Pubblicato il: 13 Febbraio 2026 alle 17:02
Indice dei contenuti
- Requisiti di accesso alle GPS 2026: il quadro normativo di riferimento
- Le tabelle di valutazione A/1 – A/10: la mappa del punteggio GPS 2026
- L’impatto concreto dei titoli sulla carriera docente
- Come ottimizzare il proprio punteggio: strategie operative
- Lettura strategica: trasformare gli obblighi in opportunità
- Errori da evitare nell’aggiornamento GPS 2026
- Prospettive future: competitività crescente e professionalizzazione del ruolo
- Conclusione
- Domande Frequenti (FAQ) sulle GPS 2026
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze rappresentano uno snodo cruciale per chi aspira a insegnare o desidera consolidare la propria posizione nel mondo della scuola. Con l’apertura delle GPS 2026, migliaia di docenti e aspiranti insegnanti si trovano a dover navigare un sistema complesso di requisiti, punteggi e documentazione. Comprendere quali titoli vengono richiesti e come questi si traducono in punteggio attraverso le tabelle di valutazione non è un semplice adempimento burocratico: è una scelta strategica che può determinare concretamente le opportunità di supplenza e l’avanzamento professionale.
Ogni certificazione, ogni corso di perfezionamento, ogni esperienza didattica ha un peso specifico che, se ben pianificato, può fare la differenza tra restare in fondo alla graduatoria o scalare posizioni decisive. Questa guida analizza in modo operativo i titoli richiesti per le GPS 2026 e le tabelle di valutazione, offrendo una chiave di lettura strategica per costruire un profilo competitivo.
Requisiti di accesso alle GPS 2026: il quadro normativo di riferimento
L’accesso alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026 è regolamentato da criteri precisi che variano in base alla fascia e alla classe di concorso per cui si intende presentare domanda. Prima ancora di calcolare il punteggio, occorre verificare di possedere i requisiti di accesso minimi che consentono l’inserimento nella graduatoria: parliamo dei cosiddetti titoli di accesso, distinti dai titoli valutabili che invece generano punteggio aggiuntivo.
Per la prima fascia delle GPS sono richiesti titoli abilitanti. Nella scuola dell’infanzia e primaria, l’accesso alla prima fascia richiede la laurea in Scienze della Formazione Primaria oppure il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, la prima fascia è accessibile a chi possiede l’abilitazione specifica sulla classe di concorso, conseguita tramite i percorsi da sessanta, trentasei o trenta CFU previsti dalla riforma, oppure attraverso i precedenti percorsi SISS, TFA o PAS.
La seconda fascia presenta requisiti differenti. Per infanzia e primaria, rappresenta un’eccezione nel panorama delle GPS: possono accedervi gli studenti iscritti a Scienze della Formazione Primaria dal terzo anno in poi, purché abbiano conseguito almeno centocinquanta CFU entro il termine di presentazione della domanda. Questa peculiarità consente a chi sta ancora completando il percorso universitario di iniziare a lavorare come supplente.
Per la scuola secondaria, la seconda fascia è riservata a chi possiede il titolo di studio previsto per la classe di concorso ma non l’abilitazione. La laurea magistrale o specialistica deve essere coerente con i requisiti indicati nel decreto ministeriale sulla disciplina delle classi di concorso, con particolare attenzione al possesso dei crediti formativi universitari richiesti per ciascuna materia. Per gli insegnanti tecnico-pratici, fino al trentuno dicembre duemilaventisei rimane valido il diploma tecnico-professionale, dopodiché diventerà obbligatoria la laurea.
I posti di sostegno seguono logiche analoghe ma specifiche. La prima fascia è riservata a chi ha conseguito la specializzazione sul sostegno per il grado di riferimento attraverso i corsi TFA sostegno. La seconda fascia può accogliere docenti privi della specializzazione che abbiano però maturato almeno tre annualità di servizio specifico su posto di sostegno nello stesso grado di scuola, a condizione di possedere il titolo di accesso per il posto comune.
Questa architettura normativa crea un primo filtro determinante: prima di concentrarsi sui titoli che generano punteggio, è essenziale verificare di rientrare nei requisiti della fascia desiderata. Molti aspiranti docenti scoprono tardivamente incompatibilità tra il proprio percorso formativo e determinate classi di concorso, compromettendo strategie costruite nel tempo.
