Pubblicato il: 13 Febbraio 2026 alle 10:47

Indice dei contenuti
L’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze rappresenta uno snodo cruciale per migliaia di docenti e aspiranti insegnanti in tutta Italia. Le GPS 2026 non sono semplicemente un adempimento amministrativo da completare entro una scadenza: costituiscono lo strumento principale attraverso cui si accede alle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, con conseguenze dirette sulla continuità lavorativa e sulla progressione di carriera. Comprendere con precisione i requisiti di accesso diventa quindi essenziale per evitare esclusioni, errori procedurali o scelte che potrebbero compromettere anni di investimento formativo.
La normativa che regola l’accesso alle GPS presenta specificità tecniche rilevanti, distingue tra fasce diverse con requisiti differenziati e introduce elementi che vanno interpretati correttamente per massimizzare le proprie opportunità. Questo articolo offre una guida completa e operativa sui requisiti GPS 2026, analizzando chi può iscriversi, quali titoli sono necessari, come si differenziano le fasce di inserimento e quali strategie adottare per posizionarsi al meglio nelle graduatorie provinciali.
Cosa sono le GPS e perché i requisiti di accesso fanno la differenza
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze sono elenchi provinciali utilizzati dalle scuole per conferire incarichi di supplenza quando non è possibile attingere dalle Graduatorie ad Esaurimento. Introdotte nel 2020 con l’Ordinanza Ministeriale n. 60, le GPS vengono aggiornate biennalmente e rappresentano oggi il principale canale di accesso al lavoro per chi aspira all’insegnamento.
L’importanza dei requisiti di accesso risiede nel fatto che determinano non solo se si può partecipare, ma anche in quale fascia ci si colloca. Questa distinzione non è formale: la fascia di appartenenza influisce direttamente sulle possibilità di ottenere supplenze, sulla tipologia di incarichi accessibili e sulla priorità di convocazione. Un errore nella verifica dei requisiti può comportare l’esclusione dalla procedura, la collocazione in una fascia meno favorevole o la perdita di opportunità di valorizzazione del proprio punteggio.
Le GPS 2026 si articolano in diverse classi di concorso e sostegno, ciascuna con requisiti specifici. Conoscere con esattezza quali titoli sono necessari per la propria area disciplinare, quali certificazioni vengono valorizzate e come si differenziano i percorsi tra prima e seconda fascia permette di pianificare con anticipo il proprio percorso formativo e di evitare investimenti in titoli che non portano benefici concreti.
Il contesto normativo si è evoluto significativamente negli ultimi anni, con l’introduzione dei percorsi abilitanti da 60, 30 e 36 CFU, la riforma del sostegno e nuove disposizioni sui titoli di specializzazione. Comprendere come queste novità si intrecciano con i requisiti GPS 2026 è fondamentale per orientarsi correttamente.
Leggi qui un approfondimento completo sulle tempistiche e le scadenze delle GPS 2026.
Requisiti di acesso per fascia: la struttura fondamentale delle GPS 2026
Le GPS si dividono in prima e seconda fascia, con requisiti di accesso profondamente diversi che riflettono livelli differenti di qualificazione professionale.
Prima Fascia GPS 2026
L’accesso alla prima fascia è riservato ai docenti abilitati. Per i posti comuni, il requisito principale è il possesso dell’abilitazione all’insegnamento per la specifica classe di concorso. Questo significa aver completato percorsi abilitanti riconosciuti dal MIUR, che possono includere le SSIS (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario, ormai esaurite), i TFA (Tirocini Formativi Attivi), i PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) o i nuovi percorsi da 60 CFU introdotti dalla riforma della formazione iniziale dei docenti.
Per il sostegno, la prima fascia richiede il titolo di specializzazione sul sostegno conseguito tramite i corsi TFA sostegno. Senza questo titolo specifico non è possibile accedere alla prima fascia GPS sostegno, indipendentemente da altri titoli posseduti.
