Pubblicato il: 17 Febbraio 2026 alle 16:39

Indice dei contenuti
- Introduzione
- Cosa sono gli interpelli scuola: definizione e contesto normativo
- L’ordine di chiamata: dove si collocano gli interpelli
- Interpelli e MAD: due strumenti diversi che si completano
- La novità GPS 2026: gli interpelli senza le 150 preferenze
- Come funzionano gli interpelli in pratica: guida operativa
- L’impatto strategico degli interpelli sulla carriera docente
- Lettura strategica: trasformare gli interpelli in opportunità
- Errori da evitare nella gestione degli interpelli
- Prospettiva futura: interpelli e competitività crescente nelle GPS
- Conclusione
Introduzione
Nel sistema delle supplenze scolastiche, gli interpelli scuola rappresentano uno strumento spesso sottovalutato ma strategicamente rilevante per chi vuole massimizzare le proprie opportunità di insegnamento. Eppure, nonostante la loro importanza pratica, in molti ne ignorano il funzionamento preciso, la differenza rispetto ad altri strumenti analoghi come la MAD, e soprattutto le novità introdotte con le GPS 2026 che ne ampliano significativamente il campo di applicazione.
Chi affronta il mondo delle graduatorie provinciali per le supplenze si trova spesso a fare i conti con una normativa articolata, in cui ogni scelta, dalla provincia all’aggiornamento dei titoli, dalla compilazione delle 150 preferenze alla risposta a un interpello, può avere conseguenze concrete sull’intera traiettoria professionale. Conoscere come funzionano gli interpelli, quando è possibile parteciparvi e quali errori evitare non è un dettaglio tecnico: è una competenza che può fare la differenza tra ottenere o perdere un incarico.
Questo articolo offre una guida completa e operativa agli interpelli scuola nel contesto delle GPS 2026, con riferimento alla normativa vigente (O.M. 88 del 2024, articolo 13 comma 23).
Cosa sono gli interpelli scuola: definizione e contesto normativo
Gli interpelli scolastici sono bandi specifici pubblicati direttamente dalle singole istituzioni scolastiche per coprire posizioni di insegnamento rimaste scoperte dopo l’esaurimento delle graduatorie ordinarie. In altre parole, quando una scuola non riesce a trovare un docente attraverso i canali tradizionali, ossia Graduatorie ad Esaurimento (GAE), Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e Graduatorie di Istituto (GI), ha la possibilità di pubblicare un interpello, attraverso cui invita gli aspiranti supplenti a candidarsi direttamente per quella posizione.
Il riferimento normativo è l’articolo 13, comma 23 dell’Ordinanza Ministeriale 88 del 2024, che disciplina le modalità di utilizzo degli interpelli nel sistema delle supplenze scolastiche.
L’interpello non è quindi una candidatura spontanea inviata dal docente: è la scuola che pubblica il bando, specificando la sede, la classe di concorso, la durata del contratto e il numero di ore settimanali previste. Sono gli aspiranti supplenti a rispondere, inviando la propria candidatura, e sarà poi la scuola a selezionare il candidato ritenuto più idoneo e a procedere con la convocazione.
Capire questa distinzione è fondamentale per non confondere gli interpelli con altri strumenti. Per chi volesse approfondire il funzionamento complessivo delle GPS 2026 e l’ordine di chiamata delle graduatorie, la guida completa all’aggiornamento GPS 2026 offre un quadro esaustivo del sistema.
L’ordine di chiamata: dove si collocano gli interpelli
Prima di approfondire il funzionamento degli interpelli, è utile collocarli all’interno del sistema complessivo di conferimento delle supplenze. L’ordine di scorrimento stabilito dalla normativa è il seguente:
- Graduatorie ad Esaurimento (GAE)
- Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) — prima fascia e, in subordine, seconda fascia
- Graduatorie di Istituto (GI)
Gli interpelli entrano in gioco quando tutte queste graduatorie risultano esaurite o non riescono a coprire la posizione disponibile. Si tratta quindi di uno strumento residuale ma tutt’altro che marginale, soprattutto in determinate classi di concorso e province dove la disponibilità di candidati iscritti in graduatoria è limitata.
Interpelli e MAD: due strumenti diversi che si completano
Uno degli aspetti più fraintesi riguarda la differenza tra interpelli e Messa a Disposizione (MAD). Si tratta di due strumenti distinti, con logiche e finalità diverse, spesso confusi tra loro perché entrambi coinvolgono aspiranti supplenti non inseriti, o non raggiungibili, attraverso le graduatorie ordinarie.
