Pubblicato il: 13 Febbraio 2026 alle 10:46

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Le graduatorie provinciali per le supplenze rappresentano uno strumento fondamentale per l’accesso al mondo della scuola e per la progressione professionale di chi insegna. Con l’apertura prevista della finestra di aggiornamento per le GPS 2026, migliaia di docenti e aspiranti docenti si troveranno di fronte a scelte decisive per il proprio futuro professionale. Non si tratta solo di compilare una domanda o aggiornare un punteggio: ogni certificazione inserita, ogni titolo valorizzato, ogni scelta di provincia può modificare in modo sostanziale le possibilità di ottenere supplenze e costruire una carriera stabile nell’insegnamento.

La complessità normativa e la molteplicità di opzioni disponibili richiedono una preparazione accurata e una visione strategica. Questa guida fornisce un quadro completo e operativo per affrontare le GPS 2026 con consapevolezza, evitare errori comuni e trasformare l’aggiornamento in un’opportunità concreta di crescita professionale.

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Il quadro normativo di riferimento delle GPS 2026

L’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze per il biennio 2026-2028 si basa su un impianto normativo preciso che definisce tempi, modalità e requisiti di partecipazione. La finestra di aggiornamento si aprirà nel periodo compreso tra il 12 maggio e il 10 giugno 2026, con modalità esclusivamente telematiche attraverso la piattaforma Istanze Online del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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Le GPS sono articolate in due fasce distinte per ogni classe di concorso e per il sostegno. La prima fascia è riservata ai docenti in possesso di specifica abilitazione per l’insegnamento nella classe di concorso o sul sostegno. La seconda fascia accoglie invece gli aspiranti che, pur non essendo abilitati, possiedono il titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento in quella specifica classe di concorso. Questa distinzione non è meramente formale: determina l’ordine di priorità nelle convocazioni per le supplenze. Le scuole attingono prima dalla prima fascia e solo successivamente, in caso di esaurimento o incapienza, dalla seconda fascia. Comprendere in quale fascia ci si colloca e quali azioni intraprendere per migliorare la propria posizione rappresenta il primo passo di una strategia efficace.

Le GPS hanno validità biennale e vengono utilizzate per conferire supplenze al 31 agosto e al 30 giugno, oltre che per le supplenze temporanee. Parallelamente alle GPS, esistono le graduatorie di istituto, articolate anch’esse in fasce, che costituiscono un canale complementare per l’accesso alle supplenze. La domanda per l’aggiornamento delle GPS deve essere presentata nella provincia in cui si intende ottenere incarichi, con possibilità di scelta fino a un massimo di venti province.

Chi può partecipare e con quali modalità

L’aggiornamento 2026 prevede diverse possibilità di partecipazione in base alla situazione specifica di ciascun aspirante docente. Possono presentare domanda coloro che sono già inseriti nelle GPS e intendono aggiornare il proprio punteggio, modificare le province di inserimento o aggiungere nuove classi di concorso. Possono inoltre presentare domanda i nuovi aspiranti che posseggono i requisiti di accesso e che si inseriscono per la prima volta nel sistema delle graduatorie provinciali.

Per la prima fascia, il requisito fondamentale è il possesso dell’abilitazione specifica. Questo include le abilitazioni conseguite attraverso i percorsi SSIS, TFA, PAS, o i più recenti percorsi abilitanti da 60, 36 o 30 CFU previsti dalla riforma del reclutamento. Chi è in possesso dell’abilitazione può accedere alla prima fascia e beneficiare della priorità nelle convocazioni rispetto alla seconda fascia.

Per la seconda fascia, occorre verificare il possesso dei titoli di accesso previsti dal DPR 19/2016 e successive modifiche, che definiscono con precisione quali lauree, diplomi o combinazioni di esami universitari consentono l’accesso alle singole classi di concorso. Particolare attenzione deve essere posta alla verifica dei CFU richiesti nelle discipline specifiche, requisito spesso sottovalutato che può determinare l’esclusione dalla graduatoria.

Una novità significativa riguarda la possibilità di inserimento anche per coloro che conseguiranno l’abilitazione o il titolo di accesso entro termini successivi alla presentazione della domanda ma comunque entro date stabilite dall’ordinanza ministeriale. Questa apertura consente di pianificare il completamento dei percorsi formativi con maggiore flessibilità, ma richiede precisione nel calcolo delle tempistiche.