La prima fascia garantisce priorità assoluta nelle convocazioni per le supplenze e rappresenta la posizione più vantaggiosa nelle graduatorie provinciali. Chi possiede l’abilitazione ha accesso a incarichi annuali e fino al termine delle attività didattiche prima di chi è inserito in seconda fascia.
Seconda Fascia GPS 2026
La seconda fascia accoglie aspiranti docenti non ancora abilitati ma in possesso di specifici titoli di studio. I requisiti variano a seconda del grado di istruzione.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, è necessaria la laurea magistrale o specialistica (o titolo equipollente) che consenta l’accesso alla classe di concorso desiderata, più 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche conseguiti entro il 31 ottobre 2022. In alternativa, possono accedere coloro che hanno conseguito i 30 o 36 CFU dei nuovi percorsi formativi.
Per l’insegnamento tecnico-pratico (ITP), fino all’anno scolastico 2024/2025 è sufficiente il diploma di scuola secondaria di secondo grado che dia accesso alla classe di concorso. Dal 2025/2026, anche per gli ITP diventerà necessaria la laurea.
Per i posti di sostegno in seconda fascia, oltre al titolo di accesso alla classe di concorso (laurea magistrale con 24 CFU o equivalenti), non è richiesto il titolo di specializzazione, ma l’inserimento avviene con riserva e priorità inferiore rispetto alla prima fascia.
Questa articolazione in fasce crea una gerarchia chiara nelle convocazioni: prima si esaurisce la prima fascia GPS, poi la seconda fascia GPS, infine si passa alle graduatorie di istituto. Comprendere in quale fascia ci si colloca permette di avere aspettative realistiche sulle possibilità di ottenere supplenze.
I titoli di studio richiesti: analisi dettagliata per classe di concorso
Il sistema delle classi di concorso determina quali lauree consentono l’accesso all’insegnamento di specifiche discipline. Questo meccanismo è regolato dal DPR 19/2016 e successive modifiche, che definiscono con precisione i requisiti per ogni classe di concorso.
Per accedere alle GPS 2026 in seconda fascia è indispensabile verificare che il proprio titolo di studio (laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento) rientri tra quelli previsti per la classe di concorso desiderata. Non è sufficiente la sola attinenza tematica: devono essere soddisfatti anche requisiti in termini di esami specifici e crediti formativi in determinate discipline.
Ad esempio, per la classe A-22 (Italiano, Storia e Geografia nella scuola secondaria di primo grado) è richiesta una laurea in Lettere o equipollenti con specifici esami in discipline letterarie, storiche e geografiche. Per la A-26 (Matematica) serve una laurea in Matematica o Fisica con determinati esami. Ogni classe di concorso ha tabelle di corrispondenza precise.
Un errore comune è presumere di poter accedere a una classe di concorso senza verificare puntualmente il piano di studi. Anche un solo esame mancante può precludere l’accesso, rendendo necessaria l’integrazione del curriculum attraverso esami singoli o master specifici.
I 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche rappresentano un requisito aggiuntivo fondamentale per la seconda fascia GPS scuola secondaria. Questi crediti dovevano essere conseguiti entro il 31 ottobre 2022 e riguardano quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione, psicologia, antropologia, metodologie e tecnologie didattiche. Chi non li possiede non può accedere alla seconda fascia, a meno che non abbia conseguito i nuovi percorsi da 30 o 36 CFU previsti dalla riforma.
Per gli aspiranti ITP, il diploma tecnico o professionale deve essere specificamente previsto nelle tabelle di corrispondenza della classe di concorso. Non tutti i diplomi consentono l’accesso a tutte le classi di concorso ITP: esistono corrispondenze precise che devono essere verificate con attenzione.
I percorsi abilitanti e il loro impatto sui requisiti GPS 2026
La riforma della formazione iniziale dei docenti ha introdotto i percorsi universitari abilitanti da 60, 30 e 36 CFU, modificando profondamente il panorama dei requisiti di accesso alle GPS.
I percorsi da 60 CFU costituiscono il nuovo standard per l’abilitazione all’insegnamento e permettono di accedere direttamente alla prima fascia GPS. Questi percorsi includono formazione pedagogica, didattica e tirocinio, culminando con una prova finale abilitante. Chi completa i 60 CFU acquisisce l’abilitazione e può iscriversi in prima fascia con tutti i vantaggi in termini di convocazioni.
