Pubblicato il: 19 Febbraio 2026 alle 18:13

messa a disposizione

Indice dei contenuti

Introduzione

Nel sistema complesso delle supplenze scolastiche italiane, la messa a disposizione, comunemente nota come MAD, rappresenta uno strumento spesso sottovalutato ma strategicamente rilevante per chi vuole entrare o consolidarsi nel mondo dell’insegnamento. Con l’avvicinarsi dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze per il biennio 2026-2028, capire come funziona la MAD, a chi si rivolge e come si inserisce nel quadro normativo attuale diventa fondamentale per costruire una strategia professionale efficace.

Molti aspiranti docenti e insegnanti precari affrontano la messa a disposizione in modo improvvisato, senza conoscerne le regole operative, i limiti e le opportunità concrete. Il risultato è spesso una candidatura mal costruita, inviata nei momenti sbagliati o alle scuole sbagliate, che produce pochi o nessun risultato. Questa guida analizza la MAD in modo completo e operativo, spiega come si colloca rispetto alle GPS 2026 e agli interpelli scolastici e offre le indicazioni pratiche per usarla come leva concreta nella carriera docente.

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Cos’è la messa a disposizione: definizione e inquadramento normativo

La messa a disposizione è un’autocandidatura spontanea che aspiranti docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) possono presentare direttamente alle scuole per rendersi disponibili a svolgere incarichi di supplenza. A differenza delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze o delle Graduatorie di Istituto, la MAD non è una graduatoria: è una candidatura individuale, informale ma legalmente riconosciuta, che i Dirigenti Scolastici possono utilizzare per coprire posti vacanti quando tutte le altre vie sono esaurite.

Il quadro normativo di riferimento è chiaro: secondo la Circolare n. 157048 del 9 luglio 2025 del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che disciplina l’attribuzione delle supplenze per l’anno scolastico 2025/2026, la procedura di reclutamento segue un ordine preciso. Le scuole scorrono prima le GAE (Graduatorie ad Esaurimento), poi le GPS e le Graduatorie di Istituto. Solo dopo aver esaurito anche gli interpelli scolastici, provinciali e nazionali, possono attingere alle domande di messa a disposizione pervenute.

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Questo posizionamento “di ultima istanza” non sminuisce l’utilità della MAD. Al contrario, in contesti di forte carenza di personale, in particolare per alcune classi di concorso e in specifiche aree geografiche, la messa a disposizione rimane uno strumento concreto per ottenere incarichi e, soprattutto, per iniziare a maturare punteggio di servizio valido per le future GPS.

Uno degli aspetti spesso fraintesi riguarda il rapporto tra MAD e GPS 2026. Chi è già inserito nelle graduatorie provinciali non è escluso dall’invio della MAD. I due strumenti possono coesistere, con la precisazione che una MAD per posti di sostegno non può essere presentata da chi è già iscritto in una graduatoria per il sostegno. Per approfondire come funziona l’intero sistema GPS, leggi qui la guida completa all’aggiornamento delle GPS 2026.

MAD Scuola 2026: tutto quello che devi sapere prima di inviarla

Chi può presentare la messa a disposizione

La MAD è accessibile a una platea molto ampia di candidati. Per la MAD docenti è necessario possedere un diploma o una laurea che dia accesso a una classe di concorso. Chi ha una laurea triennale può presentarla, ma avrà minori probabilità di essere convocato rispetto a chi possiede una laurea magistrale o specialistica. Per la MAD ATA è sufficiente il diploma di scuola secondaria superiore, accompagnato dai requisiti specifici per la categoria di personale a cui ci si candida (collaboratore scolastico, assistente amministrativo, assistente tecnico).

Non è richiesta l’iscrizione nelle graduatorie: la MAD è, per definizione, lo strumento pensato per chi non è ancora presente in alcuna graduatoria ufficiale. Questo la rende particolarmente rilevante per i neolaureati, per chi è in attesa di completare i percorsi abilitativi e per chi si affaccia al mondo dell’insegnamento per la prima volta.

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Cosa indicare nella domanda

La MAD non prevede un modello ministeriale standard obbligatorio, il che lascia una certa libertà nella costruzione della candidatura ma impone anche attenzione alla chiarezza e alla completezza. Gli elementi essenziali da includere sono:

  • Dati anagrafici e recapiti aggiornati
  • Titoli di studio e abilitazioni possedute
  • Classi di concorso per cui si ha titolo all’insegnamento
  • Tipo di disponibilità (posto comune, sostegno, personale ATA)
  • Province e ordini scolastici di interesse
  • Eventuali certificazioni o specializzazioni aggiuntive
  • Autorizzazione al trattamento dei dati personali (GDPR)

Un dettaglio che molti trascurano: è consigliabile indicare nella MAD anche la disponibilità per la materia alternativa all’insegnamento della religione cattolica e, se in possesso di diploma tecnico o professionale, anche le classi di concorso ITP (Insegnante Tecnico Pratico), che ampliano le possibilità di convocazione.

