Pubblicato il: 20 Febbraio 2026 alle 15:15

Indice dei contenuti
Introduzione
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze rappresentano uno degli strumenti più rilevanti per costruire e consolidare una carriera nella scuola pubblica italiana. In questo scenario, la figura dell’insegnante di sostegno occupa una posizione del tutto peculiare: alta domanda, percorso formativo specifico e un sistema di accesso alle graduatorie che segue regole proprie rispetto ad altre classi di concorso. Con l’aggiornamento delle GPS 2026, capire esattamente come si diventa insegnante di sostegno e come valorizzare al massimo la propria posizione in graduatoria, è diventato un passaggio strategico che non si può improvvisare.
Chi si avvicina a questo percorso spesso sottovaluta la complessità normativa che lo governa: dai requisiti di accesso al TFA, fino al riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero. Un errore di pianificazione in questa fase può significare anni di ritardo nell’accesso alle supplenze. Questa guida nasce per offrire un quadro chiaro, completo e operativo su come diventare insegnante di sostegno, con uno sguardo concreto sulle implicazioni per le GPS 2026.
Chi è l’insegnante di sostegno: ruolo, funzioni e normativa di riferimento
L’insegnante di sostegno non è una figura di supporto marginale. È a tutti gli effetti un docente contitolare della classe, con pari responsabilità rispetto agli altri insegnanti, partecipa ai consigli di classe e contribuisce alle decisioni che riguardano l’intero gruppo-alunni. Viene assegnato alle classi in cui è presente uno o più alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992, ma il suo lavoro è orientato all’intera comunità scolastica, non al solo studente con disabilità.
Questa distinzione concettuale è fondamentale: l’insegnante di sostegno non svolge una funzione assistenzialistica, ma agisce come mediatore pedagogico orientato alla didattica inclusiva. Tra i suoi compiti principali rientra la redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), un documento costruito in collaborazione con la famiglia, l’équipe medica e il team docente, che definisce gli obiettivi didattici per l’anno scolastico in relazione alle specifiche esigenze dell’alunno.
Dal punto di vista normativo, il quadro di riferimento è articolato:
- Legge 104/1992: la legge quadro sull’inclusione scolastica delle persone con disabilità, ispirata ai principi costituzionali
- Decreto Legislativo 66/2017: ha ridefinito la formazione e il ruolo dell’insegnante di sostegno, rafforzandone la funzione pedagogica nella progettazione di percorsi inclusivi
- Decreto Ministeriale 182/2020: ha stabilito le modalità di redazione del PEI, definendo criteri e procedure per l’assegnazione delle misure di sostegno
- Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia): sottolinea la necessità di agire sui fattori contestuali per rimuovere gli ostacoli all’integrazione scolastica.
Comprendere questo quadro non è un esercizio accademico: nelle GPS 2026, la corretta interpretazione dei requisiti normativi è il primo filtro tra chi accede alle graduatorie e chi rimane escluso.
Come si diventa insegnante di sostegno: requisiti e percorso formativo
Il percorso per diventare insegnante di sostegno si articola in fasi distinte, ciascuna con requisiti specifici che variano a seconda dell’ordine di scuola in cui si intende insegnare.
I titoli richiesti per accedere al percorso
Scuola dell’infanzia e scuola primaria
Per insegnare nella scuola primaria o dell’infanzia come docente di sostegno è necessario possedere uno dei seguenti titoli:
- Laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis), attualmente l’unico titolo abilitante all’insegnamento in questi gradi scolastici
- Diploma magistrale o diploma di Liceo socio-psico-pedagogico, purché conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
Scuola secondaria di primo e secondo grado
Per la scuola secondaria, i requisiti sono:
- Laurea magistrale biennale o a ciclo unico, indipendentemente dalla disciplina
- Abilitazione specifica per la classe di concorso di riferimento.
È importante sottolineare che per la scuola secondaria non esiste una restrizione sul corso di laurea frequentato: ciò che conta è il livello del titolo (magistrale) e l’eventuale abilitazione disciplinare. Questo amplia le possibilità di accesso ma non elimina la necessità della specializzazione sul sostegno.