Le tabelle di valutazione A/1 – A/10: la mappa del punteggio GPS 2026
Il sistema di attribuzione del punteggio nelle GPS 2026 si basa su dieci tabelle ministeriali di valutazione, denominate dalla Tabella A/1 alla Tabella A/10, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di graduatoria. Comprendere quale tabella si applica al proprio profilo è fondamentale per calcolare correttamente il punteggio e pianificare l’acquisizione di titoli aggiuntivi, poiché lo stesso titolo può avere valutazioni differenti a seconda della tabella di riferimento.
La Tabella A/1 è dedicata alla prima fascia di infanzia e primaria, per docenti abilitati con laurea in Scienze della Formazione Primaria o diploma magistrale conseguito entro il termine stabilito. La Tabella A/2 riguarda invece la seconda fascia di infanzia e primaria, quindi studenti universitari con almeno centocinquanta CFU.
Per la scuola secondaria, la Tabella A/3 si applica alla prima fascia dei docenti abilitati, mentre la Tabella A/4 alla seconda fascia dei non abilitati. Gli insegnanti tecnico-pratici hanno tabelle dedicate: la Tabella A/5 per gli ITP abilitati e la Tabella A/6 per gli ITP non abilitati.
Il sostegno dispone di tabelle specifiche: la Tabella A/7 per i docenti specializzati in prima fascia e la Tabella A/8 per chi accede alla seconda fascia grazie al servizio triennale sul sostegno. Infine, le Tabelle A/9 e A/10 sono riservate al personale educativo, rispettivamente per abilitati e non abilitati.
Ogni tabella ministeriale prevede punteggi differenziati per le medesime categorie di titoli, con logiche che premiano l’abilitazione e la specializzazione. La conoscenza della propria tabella di riferimento consente di orientare strategicamente la formazione: un master o una certificazione possono valere diversamente a seconda che si acceda alla prima o alla seconda fascia, e questa consapevolezza può guidare scelte formative più efficaci e mirate al massimo incremento di punteggio.
L’impatto concreto dei titoli sulla carriera docente
La differenza tra un profilo che totalizza cinquanta punti e uno che ne totalizza settanta non è meramente numerica: si traduce nella probabilità concreta di ricevere convocazioni per supplenze, nella possibilità di scegliere tra più proposte e nella capacità di accedere a incarichi più lunghi e stabili. Un docente ben posizionato in graduatoria può aspirare a supplenze annuali fino al trentuno agosto o almeno fino al trenta giugno, mentre chi si colloca nelle posizioni più basse rischia di rimanere escluso dalle convocazioni o di ricevere solo chiamate per sostituzioni brevi e frammentarie.
Il punteggio GPS condiziona anche il percorso verso il ruolo. Il servizio svolto attraverso le supplenze genera punteggio utile per i futuri concorsi ordinari, dove i titoli di servizio costituiscono una componente rilevante della valutazione complessiva. Chi riesce a lavorare con continuità grazie a una buona posizione in GPS accumula non solo esperienza didattica, ma anche punteggio spendibile nelle procedure concorsuali.
Esiste poi un aspetto psicologico e professionale spesso trascurato: la stabilità lavorativa, anche se temporanea, consente di investire nella propria formazione e nella costruzione di un’identità professionale solida. Docenti che riescono a ottenere supplenze lunghe possono dedicarsi con maggiore serenità alla didattica, costruire relazioni significative con studenti e colleghi, partecipare alla vita della scuola oltre l’orario di cattedra. Chi invece vive nella precarietà di convocazioni sporadiche fatica a consolidare competenze e a pianificare percorsi di crescita professionale.
Un errore ricorrente consiste nel sottovalutare l’effetto cumulativo dei piccoli punteggi. Molti aspiranti docenti concentrano l’attenzione solo sui titoli che valgono molti punti, come il servizio o una seconda laurea, trascurando certificazioni linguistiche, informatiche o corsi di perfezionamento che singolarmente incidono poco ma che, sommati, possono generare differenze decisive. In graduatorie provinciali molto affollate, come quelle delle grandi città o delle classi di concorso più richieste, anche mezzo punto può separare chi riceve una convocazione da chi resta escluso.