I percorsi da 30 CFU sono rivolti a chi ha già maturato tre anni di servizio negli ultimi cinque nella specifica classe di concorso, di cui almeno uno nella classe per cui si richiede l’abilitazione. Completando i 30 CFU e superando la prova finale, si ottiene l’abilitazione e l’accesso alla prima fascia.
I percorsi da 36 CFU sono destinati ai vincitori di concorso non ancora abilitati e consentono di conseguire l’abilitazione durante il percorso di immissione in ruolo.
Per le GPS 2026, la situazione transitoria vede coesistere più requisiti possibili per la seconda fascia: laurea con 24 CFU (conseguiti entro ottobre 2022), oppure laurea con 30 CFU del nuovo ordinamento, oppure laurea con 36 CFU del nuovo ordinamento. Questa molteplicità di percorsi richiede attenzione nella verifica dei requisiti specifici posseduti.
Chi sta pianificando il proprio percorso formativo deve valutare strategicamente se puntare direttamente all’abilitazione tramite i 60 CFU (con accesso alla prima fascia GPS) o se inserirsi prima in seconda fascia con i titoli già posseduti, completando eventualmente i percorsi abilitanti successivamente. La scelta dipende dai tempi di attivazione dei corsi, dalla disponibilità economica e dalla urgenza di iniziare a maturare punteggio nelle graduatorie.
Requisiti specifici per il sostegno: un percorso a parte
Le GPS sostegno presentano requisiti distinti e meritano un’analisi separata. L’accesso alla prima fascia GPS sostegno richiede esclusivamente il titolo di specializzazione sul sostegno, conseguito tramite i corsi TFA sostegno organizzati dalle università. Questi corsi hanno durata annuale, prevedono prove di accesso selettive e sono a numero chiuso.
Il titolo di specializzazione è specifico per grado di istruzione: esiste la specializzazione per la scuola dell’infanzia, per la primaria e per la secondaria. Non c’è intercambiabilità: chi possiede la specializzazione per la secondaria non può utilizzarla per accedere al sostegno nella primaria e viceversa.
Per la seconda fascia GPS sostegno, possono iscriversi coloro che possiedono il titolo di accesso alla classe di concorso (laurea con 24 CFU o equivalenti per la secondaria, laurea in Scienze della Formazione Primaria per infanzia e primaria) ma non hanno ancora la specializzazione sul sostegno. L’inserimento avviene con riserva e con priorità inferiore rispetto alla prima fascia.
Un elemento da comprendere è che accumulare esperienza su sostegno in seconda fascia può dare punteggio utile per le graduatorie, ma non sostituisce il titolo di specializzazione. Per passare in prima fascia GPS sostegno è indispensabile conseguire il TFA sostegno, indipendentemente dagli anni di servizio maturati.
I corsi TFA sostegno vengono attivati ciclicamente dal Ministero con decreti specifici che definiscono il numero di posti disponibili per ateneo. Le prove di accesso sono competitive e richiedono preparazione. Chi aspira al sostegno deve pianificare strategicamente la partecipazione a questi corsi, considerando che l’attesa per la specializzazione può durare anni se non si superano le prove.
Documentazione necessaria e verifica dei requisiti: aspetti operativi
Quando si apriranno le procedure di aggiornamento GPS 2026, sarà necessario presentare documentazione specifica che attesti il possesso dei requisiti. La verifica preventiva di questa documentazione evita problemi in fase di inserimento.
Per i titoli di studio è necessario possedere il diploma di laurea (magistrale, specialistica o vecchio ordinamento) con certificazione completa degli esami sostenuti. Le autocertificazioni sono ammesse, ma le scuole possono richiedere documentazione probatoria. È fondamentale che il titolo sia riconosciuto dall’ordinamento italiano: le lauree conseguite all’estero devono essere accompagnate da dichiarazione di valore o equipollenza.