Quando inviare la MAD

Non esiste una scadenza fissa per la presentazione della messa a disposizione. La domanda può essere inviata in qualsiasi momento dell’anno scolastico, ma i periodi strategicamente più efficaci sono:

  • Luglio-agosto: Le scuole iniziano a pianificare le coperture e i Dirigenti consultano le MAD già pervenute prima dell’apertura dell’anno
  • Settembre-ottobre: Fase di assegnazione delle cattedre e copertura dei posti rimasti vacanti dopo le procedure ordinarie
  • Gennaio: Alta incidenza di assenze per influenza, malattia e congedi parentali
  • Marzo-aprile: Periodo di festività e necessità di copertura per assenze concentrate
  • Giugno: Le scuole cercano personale per i corsi di recupero estivi

La strategia più efficace prevede un invio in agosto, per farsi trovare pronti all’avvio dell’anno, con eventuale aggiornamento della candidatura nei periodi successivi.

Come e dove inviare la domanda

La MAD può essere consegnata in tre modi principali:

  • Direttamente alla segreteria scolastica, consegnando il documento fisicamente
  • Via email ordinaria o PEC, inviando la domanda agli indirizzi istituzionali delle scuole
  • Tramite piattaforme online, che offrono servizi di invio massivo a tutte le scuole di una o più province

Un aspetto normativo importante: la MAD può essere presentata alle scuole di una sola provincia per volta. Non è possibile svolgere supplenze in due province diverse nello stesso anno scolastico. Scegliere la provincia giusta è quindi una decisione strategica. Per orientarti sulla scelta più vantaggiosa, leggi qui l’approfondimento su come scegliere la provincia GPS 2026 per massimizzare le opportunità di supplenza.

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Il servizio matura punteggio

Uno degli aspetti più rilevanti della messa a disposizione, e spesso sottovalutato, è che il servizio svolto tramite MAD è pienamente valido ai fini del punteggio nelle future graduatorie. Gli anni di insegnamento ottenuti attraverso una MAD contribuiscono al calcolo del punteggio di servizio nelle GPS, esattamente come quelli ottenuti tramite convocazione da graduatoria. Per chi è ancora fuori dalle GPS o si trova in fascia bassa, anche pochi mesi di servizio possono fare una differenza significativa al prossimo aggiornamento. Scopri qui come valorizzare al meglio ogni periodo di servizio leggendo la guida su come calcolare il punteggio di servizio GPS 2026.

Dove la MAD funziona davvero

Non tutte le province offrono le stesse opportunità tramite MAD. Le regioni del Nord Italia, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, hanno storicamente registrato una forte carenza di docenti, soprattutto per alcune classi di concorso e per il sostegno, rendendo le MAD uno strumento concretamente efficace per ottenere incarichi anche lunghi. Nelle province più grandi e nelle grandi città, dove la concorrenza tra candidati in graduatoria è più alta, le probabilità di essere convocati tramite MAD si riducono significativamente.

La messa a disposizione si è dimostrata particolarmente strategica per i posti di sostegno, dove la carenza di candidati specializzati è strutturalmente elevata. Chi possiede la specializzazione sul sostegno e non è ancora inserito in prima fascia GPS sostegno trova nella MAD un canale di accesso concreto. Per approfondire le dinamiche specifiche delle graduatorie sostegno, leggi qui la guida completa alle GPS sostegno 2026.

Un’alternativa complementare, non sostitutiva

Un errore di valutazione frequente è considerare la MAD come alternativa alle GPS. Non lo è: è uno strumento complementare. Chi è inserito nelle graduatorie provinciali ha accesso privilegiato alle supplenze annuali e al 30 giugno. La MAD entra in gioco solo dopo l’esaurimento di tutti i canali ordinari. Costruire una strategia basata esclusivamente sulla messa a disposizione, rinunciando a inserirsi nelle GPS, significa partire sistematicamente svantaggiati nel sistema di reclutamento scolastico.

