Pubblicato il: 20 Febbraio 2026 alle 17:55

cfu insegnamento

Indice dei contenuti

Introduzione

Nel percorso verso l’insegnamento nella scuola secondaria italiana, i CFU insegnamento sono diventati il requisito centrale attorno al quale ruota l’intera carriera docente. Con la riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 36 del 2022 e resa operativa con il DPCM 4 agosto 2023, il sistema di formazione iniziale degli insegnanti è stato profondamente ridisegnato: i vecchi 24 CFU sono stati progressivamente sostituiti da percorsi abilitativi da 60 CFU, che dal 1° gennaio 2025 rappresentano il requisito obbligatorio per accedere ai concorsi a cattedra.

Per chi punta a inserirsi nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026-2028 o a migliorare la propria posizione in graduatoria, comprendere la struttura di questi percorsi formativi non è un dettaglio tecnico: è una condizione necessaria per pianificare la propria carriera in modo efficace. Scegliere il percorso sbagliato, frequentare un ateneo non accreditato o non completare la formazione nei tempi giusti può precludere l’accesso alle GPS o compromettere il punteggio finale. Questa guida analizza i 60 CFU per insegnare in modo completo, spiega come si integrano con le GPS 2026 e offre le indicazioni pratiche per muoversi con consapevolezza.

Ti stai preparando per le GPS 2026?

Affidati a chi conosce il sistema e può guidarti verso le scelte più efficaci per il tuo profilo.

Cosa sono i CFU per insegnare: il quadro normativo

La riforma che ha cambiato tutto

L’introduzione dei 60 CFU per l’insegnamento è una delle novità più significative del Decreto Legge n. 36 del 30 aprile 2022, concepito nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il percorso abilitante da 60 CFU, o CFA, Crediti Formativi Accademici, per i percorsi delle Accademie di Belle Arti, si applica agli aspiranti docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e rappresenta un prerequisito per accedere ai concorsi a cattedra.

Il testo di riferimento è il DPCM 4 agosto 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2023, che definisce nel dettaglio i contenuti dei percorsi, gli obiettivi minimi di ciascun modulo e le modalità di accreditamento degli atenei. La normativa prevede quattro percorsi distinti:

  • Percorso da 60 CFU: per laureati che non hanno ancora conseguito alcuna abilitazione all’insegnamento. Dal 1° gennaio 2025 è il percorso standard obbligatorio
  • Percorso da 30 CFU: per docenti già abilitati su un altro grado o classe di concorso, oppure per chi è specializzato sul sostegno
  • Percorso da 30 CFU: per chi ha maturato almeno tre anni di servizio scolastico
  • Percorso da 36 CFU: per chi aveva già conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022.

Quest’ultimo caso merita un chiarimento: chi aveva acquisito i 24 CFU secondo il precedente ordinamento poteva partecipare ai concorsi fino al 31 dicembre 2024, ma in seguito ha dovuto, o dovrà, completare la propria formazione con ulteriori 36 CFU e superare una prova finale per ottenere l’abilitazione piena.

Il collegamento diretto con le GPS 2026

Il possesso dell’abilitazione ottenuta tramite i 60 CFU (o i percorsi equivalenti) non è solo una condizione per partecipare ai concorsi: incide direttamente sull’inserimento nelle GPS. Chi è abilitato accede alla prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, che garantisce priorità assoluta nelle convocazioni rispetto alla seconda fascia, riservata ai non abilitati con titolo di studio idoneo. La distanza tra prima e seconda fascia può tradursi in anni di differenza nell’ottenere supplenze annuali. Per capire come funziona l’intero sistema di accesso alle graduatorie, leggi qui la guida completa ai requisiti di accesso GPS 2026.

Come sono strutturati i 60 CFU per insegnare

La suddivisione per aree disciplinari

Il percorso da 60 CFU non è un blocco monolitico: è articolato in aree tematiche precise, ciascuna con un peso specifico in termini di crediti. Secondo quanto stabilito dagli allegati del DPCM 4 agosto 2023, la distribuzione è la seguente:

  • 10 CFU in discipline di area pedagogica
  • 20 CFU di tirocinio diretto e indiretto
  • 3 CFU in formazione inclusiva per persone con Bisogni Educativi Speciali (BES)
  • 3 CFU in discipline di area linguistico-digitale
  • 4 CFU in discipline psico-socio-antropologiche
  • 2 CFU in metodologie didattiche e modelli di mediazione didattica per la secondaria
  • 16 CFU in didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento delle classi di concorso
  • 2 CFU in discipline relative all’acquisizione di competenze nell’ambito della legislazione scolastica

La componente di tirocinio diretto, da svolgersi fisicamente presso le scuole, pesa 20 CFU sul totale, pari a un terzo dell’intero percorso. Questo elemento è spesso sottovalutato da chi sceglie percorsi esclusivamente online: la presenza nelle classi non è opzionale e richiede un impegno organizzativo concreto.