I 24 CFU devono essere certificati da università o istituzioni riconosciute. Non sono validi percorsi informali o attestati non riconosciuti dal MIUR. La certificazione deve riportare chiaramente gli ambiti disciplinari coperti (pedagogia, psicologia, antropologia, metodologie didattiche) e i relativi crediti.
Per l’abilitazione all’insegnamento o la specializzazione sul sostegno serve il diploma rilasciato dall’università o istituzione formativa competente. Anche in questo caso, i titoli esteri richiedono procedure di riconoscimento.
Le certificazioni linguistiche e informatiche, pur non essendo requisiti di accesso, vengono valorizzate nel punteggio GPS. Per approfondire quali certificazioni linguistiche sono riconosciute, leggi qui l’articolo dedicato alla tematica.
Un aspetto tecnico rilevante riguarda i termini di conseguimento dei titoli. Per essere validi ai fini dell’inserimento o dell’aggiornamento GPS 2026, i titoli devono generalmente essere conseguiti entro la data di scadenza di presentazione delle domande. Titoli conseguiti successivamente non potranno essere valorizzati fino al prossimo aggiornamento biennale.
È consigliabile preparare un dossier completo con tutta la documentazione prima dell’apertura delle procedure, verificando che ogni certificato sia in corso di validità, correttamente intestato e conforme ai requisiti richiesti. Questo approccio previene ritardi e problemi che potrebbero compromettere l’inserimento.
Lettura strategica: trasformare i requisiti in opportunità di posizionamento
I requisiti GPS 2026 non vanno interpretati solo come soglia minima di accesso, ma come mappa strategica per costruire un profilo competitivo nelle graduatorie. La differenza tra chi si limita a soddisfare i requisiti minimi e chi pianifica un percorso di valorizzazione del punteggio è sostanziale.
Considerare i requisiti in ottica di medio termine significa chiedersi: una volta dentro le GPS, come posso scalare la graduatoria? Il punteggio si compone di titoli culturali, certificazioni, servizio pregresso. Chi entra con il minimo sindacale si ritrova in fondo alla graduatoria provinciale, con possibilità limitate di ottenere supplenze, specialmente nelle province più affollate.
Una strategia efficace prevede di conseguire i requisiti di accesso e, parallelamente, di accumulare titoli che generano punteggio: master di primo e secondo livello in ambito educativo, corsi di perfezionamento, certificazioni linguistiche di livello avanzato, certificazioni informatiche. Questi elementi non sono requisiti obbligatori per l’iscrizione, ma fanno la differenza nel posizionamento.
Un errore comune è concentrarsi esclusivamente sui requisiti per entrare nelle GPS, senza considerare che il vero obiettivo è lavorare. Entrare in graduatoria con punteggio basso in province competitive può tradursi in anni di attesa senza convocazioni. Viceversa, un profilo arricchito da titoli valutabili può consentire accesso a supplenze anche in contesti con molti iscritti.
La scelta della provincia di inserimento va ponderata in relazione ai propri requisiti e punteggio. Province con poche scuole e molti iscritti sono più competitive: serve punteggio elevato. Province periferiche o con carenza di docenti offrono maggiori opportunità anche con punteggi più bassi. Valutare strategicamente dove iscriversi, considerando anche la disponibilità geografica, è parte integrante della pianificazione.
Per chi è già inserito in GPS e deve aggiornarsi nel 2026, l’attenzione va posta sui titoli conseguiti nel biennio precedente. Ogni master, certificazione o servizio maturato va rendicontato correttamente per massimizzare il punteggio. Anche piccoli incrementi possono fare la differenza in graduatorie serrate.
Errori comuni nella verifica dei requisiti GPS 2026
L’esperienza degli aggiornamenti precedenti evidenzia alcuni errori ricorrenti che è fondamentale evitare.
Confondere requisiti di accesso e titoli valutabili: molti aspiranti docenti inseriscono nelle domande titoli che non sono richiesti come requisiti, pensando che siano necessari, oppure omettono di dichiarare titoli accessori che generano punteggio. I requisiti di accesso sono condizioni necessarie per partecipare; i titoli valutabili sono elementi aggiuntivi che aumentano il punteggio. Entrambi vanno gestiti correttamente.