Come presentare una MAD efficace: tutti gli step operativi

Ecco i passaggi concreti per costruire e inviare una messa a disposizione che funzioni:

Passo 1 — Verifica i tuoi titoli di accesso

Prima di tutto, identifica con precisione le classi di concorso per cui hai titolo in base al tuo percorso di studi. Un titolo di laurea può dare accesso a più classi di concorso: includerle tutte nella MAD aumenta le possibilità di essere contattato.

Passo 2 — Scegli la provincia con criteri strategici

Privilegia le province con alta carenza di docenti nella tua classe di concorso. Le province del Nord e i centri medi-piccoli offrono generalmente più opportunità rispetto alle grandi città del Centro-Sud, dove la saturazione delle graduatorie è minore.

Passo 3 — Costruisci una candidatura chiara e completa

Inserisci tutti i dati richiesti: anagrafici, titoli di studio, classi di concorso, disponibilità (posto comune, sostegno, ATA), recapiti aggiornati. Aggiungi eventuali certificazioni informatiche o linguistiche che possano valorizzare il tuo profilo.

Passo 4 — Scegli il canale di invio più adatto

Se punti a una o due scuole specifiche, l’invio diretto per email o di persona è sufficiente. Se vuoi massimizzare la copertura su una provincia intera, valuta l’utilizzo di piattaforme online che gestiscono l’invio massivo a tutti gli istituti della provincia selezionata.

Passo 5 — Monitora gli interpelli in parallelo

La MAD e gli interpelli scolastici sono strumenti complementari. Attivare un servizio di notifica per gli interpelli nella tua provincia e classe di concorso ti permette di intercettare opportunità in tempo reale, senza dipendere esclusivamente dalla MAD.

Passo 6 — Aggiorna la candidatura nei momenti chiave

Una MAD inviata a luglio può perdere di visibilità a gennaio. Rinnovarla nei periodi di alta richiesta (inizio anno, dopo le festività, a giugno) mantiene la tua candidatura attiva nella memoria delle segreterie.

Lettura strategica: MAD, GPS e carriera docente

Chi pianifica la propria carriera docente con criterio non usa la MAD come piano A, ma come parte di un sistema più ampio. La strategia ottimale prevede tre livelli:

Il primo livello è l’inserimento nelle GPS con il punteggio più alto possibile. Questo richiede la cura dei titoli, la scelta delle certificazioni giuste e una compilazione attenta della domanda. Scopri quali titoli e tabelle di valutazione GPS 2026 incidono maggiormente sul punteggio finale.

Il secondo livello è il monitoraggio costante degli interpelli scolastici durante l’anno, che rappresentano oggi il canale più rapido per ottenere incarichi quando le graduatorie non bastano.

Il terzo livello è la MAD, che entra in campo quando tutto il resto non ha prodotto risultati, o in parallelo nei momenti di maggiore carenza stagionale.

Chi improvvisa, invece, si ritrova a inviare la MAD in ritardo, a scuole sbagliate, con una candidatura incompleta e poi si chiede perché non viene chiamato. La differenza tra i due approcci non è di fortuna, ma di pianificazione.

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Errori da evitare con la messa a disposizione

Questi sono i più comuni errori che compromettono l’efficacia di una MAD:

  • Inviare la MAD a settembre inoltrato, quando le scuole hanno già coperto i posti principali con le procedure ordinarie. Il momento giusto è luglio-agosto
  • Indicare una sola classe di concorso, perdendo opportunità in classi affini per cui si ha comunque titolo
  • Scegliere province sature, come le grandi città del Centro-Sud, dove le graduatorie raramente si esauriscono al punto da richiedere MAD
  • Trascurare la voce “sostegno”, anche senza specializzazione: per alcune tipologie di posto ATA o per la materia alternativa alla religione cattolica non è richiesta la specializzazione
  • Non aggiornare la candidatura nel corso dell’anno, lasciando che la MAD invecchi senza essere rinnovata nei periodi di alta domanda
  • Considerare la MAD come alternativa alle GPS, invece di trattarla come strumento complementare in attesa di inserirsi nelle graduatorie ufficiali
  • Compilare la domanda in modo approssimativo, senza indicare tutti i recapiti aggiornati o senza firmare digitalmente i documenti allegati.

Prospettiva futura: MAD e GPS 2026-2028

Con l’introduzione degli interpelli scolastici come strumento obbligatorio prima del ricorso alle MAD, il ruolo della messa a disposizione nel sistema delle supplenze si è ridimensionato rispetto al passato. Non è scomparso, ma è cambiato. Le scuole vi ricorrono ora in situazioni di vera emergenza, quando anche gli interpelli non hanno trovato candidati disponibili.

