Le domande che i recruiters pongono durante un colloquio di lavoro possono essere tante e variegate. Ce ne sono alcune più frequenti e sulle quali è più facile prepararsi in anticipo, altre inaspettate e sulle quali c’è bisogno di rifletterci un attimo su. “Qual è il tuo superpotere?” rientra sicuramente tra queste ultime. Si tratta di una domanda che, apparentemente semplice e anche un pò “divertente”, nasconde in realtà molte sfaccettature e, per questa ragione, non va sottovalutata.

Le motivazioni per cui i selezionatori possono porti questa domanda possono essere varie e differenti tra loro. Tra le principali ci sono le seguenti:

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E’ possibile, poi, che alcuni selezionatori pongono questa domanda per allentare la tensione che si è venuta a creare durante il colloquio di lavoro e che vogliano “rasserenare” il clima creatosi attraverso un quesito che, perchè no, contiene anche un pizzico di umorismo.

Ecco, per sfruttare al massimo le opportunità di dare una risposta corretta e di fare colpo sui selezionatori, abbiamo pensato di proporti nei prossimi paragrafi consigli ed esempi su come rispondere efficacemente alla domanda al tuo prossimo colloquio.

“Qual è il tuo superpotere?”: 4 suggerimenti per rispondere efficacemente

“Qual è il tuo superpotere?” è una domanda che, molto spesso, polarizza i candidati: alcuni la considerano eccessivamente impegnativa e tendono a bloccarsi nella risposta, altri tendono, invece, a sottovalutarla considerandola addirittura buffa e divertente.

Ecco, le due reazioni completamente opposte vanno smorzate: la verità, come si suol dire, sta nel mezzo. Pertanto, la domanda in questione non va nè ritenuta eccessivamente complicata nè troppo bizzarra, ma va semplicemente contestualizzata.

I recruiters ti stanno chiedendo “qual è il tuo superpotere?” durante un colloquio di lavoro: che cosa vogliono ottenere da te? Quali elementi utili desiderano captare dalla tua risposta? Ecco 4 consigli che ti aiutano a capire come rispondere efficacemente alla domanda:

1) Prenditi un momento per riflettere

2) Collega la tua risposta ai tuoi punti di forza

3) Collega i tuoi “superpoteri” al ruolo per cui ti stai candidando

4) Non avere paura di divertirti anche un pò

1) Prenditi un momento per riflettere

“Qual è il tuo superpotere?” non è una domanda di routine posta durante un colloquio di lavoro. E’ una domanda che, come accennato sopra, può inizialmente spiazzare. Per evitare, quindi, di bloccarti e di non riuscire a dare nessuna risposta o di dare una risposta affrettata e poco adeguata, prenditi un momento per rifletterci su. Si tratta, comunque, di un quesito su cui va fatta una valutazione sulle cose da dire e da non dire. I selezionatori, che sono perfettamente a conoscenza di ciò, apprezzeranno senz’altro il tempo che hai chiesto per formulare la tua risposta. Tieni conto, ovviamente, che i selezionatori non solo vogliono capire cosa sei in grado di offrire all’azienda in cui vorresti lavorare ma anche comprendere la tua velocità nel formulare una risposta che abbia senso. Non prenderti, perciò, più di un minuto per rifletterci su.

2) Collega la risposta ai tuoi punti di forza

A questo punto, dopo aver un attimo riflettuto su una possibile risposta, arriva il momento di collegare quest’ultima ai tuoi punti di forza. Che cosa significa questo? I recruiters desiderano capire cosa sai fare bene, appunto quale/i superpotere/i hai. Pertanto, uno dei modi migliori per dare una risposta efficace è quella di considerare i tuoi punti di forza. “Cosa so fare meglio?”, “Quale particolare abilità ho messo in pratica per raggiungere quel traguardo di successo?” sono alcune delle domande che devi porti per capire come direzionare la tua risposta. Ovviamente, una volta scelto il “superpotere” spiega anche l’iter che c’è dietro e il processo che ti ha portato a dare quella risposta e non un’altra: in questo modo, i selezionatori capiranno che si tratta di una risposta ragionata e frutto di una valutazione.

