#HRaColloquio – Sviluppo di carriera: Intervista alla Direttrice HR di Peroni

2019-01-31T10:28:59+00:00 30 gennaio 2019|Centri per l'impiego, Informagiovani, Trova lavoro, Università|

Secondo appuntamento con la rubrica #HRaColloquio. Oggi il nostro viaggio nel mondo degli HR ci porta ad incontrare una straordinaria professionista: Serena Apicella, Direttrice Risorse Umane di Birra Peroni.

Serena vanta oltre 15 anni di esperienza nel settore HR dove ha ricoperto ruoli apicali. Per oltre 5 anni si è anche occupata di formazione e sviluppo di talenti in contesti internazionali e per diversi settori industriali.

Vi lasciamo ai suoi preziosi consigli su come orientarsi e sviluppare la propria carriera in questa prima parte di intervista:

Presentati:

Io sono Serena Apicella e sono il Direttore del Personale di Birra Peroni in Italia.

Come si fa a scegliere la propria strada?

Cercando di capire quali sono le cose in cui si è bravi, o più che altro le cose che si fanno con piacere. Quindi, quando si può scegliere, la cosa ideale per scegliere la propria strada è ascoltare un po’ la propria vocazione e cercare di indirizzarsi, raccogliendo informazioni per capire se quella strada è percorribile oppure no.

Come si fa a fare carriera?

Sicuramente bisogna lavorare tanto, con serietà, ma anche per obiettivi precisi. E farsi un proprio piano di marketing decidendo: “Io dove voglio arrivare?”. Cercate di avere il più possibile le idee chiare. Non ci sono più adesso in azienda o comunque è difficile che in azienda ci siano dei piani di carriera. Una volta c’era la possibilità, si partiva nei ruoli di junior, poi si procedeva ad esempio nei ruoli di junior brand manager, brand manager, senior brand manager, marketing manager, marketing director.

Questa cosa è meno frequente in questo momento all’interno di un’azienda. Quindi, cercate di avere molto chiaro l’obiettivo che volete raggiungere e costruitevi un buon network all’interno dell’organizzazione con le altre persone che lavorano con voi. Perché sono persone che in futuro possono comunque darvi delle raccomandazioni, perché vi hanno conosciuti ed hanno lavorato con voi. E siate pronti anche a fare carriera, anche uscendo dall’azienda.

Tra l’altro secondo me è un valore, non un disvalore. Perché se io esco da un’azienda e faccio un’esperienza altrove niente impedisce, se ho lavorato bene da dove sono uscito ed ho costruito una buona immagine di me, che io ci torni in un ruolo più alto, quindi che poi possa tornare a fare carriera lì.

Perché farsi supportare nella ricerca del lavoro?

Beh, ci sono diversi buoni motivi. Uno perché avere qualcuno esterno che ti aiuta a vedere delle cose di te che non vedi, sicuramente è un grande valore. Perché spesso si pensa di conoscersi molto bene, qualcuno probabilmente si conosce anche molto bene, però avere un occhio oggettivo ti aiuta anche ad identificare quali sono le aree su cui dovresti migliorare. Questo è un grandissimo valore aggiunto dell’avere appunto un consulente di carriera.

In secondo luogo, anche per fare chiarezza nelle proprie idee rispetto a: “Io dove voglio andare?”, “Quali sono le aziende in cui posso crescere?”. Avere qualcuno che magari ha visto più aziende o più persone all’interno di aziende diverse può aiutare anche a capire la cultura di quell’azienda, il tipo di motivazione che serve per andare da una parte piuttosto che da un’altra.

Infine, può offrire ad esempio anche indicazioni di valore di mercato, perché a volte le persone non sanno quanto vale il loro lavoro. Quindi avere qualcuno che ti aiuta a capire da un punto di vista retributivo qual’è un corretto posizionamento. Perché magari qualcuno si posiziona troppo basso e qualcuno ha delle aspettative troppo alte, quindi ti aiuta proprio a fare un esame di realtà. Un’analisi che ti consente più facilmente di trovare un’altra occupazione.

 

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