Vale la pena assumerti? Questa è la domanda che si pongono tutti quando leggono il tuo Curriculum

2018-03-08T14:10:30+00:00 28 febbraio 2018|Trova lavoro|

Qualunque persona (te compreso) prima di aprire il portafogli, prende decisioni (consciamente o inconsciamente) in base al beneficio ottenibile in conseguenza dell’acquisto.

La stessa cosa avviene quando una società deve decidere se “assumere” un candidato o meno. La domanda fondamentale è: l’assunzione vale l’investimento che comporta? L’investimento è inteso in termini economici e personali e deve produrre un ritorno positivo sul capitale umano della società.

Che cosa sia, in termini pratici, questo ritorno sull’investimento dipende dal tipo di organizzazione o area aziendale: se si occupa principalmente di vendite, il tuo contributo si esprimerà nella capacità di acquisire nuovi clienti, massimizzare le vendite e creare una domanda elevata di beni così da massimizzare i profitti.

Una società di servizi, invece, sarà più interessata alla capacità di migliorare l’offerta e la varietà di servizi e curare le relazioni con i clienti chiave. Un’azienda manifattura, invece, sarà interessate alla produttività, alla qualità e alla tempestività della produzione e delle consegne.

A prescindere dal tipo di società, tuttavia, ciò a cui i datori di lavoro sono interessati è assicurare che l’organizzazione rimanga in attività nel lungo termine. Affinché ciò avvenga, l’azienda deve essere sana: per essere sana, deve creare profitti.

Di conseguenza, la priorità non è offrirti un lavoro, quanto assumere qualcuno che contribuisca positivamente alla continuazione dell’attività. Se non ci sono profitti, non ci sono nemmeno i soldi per pagarti.

Anche le organizzazioni non-profit, le scuole pubbliche e le agenzie governative sono coscienti della necessità di avere entrate superiori alle uscite. Senza liquidità, una società non può sopravvivere.

Un errore comune fra i candidati è considerare il lavoro come un diritto: “mi sono laureato, sono intelligente, che cosa potete fare per me?”.

Chi ha questo tipo di approccio finisce in fondo alla lista quando si tratta di dimostrare di avere un’attitudine professionale e un attaccamento all’azienda.

Le società più grandi hanno una marea di candidati bravi, laureati e intelligenti fra i quali scegliere; tuttavia, chi fra questi bilancia la propria sicurezza con un atteggiamento più umile e una determinazione maggiore a contribuire al progresso della società, si distingue rapidamente dagli altri.

Anche se, agli occhi di molti, le maggiori società sono delle organizzazioni senza scrupoli che si preoccupano solo di fare profitti sfruttando lavoratori anonimi pagati il minimo sindacale, non si può fare “di tutta l’erba un fascio”. Ci sono molte aziende guidate da persone con forti princìpi etici che riescono ad armonizzare profitto e altruismo. I manager più saggi vedono il profitto come una conseguenza naturale dell’efficienza e della qualità; utilizzano poi parte di queste entrate per remunerare i lavoratori che hanno contribuito al successo della società. In organizzazioni come queste, tutti vincono.

Se dimostri di avere chiari questi aspetti, oltre che di possedere i requisiti necessari, ti posizionerai in cima alla lista di candidati.