Non verificare la corrispondenza tra laurea e classe di concorso: presumere di poter accedere a una classe di concorso senza controllare le tabelle ufficiali è un errore che porta all’esclusione. Anche lauree apparentemente attinenti possono non soddisfare i requisiti specifici di esami previsti. La verifica va fatta consultando il DPR 19/2016 e le successive integrazioni.
Sottovalutare i termini di conseguimento dei titoli: iscriversi a un master o a un corso di perfezionamento pensando di completarlo dopo la scadenza delle domande GPS rende quel titolo inutilizzabile fino al prossimo aggiornamento. Chi pianifica di conseguire titoli deve farlo con largo anticipo rispetto alle scadenze.
Certificazioni non riconosciute dal MIUR: investire in certificazioni linguistiche o informatiche non riconosciute dall’ordinamento italiano significa spendere tempo e denaro senza ottenere punteggio. Prima di iscriversi a qualsiasi corso, è essenziale verificare che il titolo finale sia inserito nelle tabelle di valutazione ministeriali.
Errori nella compilazione della domanda: indicare classe di concorso errata, dichiarare titoli in modo impreciso, omettere di allegare autocertificazioni sono errori formali che possono portare all’esclusione o alla mancata attribuzione di punteggio. La procedura online richiede attenzione e precisione.
Non considerare le proprie esigenze di mobilità: iscriversi in province dove non si è disposti a lavorare è inutile. Le GPS sono provinciali: si viene convocati per supplenze in quella provincia. Chi inserisce province lontane dalla propria residenza senza considerare la sostenibilità pratica rischia di dover rinunciare a convocazioni, con conseguente perdita di posizioni in graduatoria.
Prospettive future: come evolveranno i requisiti GPS
Il sistema delle GPS è relativamente recente e in continua evoluzione. Comprendere le tendenze in atto aiuta a pianificare scelte formative con visione di medio termine.
L’introduzione dei percorsi abilitanti da 60 CFU rappresenta un cambiamento strutturale. Progressivamente, l’accesso alla prima fascia GPS sarà riservato solo a chi completa questi percorsi, rendendo l’abilitazione un requisito sempre più centrale. Chi oggi entra in seconda fascia con laurea e 24 CFU dovrà probabilmente conseguire l’abilitazione per rimanere competitivo.
Per gli ITP, il requisito della laurea diventerà obbligatorio dal 2025/2026, segnando la fine del diploma come titolo di accesso. Chi oggi può accedere solo con il diploma deve considerare che questa opportunità ha scadenza.
La competizione nelle GPS tende ad aumentare: ogni aggiornamento vede nuovi inserimenti di aspiranti docenti, mentre le uscite per immissioni in ruolo o pensionamenti sono più limitate. Questo significa che il punteggio necessario per ottenere supplenze tende a salire nel tempo. Fermarsi ai requisiti minimi diventa sempre meno sostenibile.
Le riforme della formazione iniziale dei docenti, l’introduzione di nuove modalità di reclutamento e le modifiche alle procedure concorsuali influenzeranno anche i requisiti GPS. Rimanere aggiornati sulle evoluzioni normative è essenziale per adattare il proprio percorso.
Un elemento da monitorare è il rapporto tra GPS e concorsi ordinari. Il sistema tende a privilegiare sempre più il reclutamento tramite concorso rispetto alle graduatorie. Le GPS rimangono fondamentali per le supplenze, ma l’obiettivo finale del ruolo passa dai concorsi. Costruire un percorso che tenga conto di entrambi i canali è la strategia più solida.
Conclusione
Comprendere con precisione i requisiti GPS 2026 non è solo questione di evitare esclusioni formali, ma rappresenta il primo passo per costruire un percorso professionale consapevole nell’insegnamento. La distinzione tra prima e seconda fascia, i titoli di studio necessari per le diverse classi di concorso, i percorsi abilitanti e le specificità del sostegno configurano un quadro articolato che richiede analisi attenta e pianificazione strategica.