Il TFA Sostegno: il percorso di specializzazione obbligatorio
Il Tirocinio Formativo Attivo per il Sostegno, comunemente noto come TFA Sostegno, è il percorso universitario che consente di acquisire l’abilitazione necessaria per insegnare come docente di sostegno. Ha una durata minima di 8 mesi e combina corsi teorici, laboratori e attività pratiche di tirocinio.
L’accesso al TFA Sostegno avviene normalmente attraverso una prova pre-selettiva, ma esistono categorie esonerate:
- Chi ha svolto almeno 3 anni di insegnamento negli ultimi 5 anni
- Chi è in possesso della laurea in Scienze della Formazione Primaria o di un titolo abilitante per la scuola primaria o dell’infanzia
- Chi ha acquisito i 30 CFU in ambito pedagogico e psicologico previsti dalla normativa vigente (la soglia è aumentata a 30 CFU a partire dal 2025).
Il percorso sviluppa competenze multidisciplinari, pedagogiche, psicologiche, comunicative e didattiche, che riflettono la natura complessa del ruolo. Chi supera con successo tutte le prove ottiene la specializzazione sul sostegno e può accedere al concorso o alle graduatorie per le supplenze.
Per un approfondimento sui titoli richiesti per le GPS 2026 e sulle tabelle di valutazione, leggi qui la guida completa sui titoli e le tabelle di valutazione GPS 2026.
L’impatto della specializzazione sul sostegno nelle GPS 2026
Avere o non avere la specializzazione sul sostegno non è una questione di merito formale: nelle GPS 2026 determina in modo diretto la fascia di inserimento e il conseguente accesso alle supplenze.
Le fasce delle GPS Sostegno
Le graduatorie per il sostegno sono strutturate su due fasce distinte:
- Prima fascia GPS Sostegno: riservata ai docenti in possesso della specializzazione sul sostegno. Chi è iscritto in questa fascia ha precedenza assoluta nell’assegnazione delle supplenze su posto di sostegno
- Seconda fascia GPS Sostegno: accessibile a chi non ha la specializzazione ma è abilitato all’insegnamento. Le supplenze vengono assegnate solo in caso di carenza di candidati in prima fascia.
Esiste anche la possibilità, per chi non ha né specializzazione né abilitazione, di presentare la Messa a Disposizione (MAD) alle singole scuole, dichiarando la propria disponibilità anche per il sostegno. Tuttavia, si tratta di una via residuale, con priorità molto bassa rispetto alle graduatorie ufficiali.
La distanza tra chi è in prima fascia e chi è in seconda, o in MAD, è concreta e si misura in numero di supplenze ottenute, in ore lavorate e, nel lungo periodo, in punteggio accumulato. Ogni anno senza specializzazione è un anno in cui si rallenta la propria progressione professionale.
Per capire come il servizio accumulato si traduce in punteggio nelle graduatorie, leggi qui la guida al calcolo del punteggio GPS 2026.
Come diventare insegnante di sostegno: la via del concorso e le supplenze
Ottenuta la specializzazione sul sostegno, il percorso si biforca a seconda dell’obiettivo: diventare docente di ruolo oppure lavorare come supplente attraverso le graduatorie.
Il concorso per insegnanti di sostegno
Il concorso per diventare insegnante di sostegno di ruolo viene bandito a livello nazionale ed è organizzato su base regionale. I candidati possono presentare domanda per una sola regione per ciascun grado di istruzione, con la possibilità di partecipare sia al concorso per la scuola dell’infanzia che per la primaria (o al primo e secondo grado per la secondaria), a condizione di possedere i titoli richiesti per entrambi i gradi.
Le prove previste sono:
- Prova scritta: valuta le competenze didattiche, psicopedagogiche e metodologiche relative al sostegno, con 50 domande a scelta multipla
- Prova orale: focalizzata sulla gestione di situazioni concrete in ambito scolastico, con particolare attenzione alle metodologie inclusive.
I candidati che hanno conseguito la specializzazione all’estero possono partecipare al concorso solo se il titolo è stato riconosciuto dal MIM. In caso contrario, è ammessa la partecipazione con riserva, in attesa del riconoscimento ufficiale.