L’aggiornamento delle GPS 2026 prevede inoltre la possibilità di inserirsi contemporaneamente per più classi di concorso, purché si posseggano i requisiti specifici per ciascuna. Questa opzione strategica consente di ampliare le proprie possibilità di convocazione, ma richiede una valutazione attenta delle effettive opportunità in ciascuna classe di concorso e provincia.

Per approfondire chi può partecipare alle GPS 2026, leggi qui l’articolo dedicato ai requisiti di partecipazione alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026.

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Il sistema di calcolo del punteggio nelle GPS

Il punteggio nelle GPS è determinato dalla somma di diversi elementi valutativi, ciascuno con un peso specifico definito dalle tabelle allegate all’ordinanza ministeriale. Comprendere come si articola il punteggio e quali titoli vengono valorizzati è fondamentale per orientare le proprie scelte formative e professionali.

I titoli di servizio costituiscono la componente più rilevante del punteggio. Viene valorizzato il servizio prestato con contratti di supplenza nelle scuole statali, con punteggi differenziati in base alla durata del servizio stesso. Un anno di servizio completo vale più di periodi frammentati e il servizio su posto comune ha valutazioni diverse rispetto al servizio su sostegno. Chi ha già accumulato esperienza attraverso supplenze ha quindi un vantaggio significativo, che si traduce in posizioni più alte in graduatoria e maggiori probabilità di nuove convocazioni.

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I titoli culturali rappresentano la seconda componente fondamentale del punteggio. Vengono valutati i titoli universitari aggiuntivi rispetto a quello di accesso: lauree ulteriori, master di primo e secondo livello, dottorati di ricerca, diplomi di specializzazione. Ogni tipologia di titolo ha un punteggio massimo attribuibile, oltre il quale ulteriori titoli della stessa categoria non vengono considerati. Questo significa che accumulare numerosi master dello stesso livello può rivelarsi meno efficace di una strategia diversificata che punti su titoli di categorie differenti.

Le certificazioni linguistiche costituiscono un’area di punteggio particolarmente strategica. Vengono riconosciute le certificazioni rilasciate da enti certificatori riconosciuti dal Ministero, secondo i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). Ogni livello di certificazione corrisponde a un punteggio specifico: B2, C1 e C2 hanno valutazioni crescenti. È possibile ottenere punteggio per certificazioni in lingue diverse, ampliando così il punteggio complessivo. Le certificazioni linguistiche rappresentano inoltre titoli conseguibili in tempi relativamente brevi rispetto ad altri percorsi formativi, cosa che le rende particolarmente appetibili per chi ha necessità di incrementare rapidamente il proprio punteggio.

Le certificazioni informatiche seguono una logica analoga. Vengono riconosciute le certificazioni rilasciate da enti accreditati che attestano competenze digitali secondo standard definiti. Anche in questo caso, ciascuna certificazione vale un punteggio specifico e il cumulo di più certificazioni consente di massimizzare il punteggio nella categoria. L’evoluzione verso una scuola sempre più digitalizzata rende queste competenze non solo spendibili in termini di punteggio, ma anche concretamente utili nell’attività didattica quotidiana.

Altri titoli valutabili includono i titoli artistici per specifiche classi di concorso, le attività di servizio civile, le esperienze formative all’estero e altri elementi definiti dalle tabelle ministeriali. La chiave strategica sta nel comprendere quali titoli si possiedono già, quali possono essere conseguiti nei tempi utili e quale combinazione ottimale consente di massimizzare il punteggio complessivo entro i limiti previsti per ciascuna categoria.

La scelta delle province: aspetti strategici e operativi

La scelta delle province in cui inserirsi rappresenta una decisione strategica che incide direttamente sulle possibilità concrete di ottenere supplenze. Ogni aspirante può indicare fino a venti province, ma questa scelta non deve essere casuale o guidata esclusivamente da criteri geografici di comodo.

La prima variabile da considerare è la densità della graduatoria nella provincia e nella classe di concorso specifica. Province con graduatorie molto affollate offrono minori possibilità di convocazione, anche per chi possiede punteggi mediamente alti. Al contrario, province con graduatorie meno numerose possono garantire opportunità concrete anche a chi si colloca in posizioni non di vertice. Questo dato va incrociato con la disponibilità effettiva di cattedre: una graduatoria breve in una provincia con poche scuole può risultare comunque poco produttiva.