Come ottimizzare il proprio punteggio: strategie operative
Per costruire un profilo competitivo nelle GPS 2026 occorre un approccio sistematico che parta dall’analisi della propria posizione attuale e dalla proiezione degli obiettivi nel medio termine. Il primo passo consiste nel calcolare il punteggio derivante dai titoli già posseduti, utilizzando le tabelle di valutazione ministeriali e verificando che ciascun titolo soddisfi i requisiti di riconoscibilità.
Una volta mappato il punteggio di partenza, diventa possibile identificare le aree di crescita più strategiche. I titoli valutabili si suddividono in categorie precise, ciascuna con un peso specifico e con regole di cumulo che è fondamentale conoscere.
Certificazioni linguistiche
Le certificazioni linguistiche rappresentano uno degli investimenti più redditizi in termini di rapporto tempo-punteggio. Una certificazione di livello B2 rilasciata da enti riconosciuti dal Ministero vale tre punti, il livello C1 ne vale quattro, mentre il livello C2 raggiunge i sei punti. È importante verificare che l’ente certificatore sia incluso negli elenchi ministeriali, poiché certificazioni rilasciate da soggetti non riconosciuti non vengono valutate.
Certificazioni informatiche
Le certificazioni informatiche hanno subito un’importante revisione normativa. Per il biennio 2026/2028, vengono riconosciute esclusivamente le certificazioni rilasciate da enti accreditati Accredia, conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigComp Edu. Questa stretta normativa esclude molte certificazioni generiche che in passato erano valutabili. Chi possiede certificazioni informatiche conseguite in precedenza e già valutate mantiene il punteggio, ma chi deve ancora acquisirle deve orientarsi verso enti con il riconoscimento Accredia. Il punteggio attribuito varia in base alla tipologia di certificazione, ma può fare la differenza in graduatorie molto competitive.
Corsi di perfezionamento e master
I master universitari di primo e secondo livello, così come i corsi di perfezionamento annuali da almeno millecinquecento ore e sessanta CFU, attribuiscono un punto ciascuno. È possibile dichiarare fino a tre titoli di questo tipo per ciascun biennio GPS. La scelta dei master va ponderata in funzione della coerenza con la classe di concorso e delle reali possibilità di completamento entro i termini utili.
Corso CLIL
Il corso CLIL (Content and Language Integrated Learning) ha una valutazione particolare: se abbinato a una certificazione linguistica, vale tre punti, mentre senza certificazione linguistica ne vale solamente uno. Per il biennio 2026/2028, vengono riconosciuti esclusivamente i corsi CLIL rilasciati dalle Università, escludendo altri enti formativi. Questa specificazione richiede particolare attenzione nella scelta del percorso formativo.
Titoli accademici aggiuntivi
Il possesso di una seconda laurea oltre a quella di accesso vale tre punti. Anche titoli come il dottorato di ricerca hanno pesi rilevanti: per il biennio 2026/2028 il dottorato è stato rivalutato a quattordici punti, mentre l’assegno di ricerca vale tredici punti. L’abilitazione scientifica nazionale di prima o seconda fascia raggiunge i quindici punti. Si tratta di titoli che richiedono investimenti formativi importanti ma che possono determinare posizionamenti di grande vantaggio.
Servizio di insegnamento
Il servizio prestato nelle scuole statali rappresenta spesso la componente più pesante del punteggio complessivo. Il servizio viene valutato in modo differenziato a seconda che sia specifico (svolto sulla stessa classe di concorso per cui si richiede l’inserimento) o aspecifico (svolto su altre classi o altri gradi). Per il servizio specifico, la valutazione è articolata per fasce temporali:
- da sedici a quarantacinque giorni: due punti
- da quarantasei a settantacinque giorni: quattro punti
- da settantasei a centocinque giorni: sei punti
- da centosei a centotrentacinque giorni: otto punti
- da centotrentasei a centosessantacinque giorni: dieci punti
- da centosessantasei giorni, oppure servizio continuativo dal primo febbraio fino agli scrutini: dodici punti
Il servizio aspecifico viene valutato al cinquanta percento del servizio specifico, con un massimo di sei punti per anno scolastico. Il servizio su posto di sostegno è considerato specifico per tutte le classi di concorso del medesimo grado e aspecifico per altri gradi.
