Arriva per tutti i professionisti quella fase della vita professionale in cui si desidera crescere, crescere, crescere o per dirla con un’espressione molto comune “fare carriera”. Fare carriera vuol dire appunto crescere professionalmente raggiungendo posizioni di “livello superiore” rispetto a quelle ricoperte fino ad allora.

C’è chi riesce a crescere all’interno della stessa azienda nella quale lavora da anni e chi, invece, per farlo vuole/deve cambiare organizzazione, affrontando una transizione di carriera che viene vissuta inevitabilmente in modo diverso da ogni professionista e che può rivelarsi positiva o negativa a seconda dei casi. Tuttavia, può capitare spesso che il desiderio e la volontà dei professionisti che vogliono fare carriera e/o cambiare lavoro siano ostacolati da convinzioni limitanti che appunto limitano la persona ad agire e proseguire nel raggiungimento di questo obiettivo.

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Per comprendere e superare efficacemente tali convinzioni limitanti, abbiamo pensato di affrontare questa tematica nei prossimi paragrafi, approfondendo nei dettagli che cosa sono le convinzioni limitanti e quali sono le strategie più efficaci per superarle.

Che cosa sono le convinzioni limitanti?

Le convinzioni limitanti sono per lo più “pensieri” che impediscono i professionisti ad agire. Esse, in altre parole, sono limiti della mente che, quando di manifestano, sono capaci di impedirti di portare avanti i tuoi obiettivi.

Le convinzioni limitanti possono essere paragonate a delle “piccole voci” che si insinuano nella tua testa e che, a seconda dei casi e delle situazioni, ti dicono di non fare quell’azione, che può essere cambiare lavoro, chiedere una promozione e così via. Ecco, tali pensieri nascono quindi dall’interno e, molto spesso, non trovano prove esterne a cui appigliarsi: sono semplicemente convinzioni basate, nella maggior parte dei casi, sul timore e sulla sottovalutazione del sè.

Trattandosi di ostacoli che ti impediscono di migliorarti, di fare carriera e in generale di cambiare una qualche direzione della tua vita professionale, vediamo a questo punto quali sono le 5 convinzioni limitanti più diffuse tra i professionisti che operano in qualsiasi settore.

Le 5 convinzioni limitanti che ti impediscono di fare carriera e come superarle

La maggior parte delle convinzioni limitanti sono basate sulla paura, una paura che cambia da persona a persona a seconda della situazione che sta vivendo, delle esperienze professionali che ha avuto e della personalità.

Gli esperti hanno evidenziato 5 tipologie di convinzioni limitanti e quindi di paure che colpiscono una buona parte dei professionisti nelle fasi di transizione di carriera:

1) Paura del fallimento
2) Paura del rifiuto
3) Paura del successo
4) Paura delle aspettative sociali
5) Paura del cambiamento

1) Paura del fallimento

La paura del fallimento emerge soprattutto nelle situazioni in cui il professionista si sta candidando per una posizione molto simile a quella svolge attualmente. Se anche tu stai vivendo o hai vissuto una situazione del genere, saprai infatti che in questi casi si avverte un senso di “perfezione” che ti porta a pensare di non poter sbagliare.

Se ti candidi per una posizione molto simile a quella che stai svolgendo ma in un’azienda diversa, tendi a pensare di dover essere impeccabile fin da subito e di non avere margine di errore. Ecco, tale convinzione ti porta ad esempio a pensare cose del tipo: “Sono molto brava in questo ruolo che svolgo ormai da 4 anni, quindi se non sarò perfetta fin dal primo giorno mi licenzieranno”, oppure “Cercherò qualcosa di simile al mio ruolo attuale in un’altra azienda, visto che sono già competente”. Si tratta di una convinzione che va assolutamente superata per non rischiare la nascita di manie di perfezionismo che possono rivelarsi molto deleterie per il tuo futuro professionale.

Come superare questa convinzione?

Innanzitutto, evita di candidarti a posizioni che ti sembrano la scelta “più sicura” e che non ti permettono di uscire dalla tua comfort zone. Ruoli identici o quasi a quello attuale rischiano, infatti, di privarti di un’opportunità più sfidante e soddisfacente, anche se tale opportunità presenterà sicuramente una curva iniziale di apprendimento. Pertanto, se ti interessano e ti piacciono alcuni aspetti del ruolo che stai attualmente ricoprendo, potresti ad esempio cercare un ruolo simile in un settore completamente diverso: in questo modo, avrai l’opportunità di sfruttare le tue competenze specialistiche, ma di concentrarti allo stesso modo sullo sviluppo di nuove abilità.

2) Paura del rifiuto

La paura del rifiuto si manifesta spesso quando vuoi cambiare lavoro e cominci ad esplorare l’universo delle job description. In questa fase, infatti, capita di salvare una serie di posizioni che sembrano corrispondere a quanto stai cercando e alle competenze che possiedi, ma.. trovi sempre qualcosa che non va o che non hai.

In altre parole, in una situazione del genere si manifesta una paura del rifiuto che ti porta a non candidarti per nessuna o quasi delle posizioni che hai salvato, in quanto credi di non soddisfare al 100% i requisiti che vengono richiesti. Tale convinzione ti porta a pensare ad esempio: “È impossibile che assumano qualcuno con il mio background e la mia esperienza”, oppure “Ho molta esperienza, ma non potrei mai fare un salto di qualità così grande”.

Come superare questa convinzione?