La MAD è una candidatura spontanea: è il docente che, di propria iniziativa, invia alle scuole di suo interesse la propria disponibilità a svolgere supplenze. La MAD non risponde a una richiesta specifica della scuola e viene conservata nei fascicoli degli istituti, che la consulteranno in caso di necessità.
L’interpello, al contrario, nasce da un’esigenza concreta e urgente della scuola: è un bando specifico, pubblicato per coprire una posizione precisa, con caratteristiche definite. Chi risponde a un interpello lo fa in risposta a una richiesta esplicita, il che rende la candidatura più mirata e, potenzialmente, più efficace.
In sintesi: la MAD è uno strumento di presenza preventiva, l’interpello è una risposta a una necessità dichiarata. I due strumenti non si escludono e possono essere utilizzati in modo complementare per ampliare le proprie opportunità di convocazione.
La novità GPS 2026: gli interpelli senza le 150 preferenze
Una delle novità più significative introdotte per il biennio 2026-2028 riguarda direttamente la relazione tra interpelli e domanda delle 150 preferenze estive.
Fino al ciclo precedente, per poter partecipare agli interpelli era necessario aver compilato la domanda sulle 150 sedi, quella che si presenta ogni estate per indicare la disponibilità a ricevere supplenze al 30 giugno o al 31 agosto. Con le GPS 2026, questa condizione non è più un requisito obbligatorio: sarà possibile rispondere agli interpelli anche senza aver presentato la domanda per le 150 sedi. Questa modifica ha implicazioni concrete e strategiche che vale la pena analizzare con attenzione.
Chi non è interessato a ricevere supplenze tramite il circuito ordinario delle GPS, magari perché ha già un impegno lavorativo, sta completando un percorso di abilitazione o preferisce non vincolarsi con le pesanti sanzioni previste per chi rinuncia a un’assegnazione GPS, può comunque mantenere aperta la porta degli interpelli. In pratica, aggiornare la domanda GPS senza compilare le 150 preferenze non significa escludersi automaticamente da qualsiasi opportunità di supplenza: gli interpelli rimangono accessibili.
Questo è particolarmente rilevante per chi è già docente di ruolo e vuole tenersi disponibile per eventuali incarichi su altra classe di concorso o tipologia di posto, senza esporsi al rischio sanzionatorio delle 150 preferenze.
Per approfondire il funzionamento delle GPS e capire quando conviene aprire la propria disponibilità alle supplenze, leggi anche l’articolo su quando aprono le graduatorie GPS 2026 e come prepararsi strategicamente.
Come funzionano gli interpelli in pratica: guida operativa
Capire il meccanismo degli interpelli in astratto è utile, ma è ancora più importante sapere come comportarsi concretamente nel momento in cui si vuole partecipare. Ecco i passaggi chiave:
1) Monitorare la pubblicazione degli interpelli
Gli interpelli sono pubblicati dalle singole scuole, spesso sul proprio sito istituzionale o attraverso canali dedicati. Non esiste un’unica piattaforma centralizzata nazionale che raccoglie tutti gli interpelli in tempo reale, il che rende il monitoraggio un’attività che richiede attenzione e organizzazione. Le risposte agli interpelli hanno scadenze molto brevi: chi non si muove velocemente rischia di perdere l’opportunità.
2) Verificare i requisiti richiesti
Ogni interpello specifica la classe di concorso o tipologia di posto, il grado di istruzione, la sede e la durata della supplenza. Prima di candidarsi, è indispensabile verificare di possedere i requisiti per quella specifica posizione.
3) Presentare la candidatura
La candidatura si invia alla scuola nei modi e nei tempi indicati nell’interpello stesso. La scuola è libera di definire le modalità di ricezione delle candidature.
4) Attendere la selezione e la convocazione
La scuola valuta le candidature ricevute e seleziona il candidato ritenuto più idoneo. La convocazione avviene direttamente da parte dell’istituto.
5) Accettare o rifiutare la supplenza
Una volta convocati, bisogna rispondere nei tempi stabiliti. È importante sapere che le sanzioni previste per chi rinuncia a una supplenza assegnata tramite interpello sono disciplinate dalle stesse regole dell’ordinanza ministeriale: conoscerle prima di candidarsi è una precauzione fondamentale.
Attenzione: a differenza delle supplenze GPS assegnate tramite bollettino, dove la mancata presa di servizio comporta la perdita di tutte le supplenze al 30/6 e al 31/8 per l’intero biennio, le regole sanzionatorie specifiche degli interpelli andrebbero sempre verificate sul testo aggiornato dell’ordinanza ministeriale in vigore.
