarize (riepilogo). Sintetizzare per consolidare la comprensione e aprire allo step successivo.
Tecnica 4: la definizione di obiettivi progressivi
Non chiedere mai “dove vuoi essere tra 5 anni?” a chi non riesce a immaginare la prossima settimana. Il lavoro sugli obiettivi procede per distanze crescenti, partendo sempre dall’immediato.
| Orizzonte temporale | Tipo di obiettivo | Esempio concreto |
|---|---|---|
| Questa settimana | Comportamentale (azione) | Uscire di casa 3 volte, visitare un sito web, parlare con uno zio del suo lavoro |
| Questo mese | Esplorativo | Fare un’uscita in un’azienda, partecipare a un evento, fare un corso online di 2 ore |
| Nei prossimi 3 mesi | Piccolo cambiamento | Completare un corso, fare uno stage breve, avere un colloquio informativo |
| Nel prossimo anno | Traguardo significativo | Primo impiego, rientro a scuola, percorso di formazione completato |
SCHEDA 04 | Tecniche di motivazione: guida rapidaSe il NEET è chiuso e non parla
Se il NEET sembra motivato ma non agisce
Se il NEET è rassegnato e dice “tanto non cambia niente”
Se il NEET cambia continuamente idea e obiettivi
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Jobiri AI: come supporta questa fase
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Conclusioni
Il lavoro motivazionale con i NEET non è una fase del percorso: è il percorso stesso, almeno nella sua prima parte. Senza motivazione interna, qualsiasi strumento tecnico, dal CV al corso di formazione, produce risultati effimeri. E la motivazione non si trasmette per convinzione: si ricostruisce creando le condizioni perché emerga dall’interno.
L’ordine corretto, prima appartenenza, poi autonomia, poi competenza, non è una preferenza metodologica: è ciò che la ricerca sulla Self-Determination Theory indica come la sequenza che funziona. Rispettarlo richiede pazienza e la capacità di resistere alla pressione degli indicatori di performance a breve termine.
Il prossimo capitolo affronta un nodo spesso sottovalutato: il lavoro sull’identità professionale. Scopri come aiutare i NEET a costruire un’immagine di sé come lavoratori, partendo dalle competenze informali che già possiedono.
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CEO e co-fondatore di Jobiri, impresa innovativa che utilizza l’AI per facilitare l’inserimento lavorativo. Con oltre 15 anni di esperienza in management e leadership, Claudio è un esperto nella gestione aziendale e nelle tematiche di sviluppo organizzativo. La sua visione strategica e il suo impegno sociale fanno di lui un punto di riferimento nel settore.