È fondamentale prestare attenzione alle regole di valutazione del servizio per le classi di concorso accorpate dal decreto ministeriale del 2023: il servizio svolto su una delle classi accorpate è considerato specifico anche sull’altra classe dell’accorpamento. Chi ha svolto servizio su sostegno durante il percorso di specializzazione può vederlo valutato regolarmente. Il servizio svolto senza il possesso del titolo di accesso diventa valutabile nel momento in cui si consegue il titolo necessario.
Lettura strategica: trasformare gli obblighi in opportunità
La differenza tra chi costruisce una carriera docente solida e chi vive nella precarietà non risiede solo nel punteggio totale, ma nella capacità di pianificare strategicamente l’acquisizione dei titoli nel tempo. Chi approccia le GPS come un semplice adempimento burocratico tende a muoversi in modo reattivo, conseguendo titoli in modo disordinato o inseguendo certificazioni sulla base di informazioni frammentarie. Chi invece adotta un approccio strategico pianifica un percorso coerente, identificando i titoli che offrono il miglior rapporto tra investimento di tempo, costo economico e punteggio ottenibile.
La pianificazione strategica richiede di valutare anche la competitività della propria provincia e della classe di concorso. In alcune province o per alcune materie, le graduatorie sono particolarmente affollate e anche piccole differenze di punteggio risultano determinanti. In altri contesti, la domanda di supplenti supera l’offerta e posizionamenti meno competitivi consentono comunque di lavorare con continuità. Questa analisi del contesto dovrebbe orientare le scelte formative: in graduatorie molto competitive, ogni punto conta e può essere necessario investire in più certificazioni e titoli; in contesti meno affollati, può essere più sensato concentrarsi sulla qualità dell’esperienza didattica piuttosto che sulla moltiplicazione dei titoli.
Un altro aspetto strategico riguarda la tempistica. I titoli devono essere conseguiti entro i termini di presentazione della domanda GPS, ma alcuni percorsi formativi richiedono mesi di preparazione. Chi attende l’apertura delle graduatorie per iniziare a conseguire certificazioni rischia di trovarsi senza tempo sufficiente. La pianificazione anticipata consente di distribuire l’impegno formativo nel tempo, evitando sovraccarichi e garantendo maggiore qualità dell’apprendimento.
Esiste infine una dimensione spesso trascurata: la coerenza tra titoli acquisiti e sviluppo professionale autentico. Alcuni docenti accumulano certificazioni e master esclusivamente per il punteggio, senza una reale crescita delle competenze didattiche. Un approccio più maturo consiste nel selezionare percorsi formativi che, oltre a generare punteggio, arricchiscano effettivamente il profilo professionale e la capacità di insegnare. Master coerenti con la propria disciplina, certificazioni linguistiche che aprono prospettive di mobilità internazionale, competenze digitali che migliorano la didattica: sono scelte che producono valore sia sul punteggio GPS sia sulla qualità del lavoro quotidiano.
Errori da evitare nell’aggiornamento GPS 2026
Anche docenti con esperienza possono incorrere in errori che compromettono la propria posizione in graduatoria. Alcuni errori sono di natura formale e riguardano la compilazione della domanda, altri sono strategici e dipendono da scelte poco ponderate sui titoli da acquisire.
Errori formali nella presentazione della domanda
Un errore frequente consiste nel non verificare la completezza dei requisiti di accesso prima di avviare la procedura. Chi si iscrive a una classe di concorso senza possedere tutti i crediti formativi richiesti rischia l’esclusione. La verifica preventiva attraverso i decreti ministeriali sulle classi di concorso è un passaggio imprescindibile.
Chi è già inserito nelle GPS del biennio precedente deve prestare attenzione a cosa può e non può modificare. È possibile aggiornare titoli e servizi acquisiti dopo il precedente aggiornamento, dichiarare titoli posseduti ma mai inseriti, aggiungere o cancellare classi di concorso, modificare le preferenze sulle sedi. Non è invece possibile modificare o cancellare titoli già dichiarati negli anni precedenti, tranne il titolo di accesso che può essere sostituito con uno più favorevole. Chi necessita di correggere errori su titoli già convalidati deve rivolgersi agli uffici competenti attraverso procedure specifiche.