L’impatto strategico degli interpelli sulla carriera docente
Gli interpelli non sono semplicemente uno strumento di ultima istanza: per chi sa utilizzarli con intelligenza, rappresentano una leva concreta per costruire esperienza didattica, accumulare servizio valutabile e mantenere attiva la propria presenza nel mercato delle supplenze anche in situazioni in cui le graduatorie ordinarie non offrono opportunità immediata.
Ci sono almeno tre profili per cui gli interpelli assumono un valore strategico specifico:
- Il docente con posizione bassa in graduatoria. Chi si trova nelle fasce inferiori della GPS, con un punteggio non competitivo, rischia di non essere raggiunto dalle convocazioni ordinarie. Gli interpelli aprono un canale alternativo, accessibile indipendentemente dalla posizione in graduatoria
- Il docente che non ha compilato le 150 preferenze. Come visto, con le GPS 2026 è possibile rispondere agli interpelli anche senza la domanda delle 150 sedi. Chi ha scelto di non compilarla, per non esporsi al rischio sanzionatorio o per motivi personali, non è automaticamente escluso da qualsiasi opportunità di incarico
- Il docente che cerca esperienza in province diverse dalla propria. Gli interpelli permettono la convocazione di insegnanti anche se inseriti nelle GPS di altre province. Questo li rende uno strumento di flessibilità geografica, utile per chi vuole esplorare opportunità in contesti territoriali diversi senza dover trasferire la propria iscrizione in graduatoria.
Per chi sta valutando in quale provincia inserirsi nelle GPS, questi elementi andrebbero considerati insieme ai criteri di scelta della provincia: l’articolo sulla scelta della provincia GPS 2026 offre indicazioni operative a riguardo.
Lettura strategica: trasformare gli interpelli in opportunità
Il docente che affronta le GPS 2026 con una visione strategica sa che il sistema delle supplenze non è un meccanismo monolitico: è una rete di strumenti, GAE, GPS, graduatorie di istituto, MAD, interpelli, che interagiscono tra loro e che, se compresi correttamente, possono essere usati in modo complementare.
Chi improvvisa tende a concentrarsi solo sulle GPS, compilare le 150 preferenze senza una valutazione attenta delle implicazioni sanzionatorie e aspettare passivamente le convocazioni. Chi pianifica, invece, comprende che:
- aggiornare la domanda GPS senza compilare le 150 preferenze non significa essere fuori dal sistema: gli interpelli rimangono accessibili;
- monitorare gli interpelli richiede proattività e organizzazione, ma può aprire opportunità che le graduatorie ordinarie non offrono;
- il servizio maturato tramite interpello è valutabile ai fini del punteggio GPS, contribuendo a migliorare la propria posizione nel ciclo successivo;
- la flessibilità geografica degli interpelli permette di acquisire esperienza in contesti diversi, ampliando il proprio profilo professionale.
La differenza tra chi ottiene supplenze regolarmente e chi rimane in attesa non dipende sempre dalla posizione in graduatoria: dipende spesso dalla conoscenza del sistema e dalla capacità di muoversi su più fronti contemporaneamente.
Per una visione completa su come costruire il proprio punteggio GPS in modo efficace, leggi anche l’articolo su come calcolare il punteggio GPS 2026.
Errori da evitare nella gestione degli interpelli
Come in ogni ambito della normativa scolastica, anche nella gestione degli interpelli esistono errori ricorrenti che possono costare caro. Ecco i più frequenti:
- Monitorare gli interpelli in modo discontinuo. Le scadenze sono brevi e le posizioni vengono coperte rapidamente. Chi non monitora con regolarità rischia di perdere opportunità concrete
- Candidarsi senza verificare i requisiti. Rispondere a un interpello per una classe di concorso per cui non si possiede il titolo è un errore che brucia tempo e credibilità nei confronti della scuola
- Non considerare gli interpelli perché non si sono compilate le 150 preferenze. Con le GPS 2026, questa convinzione è superata: la partecipazione agli interpelli è indipendente dalla domanda delle 150 sedi
- Ignorare le implicazioni sanzionatorie prima di candidarsi. Candidarsi a un interpello e poi non presentarsi alla presa di servizio ha conseguenze normative che è indispensabile conoscere prima di agire
- Non valorizzare il servizio maturato tramite interpello. Ogni supplenza ottenuta tramite interpello produce servizio valutabile ai fini del punteggio GPS. Non inserirlo nella domanda successiva significa perdere punti preziosi
- Confondere interpello e MAD. Sono strumenti diversi con logiche diverse: usarli indistintamente porta a strategie inefficaci.
