Pubblicato il: 21 Gennaio 2026 alle 09:57
Indice dei contenuti
Presentazione dell’analisi retributiva e contesto dell’evento
Il 15 gennaio 2026, presso il prestigioso Palazzo Wedekind di Roma, si è svolto l’evento organizzato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) con il titolo “Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti in Italia“. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, esperti del settore e accademici.
La giornata di studio è iniziata alle 9.30, presentando i risultati delle ricerche condotte dal Coordinamento generale Statistico attuariale e dalla Direzione centrale Studi e ricerche dell’INPS. Sono stati approfonditi diversi trend retributivi e analizzate le trasformazioni avvenute nel mercato del lavoro nell’ultimo decennio e mezzo, considerando anche il contesto economico nazionale e internazionale.
L’evento si colloca nell’ambito degli strumenti di trasparenza di INPS, mirati a promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione dei meccanismi salariali da parte di cittadini e stakeholder. La manifestazione ha riscosso grande attenzione da parte dei media e degli addetti ai lavori.
La discussione si è svolta in presenza di figure di rilievo, creando un’utile opportunità di confronto su tematiche di crescente interesse come la crescita delle retribuzioni, le disuguaglianze, l’impatto della digitalizzazione e la contrattazione collettiva.
I dati sulle retribuzioni da lavoro dipendente: dieci anni di evoluzione
Uno dei temi centrali presentati è stato “Le retribuzioni da lavoro dipendente degli ultimi 10 anni”, curato da Leda Accosta e Saverio Bombelli appartenenti al Coordinamento generale Statistico attuariale INPS. I dati raccolti mostrano un andamento complesso, condizionato sia dalla stagnazione economica che dalle dinamiche contrattuali.
Nel periodo 2015-2025, la crescita salariale media è stata inferiore a 1,2% annuo, con forti divari tra settori. Emergono differenze rilevanti tra settori pubblici e privati, così come tra lavoratori con contratti a tempo indeterminato e determinato. L’indagine evidenzia anche come la pandemia di COVID-19 abbia inciso pesantemente su determinati comparti come turismo, commercio e ristorazione.
Le analisi INPS svelano che le retribuzioni femminili e dei giovani restano in media più basse rispetto agli omologhi maschili e agli over 30, contribuendo a determinare gap persistenti. La presentazione sottolinea la necessità di strategie mirate per favorire maggiore equità retributiva, tema fortemente connesso al concetto di employability e occupabilità nel contesto italiano.
Spicca il dato che, negli ultimi dieci anni, il potere d’acquisto delle retribuzioni si è progressivamente eroso rispetto all’inflazione, ponendo nuove sfide sia per i lavoratori che per le politiche salariali nazionali.
Salari italiani: prospettive storiche e comparazioni a lungo termine
La seconda parte dell’evento si è concentrata su “L’evoluzione dei salari negli ultimi 50 anni”, a cura di Maria De Paola (Direzione centrale Studi e ricerche INPS), Camilla Bianchi e Fabiano Schivardi (Università LUISS Guido Carli). Gli esperti hanno fornito un’analisi storica documentata, mostrando come le retribuzioni medie siano cresciute negli anni ’70 e ’80, registrando poi periodi di stagnazione negli anni 2000. L’interazione tra produttività e salari risulta determinante per spiegare queste dinamiche.
Un elemento di grande interesse riguarda la comparazione con i principali paesi europei, dove la crescita retributiva italiana risulta al di sotto della media della zona euro dagli anni ’90 in poi. L’andamento dei salari italiani è stato fortemente influenzato da assestamenti normativi, riforme del lavoro come il Decreto Legislativo n. 23/2015, nonché da trasformazioni nei modelli produttivi.
L’evento INPS ha sottolineato anche l’importanza del networking efficace per valorizzare le competenze e la mobilità, evidenziando il ruolo di strumenti digitali e relazionali nel panorama lavorativo moderno. La digitalizzazione e l’avvento di nuove piattaforme di ricerca e intermediazione stanno trasformando profondamente le modalità di remunerazione e la percezione del lavoro.