Un aspetto critico riguarda le riserve. Chi si inserisce con riserva in prima fascia perché frequenta un corso abilitante o di specializzazione sul sostegno deve conseguire il titolo entro il trenta giugno duemilaventisei. Lo scioglimento della riserva avviene in un periodo specifico, dal quindici giugno al due luglio duemilaventisei, e richiede una dichiarazione esplicita tramite il sistema Istanze Online. Chi non completa questa procedura vede sciogliersi la riserva negativamente, con conseguente depennamento dalla prima fascia. È consigliabile, per chi si inserisce con riserva in prima fascia, iscriversi contestualmente anche in seconda fascia se si possiedono i requisiti, così da non perdere completamente la posizione in caso di mancato conseguimento del titolo.
Errori strategici nella scelta dei titoli
Molti aspiranti docenti investono in certificazioni senza verificarne la riconoscibilità. Certificazioni linguistiche rilasciate da enti non inclusi negli elenchi ministeriali, certificazioni informatiche prive di accreditamento Accredia, corsi CLIL erogati da soggetti diversi dalle Università: sono tutti investimenti che non generano punteggio e rappresentano spreco di tempo e risorse economiche.
Un altro errore consiste nel trascurare la documentazione del servizio. Il servizio prestato deve essere correttamente documentato e dichiarato entro i termini. Chi ha contratti in corso al momento della presentazione della domanda può dichiarare il servizio con riserva, ma deve poi confermarne l’effettivo svolgimento attraverso una specifica istanza nel periodo di scioglimento delle riserve. Chi omette questa conferma vede valutato il servizio solo fino alla data di presentazione della domanda iniziale.
La sottovalutazione della tempistica rappresenta un altro errore comune. Alcuni percorsi formativi richiedono mesi per essere completati, e attendere l’apertura delle GPS per iniziare comporta il rischio di non riuscire a completare il percorso in tempo utile. La pianificazione anticipata è essenziale, soprattutto per master e corsi di perfezionamento che hanno durate annuali.
Un errore che può avere conseguenze durature riguarda il comportamento successivo all’inserimento in graduatoria. Rinunce a convocazioni o mancate prese di servizio comportano sanzioni che possono impedire di ottenere supplenze per l’intero biennio. Dalla graduatoria ad esaurimento e dalle GPS, la rinuncia o la mancata presa di servizio determina la perdita della possibilità di ottenere supplenze al trentuno agosto e al trenta giugno per entrambi gli anni scolastici del biennio. L’abbandono del servizio ha conseguenze ancora più gravi, determinando la perdita della possibilità di ottenere qualsiasi supplenza per l’intero biennio. Chi accetta un incarico deve essere consapevole dell’impegno assunto e delle conseguenze di eventuali rinunce.
Prospettive future: competitività crescente e professionalizzazione del ruolo
Il sistema delle GPS si trova in una fase di evoluzione normativa che tende verso una progressiva professionalizzazione dell’accesso all’insegnamento. L’introduzione dei percorsi abilitanti da sessanta, trentasei e trenta CFU, l’innalzamento dei requisiti per gli insegnanti tecnico-pratici, la revisione dei criteri di valutazione delle certificazioni informatiche: sono tutti segnali di un sistema che si orienta verso standard più elevati.
Questa tendenza implica una competitività crescente nelle graduatorie. Con l’aumento del numero di docenti abilitati attraverso i nuovi percorsi, la seconda fascia delle GPS vedrà probabilmente un progressivo svuotamento a favore della prima fascia. Chi oggi si trova in seconda fascia e non consegue l’abilitazione rischia di vedere peggiorare progressivamente la propria posizione relativa rispetto a colleghi neo-abilitati.
La rivalutazione dei titoli accademici più elevati, dottorato, assegno di ricerca, abilitazione scientifica nazionale, segnala inoltre un’attenzione crescente verso la qualificazione culturale e scientifica dei docenti. Questo orientamento potrebbe accentuarsi nei prossimi aggiornamenti delle tabelle di valutazione, premiando sempre più chi investe in percorsi formativi di alto livello.
Per chi oggi si affaccia al mondo dell’insegnamento o si trova nelle prime fasi della carriera docente, queste dinamiche suggeriscono l’opportunità di non limitarsi all’acquisizione dei requisiti minimi, ma di costruire un profilo professionale solido e differenziato. La combinazione tra abilitazione, servizio documentato, certificazioni riconosciute e titoli accademici coerenti costituisce la base per una posizione competitiva duratura nelle graduatorie e, in prospettiva, per l’accesso al ruolo attraverso i concorsi ordinari.