Prospettiva futura: interpelli e competitività crescente nelle GPS
Nel medio termine, il sistema degli interpelli è destinato a diventare sempre più rilevante. Con l’introduzione dei percorsi abilitanti strutturali, pensati come riforma permanente, con cicli annuali di nuovi abilitati, la prima fascia GPS sarà sempre più affollata. La competizione per le posizioni aumenterà, i punteggi medi si alzeranno e le convocazioni tramite bollettino GPS diventeranno progressivamente più difficili da ottenere per chi si trova nelle posizioni intermedie o inferiori delle graduatorie.
In questo scenario, gli interpelli assumono un ruolo ancora più strategico: sono uno strumento accessibile indipendentemente dalla posizione in graduatoria, flessibile geograficamente e non soggetto alle stesse dinamiche competitive delle GPS ordinarie.
Chi inizia oggi a comprendere e utilizzare gli interpelli in modo consapevole si costruisce un vantaggio competitivo reale nel mercato delle supplenze del biennio 2026-2028 e oltre. Conoscere i propri requisiti di accesso e come si è valutati in graduatoria è il primo passo: l’articolo sui requisiti di accesso GPS 2026 offre un punto di partenza solido in questa direzione.
Conclusione
Gli interpelli scuola non sono un ripiego per chi non ottiene supplenze tramite le GPS: sono uno strumento autonomo, con una propria logica e un proprio potenziale, che il docente consapevole impara a integrare nella propria strategia professionale. La novità introdotta con le GPS 2026, la possibilità di parteciparvi anche senza aver compilato le 150 preferenze, amplia ulteriormente la platea di chi può beneficiarne, rendendo questo strumento accessibile a profili molto diversi tra loro.
Il sistema delle supplenze è complesso e in continua evoluzione. Chi lo affronta con preparazione, conoscendo le regole, i meccanismi sanzionatori e le opportunità che ogni strumento offre, trasforma un percorso normativo intricato in una leva concreta per costruire la propria carriera docente. Chi invece improvvisa o si limita a conoscere solo una parte del sistema rischia di sprecare opportunità che non si ripresentano.
Se vuoi affrontare le GPS 2026 in modo strategico, capire come utilizzare gli interpelli e gli altri strumenti a tua disposizione e ricevere un supporto personalizzato sull’iter più adatto al tuo profilo, contatta qui uno dei nostri esperti.
FAQ – Domande frequenti sugli interpelli scuola
Cosa sono gli interpelli scuola?
Gli interpelli sono bandi specifici pubblicati dalle singole scuole per coprire posizioni di insegnamento rimaste scoperte dopo l’esaurimento delle graduatorie ordinarie (GAE, GPS, GI). La scuola indica sede, classe di concorso, durata e ore; gli aspiranti supplenti inviano la propria candidatura e la scuola seleziona il più idoneo.
Qual è la differenza tra interpello e MAD?
La MAD è una candidatura spontanea inviata dal docente alle scuole di suo interesse, indipendentemente da una richiesta specifica. L’interpello, al contrario, è un bando pubblicato dalla scuola per una necessità urgente e definita. Nella MAD è il docente a prendere l’iniziativa; nell’interpello è la scuola.
Con le GPS 2026 posso partecipare agli interpelli senza aver compilato le 150 preferenze?
Sì. Una delle novità del biennio 2026-2028 è che sarà possibile rispondere agli interpelli anche senza aver presentato la domanda per le 150 sedi estive. I due strumenti sono ora indipendenti.
Gli interpelli sono accessibili anche a docenti iscritti nelle GPS di altre province?
Sì. Gli interpelli permettono la convocazione di insegnanti anche se inseriti nelle GPS di province diverse da quella in cui si trova la scuola che pubblica il bando. Questo li rende uno strumento di flessibilità geografica che le graduatorie ordinarie non offrono.
Il servizio maturato tramite interpello dà punteggio nelle GPS?
Sì. Tutti i servizi di insegnamento regolarmente svolti, inclusi quelli ottenuti tramite interpello, sono valutabili ai fini del punteggio GPS, purché svolti con il titolo richiesto. È importante inserirli nella domanda di aggiornamento del ciclo successivo.
Quali sono le sanzioni per chi non prende servizio dopo aver risposto a un interpello?
Le sanzioni variano a seconda del tipo di supplenza. In linea generale, la normativa prevede conseguenze per chi non onora un incarico accettato. Prima di candidarsi a un interpello è sempre consigliabile verificare le specifiche disposizioni dell’ordinanza ministeriale vigente per evitare sorprese.

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