La domanda di partecipazione viene presentata esclusivamente in modalità telematica sulla piattaforma web del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
Le supplenze attraverso le GPS 2026
Per chi non supera il concorso o preferisce lavorare come supplente, le GPS Sostegno 2026 rappresentano lo strumento principale. L’inserimento avviene in base al punteggio complessivo, calcolato sommando titoli di studio, servizio prestato e certificazioni riconosciute, e determina la posizione in graduatoria da cui vengono attribuite le supplenze annuali o brevi.
Per approfondire la guida specifica sull’inserimento e la valutazione nella GPS Sostegno 2026, leggi qui l’articolo dedicato alle GPS Sostegno 2026.
Lettura strategica: chi si posiziona meglio nelle GPS Sostegno 2026
La differenza tra chi ottiene molte supplenze e chi rimane in coda alle graduatorie non dipende solo dal possesso della specializzazione. Dipende dalla capacità di leggere le regole del sistema e di agire in anticipo.
Chi pianifica con cura il proprio profilo professionale sa che nelle GPS Sostegno contano anche:
- Il servizio prestato: ogni anno di insegnamento, anche come supplente, si trasforma in punteggio spendibile nelle graduatorie successive. Chi inizia prima, parte avvantaggiato
- Le certificazioni aggiuntive: alcune certificazioni informatiche e linguistiche riconosciute sono valorizzate nelle tabelle di valutazione GPS. Inserirle nel proprio profilo prima della chiusura delle domande può fare la differenza tra una posizione e l’altra. Per sapere quali certificazioni puoi acquisire prima della scadenza delle GPS 2026, leggi la guida completa alle certificazioni informatiche per le GPS 2026
- La scelta della provincia: non tutte le province hanno lo stesso rapporto tra posti disponibili e candidati iscritti. Una strategia consapevole nella scelta della provincia può aumentare significativamente le probabilità di ottenere supplenze. Approfondisci come massimizzare le opportunità nella guida sulla scelta della provincia GPS 2026.
Chi affronta le GPS con questo approccio strategico non è semplicemente “iscritto in graduatoria”. È posizionato per crescere, anno dopo anno, con una traiettoria professionale pianificata.
Errori da evitare nel percorso verso le GPS Sostegno 2026
Il percorso per diventare insegnante di sostegno è costellato di scelte che, se compiute senza le giuste informazioni, possono rallentare notevolmente la carriera. Questi sono gli errori più frequenti.
1) Sottovalutare i requisiti di accesso al TFA
Molti aspiranti insegnanti scoprono troppo tardi di non possedere i requisiti per accedere al TFA Sostegno, sia per il tipo di laurea che per il numero di CFU pedagogici. Verificare in anticipo questi requisiti è il primo passo indispensabile.
2) Pensare che la MAD sia equivalente all’iscrizione in graduatoria
La Messa a Disposizione è uno strumento residuale. Affidarsi solo alla MAD significa accettare un’incertezza totale sull’assegnazione delle supplenze, senza un punteggio certificato né una posizione stabile.
3) Non aggiornare la propria posizione nelle GPS con nuovi titoli o certificazioni
Ogni aggiornamento delle graduatorie è un’occasione per migliorare la propria posizione. Chi non aggiunge nuovi titoli o certificazioni prima della chiusura delle domande perde punti rispetto ai concorrenti che invece si sono organizzati per tempo.
4) Presentare domanda in una sola provincia senza valutare le alternative
La scelta della provincia incide direttamente sulle probabilità di essere chiamati per le supplenze. Non considerare province con minore concorrenza è un errore che si paga in termini di opportunità concrete.
5) Non conoscere le scadenze
Il mancato rispetto delle finestre di aggiornamento delle GPS è forse l’errore più costoso: significa dover aspettare il successivo ciclo di aggiornamento, con ulteriore perdita di tempo e opportunità. Per restare aggiornato sulle date e pianificare in anticipo, leggi qui l’articolo su quando aprono le GPS 2026 e come prepararsi.
Prospettiva futura: la domanda di insegnanti di sostegno nelle GPS 2026
Il fabbisogno di insegnanti di sostegno nella scuola italiana ha registrato una crescita costante negli ultimi anni. Il numero di alunni con disabilità certificata è in aumento e questo si riflette direttamente sull’ampiezza dei posti disponibili in prima fascia GPS Sostegno.