Questo significa che nel biennio 2026-2028, con l’aggiornamento delle GPS, la messa a disposizione avrà ancora senso soprattutto per chi non è inserito nelle graduatorie, per le classi di concorso in forte carenza strutturale (sostegno in primo luogo) e per le province del Nord con alta domanda di supplenti. Per tutti gli altri, l’investimento strategico più solido rimane quello di costruire un profilo GPS competitivo, con i titoli giusti, le certificazioni riconosciute e una compilazione attenta della domanda.

Il sistema scolastico italiano è sempre più orientato alla trasparenza e alla tracciabilità delle convocazioni. Chi si affida esclusivamente a strumenti informali come la MAD, trascurando le graduatorie ufficiali, si posiziona in modo strutturalmente debole in un mercato del lavoro che premia la pianificazione e la costruzione progressiva del profilo professionale.

Conclusione

La messa a disposizione è uno strumento legittimo, accessibile e, nelle condizioni giuste, ancora efficace per ottenere incarichi di supplenza nella scuola italiana. Ma non è una scorciatoia, né un’alternativa alle GPS 2026. Chi la usa in modo strategico, scegliendo con cura la provincia, i periodi di invio e le classi di concorso da includere, può ottenere risultati concreti e maturare punteggio utile per le future graduatorie. Chi la usa senza criteri, come ultima spiaggia improvvisata, ottiene raramente i risultati sperati.

La carriera docente si costruisce con scelte consapevoli, titoli adeguati e una visione di medio periodo. La MAD può essere un tassello di questa strategia, ma non può sostituirne le fondamenta. Le GPS 2026 rappresentano il canale principale: investire nella propria posizione in graduatoria, con le certificazioni giuste, una candidatura curata e una pianificazione attenta, è la mossa che produce effetti duraturi sul percorso professionale.

Se stai usando la MAD perché non sei ancora inserito nelle GPS 2026, questo è il momento giusto per cambiare strategia. Scopri qui quali certificazioni puoi conseguire per entrare in graduatoria con un profilo competitivo.

FAQ – Domande Frequenti sulla Messa a Disposizione

Cos’è la messa a disposizione (MAD) per le scuole?

La MAD è un’autocandidatura spontanea che aspiranti docenti e personale ATA possono inviare direttamente alle scuole per rendersi disponibili a svolgere incarichi di supplenza. Non è una graduatoria, ma una candidatura individuale che i Dirigenti Scolastici possono utilizzare quando tutte le graduatorie ufficiali e gli interpelli sono esauriti.

Chi può inviare la MAD scuola?

Chiunque sia in possesso di un diploma o di una laurea che dia accesso a una classe di concorso può presentare la MAD docenti, anche senza essere iscritto in alcuna graduatoria. Per la MAD ATA è sufficiente il diploma di scuola secondaria superiore e i requisiti specifici per la categoria di personale scelta.

La MAD vale per le GPS 2026?

La MAD e le GPS sono strumenti distinti ma complementari. Il servizio svolto tramite MAD è pienamente valido ai fini del punteggio nelle future GPS: gli anni di insegnamento ottenuti attraverso una messa a disposizione si computano esattamente come quelli ottenuti tramite convocazione da graduatoria.

Quando è meglio inviare la messa a disposizione?

I periodi strategicamente più efficaci sono luglio-agosto (prima dell’avvio dell’anno scolastico), settembre-ottobre (assegnazione delle cattedre vacanti), gennaio (alta incidenza di assenze) e giugno (corsi di recupero estivi). Non esiste una scadenza fissa: la MAD può essere inviata in qualsiasi momento dell’anno.

In quante province posso inviare la MAD?

La normativa prevede che la MAD possa essere presentata alle scuole di una sola provincia per volta, con la conseguente limitazione a svolgere supplenze in una sola provincia nello stesso anno scolastico. La scelta della provincia è quindi una decisione strategica da ponderare con attenzione.

La MAD è ancora utile con gli interpelli scolastici?

Sì, ma in modo più circoscritto rispetto al passato. Con l’introduzione degli interpelli come strumento obbligatorio prima del ricorso alle MAD, quest’ultima opera ora come ultima opzione nel sistema delle supplenze. Rimane particolarmente efficace nelle province con forte carenza strutturale di docenti (soprattutto nel Nord Italia) e per le classi di concorso in cui la disponibilità di candidati in graduatoria è sistematicamente insufficiente, in primo luogo il sostegno.

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