La fluttuazione dei salari reali negli ultimi cinque decenni lascia emergere l’urgenza di politiche attive e riforme in grado di rilanciare il valore del lavoro in Italia e di favorire condizioni più eque per tutte le categorie di lavoratori.
Partecipazione istituzionale: confronto e proposte per il futuro
Dopo la presentazione delle ricerche, la parola è passata a una tavola rotonda moderata da Giorgio Pogliotti, giornalista di Il Sole 24 Ore. Interventi molto attesi sono stati quelli di Roberto Ghiselli (Presidente CIV, relatore introduttivo), Daniela Fumarola (Segretaria generale CISL), Maurizio Landini (Segretario generale CGIL), Pierpaolo Bombardieri (Segretario generale UIL), Pierangelo Albini (Direttore Area lavoro welfare Confindustria), Simone Gamberini (Presidente Lega delle Cooperative), Riccardo Giovani (Direttore Politiche sindacali e del lavoro Confartigianato) e Mauro Lusetti (Vicepresidente Confcommercio).
Il panel ha discusso il futuro del lavoro subordinato in Italia, con particolare riferimento alla valorizzazione della contrattazione collettiva, ai meccanismi di aggiornamento automatico delle retribuzioni e alle possibili modalità di riduzione della precarietà. Le parti sociali hanno espresso la necessità di una maggiore collaborazione tra istituti statistici, università e imprese per affrontare efficacemente le grandi trasformazioni in atto.
Nella parte finale dell’evento, Guido Lazzarelli (Vicepresidente CIV) ha sintetizzato le riflessioni emerse, sottolineando come sia vitale investire in formazione continua e sostenere strumenti che facilitano la transizione dei lavoratori tra diversi mercati e ruoli professionali. Temi simili vengono spesso trattati nell’ambito di fare rete e trovare lavoro come elemento cruciale per l’occupabilità futura.
L’evento ha evidenziato il ruolo chiave di una rinnovata collaborazione tra sindacati, imprese, istituzioni e cittadini, e la necessità di mettere al centro delle strategie la qualità del lavoro e l’equità salariale.
Documentazione ufficiale, impatti sociali e approfondimenti futuri
Durante la sessione conclusiva, sono stati resi disponibili due importanti documenti ufficiali: il Programma dell’evento (pdf 662KB) e il testo integrale della “Analisi della dinamica retributiva” (pdf 1,25MB), scaricabili dai canali INPS. Questi materiali consentono un’analisi approfondita delle metodologie utilizzate e dei dati raccolti.
Tra gli impatti sociali individuati, emerge la consapevolezza che la dinamica delle retribuzioni incide direttamente su consumi, crescita economica e qualità della vita delle famiglie italiane. Il tema delle soft skills nel CV si inserisce pienamente in questo scenario, come leva per favorire maggiore resilienza e adattabilità nei percorsi professionali.
Le ricerche INPS offrono spunti di riflessione sulle politiche da attuare, evidenziando l’importanza della trasparenza, della valutazione periodica dei gap retributivi, e di una costante evoluzione dell’analisi statistica e digitale. Guardando al futuro, la collaborazione multidisciplinare tra centri di ricerca, imprese e istituzioni si conferma determinante per interpretare e governare la complessità del mercato del lavoro.
Si prospettano ulteriori approfondimenti e programmi di formazione tesi a garantire sia equità retributiva che maggiore sostenibilità e integrazione tra sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale.
Vuoi restare aggiornato sulle ultime novità dal mondo del lavoro e delle retribuzioni? Scopri tutti gli articoli e gli approfondimenti nella nostra sezione News Lavoro.
Psicologa del lavoro con una laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Simona è specializzata in coaching e sviluppo delle risorse umane, con una forte attenzione alla crescita personale e professionale dei dipendenti. Le sue competenze in valutazione e formazione del personale sono fondamentali per creare ambienti di lavoro produttivi e positivi.