Chi si approccia alle GPS con logica meramente burocratica rischia di trovarsi inserito in graduatorie con punteggi inadeguati a generare opportunità concrete di lavoro. Al contrario, interpretare i requisiti come base su cui costruire un profilo competitivo, integrando titoli valutabili e maturando esperienza, permette di trasformare l’inserimento in GPS in uno strumento reale di accesso alla professione docente. La differenza tra attendere convocazioni che non arrivano e lavorare con continuità dipende spesso da scelte formative fatte con lungimiranza prima dell’aggiornamento delle graduatorie.
Se vuoi affrontare le GPS 2026 in modo strategico, capire quali scelte possono davvero fare la differenza nel tuo percorso e ricevere un supporto personalizzato sull’iter e sulle certificazioni più adatte al tuo profilo, contattaci qui.
FAQ – Domande Frequenti sui Requisiti GPS 2026
Posso iscrivermi alle GPS 2026 senza abilitazione?
Sì, è possibile iscriversi in seconda fascia GPS senza abilitazione, a condizione di possedere il titolo di studio richiesto per la classe di concorso (laurea magistrale o specialistica) insieme ai 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche conseguiti entro il 31 ottobre 2022, oppure i nuovi percorsi da 30 o 36 CFU. La prima fascia è invece riservata esclusivamente ai docenti abilitati.
I 24 CFU sono ancora necessari per le GPS 2026?
I 24 CFU rimangono validi come requisito di accesso alla seconda fascia GPS 2026 se conseguiti entro il 31 ottobre 2022. In alternativa, sono riconosciuti i nuovi percorsi formativi da 30 o 36 CFU previsti dalla riforma della formazione iniziale dei docenti. Chi non possiede né i 24 CFU né i nuovi percorsi non può accedere alla seconda fascia GPS per la scuola secondaria.
Posso iscrivermi al sostegno senza specializzazione TFA?
Sì, è possibile iscriversi in seconda fascia GPS sostegno senza il titolo di specializzazione, ma è necessario possedere il titolo di accesso alla classe di concorso (laurea idonea con 24 CFU o equivalenti). L’inserimento avviene con priorità inferiore rispetto a chi possiede la specializzazione TFA sostegno, che è invece requisito esclusivo per la prima fascia GPS sostegno.
Quali titoli di studio consentono l’accesso come ITP?
Per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), fino all’anno scolastico 2024/2025 è sufficiente il diploma di scuola secondaria di secondo grado coerente con la classe di concorso richiesta, come previsto dalle tabelle di corrispondenza del DPR 19/2016. Dal 2025/2026 diventerà obbligatoria la laurea anche per gli ITP. È fondamentale verificare la corrispondenza specifica tra il proprio diploma e la classe di concorso desiderata.
Come verifico se la mia laurea permette l’accesso a una specifica classe di concorso?
La verifica va effettuata consultando il DPR 19/2016 e successive modifiche, che contengono le tabelle di corrispondenza tra titoli di studio e classi di concorso. Oltre al possesso della laurea magistrale o specialistica nelle discipline previste, è necessario aver sostenuto esami specifici per un numero minimo di crediti formativi in determinate aree disciplinari. Anche un solo esame mancante può precludere l’accesso.
Posso iscrivermi alle GPS se ho conseguito la laurea all’estero?
Sì, ma solo se il titolo di studio estero è stato riconosciuto dall’ordinamento italiano tramite procedura di equipollenza o dichiarazione di valore. La semplice laurea conseguita all’estero non è sufficiente: serve la certificazione che attesti il riconoscimento del titolo in Italia ai fini dell’insegnamento. La procedura di riconoscimento va avviata con largo anticipo rispetto alle scadenze GPS.

Job Coach e Copywriter con grande esperienza nel settore lavoro e digital, Federica ha un background umanistico combinato a competenze tecniche di career advisory, marketing e comunicazione. Esperta di carriera e nello sviluppo di contenuti per fare scelte professionali vincenti, Federica è in grado di trasformare concetti complessi in messaggi chiari e utili per vivere la propria professionalità in maniera più appagante.