Conclusione
I titoli richiesti per le GPS 2026 e le relative tabelle di valutazione definiscono un sistema complesso che richiede comprensione approfondita e capacità di pianificazione strategica. Ogni titolo acquisito rappresenta un investimento che si traduce in punteggio, opportunità di lavoro e costruzione di un profilo professionale. La differenza tra chi naviga questo sistema con consapevolezza e chi si muove in modo improvvisato si misura in anni di carriera, nella stabilità lavorativa raggiunta, nella qualità dell’esperienza didattica costruita.
Affrontare le GPS 2026 richiede di superare la logica dell’adempimento burocratico per abbracciare una prospettiva di lungo periodo, in cui ogni scelta formativa viene ponderata in funzione del proprio progetto professionale. Chi riesce a combinare la conoscenza tecnica del sistema di valutazione con una visione strategica del proprio sviluppo di carriera costruisce le basi per una professionalità docente solida, riconosciuta e capace di generare valore nel tempo.
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Domande Frequenti (FAQ) sulle GPS 2026
Quali sono i titoli obbligatori per iscriversi alle GPS 2026?
I titoli obbligatori dipendono dalla fascia e dal grado di scuola. Per la prima fascia di infanzia e primaria serve la laurea in Scienze della Formazione Primaria o il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002. Per la prima fascia della secondaria serve l’abilitazione specifica. Per la seconda fascia della secondaria basta la laurea coerente con la classe di concorso, mentre per infanzia e primaria possono accedere anche studenti universitari con almeno centocinquanta CFU.
Come vengono valutate le certificazioni linguistiche nelle GPS 2026?
Le certificazioni linguistiche rilasciate da enti riconosciuti dal Ministero attribuiscono punteggi differenziati: il livello B2 vale tre punti, il C1 quattro punti e il C2 sei punti. È fondamentale verificare che l’ente certificatore sia incluso negli elenchi ministeriali, poiché certificazioni di enti non riconosciuti non vengono valutate.
Le certificazioni informatiche valgono tutte allo stesso modo?
No. Per il biennio 2026/2028 vengono riconosciute esclusivamente le certificazioni informatiche rilasciate da enti accreditati Accredia, conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigComp Edu. Chi possiede certificazioni conseguite in precedenza e già valutate mantiene il punteggio, ma per nuove certificazioni è obbligatorio verificare l’accreditamento Accredia.
Quanto vale un anno di servizio nelle GPS?
Il servizio specifico può valere fino a dodici punti per anno scolastico se si raggiungono almeno centosessantasei giorni di servizio o se si presta servizio continuativo dal primo febbraio fino agli scrutini. Il servizio aspecifico viene valutato al cinquanta percento, con un massimo di sei punti per anno. La valutazione avviene per fasce temporali crescenti in base ai giorni effettivamente prestati.
Posso inserirmi con riserva se sto frequentando un corso abilitante?
Sì, chi è iscritto a un corso abilitante o di specializzazione sul sostegno può inserirsi con riserva in prima fascia, a condizione di conseguire il titolo entro il trenta giugno duemilaventisei. La riserva va sciolta tramite dichiarazione esplicita nel periodo dal quindici giugno al due luglio duemilaventisei. È consigliabile iscriversi contestualmente anche in seconda fascia se si possiedono i requisiti, per non perdere la posizione in caso di mancato conseguimento del titolo.
Cosa succede se rinuncio a una convocazione dalle GPS?
La rinuncia a una convocazione da graduatoria ad esaurimento o GPS comporta la perdita della possibilità di ottenere supplenze al trentuno agosto e al trenta giugno per l’intero biennio 2026/2028, su tutte le classi di concorso e per tutti i gradi di istruzione. Si può comunque essere convocati dalle graduatorie di istituto solo per supplenze brevi. L’abbandono del servizio ha conseguenze ancora più gravi, impedendo qualsiasi tipo di supplenza per l’intero biennio.

Job Coach e Copywriter con grande esperienza nel settore lavoro e digital, Federica ha un background umanistico combinato a competenze tecniche di career advisory, marketing e comunicazione. Esperta di carriera e nello sviluppo di contenuti per fare scelte professionali vincenti, Federica è in grado di trasformare concetti complessi in messaggi chiari e utili per vivere la propria professionalità in maniera più appagante.