La seconda variabile strategica riguarda la sostenibilità logistica. Indicare venti province sparse su tutto il territorio nazionale può sembrare una strategia per massimizzare le opportunità, ma va valutato se si è realmente disponibili a trasferirsi in caso di convocazione. Rifiutare una convocazione comporta conseguenze che vanno dalla cancellazione dalla graduatoria per quella provincia alla penalizzazione per l’anno successivo. Una scelta ragionata dovrebbe bilanciare l’ampliamento delle opportunità con la reale disponibilità alla mobilità.

Un elemento spesso sottovalutato riguarda la tipologia di scuole presenti sul territorio provinciale. Province con un’alta concentrazione di istituti secondari di secondo grado possono essere più interessanti per alcune classi di concorso, mentre province con molte scuole del primo ciclo favoriscono altre specializzazioni. La distribuzione territoriale delle scuole, la presenza di aree montane o di difficile raggiungimento, la rete dei trasporti pubblici sono tutti fattori che influenzano concretamente la possibilità di accettare e svolgere un incarico.

La possibilità di modificare le province in occasione dell’aggiornamento biennale consente di adattare le proprie scelte in base all’evoluzione della situazione personale e professionale. Chi ha accumulato servizio in una determinata provincia e ha sviluppato contatti professionali può decidere di concentrare le proprie scelte su quell’area. Chi invece non ha ottenuto convocazioni può scegliere di diversificare verso province con maggiori opportunità.

Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026

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Gli errori più frequenti nell’aggiornamento delle GPS 2026

L’esperienza maturata nelle precedenti tornate di aggiornamento evidenzia errori ricorrenti che compromettono l’esito della domanda o riducono significativamente l’efficacia dell’inserimento in graduatoria. Conoscere questi errori consente di evitarli e di approcciare l’aggiornamento con maggiore consapevolezza.

Il primo errore riguarda la tempistica. Molti aspiranti attendono l’apertura della finestra di presentazione delle domande per iniziare a organizzare la documentazione, scoprendo troppo tardi di non possedere tutti i titoli necessari o di dover integrare certificazioni che richiedono tempi tecnici non compatibili con la scadenza. La preparazione all’aggiornamento dovrebbe iniziare con mesi di anticipo, verificando i requisiti, individuando i titoli mancanti e pianificando il loro conseguimento con margini temporali adeguati.

Il secondo errore riguarda la compilazione della domanda telematica. La piattaforma Istanze Online richiede precisione nell’inserimento dei dati. Errori nella codifica delle classi di concorso, nell’indicazione dei titoli di servizio, nell’inserimento dei codici delle certificazioni o nella scelta delle province sono frequenti e possono determinare l’esclusione o l’attribuzione di punteggi inferiori al dovuto. Una compilazione accurata, con verifica sistematica di ogni campo prima dell’invio definitivo, è indispensabile.

Il terzo errore riguarda la mancata conservazione della documentazione probante. Tutti i titoli dichiarati nella domanda devono essere dimostrabili attraverso documenti ufficiali. L’amministrazione può richiedere controlli anche a distanza di tempo, e la mancata produzione della documentazione comporta la decurtazione del punteggio o la cancellazione dalla graduatoria. Organizzare un archivio completo e ordinato di attestati, contratti, certificazioni e diplomi è fondamentale.

Il quarto errore riguarda la sopravvalutazione di titoli non valutabili. Non tutti i corsi di formazione, master o attestati producono punteggio nelle GPS. Investire tempo e risorse economiche in titoli che non saranno riconosciuti rappresenta uno spreco. Prima di iscriversi a qualsiasi percorso formativo, è indispensabile verificare che sia effettivamente valutabile secondo le tabelle ministeriali vigenti.

Il quinto errore riguarda la strategia provinciale. Inserirsi indiscriminatamente in venti province senza valutare le effettive possibilità di convocazione e la sostenibilità degli eventuali incarichi può rivelarsi controproducente. Una scelta ponderata, basata su dati concreti e su una valutazione realistica delle proprie disponibilità, è più efficace di una strategia dispersiva.

Come prepararsi operativamente all’aggiornamento GPS 2026

Affrontare l’aggiornamento delle GPS 2026 richiede un approccio metodico articolato in fasi successive. La preparazione efficace inizia diversi mesi prima dell’apertura della finestra di presentazione delle domande e si sviluppa attraverso passaggi precisi.

Fase 1: Verifica dei requisiti di accesso

Il primo passo consiste nell’accertare il possesso dei requisiti per l’inserimento nelle graduatorie. Per la prima fascia, verificare di possedere l’abilitazione specifica per la classe di concorso o per il sostegno.