Facciamo un esempio: vuoi mettere in evidenza la tua capacità di affrontare le sfide in modo analitico e quindi di riuscire a trovare soluzioni con metodo. Un modo per mettere in evidenza ciò nella tua risposta potrebbe essere quello di dire che il tuo superpotere consiste “nell’avere una visione a raggi X”. Oppure, se ritieni di saper anticipare la nascita di un problema, potresti rispondere che come “Superman” hai la capacità di identificare rapidamente un problema e intervenire per trovare la soluzione. Ecco, ci sono modi differenti per rispondere, ma il segreto è pensare in modo creativo e connettere questa creatività con la concretezza delle tue skills.

3) Collega i tuoi “superpoteri” al ruolo per cui ti stai candidando

Un’altra tattica vincente che ti consigliamo di adottare è quella di inserire nella tua risposta un superpotere che possa essere in qualche modo connesso al ruolo per cui ti stai candidando. Il passaggio preliminare per fare ciò è quello di conoscere (com’è necessario che sia) la posizione per cui ti stai candidando attraverso la job description o comunque ricerche sulla posizione che vorresti ricoprire. Una volta fatto, rifletti sulle tue skills e confrontale con quelle più importanti richieste per svolgere quella posizione: non avere timore di fare esempi di esperienze passate e/o di situazioni in cui ti sei trovato e in cui hai raggiunto un risultato di successo grazie ad una o più abilità. Usa, quindi, la tua risposta anche per dimostrare che sei consapevole di cosa ti aspetta e delle sfide che dovrai affrontare.

4) Non avere paura di divertirti anche un pò

Ultimo ma non meno importante consiglio è questo: non mostrare troppa timidezza o imbarazzo! “Qual è il tuo superpotere” è una domanda che si presta anche ad usare (nei giusti modi) un pò di umorismo. Se ti senti a tuo agio, dunque, e la situazione te lo permette, non aver paura di aggiungere un pizzico di “leggerezza” nella tua risposta, leggerezza che, ovviamente, non deve prescindere dalla professionalità. Prova, quindi, a sfruttare questa domanda per instaurare un buon rapporto con l’intervistatore e, perchè no, per distinguerti facendolo “divertire”.

“Qual è il tuo superpotere?”: 2 esempi di risposte efficaci

Esempio 1

In questo caso il candidato in cerca di lavoro sceglie di parlare del superpotere di “cambiare forma”. Si tratta di una risposta che funziona in quanto si collega al lavoro, mette in evidenza esperienze professionali passate e contiene anche un pizzico di umorismo.

“Il mio superpotere è quello di riuscire a “mutare forma”. Che cosa vuol dire? Mi spiego meglio. Dopo la laurea magistrale, ho iniziato a lavorare come insegnante, mestiere che inizialmente mi appagava ma che poi ha cominciato a starmi stretto per la mancanza di prospettive. Desideravo altro per la mia carriera: ho così iniziato il mio percorso in azienda. Le sfide non mi hanno mai spaventato e, così, dopo uno studio approfondito delle mie skills e varie ricerche, ho “cambiato forma” e ho iniziato una prima esperienza in azienda come content creator. Nei primi mesi erano pochissime le mie responsabilità, ma a poco a poco ho imparato a farmi conoscere e notare, fin quando il mio capo ha cominciato ad affidarmi dei progetti. Dopo quell’esperienza, ne ho vissute altre, in altre aziende e in settori differenti, occupandomi di social media management, copywriting e pubblicità. Vorrei mutare la mia forma anche nel caso della posizione che state offrendo, mettendomi nuovamente in gioco, consapevole delle basi da cui parto e pronta ad imparare tanto altro.”

Esempio 2

Il secondo esempio riguarda la velocità. Il candidato vuole dimostrare la sua capacità di lavorare in modo rapido ed efficiente e lo fa attraverso una questa risposta che funziona bene per mostrare i vantaggi che è in grado di portare all’interno dell’azienda.

“Ho sempre pensato che avere la velocità rientri tra i miei superpoteri. A volte sembra scontato, ma saper svolgere le attività bene e nello stesso tempo velocemente non è cosa da poco. Io credo di aver sviluppato una certa velocità grazie alle mie molteplici esperienze lavorative, esperienze che mi hanno permesso di  crescere ed arrivare ad essere responsabile di un team di 10 persone. Per fare ciò e farlo bene, occorrono ovviamente anche tante altre abilità. Ma, per andare avanti bene e non restare indietro, la velocità di gestione e di risoluzione dei problemi è fondamentale per avere successo.”

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