Innanzitutto, devi entrare nell’ottica secondo cui non è realistico o, meglio, è quasi impossibile trovare un ruolo compatibile al 100% con le competenze che possiedi (gli esperti sostengono che tale convinzione sia più diffusa nelle professioniste piuttosto che nei professionisti). Pertanto, prova a fare un bilancio delle tue competenze e dei risultati raggiunti nel corso della tua carriera e di cui sei più fiera: utilizza queste informazioni per allineare la tua esperienza con le job description che ti interessano e che, attenzione, non devono contenere necessariamente lo stesso ruolo che stai ricoprendo ora e nemmeno lo stesso settore!

Per ogni punto della job description, prova a scrivere un risultato o un elemento che possa dimostrare che sei in grado di affrontare una sfida simile. Se pensi di poter svolgere almeno il 60% del lavoro, candidati! La cosa peggiore che può accadere è quella di non ricevere una risposta: a quel punto, sposterai la tua attenzione su altre opportunità.

3) Paura del successo

Altra convinzione limitante diffusa tra i professionisti durante una transizione di carriera è la paura del successo. Ebbene sì, può sembrare una paura strana, quasi bizzarra, eppure esiste. Essa si manifesta soprattutto quando sei un professionista particolarmente esperto nel tuo campo, a tal punto da pensare di dover, in qualunque momento e situazione, sapere tutto di quel settore e avere quindi una conoscenza approfondita di qualsiasi dettaglio riguardi quell’ambito.

Questa convinzione, quindi, ti porta a pensare che se non hai subito la risposta pronta a quel problema o a quella difficoltà, la tua credibilità risulta danneggiata e minata per sempre. Portata all’estremo, la paura del successo può spingerti ad ignorare i tuoi risultati e a sabotare i tuoi sforzi per cambiare carriera.

Molto simile alla sindrome dell’impostore, questa convinzione ti porta ad avere pensieri del tipo: “Il mio successo in quel progetto è stato un lavoro di squadra, non avrei mai potuto farlo da solo”, oppure “Le persone si aspettano che io sappia tutto su quest’area di competenza, quindi devo fare leva su di essa”, o ancora “Non è stato merito mio, sono stato solo fortunato che sia andata così”.

Come superare questa paura?

Prova a guardare con occhio lucido e consapevole i tuoi successi e a capire in che modo hai contribuito concretamente alla soluzione. I risultati raggiunti non sono mai colpi di fortuna o solo frutto di lavori di squadra: analizzali con un punto di vista più consapevole, cercando di comprendere a fondo quale è stato il tuo contributo reale e in che percentuale ha determinato il raggiungimento di quella soluzione efficace.

4) Paura delle aspettative sociali

Quando ricopri un ruolo per molti anni, tendi a sviluppare inevitabilmente una certa notorietà per quel tipo di lavoro: le persone intorno a te e i tuoi colleghi ti considerano un massimo esperto in quel settore, a tal punto che “uno/a come te” non può rischiare di cambiare lavoro e/o settore. In generale, uno/a come te non può rischiare di cambiare.

Queste aspettative sociali, ossia ciò che gli altri si aspettano che tu faccia, hanno inevitabilmente un impatto su di te creando appunto una convinzione limitante. Quest’ultima ti porta ad avere pensieri del tipo: “Non posso buttare via tutto quello che ho imparato facendo questo cambiamento drastico”, oppure “Nessuno prenderà sul serio una persona come me in questo ruolo”, o ancora “Sono troppo vecchio per provare qualcosa di diverso da ciò per cui tutti mi conoscono e si aspettano da me”.

Come superare questa convinzione?

Potresti aver impiegato anni per arrivare ad essere un esperto del settore nel quale attualmente lavori. Ma.. non lasciare che le opinioni di chi ti conosce ti impediscano di essere più soddisfatta cambiando lavoro. Ricoprire un ruolo diverso da quello che svolgevi non significa buttare via tutte le conoscenze e le esperienze precedenti, ma, anzi, può essere un grande vantaggio. Se stai pensando di intraprendere una carriera non lineare, considerala come un nuovo capitolo della tua storia professionale! Puoi scegliere, ad esempio, di iniziare una periodo di formazione prima di cambiare oppure, se la tua transizione è dovuta al burnout, prenditi una pausa per ricaricarti.

5) Paura del cambiamento

A volte sentirsi insoddisfatti non è una spinta sufficiente per cambiare lavoro e/o carriera. La tua comfort zone potrebbe avere la meglio e portarti a giustificare la permanenza nel posto in cui ti trovi evocando frequenti “e se”. Sei preoccupato della flessibilità o meno che avrai? Non sai se troverai un contesto lavorativo collaborativo? Queste e tante altre simili incognite possono impedirti di iniziare un nuovo percorso.

E’ proprio da qui, infatti, che nasce la paura del cambiamento, un’altra convinzione limitante che ti porta a pensare “So cosa mi aspetta qui, quindi resisterò ancora un po’ per vedere se le cose cambiano”, oppure “Vado d’accordo con il team. Chissà con chi andrò a lavorare in un’altra azienda?”.

Come superare questa convinzione?

Non c’è dubbio che il cambiamento faccia paura: questo succede a tutti. Ciò che fa ancora più paura, però, è restare fermi in un solo posto e ricoprire un ruolo che non è più in linea con i tuoi obiettivi, le tue esigenze e le tue aspettative. Pertanto, prova innanzitutto a stilare un elenco dei fattori che stanno influenzando la tua decisione di restare “immobile”; poi, prova a cambiare i tuoi “e se” dalla prospettiva di uno scenario negativo ad una con uno scenario positivo: “E se riuscissi a negoziare con successo un lavoro ibrido?”, “E se incontrerò qualcuno che diventerà il mio prossimo mentore?”, “E se fossi in grado di aiutare l’azienda a raggiungere obiettivi che non aveva mai raggiunto prima del mio ingresso?”. Resisti all’impulso di razionalizzare le ragioni per cui restare: prova a rendere concrete quelle per cui vuoi andar via!

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