Per la seconda fascia, controllare che il proprio titolo di studio e gli eventuali CFU conseguiti corrispondano esattamente ai requisiti previsti dal DPR 19/2016. Questa verifica va effettuata consultando le tabelle ufficiali, senza affidarsi a interpretazioni personali o informazioni non verificate.

Fase 2: Inventario completo dei titoli posseduti

Raccogliere tutta la documentazione relativa a titoli di studio, certificazioni, servizi prestati e ogni altro elemento valutabile. Per ciascun titolo, verificare:

  • La conformità rispetto alle tabelle di valutazione
  • La presenza della documentazione originale o di copie autenticate
  • La validità delle certificazioni (alcune hanno scadenza temporale)
  • La corretta intestazione e la completezza dei dati

Fase 3: Calcolo preventivo del punteggio

Utilizzando le tabelle di valutazione allegate all’ordinanza ministeriale, calcolare il punteggio complessivo che si otterrebbe presentando domanda con i titoli attualmente posseduti. Questo calcolo consente di avere un quadro realistico della propria posizione di partenza e di identificare le aree in cui è possibile migliorare.

Fase 4: Individuazione dei margini di incremento

Confrontare il punteggio attuale con quello di aspiranti già inseriti nelle graduatorie delle province di interesse. Identificare quali titoli potrebbero essere conseguiti entro la scadenza della domanda e quale impatto avrebbero sul punteggio complessivo e valutare il rapporto tra investimento richiesto (tempo, costi, impegno) e beneficio ottenibile in termini di punteggio e di posizionamento in graduatoria.

Fase 5: Pianificazione delle certificazioni da conseguire

Se si decide di conseguire nuove certificazioni o titoli, pianificare con precisione i tempi:

  • Verificare le date delle sessioni di esame
  • Considerare i tempi di iscrizione e preparazione
  • Valutare i tempi tecnici di rilascio degli attestati
  • Prevedere margini di sicurezza per eventuali ritardi o necessità di ripetere prove

Fase 6: Analisi strategica delle province

Raccogliere dati sulle graduatorie delle province di interesse:

  • Numero di aspiranti inseriti per fascia e classe di concorso
  • Punteggi di coda nelle graduatorie precedenti
  • Tasso di convocazione degli anni passati
  • Disponibilità di cattedre nella propria classe di concorso
  • Distribuzione territoriale delle scuole

Sulla base di questi dati, selezionare le province in cui inserirsi, bilanciando opportunità concrete e sostenibilità logistica.

Fase 7: Predisposizione della documentazione digitale

Preparare tutti i documenti in formato digitale secondo le specifiche richieste dalla piattaforma Istanze Online:

  • Formato dei file (solitamente PDF)
  • Dimensione massima dei singoli file
  • Nomenclatura dei documenti
  • Scansione leggibile e completa di ogni documento

Fase 8: Compilazione della domanda

Accedere alla piattaforma Istanze Online nei giorni di apertura della finestra e procedere alla compilazione:

  • Inserire con precisione tutti i dati anagrafici
  • Selezionare le classi di concorso
  • Indicare le province
  • Dichiarare tutti i titoli posseduti con i relativi punteggi
  • Allegare la documentazione richiesta
  • Verificare sistematicamente ogni sezione prima di procedere

Fase 9: Controllo finale e invio

Prima dell’invio definitivo, effettuare una verifica completa:

  • Ricontrollare ogni dato inserito
  • Verificare la corretta corrispondenza tra titoli dichiarati e documentazione allegata
  • Controllare la coerenza del punteggio calcolato
  • Assicurarsi che non vi siano campi obbligatori non compilati
  • Procedere all’invio e conservare la ricevuta di presentazione della domanda.

Fase 10: Conservazione post-invio

Dopo l’invio, conservare:

  • Copia integrale della domanda presentata
  • Ricevuta di invio
  • Tutta la documentazione originale dei titoli dichiarati
  • File digitali utilizzati per gli allegati

La dimensione strategica delle GPS nel percorso professionale

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze non rappresentano un punto di arrivo, ma uno strumento all’interno di un percorso professionale più articolato. Chi si limita a considerare le GPS come l’unico canale di accesso all’insegnamento rischia di perdere opportunità e di costruire una strategia professionale parziale.