Chi organizza i percorsi e dove conseguirli

Secondo la normativa vigente, sono i singoli atenei universitari, in stretta collaborazione con il sistema scolastico, a organizzare i percorsi di formazione per i 60 CFU. Un aspetto normativo fondamentale riguarda l’accreditamento: le università, inclusi gli istituti telematici, sono autorizzate a offrire percorsi da 30 o 36 CFU solo dopo aver ottenuto l’accreditamento per il percorso da 60 CFU. Questo significa che non tutti gli atenei che erogano percorsi parziali sono necessariamente accreditati per il percorso completo, un dettaglio che chi si iscrive deve verificare con attenzione prima di procedere.

I percorsi possono essere seguiti anche in modalità mista o a distanza, ma la componente di tirocinio diretto richiede la presenza fisica nelle scuole. È possibile frequentare il percorso abilitante parallelamente al proprio corso di laurea, a condizione di aver già acquisito almeno 180 CFU nel percorso universitario principale.

Vuoi scalare le GPS 2026 senza sprecare tempo e risorse?

Aumenta il tuo punteggio e anticipa la concorrenza

Impatto concreto dei 60 CFU sulla posizione in GPS 2026

Prima fascia vs seconda fascia: una differenza sostanziale

Il possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ottenuta tramite il completamento del percorso da 60 CFU e il superamento della prova finale, è il discrimine principale tra prima e seconda fascia GPS. Chi è inserito in prima fascia viene convocato con priorità assoluta rispetto a chi si trova in seconda fascia. In un sistema dove le supplenze annuali si assegnano scorrendo le graduatorie nell’ordine, questa differenza può significare la certezza di un incarico annuale contro la prospettiva di restare in attesa per mesi o per l’intero anno scolastico.

Per chi è già in seconda fascia e non ha ancora completato il percorso abilitante, ottenere i 60 CFU prima dell’aggiornamento delle GPS 2026 è l’azione più impattante che può compiere per migliorare la propria posizione in graduatoria. Nessuna certificazione aggiuntiva, nessun titolo supplementare produce un salto di categoria equivalente. Per approfondire come si calcola il punteggio complessivo e quanto pesa ogni titolo, leggi la guida su titoli richiesti e tabelle di valutazione GPS 2026.

Il caso dei 24 CFU: cosa fare adesso

Chi ha conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 si trova in una posizione intermedia. Ha potuto partecipare ai concorsi fino al 31 dicembre 2024, ma per continuare a essere competitivo nel sistema delle GPS e dei concorsi successivi deve completare la propria formazione con un percorso da 36 CFU e superare la prova finale. Rimandare questa scelta non è neutro: ogni aggiornamento delle GPS vede crescere il numero di candidati abilitati che accedono alla prima fascia, comprimendo progressivamente le opportunità per chi resta in seconda fascia con un profilo parzialmente formato.

Punteggio e titoli aggiuntivi

Conseguire l’abilitazione tramite i 60 CFU non esaurisce il lavoro sul proprio profilo GPS. Una volta in prima fascia, il punteggio che determina la posizione in graduatoria dipende da altri fattori: gli anni di servizio, i titoli culturali, le certificazioni linguistiche e informatiche riconosciute. Investire in questi titoli aggiuntivi, dopo aver consolidato la propria abilitazione, è il passaggio successivo per costruire un profilo competitivo. Scopri quali certificazioni informatiche riconosciute nelle GPS 2026 possono fare la differenza nel calcolo del punteggio.

Parte operativa: come conseguire i 60 CFU per insegnare

Ecco i passaggi concreti per orientarsi nel percorso abilitante.

Passo 1 — Verifica il tuo punto di partenza Identifica in quale categoria rientri

  • Laureato senza abilitazione → percorso da 60 CFU
  • Già abilitato su altro grado o classe di concorso → percorso da 30 CFU
  • Con almeno 3 anni di servizio scolastico → percorso da 30 CFU
  • Con 24 CFU conseguiti entro il 31/10/2022 → percorso da 36 CFU

Passo 2 — Scegli un ateneo accreditato

Verifica che l’università che stai valutando abbia ricevuto l’accreditamento ministeriale per il percorso da 60 CFU. Solo gli atenei accreditati per il percorso completo possono erogare anche i percorsi parziali da 30 e 36 CFU. Controlla sempre l’accreditamento prima di iscriverti, indipendentemente da quanto propone la comunicazione commerciale dell’ateneo.