Questa dinamica ha due implicazioni opposte per chi è nel sistema:
- Da un lato, chi possiede la specializzazione trova un mercato del lavoro relativamente favorevole, con posti di sostegno spesso scoperti anche nelle province più popolate
- Dall’altro, la crescente consapevolezza di questo vantaggio sta portando sempre più candidati a intraprendere il percorso TFA, aumentando la competizione nella prima fascia.
Nel medio termine, chi entra oggi nel sistema con una specializzazione valida e un profilo curato, titoli aggiuntivi, certificazioni riconosciute, servizio accumulato, sarà in una posizione di vantaggio difficile da colmare per chi arriverà più tardi. La finestra opportuna per posizionarsi bene nelle GPS Sostegno 2026 è adesso.
Conclusione
Diventare insegnante di sostegno non è solo un’opzione professionale: è una scelta che richiede pianificazione, consapevolezza normativa e un approccio strategico alla gestione del proprio profilo in graduatoria. Le GPS 2026 non sono un adempimento burocratico, ma una leva concreta per chi vuole costruire una carriera solida nella scuola pubblica.
Chi improvvisa rischia di ritrovarsi in seconda fascia o fuori dalle graduatorie, con anni di formazione che non producono il rendimento atteso in termini di supplenze e punteggio. Chi invece agisce con metodo, scegliendo il percorso giusto, acquisendo i titoli valorizzati nelle tabelle di valutazione, scegliendo la provincia più strategica, mette le basi per una progressione professionale misurabile. Il tempo per intervenire sul proprio profilo prima della chiusura delle GPS 2026 è limitato. Ogni settimana conta.
Le GPS 2026 si avvicinano e il tempo per migliorare il tuo punteggio si riduce. Hai già scelto quali certificazioni inserire nel tuo profilo per aumentare il tuo punteggio nelle GPS 2026? Scopri subito qui quelle disponibili per te.
FAQ – Domande frequenti sull’insegnante di sostegno e le GPS 2026
Come si diventa insegnante di sostegno?
Il percorso prevede prima il conseguimento di un titolo di studio idoneo (laurea in Scienze della Formazione Primaria per la scuola primaria e dell’infanzia; laurea magistrale per la secondaria), poi la specializzazione attraverso il TFA Sostegno, e infine il superamento di un concorso per diventare di ruolo o l’iscrizione nelle GPS per le supplenze.
Quali sono i requisiti per diventare insegnante di sostegno nella scuola secondaria?
Per la scuola secondaria sono richiesti una laurea magistrale biennale o a ciclo unico e, in molti casi, l’abilitazione specifica per la classe di concorso. A questi si aggiunge la specializzazione ottenuta attraverso il TFA Sostegno.
Cosa non deve fare un insegnante di sostegno?
L’insegnante di sostegno non deve essere considerato o auto-percepirsi come una figura esclusivamente assistenzialistica al servizio del solo alunno con disabilità. Il suo ruolo è quello di co-docente responsabile dell’intera classe, orientato alla didattica inclusiva per tutti gli studenti.
Il TFA Sostegno è obbligatorio per iscriversi alle GPS Sostegno 2026 in prima fascia?
Sì. La prima fascia delle GPS Sostegno è riservata ai docenti in possesso della specializzazione sul sostegno, acquisita attraverso il TFA Sostegno o un percorso equivalente riconosciuto. Senza specializzazione, l’iscrizione avviene in seconda fascia, con accesso alle supplenze solo in mancanza di candidati specializzati.
Posso iscrivermi alle GPS Sostegno 2026 senza abilitazione?
È possibile presentare la Messa a Disposizione (MAD) direttamente alle scuole dichiarando disponibilità anche per il sostegno, ma non si può essere iscritti nelle GPS ufficiali senza almeno l’abilitazione all’insegnamento. Le supplenze tramite MAD sono assegnate solo in assenza di candidati in graduatoria.
Quanto vale la specializzazione sul sostegno nel calcolo del punteggio GPS?
La specializzazione sul sostegno è il requisito per accedere alla prima fascia GPS Sostegno, dove avviene la maggior parte delle assegnazioni. In termini di punteggio, contribuisce come titolo valutabile nelle tabelle di valutazione GPS, insieme al servizio prestato e ad eventuali certificazioni aggiuntive. Per i dettagli sul calcolo del punteggio, consulta qui la guida completa alle GPS 2026.

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