La prima consapevolezza strategica riguarda l’integrazione tra GPS e concorsi ordinari. Le GPS consentono di accedere a supplenze e di accumulare servizio, ma il ruolo si ottiene attraverso i concorsi. Chi accumula esperienza tramite supplenze costruisce un curriculum che sarà valorizzato nei punteggi dei concorsi futuri. Questo significa che ogni supplenza non è solo un contratto temporaneo, ma un investimento nel proprio futuro professionale. La strategia più efficace prevede quindi un doppio binario: posizionarsi bene nelle GPS per ottenere supplenze e parallelamente prepararsi per i concorsi ordinari.

La seconda dimensione strategica riguarda la progressione da seconda a prima fascia. Chi si trova in seconda fascia deve considerare l’acquisizione dell’abilitazione come obiettivo prioritario. I percorsi abilitanti attualmente disponibili offrono questa possibilità, e il passaggio in prima fascia comporta un salto qualitativo nelle opportunità di convocazione. Pianificare questo passaggio significa non solo migliorare le proprie chances immediate, ma posizionarsi in modo più solido per l’intero arco della propria carriera.

La terza chiave strategica riguarda la specializzazione sul sostegno. Il sostegno rappresenta un’area con elevata richiesta e con opportunità concrete anche per chi parte da punteggi non altissimi. Conseguire la specializzazione sul sostegno apre un canale specifico di inserimento che può rappresentare un acceleratore di carriera, soprattutto nelle fasi iniziali del percorso professionale. Anche chi non intende fare del sostegno la propria specializzazione definitiva può considerarlo come una strategia di ingresso nel sistema scolastico.

La quarta dimensione strategica riguarda la costruzione della reputazione professionale. Le supplenze ottenute tramite GPS rappresentano occasioni per farsi conoscere nelle scuole, dimostrare le proprie competenze didattiche e costruire relazioni professionali. Molti docenti vengono richiamati dalle stesse scuole in cui hanno già lavorato bene, aumentando la continuità degli incarichi e la qualità dell’esperienza professionale. Questo significa che ogni supplenza va affrontata con la massima professionalità, considerandola non solo come un lavoro temporaneo ma come un’opportunità di costruzione del proprio percorso.

La quinta dimensione strategica riguarda la formazione continua. Il sistema scolastico è in continua evoluzione, e chi si limita ai titoli conseguiti per l’inserimento in graduatoria rischia di trovarsi progressivamente superato. Investire in formazione aggiuntiva, anche oltre quanto strettamente necessario per il punteggio GPS, costruisce competenze spendibili nell’attività didattica quotidiana e aumenta la propria competitività nei concorsi e nelle selezioni.

Prospettive future ed evoluzione del sistema di reclutamento

Le GPS 2026 si inseriscono in un contesto di trasformazione del sistema di reclutamento docenti. Comprendere le tendenze in atto consente di costruire strategie di lungo periodo e di non farsi trovare impreparati dai cambiamenti normativi.

La prima tendenza riguarda la progressiva stabilizzazione del sistema concorsuale. Dopo anni di interventi emergenziali e norme transitorie, si va verso un modello più strutturato di reclutamento attraverso concorsi ordinari con cadenza regolare. Questo significa che le GPS, pur mantenendo la loro funzione per le supplenze, diventeranno sempre più uno strumento complementare rispetto al canale concorsuale principale. Chi costruisce una strategia esclusivamente sulle GPS senza prepararsi ai concorsi rischia di rimanere in una condizione di precarietà prolungata.

La seconda tendenza riguarda l’innalzamento dei requisiti di accesso. I percorsi abilitanti stanno formando docenti con preparazioni più strutturate, e questo innalza progressivamente il livello medio dei candidati. Chi oggi può accedere alla seconda fascia con il solo titolo di studio triennale o magistrale potrebbe trovarsi in futuro di fronte a requisiti più stringenti. Anticipare questi cambiamenti conseguendo titoli aggiuntivi rappresenta una forma di protezione rispetto a possibili inasprimenti normativi.

La terza tendenza riguarda la digitalizzazione e l’innovazione didattica. Le competenze digitali stanno diventando sempre più centrali nell’attività didattica quotidiana. Chi possiede certificazioni informatiche e competenze nell’uso delle tecnologie educative ha un vantaggio sia in termini di punteggio nelle graduatorie sia in termini di spendibilità concreta nelle scuole. Investire in queste competenze rappresenta una scelta lungimirante che va oltre il beneficio immediato del punteggio.