Passo 3 — Pianifica la componente di tirocinio

I 20 CFU di tirocinio diretto e indiretto richiedono presenza nelle scuole. Organizza con anticipo questa parte del percorso, verificando la disponibilità degli istituti convenzionati con l’ateneo scelto e compatibilizzando gli impegni con eventuali attività lavorative in corso.

Passo 4 — Supera la prova finale

Al termine del percorso è prevista una prova finale. Il superamento di questa prova, insieme al completamento dei 60 CFU, conferisce l’abilitazione all’insegnamento e l’accesso ai concorsi semplificati annuali.

Passo 5 — Inserisciti nelle GPS con il profilo aggiornato

Una volta abilitato, puoi presentare domanda di inserimento in prima fascia GPS. Verifica le finestre temporali di apertura delle graduatorie e prepara tutta la documentazione necessaria con anticipo. Per non perdere le date chiave, leggi quando aprono le GPS 2026 e come prepararsi strategicamente.

Lettura strategica: i 60 CFU come investimento di carriera

La riforma della formazione iniziale dei docenti ha cambiato profondamente le regole del gioco. Prima del DPCM 4 agosto 2023, molti aspiranti insegnanti entravano nel sistema delle supplenze attraverso percorsi formativi minimi, i 24 CFU, e costruivano il proprio profilo professionale progressivamente, accumulando anni di servizio in seconda fascia. Questo approccio è diventato meno sostenibile con l’introduzione del requisito obbligatorio dei 60 CFU dal 1° gennaio 2025.

Chi pianifica la propria carriera docente con visione strategica sa che i 60 CFU non sono un costo da minimizzare, ma un investimento da ottimizzare. La scelta dell’ateneo, la qualità del tirocinio, la tempistica del completamento del percorso rispetto alle finestre di aggiornamento delle GPS: tutti questi elementi producono effetti concreti e misurabili sulla posizione in graduatoria e sulle opportunità di lavoro nei due anni successivi.

Chi improvvisa, invece, rischia di completare il percorso abilitante fuori tempo utile rispetto all’aggiornamento delle GPS, perdendo un intero biennio. O di scegliere un ateneo non adeguatamente accreditato, con conseguenze sulla validità del titolo conseguito. O ancora di non pianificare la componente di tirocinio, che ha tempi e vincoli organizzativi che non si risolvono all’ultimo momento.

Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026

Scegli la tua strategia GPS per migliorare il punteggio

Errori da evitare nel percorso da 60 CFU

Questi sono gli errori più frequenti che compromettono il percorso abilitante o il suo impatto sulle GPS:

  • Iscriversi a un ateneo senza verificare l’accreditamento ministeriale: non tutti gli istituti che pubblicizzano percorsi da 30 o 36 CFU sono accreditati per il percorso completo da 60 CFU. Verificare prima di iscriversi è indispensabile.
  • Sottovalutare il tirocinio: i 20 CFU di tirocinio diretto richiedono presenza fisica nelle scuole e una pianificazione anticipata. Non è una componente che si recupera all’ultimo momento
  • Confondere i percorsi: chi ha i 24 CFU non accede al percorso da 60 CFU come se partisse da zero, deve completare il percorso da 36 CFU. Confondere le due traiettorie porta a scelte formative sbagliate e a sprechi di tempo e denaro
  • Completare il percorso fuori dalla finestra GPS: se l’abilitazione arriva dopo la chiusura delle domande GPS 2026, bisognerà aspettare il prossimo aggiornamento biennale per inserirsi in prima fascia. La tempistica è determinante
  • Fermarsi all’abilitazione senza curare il resto del profilo: i 60 CFU danno accesso alla prima fascia, ma il punteggio in graduatoria dipende da molti altri fattori. Certificazioni linguistiche, informatiche, anni di servizio: nessun elemento va trascurato
  • Non informarsi sui costi prima di iscriversi: il DPCM stabilisce costi massimi per i percorsi e la prova finale, interamente a carico dei partecipanti. Pianificare l’investimento economico è parte integrante della pianificazione del percorso.

Prospettiva futura: i 60 CFU e la competitività nelle GPS 2026-2028

Con l’obbligo dei 60 CFU in vigore dal 1° gennaio 2025, il numero di docenti abilitati che accedono alla prima fascia GPS è destinato a crescere in modo significativo nei prossimi aggiornamenti biennali. Chi è già abilitato e ben posizionato in graduatoria consolida il proprio vantaggio. Chi è ancora in seconda fascia vede la propria posizione relativa deteriorarsi a ogni ciclo.

Questo scenario rende urgente per chi non ha ancora completato il percorso abilitante muoversi con rapidità. Il biennio 2026-2028 delle GPS si apre in un contesto in cui la prima fascia sarà sempre più popolata da candidati abilitati: restare in seconda fascia diventerà progressivamente meno vantaggioso in termini di probabilità di convocazione per supplenze annuali.

Al tempo stesso, l’abilitazione da sola non basterà a distinguersi. La competizione in prima fascia si giocherà sempre più sui titoli aggiuntivi, certificazioni informatiche e linguistiche riconosciute, anni di servizio valorizzati correttamente, scelta strategica della provincia. La carriera docente nel biennio 2026-2028 premierà chi ha costruito un profilo completo e pianificato con anticipo ogni componente del proprio curriculum. Per approfondire come valorizzare ogni anno di servizio nel calcolo del punteggio, leggi la guida su come calcolare il punteggio di servizio GPS 2026.

Conclusione

I CFU insegnamento, nella loro forma attuale da 60 crediti, non sono un adempimento burocratico da sbrigare: sono la fondamenta su cui si costruisce una carriera docente strutturata e competitiva. Scegliere il percorso giusto, completarlo nei tempi utili rispetto alle GPS 2026 e integrarlo con gli altri titoli richiesti dalle graduatorie è un processo che richiede pianificazione, non improvvisazione.

Chi ha già conseguito l’abilitazione deve ora concentrarsi sull’ottimizzazione del proprio punteggio in graduatoria. Chi è ancora nel mezzo del percorso deve accelerare e verificare che tutto sia in ordine prima della chiusura delle domande. Chi non ha ancora iniziato deve capire che ogni biennio trascorso in seconda fascia è un costo professionale reale, misurabile in supplenze non ottenute e punteggio non maturato. Le GPS 2026 sono l’occasione concreta per ridefinire la propria posizione nel sistema: vale la pena affrontarla con la stessa serietà che si dedica a qualsiasi altra scelta professionale importante.

Hai già scelto quali certificazioni inserire nel tuo profilo per aumentare il tuo punteggio nelle GPS 2026? I 60 CFU ti aprono la porta della prima fascia, ma è il profilo completo a fare la differenza in graduatoria. Scopri subito qui le certificazioni disponibili per te.

FAQ – Domande Frequenti sui CFU per insegnare

Quanti CFU servono per insegnare nella scuola secondaria?

Dal 1° gennaio 2025, il requisito standard per aspirare all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado è il conseguimento di 60 CFU (o CFA) in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche, secondo quanto previsto dal DPCM 4 agosto 2023. Esistono percorsi ridotti da 30 o 36 CFU per specifiche categorie di candidati (già abilitati su altro grado, con tre anni di servizio, o con i vecchi 24 CFU).

Dove si conseguono i 60 CFU per insegnare?

I percorsi da 60 CFU sono organizzati dagli atenei universitari accreditati dal Ministero, inclusi alcuni istituti telematici. Prima di iscriversi è fondamentale verificare che l’ateneo scelto abbia ricevuto l’accreditamento ministeriale specifico per il percorso da 60 CFU, condizione necessaria perché possano erogare anche i percorsi parziali.

I 60 CFU permettono di entrare in prima fascia GPS 2026?

Sì. Il completamento del percorso da 60 CFU e il superamento della prova finale conferiscono l’abilitazione all’insegnamento, che è il requisito per l’inserimento in prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. La prima fascia garantisce priorità assoluta nelle convocazioni rispetto alla seconda fascia.

Chi ha i vecchi 24 CFU deve rifare tutto da capo?

No. Chi ha conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 deve completare il proprio percorso formativo con ulteriori 36 CFU e superare una prova finale. Non deve ripetere l’intero percorso da 60 CFU, ma integrare quello che manca per raggiungere l’abilitazione piena.

È possibile conseguire i 60 CFU online?

I percorsi possono essere erogati in modalità mista o a distanza, ma la componente di tirocinio diretto,  pari a 20 CFU sul totale, richiede necessariamente la presenza fisica nelle scuole convenzionate con l’ateneo. Non esiste un percorso da 60 CFU interamente fruibile online senza alcuna presenza in aula o in istituto.

Qual è il costo del percorso da 60 CFU?

I costi dei percorsi abilitativi e della prova finale sono a carico dei partecipanti. Il DPCM 4 agosto 2023 stabilisce dei tetti massimi di spesa, ma le tariffe effettive variano da ateneo ad ateneo all’interno di questi limiti. È consigliabile confrontare le offerte di più università accreditate prima di iscriversi, tenendo conto anche della qualità del tirocinio offerto e della flessibilità organizzativa del percorso.

Categorie: GPS 2026|tag = |
Condividi questa storia, scegli tu dove!

Post correlati