La quarta tendenza riguarda l’internazionalizzazione. Le competenze linguistiche e le esperienze formative all’estero sono sempre più valorizzate. Chi possiede certificazioni linguistiche di livello avanzato e ha svolto periodi di formazione o insegnamento all’estero costruisce un profilo più competitivo e più adattabile ai cambiamenti del sistema scolastico.

La quinta tendenza riguarda la regionalizzazione. Alcune funzioni del reclutamento potrebbero progressivamente essere delegate a livello regionale, modificando le dinamiche competitive attuali. Restare informati sulle evoluzioni normative e adattare le proprie strategie di conseguenza diventa parte integrante della gestione del proprio percorso professionale.

Conclusione

L’aggiornamento delle GPS 2026 rappresenta un passaggio cruciale per migliaia di docenti e aspiranti docenti che vedono nella scuola il proprio orizzonte professionale. Le scelte effettuate nei mesi che precedono la presentazione della domanda, dalla pianificazione delle certificazioni da conseguire, alla strategia provinciale, fino alla cura nella compilazione della domanda telematica, determineranno le opportunità concrete dei prossimi due anni.

La differenza tra un approccio consapevole e uno improvvisato può tradursi in centinaia di giornate di lavoro, nell’accumulo di esperienza fondamentale per i concorsi futuri, nella costruzione di una reputazione professionale solida. Chi affronta questo “appuntamento” con superficialità o rimanda le decisioni all’ultimo momento rischia di sprecare opportunità che non si ripresenteranno fino al 2028. Chi invece investe tempo nella comprensione delle regole, nella valutazione strategica delle proprie scelte e nella pianificazione accurata del proprio percorso costruisce basi solide per una carriera nell’insegnamento. Non esistono formule miracolose, ma esistono strategie ragionate che fanno concretamente la differenza tra precarietà prolungata e inserimento professionale efficace.

Se vuoi affrontare le GPS 2026 in modo strategico, comprendere quali certificazioni possono davvero migliorare la tua posizione in graduatoria, valutare le scelte provinciali più adatte al tuo profilo professionale e ricevere un supporto personalizzato, contattaci qui.

FAQ – Domande frequenti sulle GPS 2026-2028

Quando aprono le domande per le GPS 2026-2028?

Le domande si possono presentare dalle ore 12:00 del giorno di pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale fino alle ore 23:59 del 19° giorno successivo. La finestra temporale è limitata e richiede preparazione anticipata di tutta la documentazione necessaria.

Posso modificare la provincia dopo aver inviato la domanda?

No, la scelta della provincia è vincolante per l’intero biennio. È possibile modificarla solo durante il successivo aggiornamento previsto per il 2028. Questa decisione richiede quindi un’attenta valutazione preliminare.

Cosa succede se non aggiorno la mia posizione nelle GPS?

Se non aggiorni la posizione ma compili la scelta delle 150 sedi in estate per l’anno scolastico 2026/2027, rimani regolarmente in graduatoria. Se invece non aggiorni e non compili nemmeno la scelta delle 150 sedi, decadi completamente dalle GPS e dalle correlate graduatorie di istituto per l’intero biennio 2026/2028.

Le certificazioni informatiche che ho conseguito negli anni scorsi sono ancora valide?

Per il biennio 2026-2028 le certificazioni informatiche sono valutabili solo se rilasciate da enti accreditati ad Accredia. Restano però validi i titoli già valutati nei bienni precedenti, quindi se le tue certificazioni sono già state riconosciute mantengono validità.

Posso inserirmi con riserva se sto frequentando un corso di specializzazione sul sostegno?

Sì, puoi inserirti con riserva in prima fascia GPS se sei iscritto a un corso di specializzazione sul sostegno e conseguirai il titolo entro il 30 giugno 2026. La riserva si scioglie dal 15 giugno al 2 luglio 2026 dichiarando l’avvenuto conseguimento. È consigliabile inserirsi contemporaneamente anche in seconda fascia GPS (se ne hai i requisiti) per non perdere completamente la posizione in caso di mancato conseguimento del titolo.

Cosa succede se rinuncio a una supplenza da GPS?

La rinuncia all’assegnazione della supplenza o la mancata presa di servizio comporta la perdita della possibilità di ottenere supplenze al 31 agosto e 30 giugno dalle GAE/GPS per l’intero biennio 2026-2028, su tutte le classi di concorso e tipologie di posto. Puoi però ancora essere convocato dalle Graduatorie di Istituto per supplenze brevi.

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